lunedì 7 dicembre 2015

GODZILLA HA CREATO LA MARVEL


Il film "Godzilla" di Ishiro Honda esce in Giappone nel 1954, dando il via a una lunga serie di sequel cinematografici e portando alla creazione dei fumetti Marvel: dai Fantastici Quattro a Hulk, dall'Uomo Ragno a Devil, fino agli X-Men.


Nel film, ispirato ad analoghi B movie americani degli anni cinquanta, vediamo il rettile di un isolotto dell'Oceano Pacifico trasformarsi in un mostro gigantesco a causa delle radiazioni prodotte dalle bombe atomiche americane fatte esplodere durante gli esperimenti. 


Il mostro, oltre alla potenza dovuta alla enorme stazza, ha superpoteri come un fiume di fiamme che lancia dalla bocca, chiamato "raggio atomico".


Anche se Godzilla, almeno nei primi anni, si accanisce sui giapponesi, finisce per diventare il simbolo della riscossa e della potenza nipponica. I giapponesi, come Godzilla, non si sono piegati ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. 


Ben presto, i cinema del Sol Levante si riempiono di mostri giganti, tra nemici e concorrenti di Godzilla, con i rispettivi serial cinematografici.

Da bambino, nei primi anni settanta, al cinema dell'oratorio ho visti alcuni dei 28 film a lui dedicati: come effetti speciali sono paragonabili ai Power Rangers.

Anche se poi andavo al cinema del paese vicino, che non era dei preti e proiettava film dove le attrici facevano vedere le tette: erano vietati ai minori di 14 anni, ma chi, come me, di anni ne aveva solo 11 o 12 entrava lo stesso. 


Per i comuni babbani, l'unica relazione tra Godzilla e  la Marvel è la serie di comic book uscita nella seconda metà degli anni settanta, per i testi di Dough Moench e i disegni di Herb Trimpe. Inedita in Italia, credo.


Godzilla ha scatenato anche la fantasia di uno dei miei disegnatori contemporanei preferiti: Art Adams.






In tempi recenti la produzione dei film di Godzilla è passata agli americani. 

Al remake del 1998, talmente noioso che ho resistito solo pochi minuti ai dialoghi "impegnati" dei protagonisti, è seguito il reboot del 2014 che non ho visto affatto (sotto). 


Ecco il primo Godzilla nipponico a confronto con l'ultimo americano, per la serie: e chi se ne frega.


Questa è la storia di Godzilla così come la conoscono i babbani, dicevo. 

La vera importanza di Godzilla sta nel suo ruolo essenziale nella creazione della Marvel. Stan Lee conosceva bene il personaggio, al quale aveva applicato alcune battute in un paio di riviste in bianco e nero da lui curate: "Monsters to Laugh" e "Monsters Unlimited".





Tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei sessanta, la Marvel sopravviveva solo grazie alle decine di cloni mostruosi di Godzilla creati da Jack Kirby. Erano disegnati in fretta e furia, a decine di tavole al giorno. Poi Stan Lee ci metteva i dialoghi e la firma.

Kirby era appena stato cacciato con ignominia dalla Dc Comics per una questione di soldi, e così doveva ingoiare tutto. Tra i vari inchiostratori, si distingue in particolare Steve Ditko, futuro disegnatore del primo Uomo Ragno. 













In questi episodi, per lo più autoconclusivi (anche se qualche mostro poi torna a colpire), vediamo quasi sempre le radiazioni atomiche mutare qualcosa in un gigantesco mostro devastatore. I film giapponesi di Godzilla avevano sfondato anche nei cinema americani, e la Marvel ne sfruttava senza pietà il meccanismo di base. Che era poi quello dei mostri giganti dei B movie americani, ispirati a loro volta a King Kong.

Tra i tanti, ricordiamo Groot, il mostro-pianta oggi inserito nei Guardiani della Galassia, portati recentemente al cinema dalla Marvel. 


Fin Fang Foom, forse il più godzillesco per l'ambientazione orientale, ebbe il privilegio di una serie tutta sua.


In queste storie vengono sviluppate le tipologie dei personaggi, come quella dello scienziato Reed Richard, e i nomi dei loro alter ego (sopra abbiamo visto un Hulk) che ritorneranno nella successiva produzione Marvel.

