lunedì 1 febbraio 2016

HO SCRITTO MARTIN MYSTÈRE


Martin Mystère, il più famoso personaggio creato da Alfredo Castelli, può essere definito un fumetto di "fantarcheologia". Parleremo di questo eroe della casa editrice Bonelli soffermandoci, in particolare, sulle storie scritte da un certo Sauro Pennacchioli: un geniale autore da rivalutare.

La fantarcheologia nasce dalla fusione di due filoni distinti. Il primo, quello archeologico, deriva da una lettura scorretta di Platone. Il celebre filosofo greco accusava i miti greci di essere diseducativi (per esempio, il dio Zeus possiede sessualmente la sorella Era) e gli autori contemporanei di non capire nulla di quello che scrivevano. Per questo si mise lui stesso a creare “miti” a scopo didattico. Il mio preferito è “L’anello di Gige”, narrato ne “La Repubblica”. Il pastore Gige, scendendo in una crepa aperta da un terremoto, trova una tomba enorme nel quale giace il cadavere di un gigante. Gige gli sfila un anello e se lo mette al dito. In breve scopre che muovendo il castone dell'anello può diventare invisibile, si prende così lo sfizio di andare ai bagni pubblici per vedere le ragazze nude. Poi il racconto continua facendosi drammatico. Nessuno ha mai preso la storia di Gige per vera, né questo era nelle intenzioni di Platone. Invece non pochi hanno considerato autentica un’altra storia fantastica, quella di Atlantide, il potente impero sommerso di cui Platone parla nel “Timeo” e nel “Crizia”.



L’altro filone della fantarcheologia è quello dei dischi volanti, che sarebbero apparsi nei nostri cieli a partire dal 1947. Questi avvistamenti sono dovuti ad allucinazioni, fenomeni atmosferici come i fulmini globulari (qualunque cosa voglia dire) o all’effettiva apparizione di velivoli (terrestri), magari sperimentali.

In genere, un mitomane laico vede i dischi volanti, mentre uno cattolico scopre statuette della Madonna sanguinanti: fenomeno, quest'ultimo, destinato a scomparire grazie alla lettura del Dna.



Negli anni sessanta, alcuni autori come lo svizzero Erich von Däniken (un “von” svizzero?) e l’italiano Peter Kolosimo (Pier Domenico Colosimo: capisco perché ha cambiato nome) unificarono questi due filoni creando la fantarchelogia. Per questi scrittori gli alieni sono scesi sulla Terra nel remoto passato, lasciando diverse “tracce” del loro passaggio.

Da ragazzino mi sono letto tutti i saggi di Kolosimo, nei quali il fossile di qualche piccolo organismo marino veniva scambiato per la vite perduta di un’astronave e le pitture dei popoli antichi venivano reinterpretate come ritratti di alieni. Io li prendevo per divertenti racconti fantastici, ma qualche lettore sprovveduto ci credeva davvero.




In Italia, il primo personaggio fantarcheologico viene pubblicato tra il 1975 e il 1977 dal Corriere dei Ragazzi, il settimanale nel quale è redattore Alfredo Castelli. Si tratta di Archivio Zero, con i testi di Tiziano Sclavi e i disegni di Paolo Morisi. Qualche anno fa ho incautamente comprato il libro con le ristampe: l’ho buttato via dopo averlo calpestato furiosamente. Come altri autori del Corriere dei Ragazzi, Sclavi realizza eccezionali fumetti umoristici (come i leggendari Altai & Jonson) insieme a fumetti realistici di m***a, perché si rifiuta categoricamente di usare i meccanismi narrativi delle storie brevi. Ne ho già parlato in “I fumetti italiani erano i più venduti del mondo”: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/i-fumetti-italiani-erano-i-piu-venduti.html Precedentemente, nel 1974, sempre Sclavi aveva scritto “I misteri di Mystere”, una raccolta di racconti.

Questi temi interessano pure Alfredo Castelli, dato che nel 1978 pubblica il personaggio fantarcheologico Allan Quatermain nel brutto settimanale “Supergulp”.

Nel 1979, Marv Wolfman e Ross Andru, due tra i principali autori Marvel, cercano vanamente di vendere ai quotidiani americani la striscia fantarcheologica The Unexplained.


Sempre alla fine degli anni settanta, Castelli scrive diversi episodi di Mister No, il personaggio di Sergio Bonelli/Guido Nolitta. Qui Castelli dà il meglio di sé, anche perché la lunghezza delle avventure bonelliane gli permette di andare a braccio, senza scrivere prima il soggetto. Queste storie sono forse le migliori che Castelli ha scritto per la Bonelli: andrebbero ristampate in una miniserie. A un certo punto, introduce negli albi di Mister No gli elementi fantarcheologici che saranno da lì a poco alla base di Martin Mystère.



Uscito nel 1982, Martin Mystère è un insuccesso immediato: per la prima volta nella storia, il primo albo di una serie Bonelli vende poche copie.






Il personaggio principale, Martin Mystère, è l'uomo che Alfredo Castelli vorrebbe essere: un tuttologo alla Umberto Eco, sia pure con una maggiore inclinazione per i viaggi esotici. Lo stesso appartamento di Castelli, almeno a quei tempi, assomigliava a quello di Martin, con tanto di manufatti antichi (falsi) sparsi in giro. Per il resto, siamo nel convenzionale: il volto di Martin è quello dell'eroe tutto di un pezzo, molto simile a Brick Bradford. E tanto per rimanere sullo scontato, il detective dell'impossibile ha una Ferrari in garage. Interessante l'uso del personal computer, ancora pochissimo usato in Italia. (Quando ho cominciato ad adoperarlo io, mi sembra nel 1984, ero tra i pochi sceneggiatori ad averlo).

La fidanzata Diana è la donna ideale: una figona di rappresentanza puramente ornamentale. Come generosamente riconosce lo stesso Castelli, io fui forse il primo a cercare di dare un certo spessore psicologico a Diana, nell'episodio "Gli eroi di Troia", uscito in questi mesi in volume.

L'assistente Java è copiato di sana pianta dallo Java assistente di Metamorpho (l'interessante e sottovalutato personaggio della Dc Comics). I due si chiamano allo stesso modo, sono fisicamente identici e sono entrambi uomini di Neanderthal. Castelli, avendolo copiato senza accorgersene, era convinto che fosse stata la Dc a plagiare lui! Qui sotto lo Java di Metamorpho.


Quando si parlò di realizzare un film della Rai su Martin, Castelli pensò che Gigi Proietti, grazie alle sue facoltà gestruali, sarebbe stato l'attore ideale nella parte del "muto" Java.

I nemici principali di Martin sono gli Uomini in nero, una organizzazione che, non ho mai veramente capito il perché, vuole impedire che le tracce extraterrestri del passato siano rese pubbliche. Anzi, lo capisco il perché: gli archeoufologici hanno inventato gli Uomini in nero per dire che non possono portare prove perché questa associazione segreta paragovernativa le fa sparire. 

Nel secondo numero, che nelle intenzioni originarie sarebbe dovuto essere il primo, compare Sergej Orloff, il rivale numero uno di Martin. Più che al nemico di Blake e Mortimer, a me e ai lettori dell'epoca ricordava un indefinito criminale Marvel. Le origini di lui e Martin, con il vecchio saggio orientale, ricordano molto quelle del Dottor Strange e del suo nemico Mordo. Proprio la crisi delle testate Marvel della Corno, che chiuderanno in quegli anni a causa della loro pessima gestione, permisero a Martin di attirarne i lettori.


Questa storia parla delle presunte origini egiziane del popolo maya.


Trovo anch'io probabile che i popoli antichi del Mediterraneo abbiano avuto dei contatti con l'America, ma a livello casuale di pescatori e poveracci in genere. Quelli con l'Asia devono essere stati più significativi, a giudicare dalla stessa archiettetura maya, che è simile a quella cambogiana.

L'illuminato imperatore Nerone aveva mandato una missione navale nel Baltico, ne parlo nei commenti del recente post sui "Fumetti glamour" (dove ho esposto la mia solida teoria su Odino-Antonino), e un'altra missione l'aveva mandata alla scoperta delle sorgenti del fiume Nilo nel cuore dell'Africa nera. Dato che Seneca, il primo ministro di Nerone, aveva scritto in una sua opera che un giorno verrà scoperta la terra oltre l'Atlantico, dandone per scontata l'esistenza, io ho immaginato una storia fantastica nella quale Nerone organizza anche questa spedizione. Siccome alla fine tornano in pochi e mezzi morti, a causa delle malattie veneree sconosciute in Europa che colpiranno anche i compagni di Colombo, Nerone decide di impriginare i superstiti fino alla morte affinché non allarghino il contagio, e di distruggere ogni documento riguardo questa pericolosa terra lontana. Se un produttore vuole girarci un film io gli scrivo la sceneggiatura. Comunque, a Teotihuacan, gli archeologi hanno trovato una bambola romana.

Mentre i primi due episodi di Martin, e tutte le copertine, vedono all'opera il disegnatore Giancarlo Alessandrini, il terzo episodio, dedicato all'arca di Noè (originaria di Atlantide) è disegnato da Angelo Maria Ricci, che attualmente lavora per Diabolik.



Nel quarto episodio si scopre che anche gli etruschi provenivano da Atlantide. Nel quinto si dice che lo scrittore Lovecraft aveva girato per altri mondi attraverso particolari "porte" interdimensionali. I temi successivi sono la fonte dell'eterna giovinezza, il triangolo delle Bermude e via di reportorio.

A "Il teschio del destino", n. 11, va il premio per la categoria "l'espediente più folle per iniziare una storia". Si tratta della prima prova bonelliana di Claudio Villa, l'attuale disegnatore principale e copertinista di Tex.





Spesso Martin scopre enormi saloni pieni zeppi di computer ancora funzionanti, diecimila anni dopo la loro costruzione da parte degli abitanti di Atantide, come nell'episodio sulla Torre di Babele disegnato da Ricci, uscito nei numeri 20 e 21 di Martin, ma alla fine, come sempre, salta tutto in aria. Eppure, anche dopo queste terribili esplosioni dovrebbero rimanere delle tracce!




Nessuno lo sa: "Il libro degli arcani", storia pubblicata nei n. 21 e 22 di Martin, è all'origine della collana "Zona X".

Questa storia di Martin contiene diversi episodi brevi di argomento misterioso.




All'epoca collaboravo con Castelli. Gli consigliai di proporre a Sergio Bonelli una collana di albi dalle canoniche 96 pagine, con 3 storie dedicate al mistero (autoconclusive e senza personaggio fisso), di 32 pagine ciascuna. Il target sarebbe dovuto essere quello consueto dei ragazzini, e anche la testata adeguatamente naif: "Storie Fantastiche", in omaggio alle vecchie pulp come "Amazing Stories". Castelli fece dei cambiamenti "impercettibili" alla mia idea iniziale: 2 storie di 96 pagine in albi di 192 pagine, target più maturo rispetto a quello tipico (a quei tempi) della Bonelli e per il nome della testata scelse "Zona X". Scrissi anch'io qualche episodio e uno l'ho pubblicato nel post "Godzilla ha creato la Marvel": http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html

Una curiosità: ecco la copertina di Martin contro "Mazinga" (n. 26).


Quando nel 1983 Alfredo Castelli dirigeva l'Editoriale Corno, e in particolare la bella e sfortunata rivista "Eureka", non aveva più tempo per Martin Mystère, che, peraltro, sembrava dovesse chiudere da un momento all'altro. Mi chiese quindi di scrivere alcune storie, forse le ultime. Gli diedi due soggetti che erano, in realtà, delle semisceneggiature, dato che erano lunghe alcune decine di pagine. Dentro c'erano anche i dialoghi principali. Nel frattempo, Castelli dovette lasciare il prestigioso incarico alla Corno, che andava di male in peggio, e per pagare le bollette tornò a scrivere Martin usando i miei soggetti. Come si nota dalla pagina d'apertura, sono stato declassato da sceneggiatore a "da un'idea di...". Il peggio è che non sono stato mai pagato. Va be', mi hanno retribuito dopo, quando ho scritto alcune sceneggiature vere e proprie.

La prima storia, "Il sabba delle streghe" (n. 38), l'ho scritta dopo avere letto la "Nascita della tragedia", che ho poi riletto diverse volte come tutte le opere di Friedrich Nietzsche.

In un arretrato paesino spagnolo scoppia la caccia alle streghe. Subito dopo, come per una rappresaglia infernale, gli abitanti vengono perseguitati dalla scalogna. Urge, quindi, l'intervento specialistico di Martin. Anche se pubblico solo una piccola parte delle tavole, leggendole capirete facilmente il senso della storia.









Dato che la Bonelli ritocca spesso le storie quando le ristampa, ditemi se il "magic moment" del calcio nelle palle al bambino è rimasto invariato.

Passiamo al seguito, "Il flauto di Pan" (n.39). Si noti, è sparito pure "da una idea di...".






Chi scopre una citazione di Nietzsche, non vince niente. No, non è una delle frasi solite, tipo "ho guardato l'abisso e mi ha restituito lo sguardo" oppure (non se ne può più di sentirla) "ciò che non mi uccide mi rafforza".

Nel n. 40, arriviamo alla fine della vicenda.   









Anche per i disegni di Villa, questa storia nietzschiana farebbe la sua porca figura raccolta in un libro. A proposito di streghe, ecco una mia teoria. Le baccanti erano le assatanate della mitologia greca che seguivano l'orgiastico culto di Dioniso. In mano stringevano un lungo bastone di tirso, presumo per sfregarsi sulla topa la parte con le foglie. Un'immagine in bassorilievo sul Colosseo (non la trovo più) rappresenta una baccante con il ramo di tirso tra le gambe: chi è digiuno di mitologia, come i pellegrini cristiani del medioevo, la scambierebbero di sicuro per una donna che vola a cavallo di una scopa. L'iconografia della strega (e della befana) nasce quindi dall'interpretazione errata dell'immagine antica di una baccante dedita all'autoerotismo. Come, del resto, il diavolo deriva dalle immagini del dio Pan: la base orgiastico-pagana è sempre quella.

Arriviamo alla mia seconda storia sceneggiata da Castelli, sempre seguendo il mio testo molto particolareggiato. Esce nel n. 50 tondo tondo di Martin: "La falce del druido". 


No, quella era l'edizione brasiliana.


Ecco, questa.
"Da un soggetto"... stiamo migliorando nelle attribuzioni.











"Asterix e i goti", "Asterix e Cleopatra"... ma "Asterix e Martin Mystère" ve lo eravate perso, vero?

Passiamo alla seconda parte, pubblicata nel n. 51.








Per conoscere il finale compratevi l'albo. Due considerazioni. La prima è che Castelli doveva credere molto a queste due storie, se le ha fatte disegnare ad autori del calibro di Villa e Casertano. La seconda è che, se le avessi sceneggiate veramente io, con il cavolo li avrei avuti a disposizione. 

Nei n. 85 e 86 continuo una storia iniziata da Castelli alla quale credevo poco (anche lui probabilmente, dato che me l'ha ceduta) con risultati pessimi, quindi vi faccio vedere solo una copertina.


N. 92, la prima sceneggiatura interamente mia: "Caccia alla strega". Ancora le streghe! La storia esce nel 1989, ma io l'avevo scritta quattro anni prima, quando i riferimenti agli X-Men non erano così immediati perché in Italia non si pubblicavano più gli albi Marvel.

Mi è stata ispirata da un saggio sui capri espiatori di René Remond (non ricordo il titolo) per un esame di sociologia davanti a Francesco Alberoni. I disegni, di Pino Rinaldi, sono un po' acerbi ed eccessivamente dinamici per una sceneggiatura bonelliana (l'avessi saputo, l'avrei resa più dinamica), ma già molto interessanti. Spero che Rinaldi torni presto a disegnare per la Bonelli.







La conclusione nel n. 93.









Per il finale, procuratevi l'albo.

Ritorno ai mutanti nel n. 97. Quando ho scritto questa storia, la Germania dell'Est era ancora occupata dall'Unione Sovietica. Il supervisore ha riscritto un paio di didascalie per dire che la Germaia si è appena riunificata, ma poi nella storia ha lasciato lo stato di polizia da regime dittatoriale a Berlino Est (raffiche di mitra nel reparto segreto della biblioteca, eccetera). Una cosa pazzesca, direbbe Grillo. Sarebbe stato meglio spiegare che l'inizio della vicenda era avvenuto anni prima, solo la seconda parte, che vedremo dopo, poteva essere attuale.










In questa storia, oltre a Elephant Man, c'è Pat, una mutante pelata con il potere rigenerante di Wolverine: credeteci sulla parola. Passiamo alla seconda parte.





