mercoledì 11 novembre 2015

L’INATTUALE DITKO È L’UOMO RAGNO


Se Batman è stato il primo fumetto che ho letto, l’Uomo Ragno è stato l'unico a coinvolgermi fino in fondo.

Batman ha come compito proteggere la città di Gotham City dai criminali, l’Uomo Ragno esiste solo per salvare zia May. 

Dopo che lo zio Ben è morto indirettamente a causa dell’Uomo Ragno, Peter Parker, l’alter ego del supereroe, vive nel terrore che la stessa sorte possa capitare all’adorata zietta.

La vignetta sotto dà un’idea di come Peter prenda seriamente la cosa.  



La storia più appassionante della saga è, credo a giudizio unanime, quella dell'Uomo Ragno n. 27 (Editoriale Corno).

Dopo essere stato travolto da alcuni pesantissimi macchinari, pagina dopo pagina l'Uomo Ragno raccoglie tutte le forze per liberarsi: deve assolutamente portare un farmaco sperimentale per salvare zia May, ricoverata in gravi condizioni!








I testi delle storie sono firmati da Stan Lee, il direttore della Marvel, ma l’Uomo Ragno è sostanzialmente una creatura del disegnatore Steve Ditko. 

Stan Lee accennava a voce e in modo generico i soggetti ai suoi due disegnatori di punta, Jack Kirby e Steve Ditko. Poi loro stessi li sceneggiavano mentre disegnavano. Alla fine, Stan Lee scriveva i dialoghi seguendo quelli che i disegnatori avevano appuntato a matita nei margini delle vignette.

In sostanza, l’apporto di Stan Lee non era creativo (non è riuscito a ideare un solo personaggio dopo la separazione da Kirby e Ditko), pur essendo comunque fondamentale perché dava un'anima ai personaggi. Cosa che né Ditko né Kirby erano lontanamente capaci di fare da soli.

Ecco come avveniva il procedimento.



(Nella quinta vignetta della tavola sopra si parla di un "copione", cioè di una sceneggiatura, ma questa parola non compare nel testo originale)
Un ritratto di Steve Ditko a opera dell'illustratore Drew Friedman.



Steve Ditko, nato nel 1927, era attivo dagli anni cinquanta come disegnatore e co-sceneggiatore di storie brevi del terrore e sul tipo dei telefilm “Ai confini della realtà”.

Presentiamo per intero una di queste storie. Si tratta di uno dei primi fumetti Marvel pubblicati in Italia, nel n. 10 degli “Albi del Secolo” del 1962. La storia, evidentemente ispirata all'episodio "Time enough at last" del telefilm Twilight Zone del 1959, è uscita in America con il titolo "Inside the Fallout shelter" su Tales of Suspense n. 30 del 1962. Nell'edizione italiana, le vignette di Ditko sono state rimontate per adattarle al formato tascabile.

Negli anni sessanta, Steve Ditko divide lo studio con Eric Stanton (Ernest Stanzoni), un disegnatore di fumetti “bondage” e “fetish” venduti per corrispondenza, perché troppo hard per l'epoca.

A volte, come nei casi che vediamo sotto, Ditko inchiostra i disegni a matita di Stanton.

L’occasione per Ditko arriva nel 1962, quando Stan Lee gli commissiona un nuovo supereroe.

Lo aveva già chiesto a Kirby, il quale, però, l'aveva disegnato un Uomo Ragno con il costume che ricordava troppo un personaggio della concorrenza.

In seguito, quando Kirby si attribuì l’ideazione dell’Uomo Ragno, Ditko fece un disegno per spiegare che, secondo lui, quel personaggio era del tutto diverso perché ricordava Capitan America. L’ultimo ad avere visto la storia disegnata da Kirby è stato Jim Shooter, poi è scomparsa.


Per creare i Fantastici Quattro, Jack Kirby aveva riproposto il concetto degli Challengers of the Unknown realizzati nel 1957 per la Dc Comics. Sempre Kirby, aveva sicuramente ripreso The Fly (La Mosca), creato nel 1959 per la Archie Comics quando gli è venuto in mente l'Uomo Ragno. In questo senso, l'idea dell'Uomo Ragno è sua (come detto, Stan Lee non ha mai inventato niente). 

The Fly è un personaggio simile, almeno nei poteri, all’Uomo Ragno. E il suo nemico principale è… The Spider!



Quanto a Ditko, ha scopiazzato il costume dell’Uomo Ragno da un catalogo. Dalla scritta cucita sulla testa del bambino ha preso pure il nome di Spider-Man, mentre Kirby aveva chiamato il proprio personaggio Silver Spider (Ragno d’Argento).


La prima storia dell'Uomo Ragno esce su “Amazing Fantasy”, una testata che chiuderà per scarse vendite proprio in quel numero.

La copertina disegnata da Ditko viene scartata da Lee perché decisamente brutta. Ecco come sarebbe risultata, se fosse uscita.


La copertina viene completamente rifatta da Jack Kirby, mentre Ditko si limita a inchiostrarla. Ecco l'effetto definitivo.



L’anno successivo, il 1963, la seconda storia esce in un albo interamente dedicato all’aracnide umano: “The Amazing Spiderman”. 