L'illustratore Jeff Slemon ha recentemente reso omaggio ai mostri pre-Marvel.


Stan Lee racconta nelle interviste che all'epoca era stufo di scrivere fumetti per bambini e voleva fare qualcosa di più serio. Si riferisce a queste storie di mostri, che in effetti erano parecchio infantili.

Anche i Fantastici Quattro, la prima serie dei supereroi Marvel uscita nel 1961, erano pensati come un fumetto di mostri. Gli avversari comandati dall'Uomo Talpa erano i soliti giganti alla Godzilla.  


La differenza è che, per la prima volta, sono anche gli uomini a assorbire le radiazioni, nel caso dei Fantastici Quattro quelle dei raggi cosmici

Uno di loro, la Cosa, è pure un mostro, anche se non gigante. Esattamente come Hulk, uscito pochi mesi dopo: un uomo che i raggi gamma di un test nucleare hanno trasformato in un bruto distruttore come Godzilla. Qui la copertina con il primo Hulk di colore grigio.




Durante un esperimento di laboratorio, un aracnide radioattivo trasforma il mite Peter Parker nell'Uomo Ragno.

L'aspetto mostruoso viene meno, ma non il tormento del superessere perseguitato dai "normali".



Materiali radioattivi contenuti in un furgone conferiscono i superpoteri a Devil.


I mutanti che compongono gli X-Men non sono stati personalmente colpiti dalle radiazioni, ma sono figli di chi ne era stato sottoposto. Questi mutanti, i più "radioattivi" di tutti, saranno anche quelli più godzillamente perseguitati.

Al giorno d'oggi gli X-Men potrebbero essere creati veramente in laboratorio con l'ingegneria genetica, sarebbero così degli Ogm-Men.


I mostri di origine animale portati al successo da Godzilla si sono quindi trasformati nei superesseri umani della Marvel, allo stesso tempo potenti e incompresi come il tormentato personaggio giapponese. Ecco a chi deve dire grazie Stan Lee. 

Nel 1988 ho voluto rendere personalmente omaggio a Godzilla con una storia pubblicata nel numero 2 di "Zona X", uscito solo nel 1992. Come ho rivelato nel volume "Gli eroi di Troia" pubblicato dall'Anafi, avevo suggerito io ad Alfredo Castelli di proporre a Bonelli una serie di albi con avventure di fantascienza per ragazzini da chiamarsi "Storie Fantastiche", in omaggio alle vecchie pulp. Castelli cambiò il nome in "Zona X" e alzò l'età del target. 

Questa storia, scritta da me e disegnata da Gino Vercelli, è ambientata in un vicino futuro.

Due giovani americani fanno un giro in motoscafo nelle acque della Micronesia.
I due rammentano che negli anni precedenti c'era stata una grave crisi economica, mentre alla fine degli anni ottanta, quando ho scritto l'episodio, il Giappone era all'apice della potenza (dato che non doveva ancora fronteggiare l'espansione cinese).
In questo futuro, i giapponesi diventarono il capro espiatorio della crisi mondiale. Come altre volte nella loro storia, reagirono isolandosi dal resto del mondo. 
Nell'episodio c'è tutto un gioco di togliere il reggiseno alla ragazza: evidentemente mi è rimasta la connessione da quando, come dicevo prima, andavo a vedere i film a base di tette dopo quelli con Godzilla.
A causa della tempesta, il motoscafo finisce su una spiaggia sconosciuta.
Nuova scena con le tette e poi il mistero si infittisce.
 Siamo naufragati in Giappone, ovviamente.


I gerarchi del governo dittatoriale hanno i nomi degli autori dei manga: quando ho scritto la storia erano ancora sconosciuti da noi, dato che non erano ancora stati pubblicati fumetti giapponesi.

Un curioso sacerdote aiuta i due giovani americani a fuggire dagli uomini del governo.
Torniamo al despota, che è una specie di Ming con la depravata figlia Aura.
Cosa c'entra Godzilla in tutto questo?

Be', adesso lo saprete.

 Alla fine i due ragazzi vengono catturati.
Il tiranno, in origine, era un autore di fumetti che realizzò una storia sulla conquista dell'America da parte dei giapponesi. 

Adesso intenderebbe metterla in pratica tale e quale. , avete proprio ragione, Naoki Urasawa mi ha copiato l'idea con 20th Century Boys!