Questa parte è ancora più delirante: il supervisore ha creduto che, dopo l’uccisione del secondino con la sigla "Uin", il segreto del sigle visibili con le lenti a contatto speciali fosse di dominio pubblico, ma perché mai Martin avrebbe dovuto dire in giro che ormai sapeva tutto? Inoltre, ha fatto cancellare le sigle che Martin, nella lunghissima sequenza successiva ambientata nel palazzo dell'Onu, vedeva sui vestiti di parecchie persone, salvo quella del capo, rendendo tutto ancora più incomprensibile e strampalato. Pertanto non vi faccio vedere altro di questa storia rovinata dall'inizio alla fine. Il supervisore doveva essere tremendamente distratto, quando ha letto la sceneggiatura.

Finisco la carrellata con la mia sceneggiatura migliore: n. 132, "L'Olandese Volante", marzo 1993. L'avevo realizzata abbastanza lunga per farla continuare su due albi, come al solito, solo che è uscita dopo la decisione di pubblicare storie di 92 pagine che durano un albo solo. Così Castelli ha dovuto tagliarla alla grande, con le ovvie conseguenze nefaste. Sarebbe stato meglio farla uscire integra come numero speciale.


Questo è più o meno l'inizio: Castelli ha messo il proprio nome accanto al mio, probabilmente in veste di tagliatore di tavole e raccordatore di quelle rimaste.     












Castelli è stato bravo a lasciare tutto l’indispensabile. Non c'è confronto con lo sciagurato lavoro di supervisione (no, di devastazione fine a se stessa) dell'episodio precedente. Anche se, inevitabilmente, sono spariti momenti di raccordo che rendevano la sceneggiatura coerente. Il passaggio che più mi è dispiaciuto vedere sopprimere (non del tutto ma in gran parte) è il “miraggio” dell’Olandese durante l’attraversamento del fungo atomico. In origine era un caleidoscopico carosello che avevo desunto dalle allucinate testimonianze dei superstiti di Hiroshima e Nagasaki, a partire da quelle trasposte nel manga “Hadashi no Gen” dal sopravissuto Keiji Nakazawa. Queste visioni avrebbero dovuto spiegare, sia pure in chiave fanta-mistica, il senso dell’episodio.












No, dati i risultati finali, non c'era proprio gusto a scrivere Martin Mystère. Meglio lasciare perdere.

Tra l'altro, una mia storia non era stata pubblicata perché era apparso un altro episodio con lo stesso tema. Parlo della già citata "Gli eroi di Troia". Solo adesso è stata stampata dall'Anafi per i suoi abbonati, in un bel volume con svariate introduzioni. Compresa una a tratti demenziale di Gianni Bono che, come ha ammesso lui stesso parlandone con me, ha scitto in un momento di stanchezza a tarda notte.

La storia l'ho letta (non la ricordavo) e l'ho trovata buona come Castelli mi aveva detto che era. Soprattutto, non ci sono tagli e cambiamenti dovuti alle ragioni più varie. Ma per vederla pubblicata ho dovuto aspettare ventotto anni!

In questi post ci sono alcune mie altre storie a fumetti

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/lanti-bonelli.html


http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/adesso-il-responsabile-sarei-io.html

Mentre questa devo ancora scriverla

http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/spirale-di-sangue.html


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203 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. P.S. Forse ho scritto male, volevo dire che Castelli dopo quelle storie (a mio parere tra le più belle della serie) aveva perso la verve... in realtà erano storie di Pennacchioli, quindi pensavo fossero di Castelli e mi ero convinto che in seguito avesse perso la verve, in realtà "non l'ha mai avuta"... erano storie di Pennacchioli...

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    2. Ora non esageriamo.

      Certo, in realtà io sono il genio e Castelli l'allievo.

      Ma pur sempre un bravo allievo!

      (Se mi incrocia mi ammazza!).

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    3. Ma alla fine, l'idea di Martin contro Combattler( e non Mazinga, e dove il nostro si trasforma in Gundam) di chi caspista era ?
      E sopratutto, cosa aveva bevuto prima di scriverla ?

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    4. La storia l'ha scritta Castelli.

      Ho messo Mazinga tra virgolette, per dire che è un robottone tipo quelli di go Nagai.

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  2. Credo che la citazione sia "uomo, per te sarebbe stato meglio ecc. ecc." (nota che tiro a indovinare) perché mi sembra l'unica frase da Gran Filosofo. Complimenti pel calcio nei coglioni! Se lo meritava.
    "La Falce del Druido" è stata la prima storia di Mystere che ho letto. Mi ricordo che pensai "Ma che bello, finalmente qualcosa di completamente diverso dal solito". Ri-Complimenti.
    Anch'io mi sono accorto del Java americano qualche anno fa. Copiato senza accorgersene? Ma che mysteriosa coincidenza! :P
    Ma se Java non parla, come fa Proietti a mimare "Un Teschio Maschio (di Cristallo) senza Raschio?"
    Sono arrivato a metà post. Stasera continuo a leggere.

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    1. Su Zona X non hai mica scritto tu quella storia dove compare "Hauptmann Amerika"?

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    2. Dammi qualche altro elemento utile per ricordarmi...

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    3. «L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: 'Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto.'»
      (Nietzsche, La nascita della tragedia

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    4. Quando vado a casa controllo, era una storia in cui i tedeschi vincono la guerra, fanno a mezzo dell'America con i giapponesi, ecc. ecc., disegni mi sa di Blasco.

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    5. Sì, quella “Zona X” l’ho scritto io. Nelle intenzioni doveva essere brillante come “Operazione Godzilla”, solo che l’avevano data a un disegnatore per niente brillante, con un esito deprimente. Allora hanno fatto ridisegnare tutta la storia al celebre disegnatore spagnolo Jesus Blasco. Il quale, un po’ perché neppure lui è brillante e un po’ perché era vicino alla morte, ha fatto un’altra roba inguardabile, che alla fine è estata pubblicata comunque. Ma magari è colpa mia, magari ho proprio scritto una storia di merda. Certo una storia brillante con disegni seri nun se po’ vede’.

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    6. Una storia così, non la salva neanche Jesus... ;D

      No!, scusa, sto scherzando. Non ho resistito!
      No, sai qual'è l'unico punto che mi ha sempre lasciato perplesso? Quando Mystere dice:

      "Dopo il crollo del fronte orientale e la resa di Stalin, prontamente nominato governatore della Russia europea da Hitler".

      Capisco bene dove volevi arrivare, ma Hitler, se avesse messo le mani su Stalin, l'avrebbe immediatamente fatto impiccare, poi fucilare, bruciare il corpo, polverizzare le ossa e spedire le ceneri nello spazio su un razzo tipo Luft '46. Magari era pazzo, Hitler, ma mica scemo.
      Stalin non era un qualunque Freisler di cui si poteva accettare il cambio di casacca aspettandosi in cambio zelo e lealtà.
      Ecco, è dal 94 che volevo dirglielo, allo scrittore.

      Ora che me lo segnali, un disegnatore meno gloomy di Blasco avrebbe aiutato a farmela mandar giù una cosa così (volutamente) paradossale.
      Infatti è controbilanciata dalla splendida scenetta della delegazione del... Ku Klux Klan (!) che applaude lo Sturmbahnfuhrer irlandese (!!) quando da' un calcio in culo alla signora di colore che pulisce il pavimento.

      Naturalmente ti dico tutto questo umilmente, da lettore, perché criticare è facile ma io una storia così non riuscirei a metterla insieme neanche in cent'anni.

      Di Zona X (quando cominciò a fare le serie) mi piaceva soprattutto Magic Patrol.
      Anche lì però c'erano un sacco di X-Men. Elan invece era partita bene ma poi nel finale svacca un po'...

      Sarebbe interessante un post che spieghi cosa ha rappresentato l'esperimento Zona X, perché è finito e quanto se ne è ricavato. Per me fu il primo timido passo con cui Bonelli iniziò a superare una certa struttura tradizionale degli albi e ad andare verso qualcosa di cui oggi (forse) si sta abusando. Bisogna dar credito a Castelli di questa idea. Ricordo che su Fumo di China presentò la sceneggiatura del "prototipo" di queste storie immaginarie narrate da Martin Rod Serling Mystere (quell'annual in cui quando la gente muore, sparisce) e mi pare che invitò lettori a inviargli dei soggetti.

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    7. No, Hilter stimava moltissimo Stalin. Se Stalin, per salvarsi al vita, avesse accettato di fargli da governatore, Hitler avrebbe avuto tutto da guadagnarci perché avrebbe semplificato l'occupazione. Stalin non avrebbe rappresentato un pericolo, perché sarebbe stato un governatore fantoccio, ovviamente: il potere sarebbe stato in mano all'esercito tedesco occupante. Anche Lavalle, primo ministro della Repubblica di Vichy, era di sinistra. E allora? Naturalmente stiamo giocando su ipotesi assurde, anche se non tanto.

      Io, sinceramente, credo che una storia disegnata così sia ingiudicabile perché i disegni dicono l'esatto contrario della sceneggiatura. Inoltre infiniti dettagli sono sono semplicemente eliminati rendendo impossibile la compresnione delle situazioni. Bisognerebbe leggere la sceneggiatura per capirlo.

      Può essere una storia di merda, ma leggendola con quei disegni non la si può giudicare. Comunque dimmi perché ti fa tanto schivo (schifo che pure io provato enormemente rileggendola disegnata).

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    8. Pensa alla sceneggiatura brillante di un film girata con attori sempre serissimi: nessuna scena, interpretata così, avrebbe senso.

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    9. Ma io non ho affatto detto che fa schifo, al contrario ho cercato di far capire che il solo piccolo difetto che le trovavo era quella frase di Mystere... vedi che non potrei fare lo scrittore? Non riesco a comunicare!

      In ogni modo, per me capire Hitler è impossibile. Lo era già per chi lo conosceva, figuriamoci dopo 70 anni di ipotesi.
      Ti do la mia personale opinione:
      Sì, Hitler definì Stalin "un gigante", ma disse anche che era un imbecille.
      Disse praticamente a Mussolini che lo amava (dopo che rinunciò a difendere Dolfuss), ma disse anche che era inaffidabile, ecc. Tutto dipendeva da quel che voleva ottenere con quel che diceva, e a chi lo diceva.
      Per me è uno sbaglio, ad esempio, pensare che verso la fine diventasse più "sincero" o attendibile" che negli anni trenta, che si possano prendere sul serio le sue "conversazioni a tavola" ecc.
      Posso sbagliare, ma credo che la sua forza fosse proprio nel sapersi costruire vari "hitlers", come del resto dice Ron Rosenbaum in "Il mistero Hitler". Oltre che nel mettere i gerarchi uno contro l'altro e trovare sempre il modo di ricattare o tenere a bada chi gli serviva e che percepiva potesse essere alla sua altezza (vedi Heydrich).
      Proprio per questo se "stimava" Stalin non lo avrebbe lasciato vivere.
      Ripeto il paragone con Roland Freisler: uno Stalin non si sarebbe lasciato distogliere dal progettare qualche brutto scherzo, solo con la paura.
      E il ricatto? Come si poteva ricattare o minacciare uno a cui non importava una sega della sua stessa famiglia? Un figlio di Stalin fu ostaggio dei nazisti verso la fine della guerra, sapendo benissimo di non potersi aspettare alcun aiuto si uccise gettandosi sulla rete elettrificata del campo. L'unico commento di Stalin fu che "finalmente" si era comportato da uomo. Avrei semmai accettato di più l'ipotesi Beria, come satrapo fantoccio. Lui probabilmente avrebbe voluto solo "galleggiare".
      E poi tieni conto che i russo-slavi, nella sua visione, andavano semplicemente sterminati, nei tempi e modi dovuti s'intende, dopo un'accurata opera di selezione dei bambini razzialmente meritevoli di essere germanizzati.
      E infine, siamo sicuri che i russi europei avrebbero accettato tanto volentieri il georgiano-osseta Stalin come satrapo fantoccio se l'intendimento era quello di facilitare l'occupazione? Avrei visto meglio uno che si era fatto il mazzo dalla parte "giusta" tipo Vlasov, piuttosto che un baffone voltagabbana.
      Ma comunque sì, sono tutte ipotesi...

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    10. So che la mia ipotesi di Stalin fantaccio di Hitler è una battuta, anche se non la ritengo completamente assurda, ma era una battuta nel contesto demenziale di quella storia.

      Se avessi fatto un altro nome, magari più attendibile, nessuno avrebbe capito di chi stessi parlando.

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    11. Letterariamente parlando, è una bella ipotesi.

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  3. Bella la storia con le streghe la dovrò recuperare, bello anche vedere l'esordio del mitico Villa e pure i disegni di Casertano. Il calcio nelle palle mi ha fatto piegare ! L'inizio della storia delle streghe mi ricorda un poco le atmosfere del film Non si sevizia un paperino, di Lucio Fulci.
    Martin Mystere è un personaggio che mi piace abbastanza, ultimamente però vedo che ha periodi di stanca dopo tanti anni di indagini Mysteriose. Quando mi piacciono i disegni mi capita ancora di comprarlo.

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    1. Purtroppo il personaggio di Martin Mystère ha dei limiti strutturali che andrebbero risolti con un bel restyling.

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  4. Vero ! Quel poco che so è che faranno una serie parallela con lui giovane...ma non penso sia roba rivoluzionaria per il personaggio.
    A me piacerebbe più avventuroso, come i vecchi pulp. Magari non nuovo, ma senz'altro non ingessato, e più divertente.

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  5. Il restyling è in arrivo - lascio alle vs manine la ricerca delle tracce in rete - attraverso una serie parallela ed a colori che probabilmente starà al BVZM come DK ( mini attualmente in edicola ndr ) sta al Diabolik tascabile. Non credo - e mi spiace, of course - che rivedremo Pino Rinaldi in via Buonarroti xchè la vecchia storia della cover con She -Hulk x la Max Bunker Press - alle vs manine la ricerca delle tracce in rete - è un peccato dall'ombra lunghissima.
    Gli Uomini in Nero - nella accezione castelliana - sono un bel concetto: cancellano sistematicamente le tracce e le prove di qualsiasi evento che possa mettere in crisi la Storia come appare nei libri ufficiali onde evitare si mettano in crisi radicati equilibri di potere. Trasparente invito a maturare un pensiero critico ed eterodosso. I lettori di MM non credono che Atlantide sia da qualche parte in attesa che qualcuno ne violi i confini e faccia inavvertitamente saltare in aria l'ennesima biblio di computers e sanno che Mu è solo nelle caramelle - chissà le risate davanti a Voyager - ma fanno volare alta la loro immaginazione e prima o poi qualcuno di loro salirà su di una cassetta di frutta in un parco e dirà al mondo che ha un sogno e quel sogno funzionerà, anche fosse solo un dentifricio che cancella i danni delle caramelle mou. O mu.
    Che bello vedere ancora ed in formato albo gigante della Corno le tavole del Chiarolla che fu. Mi piace anche su Zagor , ma ultimamente tende a trafiggere i suoi sansebastiani di Darkwood con segni che sarebbe stato meglio stessero nel pennello.
    Io sono un fan del Detective dell'Impossibile e sono un fan di Alessandrini, soprattutto dalla seconda metà degli eighties quando ripulisce il segno e sposa il suo amato Caniff ( anche se crede sia Pratt ) con la linea di Moebius e ci consegna cose come Anastasia Brown e L'uomo di Mosca e storie di MM ripiene di Mozart, Bardi e Nero Wolfe assortiti.

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    1. Gli Uomini in Nero fanno anche le ristampe Bonelli e Disney?
      No, perché allora capirei meglio tante cose.

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    2. Gli Uomini in Nero sono ovunque. E sono tanto ma tanto bravi a sparire quando occorre o a sembrare di più quando serve un esercito. Ieri si sono contati in due milioni. Sarà.

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    3. Infatti Caluri ha lavorato anche x MM. Tutto torna. Tutto è collegato. Dischi volanti e caramelle mou. Meganoidi e clero reazionario. Don Zauker doveva infatti chiamarsi Don Zeta ( Zeta Reticuli è un song della disciolta band dei Meganoidi ndr ). Credo che Caluri e soci avessero paura che la gente pensasse a Zorro e da lì il passo a Banderas e Rosita era davvero breve...

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    4. Eh lo so, le tavole di Caluri le ho viste in mostra a Lucca.
      E' già passato un bel po' di tempo, Manitù canaccio...

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  6. Ricordo che entrai nella Stazione Centrale con mio fratello e la mia mamma x prendere un treno x Atlantide ed ottenni di poter comperare un giornalino. Mia mamma non amava i supereroi e quindi scelsi un Tex che era disegnato da Ticci che identificavo con la modernità in anni in cui Bob Diso non era ancora arrivato alle covers di Mister No ed in quarta di copertina vidi la pubblicità di MM con quel tratto e realizzai che la Cepim stava cambiando.

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  7. MM è Brick " Testadilampadina" Bradford. Alessandrini in una intervista x i 30 anni del personaggio spiega che non ama usare il supporto fotografico x creare lo chassis di un carattere e probabilmente la sua idea di " 40enne biondo di bell'aspetto" avvicina il personaggio al classico mascellone USA, ma noto ancora una volta che Claudio Villa sembra rifarsi per il suo BVZM all'attore James Franciscus.

