lunedì 14 marzo 2016

GEPPO HORROR PICTURE SHOW


I due principali personaggi comici del fumetto italiano, Tiramolla e Geppo, hanno entrambi indirette origini americane.

Nel caso di Tiramolla è certo, perché gli stessi autori hanno rivelato di essersi ispirati a Plastic Man di Jack Cole (vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/01/il-piu-bel-supereroe-del-mondo.html).

Quanto a Geppo, creato nel 1954 nell’albo “Trottolino” della Bianconi, siamo nel campo delle ipotesi. A Geppo venne dedicata una lunghissima serie di avventure che uscirono fino agli anni novanta. Il sottoscritto si è occupato in qualche modo della fase finale del personaggio per la Metro, la casa editrice che aveva preso il posto della Bianconi. Della conclusione di questa esperienza editoriale ho parlato nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/linverno-del-grande-fumetto-milanese.html.

Geppo, "il diavolo buono", era conosciuto e amato da tutti i bambini: se fosse nato in Giappone, negli Stati Uniti o in Francia, adesso avrebbe un merchandising e serie di cartoni animati come Doraemon. E se le sue storie fossero state realizzate con più cura, Geppo uscirebbe ancora in un albo insieme a Soldino e Nonna Abelarda (gli altri personaggi della Bianconi) che venderebbe più di “Topolino”. 



L'autore della storia a fumetti che probabilmente ha ispirato Geppo è l’americano Bill Everett: ecco la sua foto e l'omaggio resogli da Alex Ross.

Everett è noto per avere creato Sub-Mariner nel 1939, nel primo numero di "Marvel Comics". La brutta copertina, dedicata alla Torcia Umana, era stata disegnata dall'altrimenti interessante illustratore di fantascienza Frank Paul (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/buck-rogers-porta-il-fumetto-al-macero.html). Everett avrebbe dovuto realizzare la copertina del secondo numero, si veda lo schizzo sotto, ma gliela cestinarono.

Namor (cioè "roman" al contrario), detto Sub-Mariner, è il principe di un regno sottomarino che solo negli anni sessanta Stan Lee e Jack Kirby decisero di chiamare banalmente Atlantide. Sub-Mariner odia gli esseri umani di superficie ed è un nichilista come altri personaggi dei comic book nati a cavallo tra gli anni trenta e quaranta (ne abbiamo parlato nel post precedente). Namor non sta dalla parte delle forze dell'ordine, semmai con quelle del caos.

Questa illustrazione realizzata appositamente per lo scrittore di fantascienza e fumettologo Ron Goulart parla chiaro.


Nel 1964, all'epoca della Marvel classica, Bill Everett crea Devil, su testi (o per meglio dire dialoghi) di Stan Lee. Inoltre, Everett ha involontariamente ideato Simon Garth lo Zombi degli anni settanta, presentandolo per la prima volta in un episodio autoconclusivo dei cinquanta: storia pubblicata per intero, in inglese e in italiano, nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/corriere-dello-zombi.html.

In maniera del tutto inconsapevole, Everett ha forse posto le basi anche per la creazione di Geppo, il diavolo buono degli albi della Bianconi.

Sopra c'è Geppo, sotto l'ipotetica fonte di ispirazione.



Ma leggiamo la storia realizzata da Bill Everett intitolata "The Pit of Horror" (Il pozzo dell'orrore), pubblicata nel settembre del 1952 da "Adventures into Weird Words" n. 10 della Marvel/Atlas. Non ricordo se è uscita anche l'edizione italiana in appendice agli albi Marvel dell'Editoriale Corno, in tal caso qualcuno me lo segnali.

Il povero Satana si accorge che i suoi diavoli sono dediti a ogni ozio immaginabile. Uno legge addirittura i comic book dell'orrore, cioè il massimo della depravazione.

Da bravo manager dell'azienda infernale, Satana chiama dalla Terra il signor Frost, un "esperto di efficienza"... si dirà così in italiano? Mah.


Dopo avere reso finalmente l'inferno un luogo perfetto per torturare i dannati, il signor Frost sta per congedarsi. Satana però lo ferma spiegandogli che l'aveva chiamato perché stava per morire e l'inferno è il posto più adatto per uno come lui, che avrà rovinato la vita a chissà quanti poveri lavoratori. I diavoli, diventati determinati e feroci proprio grazie ai suoi insegnamenti, prendono in consegna Frost come primo dannato di cui occuparsi diligentemente.

Questa storia l'ha scritta l'anarcoide Everett, non certo l'aziendalista di Stan Lee. Del resto, Everett è un bravo sceneggiatore oltre che ottimo disegnatore.
 