Qualche giornale giapponese avrà riassunto la mia fantastica storia e Urosawa lì a copiare l'idea! 

Come finisce non lo dico: procuratevi il numero 2 di "Zona X". Ecco, signori della Bonelli, ora che vi ho fatto pubblicità, me li volete dare o no i soldi per la edizione turca e quella croata di "Operazione Godzilla", uscite ormai qualche anno fa? Grazie mille.


Nel sito francofono "Forumpimpf" si è accanitamente discusso della mia tesi godzillesca: riferendomi a quel dibattito, voglio fare delle precisazioni. 

Come ho detto, Godzilla aveva dei precedenti nei B movie americani. Ma, anche se non era il primo supermostro, era a lui che si ispirarono visibilmente Stan Lee e Jack Kirby. Sia nell'origine dei poteri, sia nella logica del super-essere perdente. Certo, il concetto deriva da King Kong e prima ancora da Frankenstein, ma è a Godzilla che Lee e Kirby guardano, sfornando prima una serie di mostri giganti e poi una tipologia di supereroe diversa da quella precedente.

Leggendo le storie dei mostri pre-Marvel di Lee e Kirby si trovano molti riferimenti concettuali a Godzilla, peraltro imitato da vicino con la serie di Fin Fang Foom, però quello che conta veramente è capire come il mostro (chiamiamolo pure Frankenstein, King Kong o con il nome di una qualsiasi delle tante creature dei B movie americani) sia stato "digerito" da Lee e Kirby fino a trasformarlo nel prototipo del "supereroe con superproblemi". 

In questi post ci sono alcune mie altre storie a fumetti

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/souvenir-di-martin-mystere.html


http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/adesso-il-responsabile-sarei-io.html

Mentre questa devo ancora scriverla

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/spirale-di-sangue.html


E ora clicchiamo tutti le icone dei social media qui sotto per far conoscere questo post discusso a livello internazionale.    

46 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Cara Santa (sta per quello la esse, vero?) Giovanna, continua pure così che è un piacere.

    Ma nessuno si indigna per il plagio manifesto che mi ha fatto Naoki Urasawa con 20th Century Boys? Nel 1992, quando è uscito il mio “Operazione Godzilla”, sicuramente qualche giornale giapponese ne ha parlato facendone il riassunto, e il bravo Naoki si è ispirato a piene mani. Perché non sono nato in Giappone? Sarei diventato io ricco al posto suo!

    Alfredo Castelli mi ha detto che rivedendo “Operazione Godzilla” nel mio blog gli ha fatto venire voglia di ristamparla. Alè! Altri soldi su soldi! Si è anche complimentato per l’apparato iconografico del blog. Forse me l'ha detto perché farmi nominare art director della Bonelli… ma che dico? Direttore generale!

    Ora che ci penso, magari alla Bonelli saranno vogliosi di pubblicare la mia graphic novel che ho riassunto nel post “Spirale di sangue: una graphic novel?”. Mi hanno risposto due disegnatori, uno giovane e l’altro ben affermato. Entrambi molto bravi. Ma poi, mi sono detto che non me la sento di chiedere a qualcuno di fare tre pagine di prova senza avere già un editore disponibile. Per questo mi sono poi rivolto a due grossi editori, uno mi ha risposto subito di no e l’altro ci sta ancora pensando. Ma ora che sto per diventare amministratore delegato della Bonelli…

    In questo blog non si fa sesso perché le commentatrici sono poche e serie, ma in compenso si sogna alla grande. Almeno io.

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Giovanna, piacevolmente mi stupisci!! Sei riuscita ad inarzillire il quasi ormai ectoplasma Sauro!! Continua, che forse ti fa la dichiarazione ufficiale!!
    Premetto che io, ormai mummificato, non scrivo con scopi libidinosi e reconditi. Non potrei anche se volessi.

    RispondiElimina
  5. Post suggestivo e provocatorio fin dal titolo, gli americani copiano i giapponesi? Impensabile negli anni 50 !! Eppure...
    devo dire memorabili anche i nomi dei mostri della Marvel sicuramente apporti creativi di Stan Lee..ah no, forse sua anche l' idea di dotare di pantaloncini Fing Fan Foom! Il primo e unico drago pudico dei fumetti! ..
    Beh, poi c e' stato Grisu', ma lui si vestiva da pompiere.... ehm..