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    1. Sì, "Longstreet".
      Il bello è che adesso nessuno lo conosce più, così MM sembra originale :D
      Ventura Guido-Giorgio aveva la faccia più da scemo.

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    2. Lo Allan Q. di Castelli e Busticchi ( se non ricordo male ) era James Coburn ( uno dei "musi" ispiratori di Mister No ndr ).
      Una curiosità: quando sul mensile American Heroes della Play Press comparve la JLE spin off della JLA di DeMatteis/Giffen/Maguire con Metamorfo e famiglia , Bart Sears ( Turok, Spawn, Spider-woman , Bats ed altra roba altamente anabolizzata - anche le sue babes sono montagne di muscoli ) disegnò Java ed il commentatore in quarta di copertina notò il debito USA nei confronti della testata SBEllica !

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    3. Brick aveva la faccia solare di un ragazzone sempre sorridentea. Non da scemo. Nonono. Siam tutti vittime della sindrome resa celebre da Musone Never. E non dimentichiamo i bronci di certi Claudio Baglioni/Dylan Dog nelle covers di Claudio Villa.
      Brick rideva libero e bello come il primo Topolino. Gli Uomini in Nero ( nel senso di inchiostro ) hanno fatto bene il loro lavoro e ci piacciono i musoni come Bats quando le suonano a sorrisoni come il Joker.

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  8. Kolosimon è una antica divinità adorata da primitivi resi mutanti dal contatto con il solito monolito nero che mescolano e rimescolano una sorta di lava fosforescente che chiamano Moumou e che è il segreto delle loro comunità telepatica.

    Nel 21mo secolo un pubblicitario loser senza speranza sta x esser licenziato come in una scena cult di Kramer vs Kramer mentre sta combattendo x la custodia del figlio. Si alza di scatto dal tavolo del ristorante dopo aver detto lapidario all'ex capo che dovrebbe vergognarsi. Esce in strada ed è talmente furibondo che non vede l'auto che arriva fino a che non è steso x terra. Lo shock attiva memorie ancestrali ed il tizio si ritrova a mormorare il mantra " alle morbide moumou / tu resistere non puoi /devi devi devi / ruminar".
    Vende il jingle e ritorna in carreggiata, ma le visioni di un tempo prima che il tempo fosse Storia Ufficiale continuano a tormentarlo e quindi decide di consultare il Detective dell'Impossibile...

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  9. Kramer Kolosimo è un Uomo in Nero che da tempo si pone domande sul suo ruolo perchè ama il pensiero eterodosso e tutte quelle storie di dischi volanti pilotati da madonnine tristi e ha preso a cambusare documenti che avrebbe dovuto distruggere o riscrivere. Una sera dopo il crepuscolo si ritrova x un luna park ed incontra la magica Bradford Family, otto sciamani metamorfici che lo introducono al multiverso. KK si fida a tal punto che rivela dove ha nascosto il suo grisbi di documenti che avrebbe dovuto bruciare. La Famiglia Bradford si rivela - i ns lettori + scafati lo avranno già immaginato - una task force di probiviri in nero. KK è condannato alla stanza 101 ovvero l'inferno di sapere che il numero di cento di MM è una storia perfetta e difficilmente superabile.

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  10. Probabilmente il numero commemorativo + bello mai uscito da via Buonarroti. Non li ho letti tutti, sia chiaro, ma ne ho diversi. Castelli e Alessandrini in stato di grazia.

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  11. Non male anche il cento di Mister No ( Sclavi e Diso ), ma le cento candeline di MM difficilmente si potevano spegnere in modo migliore.

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    1. Quello di Mr No me lo fece a pezzi il gatto :( ...
      E sul Tex di Kubert mi ci pisciò sopra (un altro gatto).

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    2. C'è una storia di Braccio di Ferro dove una ditta, la Derat, narcotizza i gatti della città dove vive Braccio (sarebbe Spinacia, ma nella versione italiana penso sia Milano periferia) per eliminare la concorrenza "felina" e rivendere i gatti ai ristoranti, spacciandoli per conigli.

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    3. Sono meglio delle persone.
      Le persone mi hanno fatto di peggio. :)

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  12. Bellissimo lo speciale MM n° 100 ancora lo conservo come uno dei migliori albi speciali della bonelli, con quella storia sui colori (gli altri speciali belli sono per me alcuni di Sclavi per DYD).
    Pure a me piace molto il disegno di Alessandrini, per me MM è quello disegnato da lui, specie per le fattezze di Martin. Al massimo approvo anche Filippucci, che mi ricorda molto Alessandrini in alcune cose. Però devo dire che vedere le tavole di Villa in questo post mi ha fatto fare un tuffo nel passato.
    La somiglianza con Brick Bradford l'avrà suggerita senz'altro Castelli, anche se poi Alessandrini ci ha messo del suo personalizzando il personaggio.
    Sui musoni non saprei che dire: già DYD parte come musone, NN peggiora ulteriormente la situazione essendo un personaggio post Blade Runner e post Watchmen (Ah Alen Moore cos'hai combinato !!!). Il mitico Pino Rinaldi mi farebbe piacere rivederlo in Bonelli, sta cosa della copertina di She Hulk è roba del passato e lui è un ottimo disegnatore che riesce bene anche con l'impostazione più rigida Bonelliana, che lo limita un po' ma allo stesso tempo ne edulcora alcuni eccessi.

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  13. Credo che la cover di She Hulk sia stato l'innesco e che da quel momento non ci sia stata la volontà di ricucire lo strappo. Speriamo che le cose cambino. Filippucci ricorda Alessandrini, ma è meno grafico. Torti lo è invece forse troppo. Moore è stato e lo sa, involontariamente, il papà del grim and gritty, ma non era sua intenzione. Ha scritto 1963 ( miniserie inedita da noi anche se annunciata anni da dalla Phoenix di Dan Brolli ) e qualche serial del suo ABC proprio x arginare la deriva di musoni vendicativi e digrignanti che sembravano nascere direttamente dalle vicende di Doc Manhattan e co.
    Se il mondo sapesse ridere di più, non avremmo avuto solo otto specialini di Groucho e oltre quattrocento storie di Dyd, ma il contrario. Andremmo in giro con il sorriso da smilex. Mm.

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  14. Verissimo ! Forse Bonelli anche se non ha questa tradizione dovrebbe puntare su un personaggio più umoristico e scanzonato.
    Magari anche donna o ragazzina ! Ci ha provato in parte Manfredi con Adam Wild, a stemperare i musoni, ma non è certo ai livelli pazzi e surreali el mitico Groucho, solo un personaggio leggermente più scanzonato e appunto meno musone del solito. Già il nuovo Morgan Lost è anche lui musone !!!
    Moore lo so che tentò di riparare ai danni non voluti derivanti da Watchmen, purtroppo però non gli è riuscito e perciò nei comics è rimasto parecchio cinismo e musonismo lo stesso.
    Torti su MM: Torti prende da Alessandrini, però boh, deforma in un modo che non è di mio gusto, pur essendo anche lui bravo.

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  15. Sulla cover di She Hulk, Pino ha scritto sul suo blog. Io personalmente ritengo che mandar via un disegnatore per una cover fatta ad una concorrenza pressochè inesistente, sia stata una cazzata, e forse pure un pretesto.
    A mio avviso Pino cercava solo di lavorare bene, e i dettami grafici di Bonelli gli andavano un po' stretti dato il suo stile di disegno. Peccato che ora basti aprire un Agenzia Alfa e altre testate per vedere stilemi super eroistici di ogni tipo che vanno ben oltre i suoi dell'epoca...
    So anche per certo che Pino ama molto MM come personaggio.

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    1. Il problema è che la concorrenza era un vecchio "nemico" di Bonelli...

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  16. Eppure MM non sarebbe nemmeno la testata in cui potrebbe fare la differenza. Ricordo il suo Nat Never che saltellava come un Bats o Spidey. Mi piacerebbe vederlo su Zagor. Un tarzanide che è anche zorride. Su e giù dalle liane. E potrebbe fargli lanciare la scure in modalità Kirby su Thor.

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  17. hehehheheeh in effetti Zagor è più super eroistico.

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  18. Martin Mystère (che la mia edicolante pronunciava martin mìster) è stato sicuramente il mio fumetto preferito, uno dei primi che ho seguito e di cui attendevo le avventure mensilmente.

    Questo post mi ha dato tanti sorrisi e tanti ricordi, credo di aver letto pressoché tutte le storie citate da Sauro, semmai la sorpresa è stata proprio lo scoprire che alcune delle mie preferite fossero opera sua.

    Non nascondo un certo concorso di causa in quelle che furono poi le mie scelte accademiche negli anni succesivi. Certo è che con MM, almanacchi e speciali mi ero fatto una cultura di questo mondo "fantarcheologico", avventuroso e misterioso.

    I disegni delle prime storie non li amavo, un pò troppo retrò per i miei gusti.

    La scena del calcio al bambino l'ho trovata... impattante. Non so se l'intento fosse quello di far ridere.

    Quella dell'olandese volante è una delle storie a fumetti tra quelle che ricordo con più affetto in senso assoluto, dove il nostro autore dimostra la sua grande umanità e poesia (per quanto faccia finta di no). Ovviamente ho colto solo adesso il riferimento a Toriyama :)

    col tempo smisi di leggere MM. Le storie non mi appassionavano più e il tutto mi sembrava un po' troppo vecchio per i tempi che si evolvevano.

    Della Bonelli eliminerei subito personaggi come Zagor e Tex. Si può rimanere agli anni '70, anche uscendo dalla nostagia, come mostrano -dico le prime due che mi vengono in mente- l'ultimo film di Tarantino (credo che apprezzerebbe il blog) o la serie dell'Ispettore Coliandro (tratta da un fumetto).

    Certi personaggi e certe strutture ormai sanno troppo di vecchio e dubito si poggino su nuovi lettori. Al contrario ho trovato freschissimo Kriminal, sia nel tratto, che nelle storie.

    Per quanto riguarda i protagonisti "musoni" beh, l'eroe è musone per definizione. A meno non si faccia una commistione tra generi diversi, tipo manga, ma che riesce poco agli occidentali.

    Per quanto riguarda i disegnatori di MM, quello che preferisco è l'Alessandrini anni '90.

    Per quanto riguarda i reboot a colori non mi attirano per niente. Così come la stragrande maggioranza dei comics usa attuali. Non so, mi sembrano rimasti agli anni '90, anzi, preferivo nettamente quelli della Malibù e della Image di quegli anni. Le colorazioni e i retini in digitale sono micidiali.

    Allo stesso modo non mi è piaciuta la scelta di fare il reboot di kriminal (se mai uscirà) a colori.

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    1. Nel mio caso è successo proprio quello che dice Sauro nel post..scompaiono i super eroi dalle edicole italiane, cosa leggo? Hey questo è nuovo ! Martin Mystere ? Ma come si pronuncia? Boh ! Lo compro ... Però non male , un po' verbose le storie ma interessanti e poi i misteri mi interessano...ed anche ad altri miei amici interessano i misteri... e così MM diventa il primo fumetto di cui posso parlare con chi non legge fumetti,ed anche loro iniziano a leggerlo, facendo diventare MM il primo fumetto letto anche da chi non legge fumetti ...

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    2. Per Advent child,se vuoi leggere fumetti Usa più interessanti cerca quelli delle case editrici minori, ad es.la Monkeybrain comics, su Comixology ne trovi diversi a prezzi bassissimi se non anche gratis, almeno i primi numeri, si ne trovano di ogni genere...

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    3. Scusa la mia ignoranza, ma questo comixology vende fumetti in formato digitale o reperisce il cartaceo? E vi trovate bene? Mi interesserebbe ricominciare a comprare comics (magari anche vecchi, anni 80 ecc.) ma qui le fumetterie sono sparite e non ho l'account ebay. Conoscete un negozio affidabile?

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    4. Ciao, è un negozio solo digitale ma hanno un catalogo amplissimo , devo dire che il costo dei fumetti nuovi specie quelli delle case principali è secondo me troppo elevato per un prodotto digitale, ma fanno spesso offerte di vario genere, ed inoltre i fumetti delle case indipendenti molto spesso più interessanti oltre ad essere meno costosi, danno la possibilità di scaricare anche versioni pdf o cbr dei numeri acqustati. Io mi trovo bene col fumetto in digitale,(la carta sarà sempre il meglio), ha notevoli e ovvi vantaggi in sede di lettura e archiviazione del materiale !
      Nel mio caso poi il fumetto in digitale ha risvegliato la passione per il fumetto stesso che devo dire qualche tempo fa , per vari motivi si era un po' assopita..

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    5. Se invece vuoi dei comics in cartaceo anni 90 ti vendo i miei che non so più dove mettere !!!
      :-)

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    6. Se devi comprare dagli usa forse il meglio è sempre Mile High Comics, ma attento alle spese di sdoganamento se superi un certo importo ! Altrimenti meglio comprare nell Unione europea dove non hai problemi di Iva e dogane.. Qui in Italia ,non saprei , da me (Alessandria, forza grigi! ..ehm...) ci sono praticamente solo due negozi di un certo livello, uno per l usato ed il nuovo italiano ed un altro anche per il materiale usa ma da ordinare col solito Preview Usa. Ci sono negozi anche su internet, io spesso ho comprato in passato da venditori vari anche Australiani , viaggio dei fumetti in nave, spese più basse...

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  19. Grazie Fabrizio! No, negozio e Preview no, l'ho fatto un paio di anni fa e ho avuto brutte esperienze. Approfondirò gli australiani, semmai.
    Una volta era tutto più semplice... :)

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    1. Ah si, i primi tempi prendevo il treno per Genova e mi fiondavo nelle edicole della stazione a cercare fumetti usa, qualcosa trovavo... però erano cari !!
      Purtroppo ora comprare in Usa è meno conveniente, qualche anno da l euro era fortissimo e si comprava bene , anche su amazon

      Se non vuoi spese di spedizione c è bookdepository, che spedisce in tutto il mondo libri senza spese, anche libri a fumetti , ma mi sa che lo sai già. In Australia compravo anche da privati che hanno montagne di Phantom della Frew, anche a basso prezzo , quelli che cercavo , ho avuto una Phantomalattia molto forte per qualche tempo...

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    2. Una volta avevo qui il Salone (quando si occupava di fumetti).
      poi c'erano Alessandro e Nessim per posta e in centro i fratelli Milanesio con la loro Expression Comics. Sigh.

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  20. Sauro scusami, più sopra parlando di Zona X ho scritto:

    "Bisogna dar credito a Castelli di questa idea"

    Mi è saltato un pezzo di commento, ovviamente volevo scrivere che

    "Bisogna dar credito a Castelli di aver spinto per far accettare a Bonelli questa idea"

    perché immagino che Bonelli sarà stato titubante ad abbandonare l'albo tradizionale.

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    1. Alfredo Castelli è riuscito anche a "imporgli" il concetto degli almanacchi, degli special eccetera, poi utilizzati da tutti gli altri personaggi della Bonelli.

      Naturalmente non volevo affatto togliere il merito a Castelli per avere lanciato Zona X, anche se ha involontariamente contribuito alla mania attuale della Bonelli di volere realizzare prodotti adatti solo a un pubblico maturo.

      E il pubblico dei ragazzini che una volta leggeva Zagor e Mister No? Perché trascurarlo?

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    2. Ma in questi sviluppi Castelli non c'entra niente.

      Anzi, fortunatamente lui è refrettario alle mode del c***o di oggi.

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    3. Forse perché non leggono più una sega?

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    4. Non è vero che i bambini non leggono più fumetti.

      Magari i figli dei nostri parenti non sono interessanti, ma una buona percentuale c'è sempre.

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    5. E che tipo di personaggi attirerebbero i ragazzini di oggi ? Qualche tempo fa si provo' a svecchiare proprio Martin Mistere , con la versione animata un po' in stile Manga realizzata in Francia, mi pare. I ragazzini la seguivano in tv, poi però prendevano il fumetto magari dal comodino del papà e non ci si ritrovavano ...devo dire che l unico dei personaggi fedele alla versione originale era il solo Java ! Gli altri ragazzini isterici ed incoscienti ! Specialmente Martin..

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  21. Fabrizio, ti rispondo qui.

    Martin diventa sempre più verboso, non è adatto ai bambini, che vogliono più azione.

    Vogliono mistero condito ad azione, non mistero condito a sedentarietà davanti al computer. All'inizio, l'idea del computer era buona perché nel 1982 non ce l'aveva nessuno, oggi ce l'hanno tutti.

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    1. E della versione animata che ne pensi? E' stato un fallimento ? Era la strada giusta per svecchiare il personaggio? A me non dispiaceva pensandola per i bambini (mia figlia la vedeva.) .. la Bonelli non ci ha puntato per niente mi sa..