"Il prossimo!", dice la sinistra voce proveniente dalla botola. Anche la copertina dell'albo che contiene l'episodio è di Bill Everett: "The Pit of Horror" è annunciato nell'angolo in basso a sinistra. 



Questa storia ha ispirato un episodio di "Wild" n. 2 del marzo 1954, una copiatura di "Mad" della Marvel. A realizzarla è lo stesso Everett.

L'inferno è sempre il regno della pigrizia, ma dopo avere fatto un giro sulla Terra (il vero inferno), Satana finisce per preferire la rassicurante noia di casa sua.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.





Sempre nel 1954, su richiesta dell'editore Bianconi, lo sceneggiatore genovese Attilio Mazzanti e l'italiano Giulio Chierchini lavorano al personaggio di Geppo.

Nato nel 1928, Attilio Mazzanti ha scritto storie di Cucciolo e Tiramolla, oltre ad avere collaborato con la Bianconi e Topolino. Su di lui ho chiesto lumi allo storico autore disneyano Carlo Chendi, il quale mi ha risposto così: "Di Attilio Mazzanti ho perso le tracce. Abitava a Genova, era di origine ferrarese, poi si è trasferito a Roma e quindi nel pavese. Mi pare che negli anni ottanta avesse scritto qualche storia per il Giornalino". Luca Boschi, autore del fondamentale libro "Diabolicamente Geppo", mi ha detto che non si sa più nulla di Mazzanti: alcuni lo danno in Argentina, per altri è morto.

Genovese, nato anche lui nel 1928, Giulio Chierchini ha lavorato per Topolino fino a poco tempo fa. Si è distinto soprattutto nelle parodie dei personaggi Disney, la più famosa delle quali è "I promessi paperi" del 1976.


Anche se più autori hanno collaborato in vario modo alla realizzazione della prima storia di Geppo (da Bottaro a Giovan Battista Carpi), Mazzanti e Chierchini sono da considerarsi i responsabili principali. 

Il primo episodio di Geppo, l'unico disegnato da Chierchini, non è stato ristampato spesso: se qualcuno può inviarmi le scansioni delle altre tavole, le pubblicherò qui sotto. La mia e-mail è saurobello@libero.it


L'influenza di Everett nella storia di Mazzanti e Chierchini mi pare abbastanza evidente.



Se i diavoli cicciottelli di Everett sono indolenti da fare pietà, il Geppo di Mazzanti e Chierchini, oltre a essere fisicamente simile, è buono da fare schifo.



Alcuni dicono che c'è un collegamento tra Geppo e "L'inferno di Topolino" (storia realizzata dal 1949 al 1950 da Guido Martina e Angelo Bioletto), però lì i diavoli non sono rappresentati come putti.


Dopo il primo episodio, le storie di Geppo traslocano nell'albo di "Volpetto" e poi in quello di "Soldino". Finché, nel 1961, il personaggio ottiene una testata tutta sua.

Ai disegni si alternano Giovan Battista Carpi, Pier Luigi San Galli, Sandro Dossi e altri. Alberico Motta è l'autore che, nel corso degli anni sessanta, rende definitiva la caratterizzazione di Geppo. Un giorno pubblicherò un post sulle mie storie disneyane disegnate dal grande Motta, sempre se riuscirò a trovare la prima che ho scritto per lui: "L'avventura di Mississippi Pippo", in seguito clonata da Indiana Pipps.





Nel libro dedicato alla storia della casa editrice Bianconi, "Da Braccio di Ferro a Provolino", Salvatore Giordano osserva: "Come scriveva Oscar Wilde, il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia. È strano, rileggendo Geppo, notare che da bambini ci appassionavamo a un fumetto ambientato all’inferno, luogo di tortura e dolore dove il malessere dei dannati non era soltanto spirituale, e presse, tenaglie e tizzoni ardenti maciullavano i corpi dei defunti peccatori. L’inferno di Geppo è un luogo non virtuale, è l’ufficio, il carcere, l’ospedale, Satana è il megadirettore, Geppo è l’umile dipendente sottoposto. Non pochi hanno trovato similitudini tra le storie di Geppo e la saga fantozziana di Paolo Villaggio. Fumetto pervaso da umorismo nero, di grana grossa e popolare ma sempre mitigato da un senso di dolce malinconia, una commedia ilare ambientata nel peggiore dei posti possibili. Irresistibili erano gli scontri tra i simpatici demoni e un noiosissimo esercito angelico che stava tutto il santo giorno a canticchiare gospel come le zie di paese improvvisamente redente perché sull’orlo della fossa. Uno dei pochi fumetti italiani, nel periodo in cui Vaticano e Stato erano in pratica la stessa cosa, che aveva il coraggio di parlare ironicamente della religione. Geppo infatti compariva in quelle liste, distribuite in chiesa negli anni sessanta e settanta, che elencavano i libri proibiti e sconsigliati per la salute dell'anima".