    RispondiElimina
  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  7. Fabrizio, praticamente sei l'unico che mi mette il +1. Ma, concretamente, questo cosa significa?

    Se lo clicco anch'io, cosa succede?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccomi, direi che funziona come un "mi piace" ed un "retweet" di Twitter allo stesso tempo per chi e' iscritto al social di Google. Praticamente segnalo la validita' e l interesse del post. Se lo fai tu e sei iscritto a Googleplus, ti autosegnali agli utenti di google plus associati. Il problema e' che Google come social non ha la diffusione di facebook o twitter, infatti quando ti segnalo con twitter rispondono, qualche mi piace o retweet mi arrivano, ad esempio piu' di un paio sul post di jack kirby ( uno dagli usa da un sito di fumetti digitali) su dylan dog , su Magnus..su twetter qualcosa si muove.

      Elimina
  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. ...se ho sbagliato qualcosa dimmelo tu, io dico quel poco che so, non passo ore su internet , difatti maldestramente non uso nickname; e comunque intendo dire che facebook e'piu' usato di google + , almeno mi sembra... ma se sei piu' informata, erudiscici...

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    4. Fabri, la Gio' va maneggiata con cura: è una creativa.

      Non essere brusco con lei.

      Elimina
  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  10. Veramente a me e' sembrata lei quella brusca,... vabbe'vado oltre ...andro' giu' in garage a cercare Zona X , dovrei averlo.. nel frattempo mi auguro che Giovanna racconti qualcosa di Gamera oltreche' di Godzilla...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Trovato!! Tra due Mister No , un Patlabor granata e Ragazzo nero di Richard Wright, spunta Zona X n. 2 !! Ora, o piu' tardi, si rilegge...cavolo... piu' di vent'anni fa..

      Elimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  13. Curioso che Alfredo Castelli non abbia messo la storia di Zona X tra i Fumettisti d'Invenzione del suo libro. Provvederò io.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Luca Lorenzon cura il blog "Che cosa sono le nuvole" che vediamo nelle icone a destra.

      Scusa la mia abissale ignoranza, Luca, ma cosa sono i "Fumettisti d'invenzione"?

      Elimina
    2. Adesso mi ricordo che è il titolo di un libro di Castelli, che tra l'altro ho. Non capisco comunque il senso della tua affermazione.

      Elimina
    3. Se il tuo dubbio è su quel "Provvederò io" intendevo che recupererò la tua storia sulla rubrica sui Fumettisti d'Invenzione che tengo sul blog. E anche 20th Century Boys a questo punto, grazie della dritta!

      Elimina
  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siccome faccio fatica a capirti, non avevo capito che avevi rotto.

      Un po' l'aveva capito Fabrizio.

      Elimina
  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma pensa te...proprio io che ho seguito anche i cartoni di Godzilla col figlio Godzuky ! Io auspicavo solamente un incontro galante tra Godzilla e Gamera ..

      Per Sauro volevo dire che ho ritrovato godibilissimo Operazione Godzilla, con citazioni anche visive, i robot mi ricordavano il Golem e l'Iron Man di Barry W. Smith fusi insieme..oppure le navicelle che mi sembravano figlie dello Skydiver di Ufo Shado. Diciamo un po' troppo ottimista nell' evoluzione della Chiesa Cattolica, ma c' è ' sempre tempo...comunque nel divertente finale, si rende anche giustizia al fatto che Flash Gordon preferisse sempre Dale ad Aura la figlia di Ming.. A proposito , il posto di scrittore per Flash Gordon alla KFS è vacante.....un pensierino ??

      Elimina
  16. Caro Fabri, io ho una scrittura brillante e ho bisogno di disegnatori fantasiosi, ma nell'attuale panorama del fumetto italiano, fatto di storie serissime e di disegnatori fotografici, mi manca un personaggio adatto da sceneggiare. Dovrei inventarmelo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco.. mi trovo sempre meno attirato dal fumetto attuale, magari si potrebbe prendere un personaggio storico del fumetto italiano, che so un Dick Fumine e trasportarlo ai giorni nostri, rilanciarlo con una scrittura brillante come tu dici , ne parlerebbero sicuramente anche in tv ed anche altrove ottenendo sicuramente un buon lancio pubblicitario....