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  22. Tnx delle info ma per quelli Usa ho già dato. Direi che adesso mi dedico a Kriminal!

    Io parlo solo per mia esperienza, non ho dati di vendita, ma direi che i manga tirano più che mai, i comics con i boom al cinema anche, per cui se c'è una crisi mi pare sia proprio del fumetto italiano-bonelliano. Che ne pensate?

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  23. Fabrizio, ti rispondo qui: meglio mettere i commenti alla fine, se nonon si capisce più niente.

    La Bonelli poteva fare almeno una miniserie sul giovane Martin, per vedere come buttava. Di sicuro non ci avrebbero perso, dato il traino del cartone. Se poi avesse avuto successo...

    Ma ormai è una cosa passata.

    Advent Child: la Bonelli, rispetto agli altri, vende di più. Ma, secondo me, presenta prodotti tutti simili e nello stile argentino.

    Dovrebbe diversificarsi per catturare fasce diverse di lettori.

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  24. "Che ne pensate"? Io ne penso molto male.
    Puoi fare tutti i film dei Vendicatori che vuoi, ma non riuscirai mai a tornare a quella grande industria popolare che era il fumetto "cinema dei poveri". Poi questi film chi li va a vedere, i bambini? Non credo.
    Ma i bambini di 6 anni leggevano Thor Corno (io lo leggevo).
    I bambini leggono i Manga? A me dicono che anche questa moda si va sgonfiando.
    Nella moderna società italiana il fumetto sarà un media sempre più di nicchia perché da anni si è SCELTA questa direzione. (L'hanno scelta per esempio gli editori con le loro politiche di appiattimento e di micragna e con il loro scarso coraggio).
    C'è stata qualche mese fa una bella discussione su Retronika al riguardo. Io copio un pezzo del mio commento, poi chi vuole se la legga tutta, io non ho cambiato idea:

    Poco da aggiungere alle vostre osservazioni da appassionati che sono anche "dentro" il media (io non lo sono). Solo alcune considerazioni da uno che vede la faccenda dal di fuori:

    1: Perchè oggi i fumetti costano tanto? Negli anni 70 A. S. (Avanti Silvio) gli introiti di fumetti ad alta tiratura come Topolino, Intrepido e Corrierino (non Bonelli e testate cattoliche che fanno storia a se) erano garantiti ANCHE dalla pubblicità. Sulle reti RAI alcune tipologie di prodotti avevano scarsa o nulla visibilità: avete mai visto spot di giocattoli Dinky Toys o soldatini Atlantic in RAI? Eppure tutti li conoscevamo. Queste pub, fino alla metà anni 70 erano appannaggio dei fumetti. Oggi le fanno ancora, ma chi può pensare che la pubblicità su un fumetto sia più visibile di un passaggio in TV?

    2: Per secoli in Italia il fumetto è stato considerato, per un vezzo intellettualoide imbecille, "robetta da bambini", e i bambini sono stati svezzati a Topolino, Tiramolla e Tex. Oggi fumetti per bambini non se ne fanno (quasi) più, e i bimbi/ragazzini non sono più percepiti come il TIPICO pubblico dei fumetti. Ne deriva che i fumetti sono letti in MASSIMA parte dagli adulti (quelli svezzati a Topolino ecc.). Allora, direte voi, i fumetti hanno finalmente raggiunto (come in Francia) lo status di letteratura POPOLARE per adulti, al pari dei Gialli? No. Questo non sarà MAI, per il vezzo di cui sopra.
    Allora, se non sono roba "da bambini" ne' "da adulti", chi rappresentano? Cosa sono, roba "da nerd"?
    Aggiungo che il "fenomeno Manga", di cui non so nulla e che probabilmente ha segnato il modo di percepire il fumetto di lettori come Moz o anche più giovani, è stato forse l'ultima grande MODA legata al fumetto (quando dico ultima voglio dire proprio "ultima" purtroppo). Se dire "fumetto popolare" è fare una questione di TIRATURE, cioè di una forma di entertainment favorita "dal popolo" bisogna purtroppo ammettere che esso HA COMINCIATO A MORIRE NEGLI ANNI 80, come diceva già Sergio Bonelli. Se no, tutto sta ad intendersi: si può usare il termine in un'altra accezione...

    Ecco il link:

    http://retronika.blogspot.it/2015/05/la-grande-crisi-del-fumetto-moderno.html

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  25. Il pubblico si è ristretto, ma se qualche grosso editore facesse degli investimenti, soprattutto rivolti al pubblico più giovane, si venderebbero più fumetti di oggi.

    Ma ripeto, dalla Disney a Bonelli (gli unici due grandi editori esistenti al momento), si punta troppo al fumetto fighetto che strizza l'occhio agli addetti ai lavori.

    Occorre anche fare prezzi bassi, come sanno bene i nuovi editori di gossip che fanno fortuna vendendo tutti i loro periodici a un euro.

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  26. Ecco , proprio quello che penso anch io da tempo, possibile che un editore come Cairo non abbia voglia di investire in una rivista a fumetti per ragazzi? Potrebbe anche allegarla ad uno dei suoi periodici più' popolari, oppure provarla inizialmente come inserto della rivista stessa. Oddio ho citato l editore forse col "braccino " più corto di tutti, però ci perderà mica così tanto a fare un tentativo editoriale di questo tipo? Anche lui avrà letto fumetti da ragazzo, o no ?
    Purtroppo i bambini non sono più abituati a leggere fumetti, corrono tutti a vedere i film di super eroi, si entusiasmano, comprano i pupazzetti, giocano a fare i super eroi, ne guardano i cartoni in tv ma non si sognano nemmeno di cercare un fumetto che ne narri le vicende.. penso che molti di loro neanche sappiano che questi personaggi provengono dai fumetti.. e qui si ritorna per forza di cose al post sulla Fumettocrazia per educarli da piccoli...

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  27. La maggioranza dei bambini è stata sempre così, Fabrizio.

    Ma esistono anche bambini riflessivi che si annoiano davanti alla tivu e alla console, che preferiscono leggore, dai romanzi ai fumetti.

    Certo, sono una minoranza, ma non tanto piccola.

    Solo che nessuno pensa a loro offrendogli prodotti adatti, di qualità e a bassa prezzo.

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  28. Devo dire che l unico fumetto che ha fatto breccia in casa mia qualche anno fa è stato Witch della Disney, comprato regolarmente dalla prole fino all'ultimo numero. Quella è stata un ' esperienza a mio parere riuscita, un pubblico di appassionati/e si era certamente creato, chissà perché ha chiuso, le vendite? Al solito ? Mah !

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  29. E' ovvio, perchè le persone continuino a leggere fumetti da adulti, occorre che li abbiano letti da piccini.

    Io noto davvero scarsa attenzione degli editori per i più piccoli. Se un fumetto come Topolino, che un tempo era IL fumetto che tutti i bimbi leggevano per primo e che li faceva entrare in questo mondo, ora è un a testata per fighetti e nerds, è un problema perchè ha cambiato target.

    Inoltre da molto tempo son scomparsi personaggi tipo tiramolla, geppo e molti altri che anch'essi all'epoca andavano a costituire delle testate popolari e per bambini.

    Ora non troviamo personaggi analoghi: gli unici più recenti che ricordo io sono Prezzemolo e Tiramolla che ebbe un nuovo giornalino, e dopo cose come PK Winx e Witch.

    Dopo questi, pressochè il nulla cosmico !!

    I supereroi son diventati troppo complessi da seguire. Pure loro han cambiato target. Ora è materiale principalmente per Nerd, così come molti altri fumetti attuali.

    Ma se non si pensa a testate per i più piccoli, non si avranno lettori più grandi dopo.

    I manga sono stati un bel fenomeno. Hanno intercettato quei lettori preadolescenti e adolescenti che il fumetto italiano e pure super eroistico non intercettava più.
    Ma il tempo passa e il troppo stroppia. L'offerta di ottimi manga è diminuita e si stampa troppo materiale di dubbia qualità, salvo eccezioni.
    Risultato: Arale e Dragon Ball ormai son vecchi, e altro materiale ha diverso target ormai pure nei manga per cui pure quelli stan diventando cosa da nerd abbandonando le fasce di lettori più giovani. Non c'è stato un grande ricambio.
    Per un mercato del fumetto sano in Italia io trovo che ci vorrebbero più case editrici, più varietà nell'offerta e allora penso che i bambini sarebbero attratti da nuovi personaggi pensati per loro, vedendoli in edicola, perchè i bimbi sono lontani da condizionamenti e mode e tendono a scegliere quello che li colpisce (vedi anche successo di prodotti come Peppa Pig in qualsiasi sua incarnazione), il fumetto ha un'immediatezza che per i bambini va molto bene. Se però non si fanno prodotti di questo tipo, difficile poi attirare da zero lettori adolescenti e più adulti, perchè arrivano ad avere altre forme di entertainment come videogiochi, serie TV ecc.

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  30. I manga vendono sempre meno oggi. Probabilmente il calo deriva dal numero inverecondo di fumetti giappo tradotti x sfruttare il successo di cose come Dragonball. I fumetti SBE - se non consideriamo l'inossidabile Tex e Dyd ( x il quale comunque è stato necessario un laccio emostatico che pare stia funzionando ) - vendono quando va bene 35.000/40.000 copie al mese. Spesso molto bene. Nessuna mini attuale ha eguagliato il successso della prima ovvero Brad Barron. I lettori SBEllici invecchiano e pare che in via Buonarroti il think tank stia studiando soluzioni x catturare un pubblico verde come il fantasy Four Hoods x all ages di Roberto Recchioni e credo qualcosa di connesso a Dragonero. Conquistare il cuore di un lettore che ha appena imparato a leggere senza seguire il testo con il ditino sulla carta è impresa titanica. Crepascolino conosce molto bene - meglio di quanto conoscessi io alla sua età - le secret origins della maggior parte dei personaggi di Marvel e DC e l'ho accompagnato prima alla materna e poi alla primaria adattando x lui cose come Il vero volto di Goblin e l'arrivo di Galactus e financo alcune storie del Conan di Thomas e BWS e Buscema, ma ora è mesmerizzato dalla PS4 e crede che una "storia " sia una situaz del videogioco in cui Spidey o Hulk deve trovare il modo di salvare Stan Lee da Electro e poi aprire la porta che li riporterà in strada secondo un cammino prestabilito.
    Se continua così, tra qualche anno Lino digerirà la Metamorfosi di Kafka solo se la maschererò da odissea di un mutante insettiforme prigioniero nella ambasciata di Latveria ( i lettori più spelacchiati ricorderanno la storia di Devil in cui il ns eroe non vedente scambia il suo corpo con quello del dottor Destino dopo aver attraversato come una Alice vestita di rosso una teoria di stanze in cui è rimpicciolito o tutto è capovolto ).
    Le opzioni apparentemente sono due: 1) si producono storie che funzionano secondo la logica dei videogiochi con il protagonista che passa attraverso una serie di prove di progressiva difficoltà 2) ci si incapponisce a costruire storie con un inizio, una parte centrale ed una fine , un paio di svolte narrative, struttura in tre atti etc

    Una e l'altra delle opzioni, a mio modo di vedere , ha pro e contro.

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  31. D'accordo con tutti i vostri commenti bene o male.

    @fabrizio: proprio le Witch mi sono venute in mente, non perché le leggessi, ma in quanto creazione italiana che ha avuto un enorme successo, è un peccato abbiano terminato le pubblicazioni.

    Poi è anche che un fumetto debba continuare ad essere serializzato all'infinito per vendere.

    Di Dragon ball ogni volta fanno una ristampa "perfect edition" nuova sempre più "perfect" della precedente. Dr. Slump è stato ristampato di recente dalla Star Comics.

    La Panini invece segue formule esoteriche di cui non è dato sapere per le sue scelte di ristampa. Eppure anche lì i grandi manga continuano a vendere.

    I prezzi poi sono un altro fattore: quando vedo fumetti Marvel con due pagine in croce venduti a 5€ per via della cover variant mi viene male.

    Quando ero piccolo io (e mi pare di capire di essere il più giovane della banda) ero isolato nelle mie passioni fumettistiche. Devo ringraziare la mia famiglia per avermele trasmesse.

    I libri per ragazzi poi non esistevano (se non i classici che non mi attiravano per nulla), e dovevo scartabellare nelle librerie per trovarmi qualche romanzo fantasy da leggere. Enrichetto Vasaro non esisteva ancora (per fortuna), ora le librerie sono inondate da schifezze incredibili su quel genere.

    Ora i comics sono considerati roba da nerd, è vero.
    Altro fattore penso siano stati i cartoni animati (che adesso sono letteralmente horror), di cui spesso si scopriva con goia, magari per caso "ah ma c'è il fumetto"!

    Ultimo il discorso della censura e delle pretese educative. Ho scoperto solo qui il botta&risposta tra autori e magistratura. Proprio quando quest'ultima era più severa in Italia si pubblicava in maniera più coraggiosa (penso anche al cinema). Ora la censura sul fumetto italianp fa semplicemente ridere, basta comprare un qualsiasi manga, pubblicato da uno dei maggiori editori, per capirlo.


    Io credo che il fumetto possa essere al tempo stesso popolare, sperimentale, innovativo e vendere.

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  32. un commento a Crepascolo:

    "Le opzioni apparentemente sono due: 1) si producono storie che funzionano secondo la logica dei videogiochi con il protagonista che passa attraverso una serie di prove di progressiva difficoltà 2) ci si incapponisce a costruire storie con un inizio, una parte centrale ed una fine , un paio di svolte narrative, struttura in tre atti etc"

    in entrambi i casi vedo che utilizzeresti un approccio strutturalista. Che per me va anche molto bene. Nel primo caso, stai parlando di Dragon Ball e degli altri shonen d'avventura.
    Lino che ne dice di questi, gli piacciono o non lo attirano per nulla?

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  33. Non legge manga. In realtà ( ha sei anni ) comincia ora a leggere e quello che non capisce o non traduce intuisce. Sa per esempio - grazie ad una consapevolezza cosmica degna dei personaggi di Jim Starlin - cosa dicono i personaggi dei videogiochi via le didas che appaiono in sovraimpressione e traducono l'inglese degli omini.
    Apprezza la lettura a mo' di favola prima di dormire dei paperi di Carl Barks e degli Avengers di Lee/Kirby e purtroppo anche quelli di Lee/Heck/Ayers ( adora la storia con l'arrivo di Wonder Man, ma le matite abbozzate di Don inchiostrate morbidamente da Dick sono oltre la mia soglia di sopportazione e devo pensare a quanto gli voglio bene x arrivare fino al sacrificio di Simon Williams ).
    E' figlio di due lettori -Crepascola preferisce Jane Austen alla Doom Patrol di Morrison, ma le due cose non sono distantissime e sogno da tempo di contrapporre i miei amati freaks a Pescelesso Darcy -e non sono preoccupato. Credo che incapperà prima o poi in un suo Virgilio - poco importa se sarà Jay Conrad, Ray Carver o Tiziano Sclavi - ed entrerà nel labirinto da cui non uscirà mai. Io almeno non ho ancora trovato l'uscita.

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  34. Pazzesca comunque sta cosa che anche testate come DYD vendono tipo un decimo di quanto succedeva nei periodi d'oro. Ormai non intercettano più i gusti di un vasto pubblico. DYD portò a leggere fumetti persone che non ne leggevano proprio, come molte ragazze. Dopo sono stati i manga ad intercettare quel pubblico e mai Bonelli lo ha ri catturato. Le iniziative come 4 Hoods e Dragonero Joung potrebbero esser buone però.
    Ma il problema che vedo è sempre quello che ho detto: poche case editrici che producono materiale.
    Di fatto in italia c'è quasi il monopolismo con Bonelli e Disney a farla da padrone.

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    1. Dyd ha intercettato lo zeitgeist x parecchio tempo e ha scoperto che anche le ragazze leggevano comics ( fenomeno che negli USA ha avuto il Sandman di Gaiman come apripista ). Nato negli eighities ne contestava i presupposti qualche anno prima di Cinelandia ( A proposito di Henry è della fine del decennio ). Sarebbe bello centrare un Dyd che sia in sintonìa con i ragazzi e le ragazze che non hanno oggi ancora l'età x votare, ma già quella x temere o perpetrare il cyberbullismo.

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    2. Concordo, però dubito sia in grado di intercettare davvero i ragazzi di oggi, anche perchè cose come il cyberbullismo. iniziano già a 12 13 anni, mentre Dylan lascia il cellulare a Groucho perchè odia la tecnologia e non la capisce. Diciamo che potrebbe essere appena in tempo se si scrivono storie attente al mondo che ci circonda e a quello dei ragazzi, ma il mio dubbio che sia ormai percepito come un "babbo" è forte.