La presenza dei Fantastici Quattro, i personaggi Marvel allora più venduti, serve per attirare l'attenzione del potenziale lettore.


Il personaggio è un supereroe particolarmente azzeccato, perché New York si presta bene a fare da scenografia a un tizio che si muove come un ragno.


Dagli altri eroi, l’Uomo Ragno si distingue perché durante la battaglia è una fonte inesauribile di battute: di questo il merito è del solo Stan Lee.



La differenza maggiore, rispetto agli altri fumetti, si vede quando l’Uomo Ragno torna a casa. Non si tratta di una base fantascientifica come quella dei Fantastici Quattro, ma di una modesta casetta del Queens.

Dentro lo aspetta zia May, sempre preoccupata quando il ragazzo fa tardi: in fondo Peter è solo uno studente delle superiori. Questi elementi, e quelli che seguiranno, sono tutti farina del sacco di Steve Ditko.



Non è facile fare l'Uomo Ragno di nascosto dalla persona che vive con te. Una aziana, tra l’altro, che ha orrore di quello strano essere.


Peter ama profondamente May, ma la convivenza crea mille problemi.

Può un supereroe che si rispetti assumere un’espressione così disperata a causa della propria zia?
A scuola non potrebbe andare peggio.


Tutti gli studenti ronzano attorno al muscoloso Flash Thompson, compresa Liz Allan, la bella della classe.

Peter è il classico emarginato: gli altri non lo vogliono, ma neppure lui intende mescolarsi con quegli stupidotti. Se i ragazzi isolano Peter, lui isola loro. Come Steve Ditko, non ama la folla.



Liz, diventando più matura, si rende conto che Flash umilia senza motivo Peter, ma non ha il coraggio di frapporsi tra i due.


La prima, e per me unica, fidanzata di Peter è Betty Brant. Una ragazza carina, anche se apparentemente insignificante.


Betty è la segretaria di J. Jonah Jameson, il direttore-proprietario del tabloid “Daily Bugle”.


Quando Peter si rende conto che Betty ha paura dell’Uomo Ragno, decide di interrompere la relazione per proteggerla da se stesso. 

Nooo! Non farlo!



Rimasti amici, Peter continua a vederla quando vende al giornale le foto dell’Uomo Ragno che si scatta da solo: J.J.J. le usa per sparare titoloni contro il supereroe, accusandolo ingiustamente di ogni crimine. Peter è costretto a questa attività autolesionista per pagare l’affitto di casa, dato che la povera zia May ha impegnato i propri averi.

Al confronto, lo scrittore Charles Dickens era un dilettante! 



Dopo l’abbandono di Betty, arriva un’altra ragazza: la sofisticata e apparentemente pericolosa Gwen Stacy.

Si metterà insieme a Peter rimanendo sofisticata, ma smettendo di essere pericolosa.


 
Stan Lee non è soddisfatto. Vuole che Ditko introduca Mary Jane, una bella sventola che faccia girare le teste. Ditko, sempre retrò (e condizionato dalle dominatrici inchiostrate per l’amico Stanton), gli presenta una vamp con tanto di sigaretta infilata nel bocchino. Stan Lee diventa una furia: lui vuole una ragazzina ye-ye, non una fatalona per vecchi maniaci!

Ma ormai i due non si parlano più e allora Ditko inizia a scrivere anche i soggetti, oltre a sceneggiare e a disegnare. Lee si limita a mettere i dialoghi nelle nuvolette. I testi delle storie decadono a vista d'occhio.

Steve Ditko cerca di convincere Jack Kirby a lasciare la Marvel insieme a lui, per obbligare Stan Lee a riconoscere il loro apporto nelle sceneggiature e nella creazione dei personaggi. Kirby prima dice sì e poi si tira indietro terrorizzato dalla prosettiva di rimanere senza lavoro, dato che alla concorrente Dc Comics lo odiano.

Ad andarsene nel 1966 è il solo Ditko. L’Uomo Ragno è finito, senza di lui diventerà l’ombra di se stesso. Sì, venderà sempre un sacco di copie grazie anche alla serie di cartoni animati trasmessi dalla Abc, ma chi se ne importa!



Senza Ditko non può esserci l’Uomo Ragno per il semplice motivo che Ditko è l’Uomo Ragno.


L’introversione di Peter è quella di Steve, i pensieri inattuali di Peter (come l’insofferenza per la contestazione studentesca del 1964) sono quelli del conservatore Steve.

Se Ditko è Peter, Jameson è l’arrogante Stan. Betty è Flo Steinberg, segretaria di Stan e unica impiegata dell’allora microscopica Marvel. La Torcia Umana, il personaggio dei Fantastici Quattro che spesso fa capolino nelle storie dell’Uomo Ragno, è il suo compagno di studio Eric, tutto auto sportive e belle ragazze. 

Ma Flo Steinberg (alias Betty Brant) non era una semplice segretaria. Per esempio, curava le lettere nella pagina della posta dei Fantastici Quattro. Ho fatto delle ricerche su internet: un numero impressionante delle lettere pubblicate da Flo erano scritte da ragazzi che sono poi diventati scrittori e intellettuali famosi.