      Elimina
    2. A questo punto tanto vale inventarne uno nuovo, in mente ne ho un fottìo, ma, ripeto, non sono del genere di quelli che vengono pubblicati in Italia, i quali sono un po' tutti malinconici come i fumetti argentini, dai quali mi sembrano ispirati.

      Forse Castelli, se non riesce a farmi nominare amministratore delegato della Bonelli, mi potrebbe far scrivere due o tre nuove serie. Anche se il mio formato ideale è quello dell'albo francese.

      Elimina
    3. In effetti quello francese e' un formato che permette di mantenere una certa qualità oltre a preservare la tenuta dei personaggi, non come il formato bonelli che a lungo andare distrugge per consunzione i personaggi, è impossibile mantenere una qualità alta ad un ritmo di 100 pagine al mese, sempre con lo stesso personaggio, hai voglia di creare dei comprimari , il problema è creare una storia interessante e "nuova" ogni mese. Un personaggio come Mister No,a mio parere, sarebbe ancora vivo e vegeto se pubblicato nel formato francese e magari sarebbe pure protagonista di film e/o serie tv. Anche lanciare uno Skorpio o Lanciostory tutto italiano, come erano una volta Intrepido o Il monello , è proprio impossibile? Quanto vendono le suddette riviste "sudamericane" ? Ce la fanno o sopravvivono ? L unica è sperare in Castelli...

      Elimina
  17. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dato che sei stata cosi brillante con Godzilla ho pensato allo stesso trattamento applicato a Gamera..io potrei solo dirti che Gamera generò con Godzilla dei piccoli Gamerini che crescendo si diedero il nome di Alberti e vestiti da Arlecchini inventarono il Rock'n'Roll ......

      Elimina
  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora sto' tranquillo perché non sono tra quelli !!!

      Elimina
    2. Giovanna e Fabrizio: direi che il vostro rapporto sadomaso si è perfettamente incardinato.

      Non vi rimane che darvi appuntamento, alla faccia mia e di La Rue.

      Elimina
    3. Eeehh..come no... ma è dura stare dietro ai discorsi di Giovanna, sono fuori allenamento...

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    5. Questo è un blog ironico: noi non ci offendiamo per quello che dici perché sappiamo che stai scherzando e, spero, anche da parte tua c'è un'analoga tolleranza.

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. Quando vuoi.

      Per te le porte sono sempre aperte.

      Elimina
  19. In totale, comsiderando le vecchie e le nuove, il libro "Gli eroi di Troia" (la mia storia di Martin Mystère rimasta inedita) ha ricevuto ben una recensione in Rete.

    Si tratta di una terribile stroncatura, eccola:

    http://poplitefumetti.blogspot.it/2015/12/ultime-letture-martin-mystere-gli-eroi.html

    RispondiElimina
  20. Salve, Sauro! Ti scrivo da Parigi. Scusa il mio povero italiano.

    Sono io ad avere fato scoprire agli amici di PIMPF il tuo blog di grande qualita.

    La tua idea di fare di Godzilla il "padre" degli eroi Marvel mi è parsa molto stimolante. Mai ai miei amici invece non è piaciutta.

    Ecco le loro obiezioni: Lee o Kirby (o qualsiasi della Marvel di questa epoca) non ha mai parlato di Godzilla. I critici americani ed gli amanti del comic-book néanche. La tua tesi, cos'è? Un' invenzione tua? Un intuizione?

    Insomma rifiutano assolutamente la tua idea. Per loro, è solo una fantasia tua.

    Cosa ne pensi?

    Grazie dell'attenzione.

    RispondiElimina
  21. Caro Mario,

    grazie per avermi citato all'estero.

    Nell'aggiunta che ho messo ieri alla fine di questo post su Godzilla spiego che si può anche non credere all'accostamento con il mostro giapponese, e pensare piuttosto ai mostri radioattivi dei B movie americani, ma il discorso non cambia.

    Il punto è: da dove arriva l'idea Marvel dei "supereroi con superproblemi"?