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    3. Temo di essermi spiegato male: quando ho scritto " Sarebbe bello centrare un Dyd che sia in sintonìa con i ragazzi e le ragazze che non hanno oggi ancora l'età x votare " intendevo che sarebbe un bel colpo poter contare su di un nuovo personaggio che sia x la generaz nata dopo la caduta delle Torri quello che è stato l'Indagatore dell'Incubo per quelli nati dopo il maggio francese e la ballata del mare salato e probabilmente anche dopo Burattino Senza Fili di Bennato.
      Dopo Dyd non è comparso un altro Dyd.

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    4. Ah ok allora concordo al 100%. Un tentativo è stato fatto con Orfani, che però ha avuto risultati decenti ma non esaltanti, quindi in confronto a DYD, il nulla. Alla fine, meglio Dragonero !

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  35. Il fatto, caro Advent Child, è nella velocità con cui si muovono gli altri media. Era a casa malato qualche giorno fa e sono stato con Crepascolino fino a mezzodì e ho visto una maratona di Gumball ed un ettaro di Adventure Time ( serials che preferisco a Breadwinners, Uncle Grandpa e Regular Show per ragioni meramente estetiche ) e ho notato che ci sono + idee e twists in un episodio del bimbo blu il cui papi fa sembrare Homer Simspon una combo di Lincoln e Steve Jobs di quante mediamente siano srotolate in una miniserie SBE e financo in una run degli Avengers di Bendis.
    Quando Lino e la sua generaz accederà al fumetto mainstream, cosa dovranno inventarsi le Big Guns e le + intraprendenti tra le indies ( Stephenson ha portato Image ad un dieci per cento del mercato) x sedurre un pubblico abituato così bene ?

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  36. I grandi editori pubblicano giornali per guadagnare con le vendite e con la pubblicità.

    Come ho già detto da qualche parte, una concessionaria mi chiese una relazione sulle inserzioni pubblicitarie nelle riviste a fumetti per valutare le condizioni di allegare un inserto settimanale ad alcuni quotidiani.

    Vidi che su Topolino e il Giornalino la pubblicità era praticamente scomparsa, non si poteva quindi sperare che arrivasse all'inserto.

    Ma se si lanciasse un settimanale a fumetti ben fatto per bambini, venduto a 1 euro, le cose cambierebbero di sicuro.

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    1. Se costasse un euro e fosse ben fatto, lo comprerei anch'io e lo leggerei prima di passarlo a Crepascolino.

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    2. Un settimanale simile sarebbe fantastico per i lettori più giovani ! In più oltre a pubblicità varie si potrebbero pubblicizzare libri, altri fumetti e diverse iniziative.

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  37. @CREPASCOLO: allora il tuo pargolo è proprio piccolo e precoce, pensavo fosse più grande. Di Adventure Time c'è anche il giornaletto ma non l'ho mai letto.

    La frenesia è un male di questa società e ormai si riversa su tutte le forme di arte popolare da cui trarre guadagno. Si pensi alla velocità dei film rispetto a quelli di venti o trent'anni fa.

    Voglio fare un'altra considerazione, soggettiva ovviamente, senza la pretesa di estenderla ai "giovani". Quando leggevo NN o MM, oltre a divertirmi, mi informavo. Internet non c'era e i volumetti fungevano anche da aggregatori di notizie, ben curati, sui rispettivi mondi dei riferimenti culturali da cui gli autori attingevano per scrivere le loro storie.

    tempo addietro comprai il primo numero di Greystorm. L'estetica era fortemente "Steampunk" ma la cosa sembrava nascosta, la parola non era menzionata nemmeno nell'introduzione.

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    1. Il giornaletto di Adventure Time è il blockbuster dei Boom Studios. Mi è stato detto che è un prodotto il linea con il cartone animato da cui è tratto.
      Crepascola trova inquietante il tratto, segno direi che è entrata perfettamente in sintonìa con il serial. Io noto che ricorda - sempre parlando di tratto, ma non solo - le cose del nostrano talento di Ratigher.
      Gumball è addirittura superiore - opinione personale - per trovate e realizzazione : personaggi realizzati con classica tennica dei cartoni bidimensionali convivono con personaggi di plastilina in stop motion e location della Realtà Prima - tanto x fare un esempio , uno dei comprimari è il mento di un tizio rovesciato di 180 gradi con due occhietti sulla scucchia che esce da una striscia di qualcosa che simula una camicia - il fatto che le labbra siano ribaltate e quindi i denti sono stranianti - è come guardare il clone rosa e di carta del Cattivik di Bonfatti in un film di Dave Lynch .
      Il mio pargolo è precoce in queste scelte, specialmente se paragonato ad un fossile ossidato come il sottoscritto che alla sua età guardava Mariano Rigillo nella riduzione RAI Tv x Ragazzi del Saturnino Farandola e Gulp Fumetti in tv, ma credo sia uno tra tanti di questi bimbi biondi - e dentro albini - che comunicano psionicamente e non si riconoscono nei miei codici e nei miei pomeriggi pieni di slaim, trasferelli e Big Jim Due Volti contro il dr Steel e la rilettura di San Giorgio ed il drago in un episodio di Spazio 1999 e che dormirebbero saporitamente durante una maratona del Colombo di Levinson & Link dei seventies ( la serie del decennio successivo , per dirla con Woody Allen, potrebbe in alcuni stati sostituire le pene + severe ). Il mondo è loro. Noi dobbiamo solo consegnarlo un po' meglio di come lo abbiamo trovato ( Reed Richards alla deriva nella Zona Negativa nell'immortale Fantastic Four # 50 di Lee 6 Kirby ).

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  38. Non c'è niente da fare, purtroppo qui stiamo facendo sempre i soliti discorsi e anche qui la lettura ragionata dei vostri commenti mi conferma la mia visione del problema: il fumetto come media popolare è finito. Come forma di letteratura popolare è finito. Come forma di arte visiva popolare è finito.

    Quando ero piccolo io (primi anni 70) era INEVITABILE che un bimbo leggesse almeno qualche fumetto (anche se poi magari gli facevano schifo), semplicemente perché erano dappertutto, di ogni razza e religione li trovavi in vendita nelle chiese e nelle caserme, li spacciavano a scuola e andavano dallo slasher alla vita degli apostoli e solo per i bambini potrei citare 3 o 4 “generi” differenti (Tiramolla non era uguale a Topolino).
    Oggi per tutta una serie di ragioni principalmente di logiche di mercato i bambini sono circondati da altre cose (a mio avviso pessime). PS4, Peppa Pig, Geronimo Stilton (odioso!) ecc.

    Io ho provato ad “abituare” la mia nipotina ai fumetti. Quando era piccola ci riuscivo, ricordo una giornata passata a leggerle le avventure di Topolino e il cavallo Piedidolci e a rifare le scene delle vignette, quanto ci siamo divertiti.
    Poi lei è cresciuta e ha cominciato ad aprirsi alle influenze esterne giustamente, e ha perso interesse. Fosse stata figlia mia, avrei insistito, ma sospetto che sarebbe stato inutile.
    E’ diventata appassionata di Stilton, e va già bene che mio fratello non le compra videogiochi e le limita per ora l’accesso al computer. Indietro agli anni 70 in questo senso non si può tornare (anche se secondo me si dovrebbe).

    Poi, ai bambini che ancora sono appassionati cosa viene offerto oggi? Qui sono ignorante, e criticando rischio di passare per un vecchio nostalgico, ma sinceramente, vogliamo paragonare il valore intrinseco di Witch e Winx a Gianconiglio o al Pepito di Bottaro? Vogliamo confrontare l’odioso (per me, s’intende) PK con le storie di Martina o Cimino?
    Eppure queste cose non erano esperimenti autoriali, erano prodotti dell’industria di allora, ai livelli medio alti di allora (c’erano anche le porcate s’intende, e c’erano gli esperimenti autoriali bellissimi come Redipicche). Questa osservazione fa il paio con ciò che ho sempre detto sulla tragica semplificazione del linguaggio in Topolino, per esempio.

    Con questo voglio dire che il fumetto è morto? No. Si pensava che la fotografia avrebbe ucciso la pittura, invece ne ha solo eliminato la funzione strettamente documentaria (che era quella più “popolare”) rafforzandone la componente artistica o pseudo-tale.
    Si può solo sperare che per il fumetto accada la stessa cosa, ma sinceramente la vedo più dura, specie per i piccoli lettori. Intanto si può star certi che i fumetti saranno sempre più indirizzati a un pubblico adulto, sempre più di nicchia e sempre più “artistici” (o spacciati per tali). E sempre più costosi.

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    1. Io insegno storia del fumetto - non tutto il tempo, ma da anni - in una scuola di fumetto dove sono stato studente quando avevo già l'età x lasciare la Apple e provare la Next, se fossi stato un altro tizio e adoro il medium da sempre.
      Spero di trasmettere una parte del mio entusiasmo ai 40/50 studenti che vedo ogni anno e noto negli occhietti di alcuni di loro una commovente - almeno x me che corro incontro alla senescenza con velocità warp e piango anche davanti a Peppa Pig - curiosità x l'arte sequenziale , o comunque si voglia definire una successione di vignette ripiene di segno e testo. Io desidero credere che il fumetto come veicolo popolare per tutte le storie possibili ed anche le altre , per dirla con Tiz Sclavi, non sia finito, ma non so se la nona arte avrà la forza di restare in piedi come Brando alla fine di Fronte del Porto o si piegherà dopo un pestone negli addominali come il Vic Mature nella parodia dei suoi Ercoli in una pellicola di De Sica. Io "so" che tutti , ma proprio tutti, hanno bisogno di storie e per dirla con Ben Placido anche le croniche calcistiche di Gianni Brera erano romanzi come i racconti di Beppe Viola, i songs di Jannacci ed alcuni murales che vedo x Milano, ma temo che ogni epoca si caratterizzi con il veicolo migliore per portare il messaggio ad un destinatario contemporaneo. Se ha ragione Alan Moore, il primo fumetto è stata una caccia al bisonte pittata in qualche grotta da qualche cavernicolo pre monolito nero. Un bastoncino intinto nella pece ed una storia di pappa da raccontare. A volte basta poco, ma basta x poco: il passaggio all'ologramma sinestetico con interfaccia condivisa assunto x contatto dermico è slo questione di tempo...

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    2. "e va già bene che mio fratello non le compra videogiochi..."
      Mamma mia La Rue, sei proprio un talebano! Sei stato ferito da un videogioco in guerra, da cui tanto astio? :-D

      "Io "so" che tutti , ma proprio tutti, hanno bisogno di storie..."
      Esatto! Hai mai giocato a un videogioco (mi sa di no)? Mi dicano che anche loro forniscano proprio quello all'utente: storie.
      Perché gli appassionati di fumetti hanno sempre questo astio nei confronti dei videogiochi?
      La Rue, ti stimo moltissimo e non sto facendo polemica, il tuo intervento mi serve come pretesto, ok?
      Perché la maggior parte degli appassionati di fumetti odia i videogiochi spesso senza averne mai provato l'esperienza?
      A mio avviso "la crisi del fumetto" non è colpa loro.
      Io non credo nella "superiorità" dei fumetti rispetto ad altri mezzi di comunicazione, di produzione di storie, nonostante la mia passione siano i fumetti (e non i videogiochi).
      Saluti!

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    3. Ciao Orlando! Vedo solo ora la tua risposta, e a mia volte ti rispondo.

      No. Io non odio i videogiochi, anzi!
      Una delle esperienze immaginative più belle che mi siano capitate dopo il 1999 sono i giochi della Rockstar North, soprattutto Vice City e San Andreas (dopo si sono un po' ammosciati).
      Uno dei miei gatti si chiama Tommy Vercetti!
      Penso davvero che in questo senso il videogioco possa sostituire o implementare la funzione mitopoietica del fumetto.
      Io volevo solo dire che se mio fratello le comprasse videogiochi, mia nipote Rebecca avrebbe ancora meno tempo per leggere!
      Noi avevamo un C64 e ti lascio immaginare quanto giocavamo!
      Ti ricordi gli Adventure Games ? Ecco, quelli erano cibo per la fantasia, molto vicini al fumetto.

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  39. Caro La Rue,

    sono d'accordo sul fatto che in proposito si dicono sempre le stesse cose, ma non condivido il tuo disfattismo (lo stesso disfattismo che impedisce ai grandi editori di impegnarsi nei fumetti).

    Sin dall'inizio ho detto che i tempi andati non torneranno più.

    D'altra parte, se nessun grande editore pubblica riviste a fumetti a basso prezzo, come le più popolari degli anni settanta, le cose andranno sempre peggio.

    Tutti, ma proprio tutti, tirano sempre in ballo i loro parenti! Tutti pensano che basta dare un fumetto a un bambino che questi si appassiona per sempre!

    E' una sciocchezza, i bambini hanno caratteri molto diversi tra loro e i veri appassionati di fumetti erano pochi anche negli anni settanta.

    In particolare, le femmine sono state sempre restie a leggerli, se non nella prima infanzia. Sappiamo bene che le femmine sono geneticamente difettose, no?

    Bisogna ragionare in positivo su quello che si può fare, smettendo di piangersi addoso, altrimenti non si faraà mai niente.

    Già oggi si fa pochissimo per i più piccoli...

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    1. Ma io non piango, anzi sono sempre felice di essere smentito su queste mie impressioni, non proprio rosee.

      Speriamo che gli editori seguano il tuo consiglio.

      Sul fatto che le femmine siano restie al fumetto come "categoria", boh, non ci ho mai pensato.
      Le mie compagne di classe alle elementari leggevano Topolino, come i maschi.
      Le femmine andavano avanti a Topolino, i maschi a Topolino e Pippe.

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  40. Più che altro Paperoga. Mai pensato a Pippo come una signora. Anche se devo riconoscere che una mia compagna del doposcuola delle elementari aveva qualcosa di Pippo. Se non ricordo male era caduta da cavallo ed era stata colpita da uno zoccolo tutto intorno all'occhio. Ne rideva e sembrava lo Spirit di Eisner, ma brillo. Non che allora leggessi Spirit. Occhio Cupo ( citaz dello zorride di Bonelli sr e Galep ndr ) leggeva Topolino e pensava che Paperino fosse un loser e che Paperoga non fosse ben sicuro/a del suo ruolo nelle cose del mondo e nella interazione tra i sessi. Non si esprimeva proprio così e considerato come impastava i termini, sembravamo due cosplayers nani di due marinai in una bettola di Caracas.
    Io credo che in un mondo migliore Paperoga sarebbe la risposta Disney allo Shade The Changing Man del 1990 di Milligan e Bachalo.

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  41. Pippa Paperooga è quasi cieca a furia di leggere comics anche dopo il crepuscolo alla luce timida di una candela profumata che le provoca una nausea sottile come fosse nata e svezzata in un rotolo di vecchio spago intinto nella cannella. Fuori nel mondo reale per un euro è possibile condividere una esperienza di immersione totale in uno scenario atlantideo aromatizzato alla caramella Mou. Nessuno legge + comics o guarda la tv o la centrifuga a mille giri della lavatrice o il caminetto acceso. PP è come il soldato giappo che è rimasto nella giungla a combattere la guerra fino a che dietro al suo cespuglio sono state gettate le fondamenta x un centro commerciale e così in breve ha potuto entrare in una edicola, comperare un giornale ed apprendere che l'imperatore si era arreso.
    A volte PP si addormenta sulla carta, ma lascia acceso il cero perchè il mondo fuori pensi che sta ancora leggendo Occhio Cupo o Tex o qualsiasi altra pagina vignettata. Mai la fine.

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  42. Chi è che decide quando una cosa è classica? Colui che, siccome ha scavato, c’impianta seme adatto per vegliarsi l’escremento, traendone un tot di cent a vanità. Il fumetto non è un classico e non è vanità. Quando stabilisci che una cosa è classica, quando decidi che è un classico, quella cosa non si muove più di lì! Gli fai la musealizzazione, il fermo immagine! Ma come può il fumetto esistere entro un fermo immagine musealizzato? E per cosa dovrebbe poi? Per mandare avanti una stirpe di tuittanti a confronto, in perenne visita guidata al museo?

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  43. magari ai bimbi (e non) piacerà questo ?
    http://www.comicus.it/index.php/mainmenu-news/item/61795-johnnyfer-jaypegg

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  44. Sicuramente Sio è conosciuto e tutto questo sembra ricalcare in parte l opzione suggerita da Crepascolo sul produrre fumetti con ritmo da videogame. Però il format libro game mi suona vecchio, come rilanciare il fumetto in 3D, venderà sicuramente per la popolarità extrafumetto dell autore, ma il tutto va in direzione diversa dall' auspicato, il rilancio del fumetto con format economico per bambini. Sono sempre 12 eurini !!! Piacerà quasi sicuramente più ai genitori...

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    1. Ricollegandomi a Sio, qualcuno ha letto le sue storie Disney?, Come sono ?