Quando non le danno l’aumento, Flo lascia la Marvel per lanciare una effimera rivista underground, poi viene assunta dalla Warren (la casa editrice di di Zio Tibia e Vampirella) per un ruolo di un certo rilievo. Tutti i vecchi fan della Marvel la rimpiangono.

Steve Ditko, oltre a creare il personaggio più celebre della Marvel, ha ideato anche quello meno noto: Dottor Strange. Per la personalità, il linguaggio e i poteri magici, Dottor Strange secondo me è ricalcato su Prospero, il duca di Milano della “Tempesta” di William Shakespeare. Mi sembra strano che nessuno l’abbia notato.



Strange è un chirurgo che pensa solo agli affari propri, finché, dopo un’incidente d’auto, le sue mani lesionate non gli permettono più di fare operazioni. Si lascia andare diventando un barbone.



Un maestro orientale, l’Antico, lo prende come allievo facendolo diventare esperto delle arti mistiche.



Le sue storie sono sconcertanti soprattutto sotto l’aspetto grafico.

Forse solo sotto l’effetto dell’Lsd, il potente allucinogeno inventato dalla Cia, si possono immaginare mondi simili. Una sorta di realtà virtuale ante litteram.







Il suo nemico mortale è il fiammeggiante Dormammu, un demoniaco essere interdimensionale.



Clea, prigioniera di Dormammu, una volta liberata diventerà la fidanzata di Strange.



Dopo la Marvel, Steve Ditko non fa più nulla di interessante per quanto riguarda i testi.



Il personaggio principale che crea per la Dc Comics, The Creeper, è quasi illeggibile: non c’è più Stan Lee a scrivere i dialoghi.



Disegna la versione a fumetti del divertente telefilm Get Smart per l'agonizzante Dell. In seguito, per la Charlton, la peggiore casa editrice di fumetti (di proprietà della mafia newyorkese), tornerà alle brevi storie autoconclusive.



In pieno clima underground prova ad autoprodursi gli albi.




I fumetti all'interno sono il massimo del conservatorismo, con i concetti assoluti di “bene” e “male”. Durante gli anni della contestazione non interessano a nessuno.



Come non interessano le sue semplicistiche riflessioni filosofiche da autodidatta.



Ogni tanto, tra gli anni settanta e ottanta, ritorna alla Marvel e alla Dc con nuovi personaggi di scarso successo. 

Ora le storie sono scritte da sceneggiatori professionisti, ma nessuno sa utilizzare Ditko come Stan Lee.



Dagli anni sessanta, Steve Ditko ha deciso di scomparire dalla vista del pubblico. Ancora oggi va tutti i giorni nel suo piccolo studio di New York, per realizzare fumetti incomprensibili acquistati da un pubblico di fan ristrettisimo.

Prego, ora clicchiamo sulle icone dei social media in basso per far conoscere questo umile post ai nostri amici.

42 commenti:

  1. Quando sostengo che l'unico vero e possibile Spiderman era quello di Steve Ditko tutti mi guardano strano. Questa cosa me la porto dietro dalle scuole medie.

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  2. Caro Giuliano, non a caso abbiamo lavorato insieme nel campo dei fumetti.

    Anche se dal numero delle visualizzazioni che mi arrivano in automatico risulta che i post vengono letti, questo spazio per la discussione non decolla.

    Mi sa che getto la spugna e chiudo il blog.

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  3. Spunti per la discussione ce ne sono eccome. Si potrebbe partire dal fatto che che Mr. A era un veicolo per mostrare i principi di una cosa chiamata "Oggettivismo Randiano" (di cui francamente non ho avuto nemmeno il coraggio di guardare su Wiki cosa fosse):

    http://pappysgoldenage.blogspot.it/2015/11/number-1809-ditko-mood-1957.html

    Quindi, visto che Steve si era talmente intrippato con questa corrente filosofica, gli si potrebbe dar credito di avere inventato (a meno di non trovare antecedenti) un nuovo genere, il "comic filosofico", così come Kirby-Simon inventarono il Romance Comic, scatenando una ridda di imitatori scassoni che ci hanno allessato i testicoli con stucchevolissimi stereotipi per trent'anni (utili se non altro come documento di costume in prospettiva storica). Solo che il "genere" inventato da Steve non ebbe lo stesso successo del Romance (il perchè lo spiega bene Sauro) e non vedi in giro tanti comic books cazzeggiare su Aristotele e Platone. Ce ne sono stati, intendiamoci, per es. negli anni 80... ma non "tirano".

    Poi si potrebbe parlare del modo "criminale" in cui la Corno, ma anche Mondadori negli Oscar, ecc. riducevano i comics Golden Age in formato pocket. Io giuro che adesso, che sono vecchietto, non riesco più a leggerli. La faccenda del rifugio antiatomico, chiaramente derivato dall'episodio della biblioteca in Twilight Zone (un bene non può essere goduto perchè manca l'"attrezzo" necessario, siano occhiali o apriscatole) fu usato anche dalla Atlas e più volte, ora non ricordo se ci fosse di mezzo Ditko ma la storia dell'apriscatole non è nuova.
    Poi si potrebbe parlare di qual'era l'inchiostratore preferito ecc. ma lì ci vogliono i super esperti.
    Se chiudete il blog i poveri ignoranti come me che vogliono imparare qualcosa se la pigliano in saccoccia :(

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  4. Risposte
    1. Quiz: chi riesce a capire in che anno è stata pubblicata questa storia di Ditko?