    Il film con il mostro di Godzilla ha avuto grande successo in America, di conseguenza Lee e Kirby iniziano a fare fumetti ispirati a questo personaggio. Due sono gli elementi: le origini radioattive del mostro, e l’atmosfera di tragedia che aleggia sul mostro stesso (Godzilla l’ha presa da King Kong, il quale, a sua volta, ha presa dal mostro di Frankenstein). Se si leggono le storie dei mostri Marvel e si vede il film di Godzilla, il riferimento è chiaro. Il mostro principale di Lee e Kirby, che ha meritato una serie di avventure, è Fin Fang Foom: viene proprio dall’oriente come Godzilla. Stan Lee sostiene, invece, che deriva da sue reminiscenze favolistiche cinesi, ma Lee e Kirby non ricordano mai niente di preciso sulla genesi delle loro creazioni. Se i francesi non credono all’ipotesi di Godzilla, possiamo anche dire, genericamente, che Lee e Kirby hanno preso come riferimento i mostri radioattivi che erano di moda in quegli anni. Questo è incontrovertibile e non cambia nulla al mio ragionamento. Diciamo che ho preso Godzilla come esempio, va bene?

    A un certo punto, l’editore della Marvel, Martin Goodman, chiede a Stan Lee di creargli dei supereroi perché quelli della Dc vendono bene. Lee si rivolge a Kirby, che invece dei supereroi in costume crea i Fantastici Quattro. Ovvero il gruppo dei Challengers of the Unknown che aveva creato per la Dc (Joe Simon sostiene che l’idea era sua, ma non è provato), coniugandoli con i mostri radioattivi che Kirby sforna in quel periodo. I mostri sono quelli comandati dall’Uomo Talpa nel primo episodio (ne vediamo uno gigante in copertina), ma lo è anche la Cosa e un po’ tutto il gruppo.

    L’importante è che, da quel momento, avviene il trasferimento dei poteri atomici e della “sofferenza” dei mostri nei nuovi supereroi. Il meccanismo l’ho descritto nel testo aggiuntivo in coda al post su Godzilla. Non sto a ripeterlo.

    Per farla breve, Jack Kirby inventava i personaggi (per esempio, Thor e il suo martello li aveva giù utilizzati in un racconto breve per la Dc), mentre Stan Lee gli donava una psicologia attraverso il meccanismo descritto, sia che esso risalga a Godzilla, come credo, sia che risalga agli altri mostri radioattivi dei B movie. O a tutti insieme.

    (Uno dei tuoi amici francesi sostiene che dicendo che Godzilla ha inventato la Marvel io farei del sensazionalismo. Ma come potrei credere che un personaggio immaginario abbia creato un casa editrice reale? Naturalmente intendevo dire: Godzilla e i vari mostri radioattivi di moda in quegli anni hanno innescato un processo nelle menti di Stan Lee e Jack Kirby che li ha portati a creare i loro personaggi rivoluzionari).

    Se vuoi, puoi scrivermi a saurobello@libero.it.

    Grazie ancora,

    Ciao.

    RispondiElimina
  22. Gentile Sauro,
    mi chiamo Maurizio e sono un ricercatore universitario di Roma. Sto svolgendo una indagine, ancora agli inizi, sulla cultura nucleare in Italia e la parte dei fumetti (spesso sottovalutata dagli storici contemporaneisti almeno qui da noi) dovrebbe avere un ruolo non marginale. Vista la tua conoscenza del tema volevo chiederti se fossi in grado di aiutarmi a ricostruire la storia ed, eventualmente, a consultare direttamente alcuni fumetti italiani del secondo dopoguerra che hanno avuto come protagonisti supereroi o personaggi fantastici in varia misura riconducibili all'energia nucleare. Mi riferisco in particolar modo (almeno sulla base delle mie prime indagini) a Misterix, Radar, Junior, Atomik. Qualsiasi tipo di segnalazione, anche solamente di libri o articoli che mi permettano di approfondire la storia di quei supereroi "nucleari" sarebbe per me, che non sono un esperto del settore, un aiuto prezioso. Anche la semplice indicazione di studiosi, collezionisti o associazioni in possesso di questi fumetti o in grado di fornirmi informazioni in merito sarebbe per me un ottimo punto di partenza. Come avrai notato mi muovo a tentoni non conoscendo l'universo del fumetto nazionale e dei suoi conoscitori, per questo anche il semplice passaparola diviene una risorsa da sfruttare.

    RispondiElimina