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    2. Le ho lette io, tutte quelle uscite finora.
      Per questioni anagrafiche sono completamente fuori target rispetto al lavoro di Sio, il quale però - quando fa le cose sue - mi fa ridere e, insomma, mi diverte. Certo, prediligo ben altri fumetti (son vecchio), ma non grido allo scandalo per autori come Sio e anzi auguro loro mille fortune.
      Ma le storie Disney di Sio sono a mio giudizio semplicemente orrende. Scusate il francesismo.

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  45. Sio è fumetto. E Sio è anche un autore che sa fare fumetto. Conosce i mezzi che ha a disposizione e li usa: proprio come vanno usati per fare, oggi, un fumetto.

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  46. Ecco bravo Piercarlo, proprio quello che volevo suggerire postando il link. Anche se son d'accordo che non si deve generalizzare e che ci vogliono prodotti mirati alle diverse fasce d'età e sesso.

    P.S: Sio ha un pubblico che ve ben oltre i bambini prescolari. Non che io sia un suo gran fan , ma ne riconosco le potenzialità sue e del suo tipo di approccio, perchè adotta un linguaggio universale e declinato in diversi modi a seconda del target.

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  47. No, caro Daniele, il bravo sei tu! Io non arriverei mai nemmeno a immaginare come un linguaggio universale possa essere declinato a seconda dei targets. Perché, vedi, secondo me, Sio non adotta un linguaggio universale: ce lo ha! E quando uno ha un linguaggio universale dentro, declinarlo è un problema, certo... ma per gli altri, non per lui! I giovani autori si trovano sempre davanti al medesimo problema ed è un problema degli altri. Ma quando la smetteranno, gli altri, di avvinghiarsi intorno a quel medesimo problema? Se non la smettono, non usciranno mai dal museo. Tu credi davvero che vogliano restarci?

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  48. Una recente intervista a Tiziano Sclavi, dove si parla, tra l'altro, della pistola di Gian luigi Bonelli (come chiedeva Fabrizio):

    http://www.corriere.it/cultura/16_gennaio_27/dylan-dog-30-anni-dopo-2d3909a6-c51f-11e5-9850-7f16b4fde305.shtml

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  49. ahahah scusa non ti seguo Piercarlo. Quel che intendevo è che Sio ha uno stile e un linguaggio molto basici e comprensibili. Ma poi sa adattare questo strumento a diversi target. Non si parla a tutti allo stesso modo e vedo che lui pur avendo quasto stile basico, adotta diverse soluzioni a seconda del pubblico a cui si rivolge. Ecco perchè secondo me potrebbe abbastanza facilmente produrre materiale per grandi e per piccini cambiando di volta in volta pochi elementi.

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  50. Grazie per il link, :-) davvero una bella intervista, malinconica e serena allo stesso tempo, l' aneddoto su G.L. Bonelli poi ci fa capire che qualunque cosa, anche la più inverosimile che si racconti su di lui non è frutto di invenzione o leggenda ma, come direbbe Tex, pura verità !!!

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  51. Sclavi era uno sceneggiatre geniale (Altai & Jonson, Dylan Dog), ma come editor lasciava a desiderare... per esempio, ha rovinato Mister No.

    Mentre Decio Canzio ha distrutto Zagor.

    Strano che Sergio Bonelli non avesse detto niente.

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    1. Interessante... Su Canzio in effetti avevo qualche sospetto... Mi è sempre sembrato uno che pubblicava tutto... non sapeva imporre una linea agli sceneggiatori...

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    2. Sauro, non ho capito come mai Canzio avrebbe distrutto Zagor!
      Era il supervisore, il braccio destro di Bonelli... Dici che ha rovinato Zagor? In che senso?

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  52. Tra l'altro, l'intervista a Sclavi chiarisce la questione della sua depressione della quale una volta mi aveva chiesto Tomaso... ehi, toma, dove sei finito? Ancora dietro a quel raro documento francese su Topor? Sei partito per Parigi?... ma in quelle poche paginette cosa vuoi che ci sia stampato?

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    1. Per Tomaso: alla fondazione Carlo Ludovico Ragghianti quel periodico non c'é. Sorry.

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    2. Un'intervista a Sclavi è un avvenimento...

      Anche a me da militare puntarono una pistola allo stomaco, fa un certo effetto.
      Si trattò di uno scherzo, non aveva i proiettili. Comunque pensai che il tipo dello scherzo era stronzo.
      Quindi si può dire che GL Bonelli era un po' stronzo.

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  53. Io vi devo fare una brutta confessione: sono un impostore (vorrei usare la parola "phony" che rende meglio l'idea: I'm a phony, I'm a fake).
    Parlo di fumetto non capendone molto e basandomi solo su pochi, confusi ricordi di un'epoca passata e idealizzata, di cose che mi piacevano e qualche lettura di libri o fanze, e di notte, nell'ora dello Schizoide, accendo candele profumate nei musei dove mi rinchiudo con Pippa Pig e leggo Tumbleweeds e parlo con Robin Williams, mentre fuori, nel mondo reale, c'é Sio.

    Quando avete parlato di Sio mi sono stupito perché ho pensato a Enric Sio, poi riflettendoci mi sono detto: impossibile, Enric non ha lo spessore. Ma allora di chi parlano?

    Allora ho fatto qualche ricerca e ho capito (almeno, ho intuito) chi è Sio.
    Ho letto su Wiki la storia di Sio, ho visto la foto di Sio, ho passato una bella serata a leggere quel poco che in rete si può trovare di Sio, (anzi di fumetto, visto che Sio è fumetto), cioè essenzialmente la cosa chiamata Scottecs.
    Devo ancora farmi un'idea. Forse mi ricorda qualcosa che ho visto a suo tempo su Eureka o qualche altra rivista consimile, ma se dovessi dire quale e cosa, sinceramente non saprei.
    Con il mio visus limitato, direi che la strip nonsense può essere la cosa più intelligente e/o più imbecille di questo mondo, come certe storielle Zen, ché gli puoi trovare gran significato o decidere che la sequenza di immagini-parole che hai davanti non vuol dire unca.

    per ora ho capito che Sio è triste (come tutti i giovani autori) perché ha dentro un linguaggio universale, e soffre perché gli altri, limitati come sono, non riescono a declinarlo, non tutti almeno.

    Sio mi ha molto colpito. Vorrei chiedere a Sauro la sua opinione su Sio.

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    1. Io vorrei avere la metà, ma anche solo un quarto della tua conoscenza sul fumetto, La Rue.
      Dico sul serio.

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    2. Grazie Orlando sei grande.

      Ma vedi, io non è che grido allo scandalo per quelle cosine scottecs.
      Il mio punto è: le strip di Pagelow che dice Sauro, anche quelle le ho viste, mi piacciono, perché le ho capite.
      Quelle di Sio non le capisco, ma non una che una, e allora chiedo a voi di darmi un indizio o chiave di lettura perché se non le capisco non mi fanno ridere, e se non mi fa ridere Sio sento che mi manca qualcosa.
      O peggio, mi viene il sospetto di aver visto una strip nonsense "furba", cioè programmaticamente costruita per non essere capita e farci dire "Figo Sio! Nonsense!", allora mi tornano in mente i Valvolinici (che almeno, alcuni disegnavano bene).
      Un tipo peraltro odioso diceva che i valvolinici (che lui chiamava "Igortibrolli") facevano cose "incomprensibili, di un'incomprensibilità costruita a tavolino". Perciò vi chiedo di aiutarmi a capire Sio.
      Anche perché (e qui faccio un'altra brutta confessione) io sulle cosine "fatte al compiùter" sono rimasto praticamente ad Iron Man Crash e ai Giovanotti Mondani Meccanici.
      Allo stato delle cose, sono abbastanza d'accordo con Gennaro di Fumettopenia.

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    3. La Rue, ho fatto un errore anch'io in uno dei miei precdenti commenti: ho detto che a me Sio faceva ridere. Lo confermo per quanto riguarda i suoi videini su youtube (Nonno Laser, lo ammetto, mi fa proprio sganasciare), ma in realtà i suoi fumetti nemmeno a me fanno ridere, lo confesso.
      Gennaro di Fumettopenìa è un caro amico, veemente ma onesto e sincero e che mai ha sofferto di "invidia"; anzi gli invidio io un po' del suo dire chiarissimamente ciò che pensa, spesso senza mediazioni :)

      p.s. GGM e Valvolinici a mio parere sono distanti anni luce da Sio. Intendo molto superiori, fumettisticamente parlando.

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  54. Sio è interessante, ma se ne parla troppo.

    Ora sembra che salverà Topolino...

    Lui non ha colpe.

    Ha avuto la sfortuna di diventare di moda.

    La moda apsserà, ma lui resterà.

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  55. Un'opinione pacata e riflessiva su Sio:

    http://fumettopenia.blogspot.it/2015/02/il-futuro-dei-fumetti-scottecs.html

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  56. Oggi vanno di moda Zerocalcare, Makkox e Sio: spero che il terzo non faccia la fine dei primi due.

    Sio mi ricorda Ryan Pagelow: in Italia lo pubblica il (bel) settimanale "Internazionale, ma qui sotto potete vedere legalmente gratis tutte le sue strisce (che essendo mute le capiscono tutti).

    http://www.gocomics.com/buni

    Per Sio, invece, come diceva La Rue, c'è la pagina di Facebook intitolata Scottecs:

    https://www.facebook.com/scomics/

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  57. Vedendo un dibattito del "TG3 Notte" con la senatrice Monica Cirinnà su coppie di fatto eccetera, io, nella mia limitatezza fumettofila, non facevo altro che ripetermi: ma questa sembra disegnata da Bart Sears...

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    1. Sono ancora su questa terra, anche se a volte a me sembra una cosa se non impossibile, perlomeno strana.
      Quello che mi consola è il fatto che una volta trapassato non avrò la possibilità di recriminare. lo penso io, con la mia testa dura di ateo.Va beh, con Roland Topor sono anni che ogni tanto mi viene una sorta di fuoco sotto il culo che mi spinge a cercare di capire attraverso la ricerca di questo o quel materiale.Pur sapendo che molte cose spiegazione non hanno, mi incociuttisco nella ricerca della magica chiave di lettura che mi permetterà di aprire la porta della consapevolezza e della conosceza. Ero così fin da piccolo, quando pensavo che da grande avrei fatto l'archeologo e sarei anche andato chissà dove. Comunque il fatto di avere curiosità e desiderio di capire non è poco, perché serve ad andare avanti.POi io mi esalto anche un poco e sogno di trovare queste tele ad olio di Topor della serie di 14 pezzi intitolata "La donna e il corvo".Mi accontenterei di vedere la riproduzione anche di una sola di queste opere, anche sullo schermo del computer.Fortunatamente non bramo possedere l'oggetto, non appartengo alla categoria di qegli amatori/collezionisti che vogliono "la cosa", per farne un oggetto da non condividere con altri, anzi a godere del fatto che gli altri questa cosa non ce l'hanno.
      Va beh, basta, questa mattina mi gira in tale maniera.

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  58. Monica Cirinnà Sears è una combo di Frances McDormand ( Fargo ) e Frances McDormand ( Desperate Housewives ) ad un provino per la parte di Agnes Topesto nel serial Moonlighting ( ruolo poi assegnato a Allyce Beasley ). Sarebbe stato interessante vederla in un remake del primo Alien nella parte che ha reso celebre Sigourney Weaver.
    Monica Cirinnà è stata la modella per la Power Girl di Bart Sears al tempo della JLE di Gerard Jones e la controfigura di Geena Davis nelle sequenza più spericolate dei suoi action movies. Geena è socia del Mensa ed è un fulmine di guerra nel trovare la luccicanza nel prossimo e così ha consigliato a Monica di lasciare Bart alle sue culturiste di carta e di partire sanza meta, come direbbe Brancaleone, senza naturalmente l'epilogo di Thelma e Louise ( Monica era sul set naturalmente ed è stata lei a saltare nel canyon con la vetturina al posto della diva ).
    Dico solo che Monica ha raggiunto la ns penisola dopo due anni di autostop e sei mesi come sguattera su di un cargo battente bandiera liberiana. Bart non l'ha presa benissimo e da qualche parte a casa ha duecento tavole matitate in cui l'Ammonitore ( parodia del Punitore partorita da Bart ed Alan Moore per la miniserie Violator tie in dello Spawn di McFarlane ndr ) spara con due mitragliatori a nastro all'indirizzo di una vetturetta lanciara verso il futuro e pilotata da una amazzone riccioluta. Cattivo.

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  59. Ops : la seconda Frances McDormand è da sostituire con Felicity Huffman . Sorry.

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  60. Bart aveva disegnato una interessante Spider Woman - non Jessica Drew - su testi di John " Back to the Basics " Byrne nei primi anni di questo secolo. Per una volta aveva applicato il principio tanto amato da Alex Toth e Mike Parobeck ovvero less is more. Abbandona la regola quando qualche anno dopo è al lavoro sulla effimera Captain America & Falcon. Pazienza.

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  61. Ricordo un vecchio episodio della JLE di Gerry Jones e Bart Cirinnà Sears in cui la JLE in borghese e la Injustice League in borghese sono in una classe di francese ( la Justice League International aveva la sede a Parigi ) davanti ad una curvilinea insegnante di francese ( Monica Cirinnà ndr ). Bart ha disegnato venti tavole di tizi al banco che parlano e bisbigliano fino allo showdown. Era in un numero ics di American Heroes. Una sitcom con nerboruti tontoloni che cercano di imparare una lingua straniera in una testata ammiraglia della DC Comics: poteva capitare solo in quegli anni in cui le majors cercavano di reagire a Moore e a Miller o inasprendo i toni o con la farsa.

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    1. QUANTI RICORDI, BEI TEMPI..ALL' EPOCA RIUSCIVO ANCORA A RACCAPEZZARMI CON LA DC, ORA NON SO PIU' CHE UNIVERSO E', CHE TERRA E', CHE ANNO E', CHE GIORNO E'....

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    2. ... Che anno è che giorno è

      Questo è il tempo di vivere con te

      Le mie mani come vedi non tremano più

      E ho nell'anima

      In fondo all'anima cieli immensi

      E immenso amore

      E poi ancora ancora amore amor per te

      Fiumi azzurri e colline e praterie

      Dove corrono dolcissime le mie malinconie

      L'universo trova spazio dentro me

      Ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è.

      (Fabrizio, non mi riferisco a te con questa nuova canzone di Fabri Fibra).

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    3. Fabrifibra è il Adam Strange di un universo che trova spazio dentro il Martian Manhunter di un universo in cui il coraggio di vivere dopo la peste marziana è nell'immenso amore per il tempo di vivere sotto cieli immensi e fiumi azzurri.
      Fabristrange gira e rigira come una trottola dentro il marziano fino a che un raggio zeta spietato non lo porta via al suo viaggio allucinante per consegnarlo ad un altro universo in cui il Dark Knight è altrove da tempo ed i suoi discepoli detti Battisti cercano da tempo un avatar del loro demone della vendetta. Testi di Pete Milligan , disegni di Mark Badger. Miniserie di quattro.

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  62. @ ORLANDO

    Dato che le hai lette, mi puoi dire in quali numeri di Topolino sono uscite le storie di Sio?

    Così lo smontiamo un po'...

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    1. Volentieri, ho i numeri a casa: oggi pomeriggio te li specifico qui sui commenti.
      Ma poi magari non c'è bisogno di smontarlo e a tutti voi piaceranno tantissimo! :-D

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  63. Mi comunicano che sta per uscire una nuova serie di Martin Mystère:

    http://www.sergiobonelli.it/gallery/39419/Martin-Mystere-a-Lucca--il.html

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    1. E' la serie a cui accennavo da qualche parte qui sopra. A colori. Probabilmente in logica ultimate, come il DK nelle edicole e fumetterie in questi gg. Vedremo.

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  64. Così a prima vista questo MM a colori non mi entusiasma granchè, ma aspetterò che esca per leggere e giudicare meglio.

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  65. Continuo qui il discorso su Sio perché a leggere sopra non ci torna nessuno.

    Sio è un giovane autore (ha 27 anni): se è consapevole che deve ancora imparare moltissimo, continuerà a progredire fino a diventare bravo.

    Se invece crede di essere già bravo solo perché è di moda, è perduto: diventerà sempre peggio, avvitandosi sempre di più nell'incompensibilità del "grande autore". E' già capitato a molti.

    A volere essere critici, i suoi lavori contengono tutti gli errori del mondo, ma se abbiamo dato a Charles Schultz (forse sbagliando) la licenza di non farci ridere, dobbiamo accettare anche la "poesia metropolitana" di Sio.

    Chiaro che, come tutte le mode, è oltremodo supervalutato. Piace ai giovani che vi ritrovano le loro situazioni, non dice nulla agli adulti che vivono in un altro mondo: non è un Andrea Pazienza in grado di comunicare a tutti.

    Aspetto di leggere le sue storie di Topolino, appena il gentile Orlando mi comunicherà in quali numeri è stato pubblicato.

    Immagino che Sio sia stato la causa del fatto che Simone Airoldi abbia dovuto abbandonare la Panini per andare alla Bonelli...