      Così scopriamo se ha copiato il telefilm o il fumetto.

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    2. Metà del non-premio va comunque a quel "povero ignorante" di La Rue (che per me ne sa fin troppo) perché gli è venuto in mente l'episodio degli occhiali della serie "Ai confini della realtà".

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    3. Time enough at last (Twilight Zone) Novembre 1959
      Inside the Fallout shelter: Tales of Suspense 30 Marzo 1962


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    4. Come premio vorrei la Midnite Maiden, ma so già che mi manderai invece Zia May.
      Sull'UR Corno 27 c'era anche una bellissima storia di Strange...

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    5. Per fortuna l'ignorante sei tu!

      La verità è che sono troppo pigro per mettermi a cercare, ma mi chiedo come tu possa avere trovato tutto così velocemente...

      Hai fatto un patto con Satanish, eh?

      Be', altro quiz: ricordo che quella storia di Ditko era stata pubblicata in appendoce a un albo Corno. Quale?


      Minchia, scrivo i post senza rileggerli e poi mi accorgo sempre che ho fatto un fottìo di errori...

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    6. Ho usato l'Occhio di Agamotto. Buonanotto. :D

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    7. Sto facendo la cresta sui fondi affidatimi da alcuni true believers xchè convinca Ditko a riprendere il suo Speedball e ne faccia un metaumano capace di diventare un cocktail nel bicchiere di un agente segreto di uno SHIELD che ricordi lo UNCLE xchè in realtà intendo produrre un film con Matt Modine nei panni del papà di Spidey e The Creeper ( guardate la foto del Ditko giovine e rockabilly ). La mia idea è di ripetere la Civil War evento Marvel di qualche anno fa con Stan e Steve uno contro l'altro armati e Jack nel ruolo che Spidey aveva nella miniserie ( si smaschera di fronte al mondo x obbedire a Tony Stark poi capisce di aver sbagliato nel non sposare il partito di Steve Rogers che era contrario all'atto di registrazione dei picchiatelli in costume ). Devo far presto e battere sul tempo il prossimo bolckbuster con Captain America / Chris Evans che racconterà appunto la Guerra Civile. Sperem.

      Il Vero Spidey era Steve Ditko - praticamente , come The King, uno Steve Wozniak della Marvel, ma è stata la lungimiranza di Stan Lee, lo Steve Jobs della Casa delle Idee , a guidare il Ragno sulla strada del successo planetario trasformandolo da un rancoroso oggettivista solo contro il mondo in un ragazzino che incidentalmenrte è anche un supereroe e deve intanto fare i conti con la scuola, le ragazze e le persone che si amano, invecchiano , si ammalano e i soldi che sono sempre troppo pochi.
      La deriva Ditko avrebbe portato Pavido Parker ad arroccarsi su posizioni di Ultimo Avamposto del Bene nel Sistema Ditocomico/Ditko-comico. Lee in tandem con le matite moderne dl Jazzy John Romita sr ha teleporato Spidey negli anni sessanta in un mondo che cambia con bellezze moderne come le romitiane Gwen e MJ e cattivi destinati ad un enorme e multimediale successo come Wilson " Marlon Brando " Fisk in arte Kingpin.
      Da lettore sono contento di aver potuto leggere i "due" Spidey e da cultore del segno di esser stato bimbo anche durante la fase anni settanta con gli adrenalinici e nevrotici " camera a mano e non ci fermiamo x nessuno " Gil Kane e Ross Andru. Mai sentito l'identificazione con Parker - penso che avesse ragione Peter David negli eighties quando lo fa realizzare in un dialogo con Flash Thompson che in realtà nei giorni nel ditkoverso ( non che Eugene Thompson si esprima così of course ) si isolava da solo e non legava con ragazzi che avevano altri interessi senza far nessun tentativo di gettare un ponte ( andatevi a rileggere Amazing Fantasy n. 15 ).
      Nella saga mi piacevano Harry Osborn - la prima MJ era una realistica ragazza non abbastanza matura da capire come dire ad un ragazzo innamorato che non corrispondeva ai suoi sentimenti senza passare x la fase " fatti un giro che non 6 + divertente - così fragile e nevrotico e con un papà problematico e JJJ - patologicamente e comicamente nemico del Ragno, ma x il resto giornalista incorruttibile ( si veda la mini saga di Bullitt ) - e Green Goblin, of ocourse, già allora un Lex Luthor che ama travestirsi da Joker.

      Doc Strange, una volta uscito il film, sarà il + famoso e cool personaggio della Casa delle Idee. Legioni di fans faranno la fila nei fast food x rimpinzarsi di McFlurry alla nocciola: al terzo di fila si entra nella dimensione di Dormammu. No kiddin.

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    8. Caro Crepas, secondo me, dopo Ditko, Peter è diventato un ragazzo normale: a me piaceva la sua anormalità, la sua inattualità. Non è che mi riconoscessi in lui: io non andavo bene a scuola.

      Soprattutto, con Romita non si è avuto niente di creativo, niente di fantastico. Io ho trovato stucchevole un Uomo Ragno ridotto a soap opera (con in più tutti i problemi dei "ragazzi d'oggi"), mentre Ditko, soprattuto nei primi numeri, aggiungeva tante cose oltre la soap di Stan Lee. E non gliene fregava niente delle tematiche moderne come incomprensione padri-figli, le droghe eccetera. Lasciamo sta roba alle fiction televisive.

      Chissà a quale Strange faranno riferimento nel film... è sperare troppo che guardino a Ditko?

      Purtroppo il cinema si è lasciato condizionare dalle versioni Ultimate: Nick Fury nero!

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    9. Grazie, dopo una stucchevole decade Star Comics (diciamo 1988-1998) di puro e totale elogio-peana delle Marvel Soap, ci voleva.

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    10. crepascolo,
      stando a Steve una delle ragioni per la quale litigò con Stan fù perché Stal Lee voleva trasformare Spiderman in un Spider(Bat)man
      con tanto di spider-car, spider-girl ...
      è solo per "colpa" di Steve se Peter è rimasto -l'amichevole vicino di casa-

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  5. Probabilmente ci sarà qualche riferimento - estetico - al Ditkoverse , ma immagino che si guarderà anche al periodo Englehart ( matite di Colan e Brunner e Sutton, to name a few ) e si strizzerà l'occhio allo Strange prezzemolino di parecchie testate degli Avengers lato Bendis con uno Steve che maneggia incantensimi come un erripotter con pizzetto e zucca brizzolata.
    L'ultimissimo Strange - credo non ancora tradotto - e filtrato dal cesello di Chris Bachalo usa anche armi da Conan il Barbaro. Vedremo.

    De gustibus. Resta il fatto che è stata la trasformazione di Peter Parker da avatar del pensiero oggettivista a ragazzo di oggi ( ieri ) a decretarne il successo planetario e duraturo. I vari Question , Hawk & Dove e Creeper sono stati molto meno fortunati e , per aver almeno l'occasione di ballare una altra estate (penso al Vic Sage di O'Neill e Cowan tanto x fare un esempio ), è stato necessario aggiustare il tiro e smussare qualche angolo.
    Sul versante villains è indubbio che Steve abbia creato un bestiario che nemmeno Chester Gould mentre Romita sr si sia limitato a Kingpin, Shocker , Rhino ( poi passato a tormentare brutaloni come il Golia Verde ) e Prowler ( pare da un disegno del bimbo Romita jr ! ), ma porbabilmente anche xchè le scaramucce tra Spidey ed il birbone di turno era meno interessante x il lettore del sapere come avrebbe fatto Peter a portare fuori Gwen senza il becco di un quattrino.

    A me non spiace il Nick Fury afroamericano. E mi piaceva quello sterankato. Il prossimo Nick sarà una donna figlia di messicani entrati illegalmente negli States anni prima. Una donna compatta come Amanda The Wall Waller della Suicide Squad della DC , ma + giovane, meno coriacea apparentemente e sposata con una spia operativa combo di Sharon Carter e Vincent Gallo. Testi di Matt Fraction, disegni di Sean Murphy. I fans la adoreranno. Miniserie Netfix o HBO. Excelsior !

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  6. L'Uomo Ragno di Lee e Ditko aveva successo, credo fosse secondo in vendite solo ai F4. Dopo controllo i dati.

    Tra l'altro, l'Abc decidise di fare la famosa serie di cartoni animati quando c'era ancora Ditko.

    I cartoni uscirono sotto Romita, e spinsero (i cartoni più che Romita) l'UR al primo posto.

    Comunque, in effetti, a Peter assomigliavo un po' perché anch'io non ho mai sopportato i gggiovani (soprattutto quando ero piccolo). Che noia, i giovani.

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  7. Da condannare senza processo. Si trovano alla sera davanti al bar di fronte alle disco e poi, x non pagare il guardaroba, sfilano in t-shirt e mini o bermuda, dopo aver lasciato il paletot stiloso del nonno stile alpino che si ritira in Russia nel senso che si è ristretto x il freddo nella Panda dell'amico che ha promesso che no raga non bevo nemmanco un goccio e vi porto seco , fino al loro tempio ripieno di tribute bands di bands il cui front man ha l'età di Ditko.
    Ed io sono appena riuscito ad addormentarmi dopo aver raccontato a Crepascolino di quella volta che Spidey ha sconfitto il Doc Ock en travesti per portare in tempo alla zia May l'antidoto e dopo aver guardato le ombre sul soffitto dal crepuscolo all'alba riscrivendo la storia di Question e the Creeper di modo che Vic Sage sia un giornalista polemista con lo schizzo ai freni che un antico sensei nella solita lamesseria tibetana invita a seguire la via della Forza attraverso l'assunzione di un beverone che nella solita notte dell'Innominato lo ha portato ad affrontare spettri ghignanti che saltano fuori come misirizzi da specchi in cui il frastornatissimo Vic si vede senza volto e con il fedora sulle ventitrè quando i giovani esodano felici e festanti cantando al mondo la loro gioia x esser stati parfte di qualcosa senza dubitare x un istante di non esser altro da Steve e non aver mai avuto l'occasione, prima o poi, di vedere con l'occhio di Agamotto, un mondo che nemmeno Jacovitti drogato di peperonata. Io non li sopporto i giovani, ma uno di loro , prima o poi, scoprirà da qualche parte un albo Corno strappato con Spidey che non riesce a salvare il fratello di Betty Brant e cercherà in rete tutto quello che potrà trovare sul vecchio Steve...