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  66. Non credo che Paz comunicasse a tutti e spero che i bimbi dei seventies non leggessero e capissero Pentothal e quelli degli eighties non entrassero in comunione con Pompeo. Mi dava già da pensare la passione dei teenagers nel decennio successivo x il Corvo di James O'Barr.
    Il primo cartoonist che mi passa x la zucca in grado di parlare proprio a tutti, al colto ed all'inclita, a Bart Sears ed a Monique Cirinnà, sebbene mi piacerebbe fosse il mio amato King Kirby, è naturalmente Carl Barks che tanto piaceva a colleghi come Paz, Scozzari e Fredo Castelli, tanto per fare qualche nome.

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  67. All'inizio Pazienza non lo capivo nemmeno io che avevo 17 anni: era un autore ermetico.

    Quando dico che Pazienza lo capiscono tutti intendo non i bambini, ma gli adulti dell'epoca (quelli con una certa cultura fumettistica, s'intende).

    Questo perché Pazienza, dopo i primi esperimenti, ha usato un linguaggio comprensibile.

    Usare un linguaggio comprensibile è difficilissimo: agli inizi Pazienza non era ancora in grado di usarlo, per questo si nascondeva dietro l'ermetismo.

    Quelli delle valvoline non sono mai riusciti a usare un linguaggio comprensibile: troppo difficile per loro, che era solo disegnatori (pur dei grandissimi disegnatori, alcuni).

    Sio, se vuole, puà essere comprensibile già adesso: deve solo buttare via le battute che gli sono uscite male (invece di pubblicarle a ogni costo) e rinunciare a fare le cose che non gli riescono bene.

    Ma, ripeto, se continueranno a dirgli tutti che bravissimo, invece di migliorare, peggiorerà.

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  68. A me Schulz a volte fa ridere e a volte fa pensare.
    A volte addirittura entrambe.
    Per ora Sio nintrambe.

    Non vorrei che i fumetti di Sio rincretinino i bimbi, per dirla alla Pippo.

    Comunque a me piace Sio, se fossi un fumettaro vorrei assomigliargli. Dico di faccia. Ma basta parlare di Sio.

    Il Corvo anche mi piacque. Un po' cerebrale con i fattoni che citano il Satana di Milton ma vabé. Mi piacquette.

    How many angels can dance on the head of a pin?
    It depends on the tune.

    Voi nei disegni apparentemente (?) tirati via di O'Barr non ci trovate un'influenza giapponese?

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  69. A me non paiono tirati via. Comunque James O'Barr è uno fotografaro di quelli peggiori.

    Dovrebbe smettere di disegnare e fare solo lo sceneggiatore.

    Scrive bene.

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  70. Una curiosità: O'Barr è un fan del ns Tanino Liberatore al punto di aver scritto il nome del cartoonist nel legno di un tavolo in una vignetta del Corvo.
    Se fossi un fumettaro, vorrei essere Dave Lapham. Di faccia intendo. Ha la stessa espressione di Geo Clooney prima del flop di Bats che lo ha costretto a cambiar registro ed imparare ad essere un interprete. Dave sembra sempre sapere che uscirà dalla cassaforte che ruzzola dal Kilimangiaro prima che l'ordigno esploda e senza nemmeno un gibollo.
    Dovrebbe smettere di scrivere x altri e tornare a scrivere e disegnare le sue Pallottole Vaganti.

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  71. Sio è bravo e scrive bene e parla persino il giapponese e si addormenta dopo il crepuscolo e sogna di avere la luccicanza di Carl Barks ed il muso di Dave Lapham ed il fisico del Turok di Bart Sears. Non ha bisogno di ermetismi e parla a chiunque sotto e sopra i 17 anni, ma salta la luce e non riesce ad armeggiare nelle valvoline con le sue manone muscolose e così chiama un elettricista e lo paga con duecento tavole di un graphic novel comprensibile al colto ed all'inclita. L'elettricista è tutto contento ed esce tutto contento dalla casa di sio e si ferma sulla soglia x colpa di una pallottola vagante sparata da un cartoonist invidioso fotografaro dei peggiori.

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  72. Crepas, io Lapham lo apprezzo come disegnatore e basta.

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    1. De gustibus. Stray Bullets a mio avviso era interessante.
      Di suo non mi è spiaciuta nemmeno la mini di Terror Inc
      ( cadavere vivente che assume le abilità di pezzi di altri cadaveri che unisce al suo corpo creato da D. G. Chichester e Klaus Janson x la Epic e poi comparso di qua e di là nel Marvel Universe ) di cui purtroppo ha curato solo i testi. I disegni sono del discreto -altrove -Pat Zircher che qui ha scelto - erano gli anni in cui Maleev calava sulla Marvel di Bendis - di usare supporti fotografici, ingessando il tutto. Pazienza. Non nel senso di Andrea.

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  73. Martin Mystère è il mio personaggio Bonelli preferito di sempre, o meglio, da quando trovai la pubblicità dei primi numeri nelle quarte di copertina dei Tex di mia nonna. Tutto mi colpì in quelle illustrazioni: quel personaggio, quella testata "articolata", l'archeologia (amavo Indiana Jones), Orloff, le Murchadna e soprattutto i disegni di Alessandrini, con quello stile così particolare...dovevo assolutamente leggerlo! Era la fine del 1986, in edicola trovai "I signori della guerra" (Prosperi e Chiarolla) e, anche se la tematica era fantapolitica e non fantarcheologica, mi innamorai del personaggio. Ero salito a bordo in bel periodo: secondo me le storie più belle (a parte alcune dell'inizio) sono uscite proprio dall'86 al 90, con un picco qualitativo nel biennio '89/'90. Col tempo, le letture e i recuperi che feci (grazie a tutto Mystère) mi resi conto di pregi e difetti della serie, analisi che confermai con la mia recente rilettura dei primi 170 numeri. La poca progettualità nelle sceneggiature, che rendeva le storie a volte molto lente nella fase centrale e tirate via nei finali. Alcune ripetitività nelle soluzioni narrative (dalle esplosioni delle basi di Atlantide, agli scrittori di romanzi fantastici che avevano veramente vissuto le storie di cui parlavano nei libri). La altalenante qualità dei disegni, soprattutto negli anni '90. Insomma, una cosa che penso da sempre è che MM sia un fumetto molto bello (storie come Roncisvalle o Di tutti i colori! lo dimostrano) con alcuni difetti ricorrenti che hanno impedito che sviluppasse tutte le sue enormi potenzialità, o che mantenesse una qualità stabile. Col "periodo italiano" smisi di leggerlo, per poi riprenderlo in tempi recenti, con rinnovato entusiamo. Sono curioso di leggere "le nuove avventure a colori" e vedere se questi difetti (che riconosce in parte anche Castelli) saranno eliminati.

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  74. Come ho scritto su FB, trovo molto interessante il tuo articolo, Sauro, soprattutto alcuni "dietro le quinte". Ad esempio il fatto che la serie fosse stata affidata provvisoriamente alla tua cura, il successivo ritorno di Castelli ("per pagare le bollette", come hai scritto) coincise con l'invenzione degli "special" e la crescita delle vendite che ne impedirono la chiusura?

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  75. Dutch Schultz pensa e ride nel sonno mentre sogna di tirare il calzino come i divi di Cinelandia che ci mettono sempre un sacco prima di andarsene e hanno il tempo di perdonare tizio e caio e di dire cosa hanno imparato in tanti anni di volo libero e bello come angeli dalla faccia sporca.
    Si sveglia e decide che non è il caso di attendere una sparatoria prima di dire la sua a futura memoria e si mette a schizzare una striscia come quelle dei giornali che riportano le sue imprese.
    Il suo modello è Chester Gould e decide di creare un simmetrico di Dick Tracy ovvero un flaccido mobster privo di spigoli con tante contraddizioni ed imprevedibile nel suo voltar gabbana. Quando entrano i suoi uomini, mostra con orgoglio i suoi scarabocchi e molti dei suoi pensano gli sia girato il boccino, ma non osano dirgli che Seagar, Herriman e co possano stare tranquilli quando si fa avanti una spina di gangsta diciassettenne che mostra con orgoglio la sua strisca su di un cartoonist con il fisico da culturista e la smorfia malandrina che vive come un mobster x avere materiale x i suoi fumetti. La spina è uno storyteller di classe carlbarksica. Dutch non la prende benissimo e chiede agli altri ragazzi di portare spina al porto e di educarlo sui pesci abissali. Poi prende le strisce del suo ex collaboratore e le porta ad un giornale, ma sulla via è riconosciuto da dipendenti della Murder Inc che interrompono la sua carriera di fumettaro copiacarbonico. So goes life.

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  76. Un aneddoto per dire come sono cambiate le cose.

    A metà anni novanta, l’allora direttore generale Disney mi chiede di presentare qualche autore innovativo all’allora direttore di Topolino.

    Così porto al direttore le matite di una storia di Luca Enoch (parlo dell’Enoch ancora non bonellizzato di Sprayliz che veniva intervistato in tivu come nuovo grande autore del fumetto).

    Nel Topolino troppo fighetto di oggi prendono Sio, nel Topolino ancora troppo tradizionalista dell’epoca, alla fin fine, non si è trovato un posto per Enoch!

    (Peraltro la storia era suggestiva: potrebbero pubblicarla anche adesso).


    @ Giulio Belzer

    Le copie di Martin salirono appena chiusero i fumetti Marvel Corno, per la diaspora dei lettori di supereroi… con una battuta, potremmo dire che dirigendo la Corno, Castelli aveva tutto l’interesse di farla chiudere! Ho detto che era una battuta, Alfre’! Lascia quella roncola, non lo faccio più!

    Non posso sapere se a Castelli l’idea degli speciali, che vidi realizzare davanti ai miei occhi (lui stesso faceva la grafica con il computer), fosse di origine “alimentare”. Forse sì: la fame aguzza l’ingegno.

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  77. I numeri di Topolino che possiedo in cui ci sono storie di Sio sono il 3127 con data del 3 Novembre e lo "speciale" Topolino incontra Sio.
    Nel settimanale del Topo l'unica cosa che mi è piaciuta è stato il titolo di una delle 3 storie a firma Sio: "Zio Paperone e non mi ricordo più come finiva il titolo"; mi ha fatto sorridere di cuore e sono certo che da bambinetto un titolo così l'avrei adorato!
    La storia in sé è quasi inesistente (ma con qualche spunto carino), sono quattro tavole con uno Zione con l'alzheimer. Le altre due storielle non sono niente di che (anzi), ma a paragone con le certo non eccelse altre storie contenute nel settimanale ci fanno una figuraccia. Non perché ce l'abbia con Sio, ma perché probabilmente il giovanotto manca ancora di esperienza.
    Un tempo per scrivere una storia sul settimanale di Topolino dovevi o essere un genio o essere mezzo-genio e comunque penare decenni e forse la tue seicentocinquantesima prova, forse!, veniva pubblicata!
    Beh, diciamo che per Sio non è andata esattamente così :-)

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  78. Caro Orlando, il numero di Topolino l'ho trovato e tra poco lo leggo, ma prima vorrei aggiungere una cosa per

    @ Giulio Belzer

    Mi rivolgo ancora a te perché qui in giro sembri l'unico interessato a Martin.

    Alfredo Castelli aveva dimostrato doti straordinarie per i lunghi fumetti avventurosi della Bonelli nei suoi episodi di Mister No, peccato che, costruendo Martin, l'abbia realizzato per mettere in luce solo i propri difetti di sceneggiatore (a partire dal didatticismo).

    Le due storie che ha sceneggiato sui miei "soggetti" dimostrano, credo, che Martin avrebbe potuto essere più dinamico, meno verboso di come si è poi evoluto (o involuto).

    Tenuto conto di ciò, è un peccato che invece di fare un restyling e ripartire da zero, Casteli abbia rinunciato a mettersi in gioco continuando la propria serie come prima e lasciando ad altri autori il nuovo Martin (che non sarà necessariamente migliore di quello vecchio).

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    1. Quello che manca in Martin, soprattutto, è il ritmo: vedremo se nella nuova serie ci sarà.

      Non che Castelli ignori il ritmo: su Mister No dimostrava di conoscerlo benissimo.

      Quel personaggio, con un aereo privato e senza computer, era costruito apposta per storie ricche di ritmo.

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    2. E dire che, le poche volte in cui ci ha provato (lo special 1 o la storia dei dinosauri nella valle africana) ha scritto storie molto ricche di azione. Il punto è che spesso, lo spunto delle storie è una teoria su un fatto storico misterioso, più che una storia vera e propria. Questo rende le storie più statiche e divulgative.

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    3. Quelle due storie però erano un po' improvvisate, mancava un preciso filo conduttore.

      La ragione la spiego nei commenti successivi.

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    4. Sui disegnatori: a parte la questione dei "furti" di alcuni bravissimi artisti da parte di Dylan Dog e Nathan Never, c'è da dire che alcune scelte non le ho mai capite. Una su tutte: Leone Cimpellin (ne sai qualcosa, visto che hai completato la storia su Peter Pan) perchè un disegnatore così grottesco su una serie come MM? Anche Torti l'ho sempre trovato sbagliato x MM. Nell'adolescenza leggevo DD e vedevo bravissimi disegnatori (quasi) ogni numero, poi usciva il nuovo MM e (senza fare altri nomi) mi chiedevo come mai la qualità fosse così altalenante.

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    5. Le sceneggiature: tu stesso hai scritto che Castelli scriveva senza seguire una traccia ben definita, secondo me questo metodo è una delle ragioni per cui le storie erano prive di ritmo e squilibrate nei tempi. Poi c'è la questione della trasformazione del MM iniziale (con delle "quote/azione" per ogni storia praticamente imposte da Bonelli, da quanto leggevo altrove) al BVZM verboso e pantofolaio degli anni '90 (e seguire), quando le vendite erano migliorate e Castelli lo scriveva come voleva lui. Ecco, penso che in un periodo intermedio (1986 o giù di lì) ci fosse un buon equilibrio tra le parti divulgative e quelle di azione. Equilibrio sempre meno presente negli anni successivi, con botte di 40 pagine di spiegoni, per quanto interessanti, staticissimi. Le storie migliori (quella su Re Artù, Roncisvalle, quelle con Mr. Jinx) funzionano per l'equilibrio tra i due elementi.

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  79. Il BVZA ha diohiarato in una intervista che la nuova serie è in mano ad altri autori proprio perchè non si ritiene sincronizzato con i ritmi e gli stilemi narrativi odierni. Ha deciso insomma di non fare il rattuso che si mette il toupet con la brillantina e suona la chitarra x conquistare Satanik. Apprezzabile, direi.
    Il BVZM era caratterizzato da ritmo e storytelling quasi carlbarksico nei gg di Paolo Morales che però, per sua stessa ammissione, non riusciva ad essere altrettanto mysterioso di Castelli.

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  80. @ CREPASCOLO

    "Ha deciso insomma di non fare il rattuso che si mette il toupet con la brillantina e suona la chitarra": invece, a me, la sua "giustificazione" pare una sciocchezza. La questione è tecnica, non anagrafica. Tecnicamente con un personaggio strutturato così, non si possono fare storie ricche di ritmo.


    @ ORLANDO

    Ho letto l'episodio di Sio per Topolino: è una storiella breve senza pretese, simpatica a modo suo. Non ha scritto una vera storia lunga perché, onestamente, ha capito che non era in grado di farla.
    L'unica cosa scandalosa è il pippone di presentazion: "Ecco a voi il celebre autore"... Viviamo in tempi fanzinari.



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  81. La verità è che sto pensando a rilanciare Martin da capo con uno escamotage che potrebbe, dico potrebbe, turbare i miei lettori che mi seguono dal '82. L'idea è, per sommi capi, che Martin si ritrovi 40 enne e senza memoria ( che non recupera come nell'Uomo Senza Memoria di Morales/Alessandrini ) in una realtà in cui la preistoria è diversa da quella che è stata alla base di oltre trent'anni di storie. I MIB hanno un altro ruolo ed Orloff è un mistico - forse un aviatore , direbbe Lucio Dalla - che vive in un eremo e che si comporta come la sibilla, lanciando ami ed esche ad un frastornato non + onniscente Detective dell'Impossibile. Come avrai già dedotto, mi sono lasciato una backdoor e posso rientrare in continuity quando voglio, infilando Martin in un complotto multidimensionale MIBbico perchè si apra il suo Quarto Occhio ovvero la porta verso una realtà in cui è nascosto da sempre il vero nome del Primo Fattore.
    Se invece i ns 25 ( mila ) lettori dimostreranno di apprezzare il nuovo corso del bimestrale, i miei collaboratori ed io potremo ipotizzare nuove spiegazioni x cose come le costruzioni dei druidi
    ( non + agopuntura planetario, ma network x la tonnara di bosini ) tanto x fare un esempio. Vedremo. Ti anticipo che nel team oltre naturalmente a Giancarlo, posso contare su Luca Genovese, Enrico Rossi Endrighi e sto cercando di convincere Dave ( Bonelli of course ) ad autorizzare speciali spillati disegnati da Chris Blain e Miguel Angel Martin ed uno one shot di Java scritto e disegnato da Francesca Ghermandi. Stai con noi, ciao, Alfie

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  82. Ora che ci penso , dovevo alzarmi l'asticella da solo e mettere in bocca al "mio" Castelli anche un Martinmysterone di Dan Maramotti ed un ritorno della Magic Patrol con le matite di Stefano Raffaele e di Stefano Casini ed un Docteur Mystere di Kev O'Neill, ma non so chi se la sarebbe bevuta...