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  8. Fanno un nuovo film di Strange? Ipotizzo un triangolo Stephen - Clea - Rintrah.

    Mi ricordo il Creeper in un annual di Blue Devil di Cullins credo dell'86. Mi piaceva. Ma forse era perchè in quell'episodio tutti facevano la figura dei cretini in stile National Lampoon's Vacation, persino il Phantom Stranger. In realtà non so veramente come fosse il personaggio. Quella era la versione cretina.

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    1. Non so Rintrah, ma si tratta di una pellicola con Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Mads Mikkelsen, Tilda Swinton e Michael Stuhlbarg.
      Ben sarà Doc. Credo che Tilda sarà Eternità. Immagino che Mads, as usual, sarà il cattivo quindi Mordo. Rachel avrà le girelle alla Hellboy platinato di Clea.
      Ho visto una foto dal set sulle montagne innevate e ho subito pensato a Nolan ed al suo Bruce Wayne nel suo viaggio di formazione.
      Prevedibilmente la storia inizierà con il buon doc che diventa sempre + arrogante e se ne torna a casa da qualche festa tanto brillo da prendere in velocità una curva che non c'era e schiantare la sua vettura da qualche parte giocandosi la sposa e le mani. In qualche bettola di Caracas o Wakanda qualcuno gli racconterà dell'Antico ed il ns si metterà sulle sue tracce finendo in quella sezione di Kill Bill in cui Uma doveva mangiare solo riso ed imparare dal suo sensei. Mordo sarà il suo antagonista già in classe. Di fatto + versato x la magia nera, sarà promosso sebbene già sedotto dal lato oscuro della Forza. L'Antico sa già che è necessario il suo allievo prediletto entri in conflitto con tutto quello che avrebbe potuto diventare se avesse bussato altrove. La sbandata arriva quando Mordo rivela a Steve che l'incidente e tutta la sua discesa agli inferi prima e dopo erano parte di un piano del loro maestro x portare Doc dove doveva essere ovvero in procinto di diventare un baluardo contro il cattivo lovecraftico Shuma Gorath ( no kiddin, pare sia davvero il villain del film ) . Okay, è una trovata che fa tanto Grant Morrison al lavoro sulla Doom Patrol, ma le note sono sette. Doc non la prende benissimo e si ribella al suo mentore. La sua furia spalanca le porte al dio oscuro che sta x farne il suo luogotenente sulla Terra, ma Eternità appare in sogno al nostro eroe e gli rivela che la sua sposa non è realmente morta, ma si è reincarnata in Clea, una donzella di una dimensione che il Doc ha visitato a ridosso dell'intervallo tra i due tempi e che gli era sembrata familiare. Strange entra nel regno di Dormammu e scopre che Clea è prigioniera come tutti di un essere che di fatto esiste solo xchè tutti credono esista. Uniti i due innamorati negano la ragion d'essere di Dormammu che semplicemente svanisce. Tornato nel ns mondo, Steve scopre che la realtà sta diventando una allucinazione alla Dalì o alla Ditko nelle mani di Shuma G. e che anche Mordo è sotto shock x quello che ha contribuito a scatenare. I due maghi e Clea focalizzano la loro assenza di paura, il loro credere nel pensieto eterodosso e la loro brama di libertà in un raggio mistico che azzera il mostro informe. Tutto ritorna come non fosse accaduto nulla. Fine.

      Nei forum x anni i fans speculeranno sulla possibilità che tutto il film non sia altro che la catarsi di Strange guidata dall'Antico. Alcuni sosterranno che succede tutto nella testa del Doc. Altri diranno che nel finale è Dormammu a trionfare imponendo a tutti di credere non esista ( come il diavolo secondo Kevin Spacey ne I soliti Sospetti ndr ) quando in realtà è ormai un pensiero radicato nel subconscio di tutti e da tutti succhia l'anima ( molto Matrix, ma le note sono meno di otto e poco + di sei ).
      Non so come possano concepire script del genere, ma immagino ci sia gente pagata x sognare...

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    2. E l'acido lo paga la produzione.
      Il rapper Shuma G mi piace assai, in realtà è Kolvorok dopo una sbronza di Delizia del guerriero ;) (..."occhiolino"...). Ma speravo in Dormammu.
      E in Peter Gabriel, nella parte di Siseneg-Genesis.

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    3. A proposito di Shuma: dopo il Doc Strange di Ditko metto senz'altro quello di Barry Smith.

      Due visionari.

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    4. Peccato che l'ultima parte dell'avventura nella (pseudo)Innsmouth fu disegnata non da lui ma da un cane ipnotizzato da Mordo. A te non piace il Decano?

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    5. Il Decano, alias Gene Colan, è molto bravo, anche se indulge troppo nella fotografia o, comunque, nello stile fotografico. Valgono le cose che dicevo nel post su Bruce Timm contro Neal Adams. Anche se Colan non è un genio come Adams.

      Poi Francyduck è un ammiratore sfegatato di Colan, e io non vorrei finire nelle sue ire perché è un tipo pericoloso assai.

      Detto tra noi, il Doc Strange di Colan l'ho odiato.

      Secondo me, l'unico personaggio accettabile di Colan è Dracula (inchiostrato da Tom Palmer), perché non è un supereroe e con lui quello stile fotografico può anche avere un senso.

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    6. Aahh... "Ti ho beccato!"... direbbe Totò.
      Nemmeno Strange è un Supereroe. Non in senso stretto almeno. E' un Sorcerer Supreme (anni di studio e di sudore, mica ragni radioattivi). :)))
      Ma capisco cosa intendi (horror gotico - disegno realistico ok).
      Anche io amo Colan, ma ti do ragione piena sul fatto che Dracula è la sua vetta, e devo ammettere che la "visionarietà" di Strange è resa meglio da Ditko, Smith e Brunner.
      E non mi piaceva troppo Devil. Strange sì. Ciao!

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  9. Gene The Dean Colan era un uomo secondo il suo cuore , come direbbe un qualsiasi fan di Manzoni o Guareschi, probabilmente non tanto diverso da Steve Ditko almeno nel suo prediligire i good guys: ricordo una intervista nelle ultime pagine di un volumetto con una parte della run di DD dell'allora implume Joe Kelly in cui spiegava che, per esempio, faceva fatica a disegnare Namor
    " come un eroe " considerato la sua testa piatta. Cattivo. Io da bimbo mi ero commosso x quella storia in cui il Figlio Vendicativo ritrova il papà McKenzie x poi perderlo immediatamente x colpa dei cattivi, con la testa piatta o meno.
    Strano geppo, il Decano. Se non consideriamo la sua fase fotografica ( parecchi DD e quasi tutta la sua corsa su Dracula e qualche Doc Strange ) in tandem con Tom Palmer, il suo tratto negli anni sessanta su Scavezzacollo rifinito da Tartag o su Iron Man rifinito da Dan Adkins o su Cap quando non filtrato da Bill Everett o Syd Shores aveva una energia molto moderna, ai miei occhi di lettore x cui tutto era nuovo addirittura visionaria. Ancora oggi riesco a leggere senza annoiarmi la run che comincia con DD che affronta il Coleottero , esausto dopo aver affrontato senza iper-sensi Hyde e Cobra , lo sconfigge , non tira nemmeno il fiato e si ritrova nel piano di Trapster x annientare i F4 che riesce a frustrare al prezzo di ritrovarsi con la schiena frullata nel tube di New York e davanti ad un Doc Doom che poi scambierà il suo corpo con lui. Senza un attimo di pausa e con matite nervose e caratterizzate. Praticamente il primo anno di Prime di Norm Breyfogle , cioè un fumetto degli anni novanta.
    Invecchiando, Gene ha scelto , non so se consapevolmente o x problemi di vista che progressivamente lo hanno minato, di rarefare il tratto. Pare che Jimbo Shooter lo abbia allontanato x una questione di rispetto di scadenze. La sua Wonder Woman non è curata come il suo Dracula. Meglio il Jemm Son of Saturn, grazie anche alle chine di un giovane ma già veterano Klaus Janson. Se non consideriamo le sue cose indies con McGregor, di cui sono state stampate direttamente le matite non chinate, il suo ritorno in Marvel ( fumetti tratti dalle opere di Clive Barker, la Pantera Nera di Marvel Comics Presents, il citato DD di Kelly ) è caratterizzato da un segno stilizzato e schizzatissimo con sfondi appena accennati, come se il Decano fosse sul luogo dell'azione e stesse riportando su di un block notes cosa stava succedendo. A me non spiace l'idea, ma si tratta di un modo di fare fumetti che difficilmente può incontrare un pubblico mainstream. La sua ultima storia x Cap - su testi di Ed Brubaker ed arrivata dopo anni di disegni di Butch Guice, Steve Epting e Luke Ross con chine di Butch Guice che hanno imposto x la testata un look iperrealistico - ha la stessa atmo della cover n.400 di Tex con Galep che gli fa fare ciao ciao al lettore.