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  83. Un tascabile di MM in stile Zaniboni padre e figlio. Uno spillato in formato Rat-man disegnato in stile Horak. MM come action hero. Senza fidanza e senza moglie. Consulente dei MIB di cui ignora i fini reconditi. Molto X-Files. E Java sarebbe i muscoli di un cattivone, come lo Squalo degli 007 camp con Roger Moore.

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  84. Se Castelli decide di mettere sempre nel finale Martin che scrive la sua menata al computer, significa che avremo sempre un moscio finale didattico, invece di un finale emozionante da ricordare per tutta la vita.

    Il finale è la parte più importante di una breve strip comica come di un lungo fumetto avventuroso: non puoi decidere di riunciarci a priori.

    Diceva giustamente la Christie: scrivo una storia solo quando ho un buon finale.

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    1. Invece Castelli scrive una storia solo quando ha un buon inizio.

      Lo strozzerei.

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  85. Una delle caratteristiche di MM , contrariaramente a quasi tutti i personaggi a fumetti, era di avere una data anagrafica ben precisa. Dato che non lo seguo più regolarmente, come è stato risolto il problema? Espediente narrativo ?!? Mi pare sia successo qualcosa con la Fonte della Giovinezza ( che esiste nell universo Mysteriano ) oppure viene bellamente ignorato dagli autori il fattore anagrafico con conseguente invecchiamento? . E tu Sauro, che ne pensi dello stabilire una data di nascita ad un personaggio a fumetti?

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    1. Una minchiata già fatta con Valentina da Crepax.

      La data di nascita gliela puoi dare nei fumetti giapponesi, che al ventesimo volumetto, o giù di lì, finiscono.

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    2. Si fanno vaghi riferimenti al fatto che "ha una certa età e certe cose non può più farle come un tempo", ma si non dice mai che ha 73 anni

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    3. Ma a Castelli glielo hai detto? ..Come mai lo ha fatto ? Forse pensava che il personaggio non durasse cosi tanto ? L età si può dare solo a un personaggio di ambientazione "storica" come Mister No...

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    4. In una intervista su You tube, Castelli dice che effettivamente si pensava che il personaggio non dovesse durare più di 14 numeri o giù di lì.

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    5. Questo l'avranno pensato dopo aver visto che il primo numero non aveva venduto quasi niente.

      All'inizio, come tutte le serie lanciare in quel tempo, si puntava a non chiudere mai.

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  86. Fermi tutti, mi ha scritto Castelli.

    Io gli avevo segnalato il post con un certo coraggio:

    Solo per dire che quel bastardo di uno stronzo di troll si è mysteriosamente appropriato del mio blog per scrivere un post su Martin Mystère: che Dio lo stramaledica insieme agli inglesi!

    E lui:

    "Non preoccuparti: l'ho scritto io! Il Troll.
    Piuttosto: la pagina è TERRIBILMENTE pesante, con tutte quelle immagini, e fa faticaa girare anche con il mio potentissssssimo computer. Forse vale la pena di spezzarla, o usare delle immagini più piccole da ingrandire.
    Il Troll"

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    1. Non avevo letto questo commento!
      Allora appunto, come dicevo, Castelli ha fatto BENISSIMO a costruire quella contunuity con Sclavi. Genio!
      Che fine ha fatto Appelius?

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  87. Ha ragione sulla pagina! Crepascolo ha cominciato a delirare prima del cinquantesimo post :D (scherzo crepascolo eh :))

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  88. E sopratutto non li dimostra.
    Per quanto riguarda Sio, penso che ce lo siamo giocati da tempi.
    Personalmente non mi piace, non sa disegnare e come sceneggiatore a fumetti è mediocre ( il suo problema è che lui ha tempi narrativi adatti all' animazione, cioè al movimento, non alle sequenze statiche di un fumetto).
    Peggio ancora, è incredibile che a lui siano aperte le porte di Topolino, mentre a gente così no
    http://twisted-wind.deviantart.com/art/Cm003-501202477

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  89. Io penso che fra i lettori followers di questo post ci debbano essere per forza molti lettori o ex lettori di Martin Mystère: io sono fra quelli e alla fine del 2015 ho pianto calde lacrime nel dover constatare che "L'almanacco del Mystero" che dal 1989 rallegrava le mie vacanze di Natale, non è uscito.
    Però anche se il buon Martin l'ho acquistato e letto fin dall'inizio e prova ne sono le pile dei suoi albi che ingombrano i miei armadi, doverne parlare in senso generale mi riesce ostico.Questo perché il nostro Mrtin mysterioso nel corso dei decenni si è presentato con molteplici volti e non solo per la rotazione dei disegnatori, ma proprio per l'appartenenza delle sue storie a generi fra loro ben distinti.Sarebbe necessario prendere storie fra loro globalmente omogenee per disegnoe genere e farci sopra un discorsetto.
    Io avevo provato ,in un post di qualche tempo fa, a parlare di Filippucci e delle storie apparse sul prima citato almanacco fra la fine del 1900 e l'inizio dell'attuale secolo, quelle con il Docteur Mystere e Cigale, ragazzo simpatico e vivace bisnonno(?) dell'attuale Martin Mystere. Ma nessuno aveva raccolto la palla, così le palle erano(metaforicamente) cadute a me.
    Va beh, che ci volete fare???

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    1. Purtroppo di quelle storie lì ne ho solo una. Ma erano troppo divertissement - helzapoppin per i miei gusti.
      Oddio, Radetzki che diventa il Conte Blocken era carino, ma non c'è pathos, c'è solo (e si vede) uno scrittore che si vuole divertire in modo intelligente. Troppa pochade per i miei gusti, si ha limpressione di vedere i personaggi che recitano su un palcoscenico. Mi pare che a un certo punto cavalcavano una minuscola Enterprise o qualcosa del genere... magari ricordo male.

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  90. Anche a me interessa (molto) più MM che Sio ma sono tornato adesso e ho quasi solo la forza di leggere.
    Se continuavo a lavorare e commentare passavo la notte in biblioteca invece che al Museo ....

    Pareva anche a me di aver sentito dire qualcosa sulla fontana della giovinezza, l'aveva trovata un bis-zio di Martin o qualcosa del genere? C'entravano Springheeled Jack e il mostro di Hegra? Boh.

    Un bell'universo complicato.

    Bonelli col fatto che non voleva sentir parlare di continuity ha finito per lasciar fare a Sclavi e Castelli che gli hanno costruito, con solo poche storie, una continuity-gabbia che non lascia scampo proprio ai più interessanti (Mr. No - MM -DYD anche se DYD è quello che ho sempre amato di meno).

    Urge una Crisis.
    Crisis? What Crisis? Crepas, pensaci te.

    E già che ci sei, tu che hai tutti i numeri di telefono, per favore combinami un appuntamento con Desadia. Grazie.

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    1. Oggi ho lavorato come un indemoniato, quindi o Desadia o Satana.

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    2. E' da una vita che non sento parlare dell'entourage di Gabriel Devil Hunter.

      Sei vecchio, La Rue.

      Facciamo spazio al giovane Sio.

      E organizziamo una colletta per comprare un computer più potente a Castelli.

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    3. Gli faccio tutto lo spazio che vuoi, anche calcolato in miglia nautiche.

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  91. Se rifà gli Aristocratici, proporrei una raccolta fondi con kickstarter ....

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  92. La Satana - da noi Satan - sorella di Daimon Hellstrom / Hellstorm in era Nicieza che sugge l'anima di un bieco violentatore con muso di Gibbon /Hulk nella versione di John Romita sr ( storiella in b/n letta in un vecchio Thor Corno e ora nella mia biblio in versione originale in un Essential Marvel Horror ) attraverso un bacio turbò il bimbo che fui. Non ci uscirei. Nemmeno considerato il vitino di vespa e lo zigomo alto che Romita sr regalava alle sue donnine. Credo che continuerò a sognare Granny Goodness nella versione di King Kirby o Amanda The Wall Waller in quella di Jesus Saiz. Senza dimenticare la infermiera matura e pienotta che rifiuta le avances di Anastasia Brown e la matura e pienotta signora Jones che si serve della Dream Travel in un vecchio e corto racconto di Martin Mystere. Alessandrini è famoso x le sue Angie e Diana Lombard, ma io trovo molto + intriganti le sue signore negli anta dalle forme piene .

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    1. Nah. E non sopporto il fratello. Ho letto da qualche parte che parla otto lingue. Non riesco a crederci. Se fossi Alessandini non permetterei a Rocco di sgommare le matite da sotto le chine, nemmeno di numerarle.
      E poi Angie è di carne. Io posso perdere la testa solo x donne di carta: era nel contratto pre-matrimoniale. La prossima volta leggerò le scritte in piccolo.

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  93. Preciso che non so un fico secchissimo di Sio, ma sono un fedele lettore del Topo e posso die che sul numero attualmente in edicola (TL 3141) c'è una storia scritta da Sio (disegni di Intini) di 30 pagine (ZP e la monetona nella terra dei talpuri).
    Niente di sublime, ma, vista la mosceria media, un minimo sindacale d'inventiva ti fa sembrare un genio...

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    1. I miei soliti pregiudizi nei confronti degli autori che vanno di moda.

      Grazie per l'informazione, poi la leggo.

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    2. Ugo Intini ! Ricordo quando persisteva nella difesa del Garofano nel momento di maggior successo popolare di Mani Pulite e dopo che il suo segretario di partito aveva detto urbi et orbi che sapeva come si nutrono i partiti da quando portava i pantaloni alla zuava ( come Tintin ndr ). Se è memorabile e proverbiale il soldato giappo che si nasconde nella giungla xchè non sa che l'imperatore si è arreso decenni prima, Ugo è andato oltre ed è il soldato giappo che sa che il suo imperatore si è arreso, ma continua ad attendere nella giungla che qualcuno gli dica che la guerra continua. Praticamente un corto di sette pagine x Skorpio o Lanciostory.

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  94. Il proprietario della bancarella era grasso come Tinto Brass e come Tinto Brass mordeva un sigaraccio nero. In pieno centro vendeva da quando i tram con i seggiolini di tek erano novi novi vecchi Topolino con la copertina moscia e sporca che nessuna comperava anche se costavano meno di una monetona da 50 centesimi di euro.
    Radu Talpuri lo ammirava come si ammira la sentinella che al gelo protegge l'avamposto ics di cui non importa nulla a nessuno ed avrebbe preferito non strappargli il biglietto, ma quel paranoico del suo capo era convinto che Tintobis avesse visto inavvertitamente qualcosa che non era igienico notare, sebbene a distanza di mesi dall'incidente nessuno si fosse recato a denunciare alcunchè.
    Il capo pensava che Talpuri fosse un ex spetsnaz addestrato a cibarsi di carne umana quando era necessario, ma in realtà Radu era nato in uno di quei paesi balcanici che continuano a sbriciolarsi ed aveva combattuto e sparato, ma raramente aveva visto cadere qualcuno sotto il fuoco. Doveva la sua fama al fatto di esser stato in zona quando era stato eliminato un agente della Interpol sotto mentite spoglie, ma Radu era solo il pianista nel bordello dove una lottatrice nel fango cocainomane aveva strappato il biglietto al suo fedifrago 007.
    Sarebbe bastato restare lì fino al crepuscolo - come ormai faceva in gg di appostamento - e poi sparare una spanna sopra il sigaro. Ciaociao sentinella topolina. Stava rimuginando la cosa quando una posse di studelinquenti bigianti si parò davanti al vecchio prendendolo x i fondelli x il suo aspetto da zio Fenster. Uno dei + arditi prese un Topolino moscio e si allontanò saltellando. Tintobis cominciò ad urlare e si fece rosso come la zuppa Campbell poi cadde e non si rialzò. I ragazzi si allontanarono in ordine sparso, mentre i passanti cercavano di soccorrere l'infatuato senza poter fare nulla.
    Radu si avvicinò e guardò Tintobis da vicino, per la prima ed ultima volta. Al suo capo avrebbe raccontato, senza troppi dettagli, che la scomparsa del testimone sarebbe stata registrata come un banale colpo al cuore. Un altro elemento a fortificare la reputazione di Radu Talpuri...

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    1. Sopra si parlava del fatto che dare l'età così precisa a MM fu un errore. Non pensi che questo errore si sia ripetuto in Dampyr?

      Dampyr nasce sulla suggestione delle guerre etniche nella Post-Jugoslavia... Va beh che Harlan essendo ibrido invecchia al ralenti, ma insomma...

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    2. Non ci crederai, ma ho detto la stessa cosa quando uno dei disegnatori di Draka - che allora era mio insegnante - mi ha regalato i primi 15/20 numeri del mensile. Trovavo strano il modo in cui parlava e pensava considerato che era nato nel '45 anche se appariva + giovane. E' da considerare che la saga era in origine destinata a Zona X con il formato di miniserie e probabilmente Boss Boselli e Mau Colombo non avevano ancora considerato tutti gli elementi di quello che poi è diventata una serie di oltre duecento numeri.

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    3. Vedi che Zona X ha generato realtà importanti?
      Ci vuole un post su Zona X...

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  95. Resta il fatto che sono pochi gli esseri umani della Realtà Prima che invecchiano al ralenti come i Draka di carta e gli autori fanno fatica ad immaginare come parlerebbero e penserebbero tizi in giro da secoli anche se le rughe sono poche ed i capelli tanti.
    Immagino che BB e Mau C. non abbiano passato un semestre a studiare Gianni Morandi prima di creare il loro mezzovampiro.

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    1. D'altronde da qualcosa bisogna pur cominciare. I Greci avevano risolto bene questo punto. Tutti i loro supereroi o muoiono, o sono immortali, o semi-immortali, e vaffanculo.

      Pianifcare e mandare avanti una continuity è una delle cose più difficili del mondo. Mi ricordo un bell'articolo (uno dei pochi) su Starmagazine che evidenziava le differenze fra il comportamento della Marvel e quello della DC.
      A quanto ho capito alla Bonelli invece vigeva l'improvvisazione totale, ovverossia la legge del menga.

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  96. Alan Moore - tanto x non fare i soliti numeri - racconta nel suo Writing Comics di aver passato ore ed ore nel suo studio immaginando come si dovesse muovere e parlare Etrigan il Demone prima di infilarlo in una saga di Swamp Thing ( un essere pesante che cammina curvo e con la voce roca ). I vicini erano perplessi. Ancora non ho capito perchè fosse importante la voce , considerato che si trattava di un fumetto.
    Sarebbe il caso che anche gli autori nostrani si interrogassero similmente ? Mm.

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    1. Probabilmente considerava il fatto del parlare in rima. Pros and cons.

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  97. ATTENZIONE!

    ATTENZIONE!

    ATTENZIONE!

    LO SPAZIO DEI COMMENTI NON PUO' CONTENERE PIU' DEI 200 ATTUALI.

    INVIARE I PROSSIMI COMMENTI NEL POST "BATMANIA":

    http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/batmania.html

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  98. A me "Mutanti" è piaciuta un sacco. Penso che sia la tua storia migliore su MM nonostante qualche edit balzano come quella riguardo la caduta del muro. Davvero un bel thriller.

    "Sarebbe stato meglio spiegare che l'inizio della vicenda era avvenuto anni prima"

    Già! O ambientare la vicenda prima, ma Castelli soffre di attacchi compulsivi da attualità XD.
    Mi è piaciuta molto anche "La falce del druido", all' inizio misteriosa e poi molto d' azione e avvincente.
    Godibili ed interessanti "Il flauto di Pan" e "Caccia alla strega", ma un po "datate" e non per colpa tua. Nel senso che all' epoca erano intriganti, oggi sanno di già visto. Comunque storie come queste e "Un vampiro a New York" hanno fatto la fortuna di "Dylan dog".
    Piuttosto bizzarra "L' olandese volante" ed in effetti non tanto comprensibile. Ora che leggo era predisposta per due albi... effettivamente sarebbe stata meglio pubblicata sul bis.
    Non ho capito dove Sclavi avrebbe "distrutto" Mister No. Su agarthi forum hai scritto che era perché se non erro era diventato più castigato, ma a me non è sembrato leggendo storie della seconda metà degli anni 80. Vedi "Le tigri volanti" e "Veracruz". Boh!

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