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    1. Non vorrei essere iper-commentante (!) ma su Colan la mia opinione voglio darla.
      Secondo me ha ragione Crepascolo nel dire che il tratto fotografico era solo UN aspetto dell'arte di Colan, basta controllare le sue storie negli anni della Atlas (un altro dei miei stucchevoli links):

      http://pappysgoldenage.blogspot.it/search?q=gene+colan

      Ma anche nella sua fase iperrealista The Dean non riesce a nascondere la plasticità delle sue figure, nel movimento ma anche nelle piccole cose. In certi Tomb of Dracula Vlad spalanca la boccuccia in modo assai appropriato ma non realistico (sembra Drak di Zio Boris). Anche "Bloodscent" se non sbaglio fu stampato senza inchiostrare, quindi c'era comunque, pur nel realismo, una volontà di sperimentazione non proprio tipica di un artista solo "fotografico" come può esserlo, diciamo, Gulacy (ottimo artista, eh!).

      L'invecchiamento, una nota triste. Mi sembra di ricordare che nella miniserie Dark Horse "Curse of Dracula" (il Dracula-non-Vlad e senza i baffetti da sparviero che Marv Wolfman si concesse di scrivere) il tratto fosse ancora più che buono. Trovo molto azzeccato il paragone con quella cover di Galep.
      Sembra strano, ma secondo me ci sono artisti (Colan, Steranko), che possono permettersi di definirsi allo stesso tempo "fotografici" e "non realistici", nel senso inteso da Sauro.

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  10. le due donne in "lotta" mi hanno fatto pensare a Sin City!
    specie col loro b/n

    possibile che...

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  11. anch'IO
    "sostengo che l'unico vero Spiderman è quello di Steve Ditko"

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    1. In genere è sempre così, Sebastiano: il primo autore crea il personaggio mentre quelli che vengono dopo fanno solo alcune variazioni sul tema. Quando non lo stravolgono completamente.

      Cosa c'entra, per esempio, il Flash Gordon di Kurtzman e Barry con quello di Moore e Raymond?

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  12. Occhio che nell'articolo Flo Steinberg è indicata come Goldberg.

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  13. Sauro, non conosci qualche sito che abbia messo online tutto Midnite Maiden ?

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  14. non mi intendo di siti musicali. tra dieci minuti esce il mio nuovo post.

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  15. Bè, io parlavo del fumetto di Stanton che hai postato sopra.Ma eri ironico, vero ? :)

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    1. No, ero distratto. E no, non so dove scaricare quel fumetto.

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    2. Mi ero dimenticato di dirti che nel libro "Artiste della fuga" di Stanton (1974), nella benemerita serie L'Olimpo dei Fumetti della Sugarco Edizioni, ci sono 63 pagine di una storia fetish inchiostrata da Steve Ditko. All'epoca me ne accorsi appena la vidi, anche se non sapevo ancora dell'amicizia tra Stanton e Ditko.

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  16. L'UR di Lee/Romita mi piace meno di quello di Lee/Ditko, anzi, più passa il tempo più sembra una cosa fatta a tavolino per stimolare le vendite, e quando se ne va Stan Lee il disastro si compie (fatta eccezione per l'intermezzo nella Terra Selvaggia scritto da Roy Thomas).
    La prima produzione invece, seppure un pò melodrammatica, è un esempio del classico fumetto artigianale di una volta, in una Marvel ancora piccola, una serie con un'anima, dei personaggi viventi, non attori piegati alla storia, ed idee a profusione, e tutte contenute in una storia, non brodi allungati a puntate come modernamente si fa. Ed il tutto è dovuto alla collaborazione tra i due autori, dove ognuno migliorava le idee dell'altro (per esempio ho letto da qualche parte che Ditko, descritto come estimatore di storie sui gangster, avrebbe voluto far fuori anche Betty oltre al fratello ma Lee per fortuna si oppose; tralaltro su The Creeper, che ho letto in ristampa e che non ho trovato affatto illeggibile, in una storia non-ditkiana e non-ristampata una dottoressa sopre l'identità segreta del supereroe; tornato sulla serie Ditko la rende vittima di un omicidio, senza ovviamente Stan Lee a dire di no).
    Qualche incomprensione nella gestione della serie ci dev'essere stata, come nella storia con Lizard dove parte dell'azione viene descritta da una didascalia, o come quando non salta fuori la vera identità di Goblin dopo la morte del Signore del Crimine che custodiva chissà che cosa in una cassetta di sicurezza.
    Comunque, certe tavole del bravo Steve Ditko le si potrebbe osservare per mezz'ora di seguito, in particolare quando mima una lezione di disegno con l'UR e la Statua della Libertà come protagonisti.

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  17. si una volta i Fumetti avevano un'anima
    un'anima dovuta alla "Semplicità" delle loro storie.

    non ricordo la diatriba su Betty ma mi pare che Gew fu poi fatta morire perché non voluta da Stan
    ma potrei sbagliarmi.

    Creeper è "illeggibile" nel senso che non ha dei dialoghi scorrevoli;
    chissà perché quando erano-sono i disegnatori a scrivere i testi diventano più... epici!
    quindi pesanti da digerire.

    lo stesso problema aveva Jack Kirby
    e anche Frank Miller
    che ha DISTRUTTO il film su The Spirit
    trasformandolo in un Sin City 2!!!

    ...peccato per le tavole di Steve Ditko che le usa come piano per il cutter!

    le storie di una volta andrebbero ristampate con commenti e note storiche, spesso dietro ci sono retroscena-riferimenti-denunce
    non facilmente percepibili oggi

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