In Francia Geppo è conosciuto con il nome virilissimo di Dodu (quasi il cagnolino di Berlusconi).


In questa panoramica vediamo tutti i personaggi delle storie di Geppo, il diavolo buono. Tra i quali la bella Fiammetta, figlia di Satana, che Geppo tromberebbe con piacere.

Il disegno è di Sandro Dossi, per il quale ho scritto "La leggenda di Papertù" e altre storie pubblicate da "Topolino".

Leo Ortolani, l'autore di Rat-Man, ha saputo catturare l'ambiguo fascino infernale di Fiammetta in questa illustrazione. Io le avrei fatto indossare il bikini.
Chiarite (?) le misteriose origini di Geppo, torniamo a bomba su Everett, il suo probabile ispiratore.


Bill Everett nasce nel 1917 nello stato americano del Massachusetts, a nord di New York. Si imbarca quindicenne nella marina mercantile per due anni, esperienza ricca di suggestini che gli saranno d'aiuto in seguito.

Dopo avere seguito alcune lezioni di un corso di disegno, nel 1936 inizia a lavorare come grafico in un quotidiano di Boston. In questo periodo realizza le prime vignette di tipo realistico (all'epoca, nelle pagine dei giornali, i disegni si alternavano alle fotografie).  


Dopo essere stato licenziato per il suo carattere ribelle e la propensione ad alzare il gomito, Everett collabora con la Centaur Publications, una delle tante case editrici che si sono subito buttate a capofitto nella produzione di comic book dopo il successo di Superman.
Nel 1939, Everett crea il suo primo personaggio: Amazing-Man. Un eroe con pochi scrupoli morali, come altri di quel periodo.





Nello stesso anno, con l'amico Carl Burgos e altri realizza un albo omaggio per gli spettatori dei cinema, intitolato "Motion Picture Funnies Weekly".



Per questa pubblicazione, Burgos crea la Torcia Umana (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/la-torcia-umana-sopra-new-york.html) ed Everett, per contrasto, Sub-Mariner basandosi sulle sue esperienze marinare. Quando, nel 1961, Stan Lee e Jack Kirby ripescano la Torcia Umana (dandogli un'altra identità) per inserirla nei Fantastici Quattro, prendeno ispirazione anche loro dai classici elementi della natura: oltre al fuoco-Torcia Umana, la terra-Cosa, l'acqua-Mister Fantastic e l'aria-Donna Invisibile.

L'albo per i cinema esce una volta sola perché l'iniziativa promozionale viene subito interrotta, allora Everett e soci rivendono i diritti dei loro personaggi a un editore di pulp (riviste con racconti avventurosi e di altro genere): Martin Goodman. Nasce così la Marvel, all'epoca nota con il nome di Timely.


Sub-Mariner è un mezzosangue nato da Leonard McKenzie, capitano di nave americano, e Fen, figlia del sovrano del popolo sottomarino.

Sub-Mariner è un antieroe all'assalto della civilizzazione, un concetto entusiasmante per i giovani lettori.




Namor sfascia le auto come nella copertina del primo numero di Superman, ma lui sceglie quelle della polizia.


Nel 1940 avviene il primo team-up tra personaggi dei fumetti: la Torcia Umana contro Sub-Mariner. 

Nel culmine della lotta, con un'onda gigantesca il signore dei mari sommerge New York. Peggio di Osama Bin Laden! Sotto vediamo lo tsunami nel disegno di Carl Burgos, autore della Torcia Umana.



In pochi anni i personaggi dei comic book si devono "normalizzare" per esigenze superiori, e Sub-Mariner dirotta la propria furia solo sugli uomini di superficie con la svastica. In fondo, è americano da parte di padre.


Mentre accade tutto questo, Bill Everett ha creato altri supereroi, alcuni dei quali sempre di genere acquatico. Come Hydroman per la Eastern Color Printing e The Fin, ancora per la Marvel/Timely.




Dopo la Seconda guerra mondiale, i  supereroi scompaiono dalle edicole americane salvo Superman, Batman e Wonder Woman della Dc Comics, Capitan Marvel della Fawcett e Plastic Man della Quality. 

Everett affronta altri generi: da quello bellico all'orrore, per il quale realizza anche i prototipi diavoleschi di Geppo che abbiamo visto prima. Continua a lavorare soprattutto per la Marvel, che negli anni cinquanta prende il nome di Atlas.









Bill Everett realizza, nel 1953, la biografia a forti tinte di Benito Mussolini.


Il fumetto intitolato "Il Duce" è stato pubblicato da "Battlefield" n. 8, un comic book di genere bellico. Lo proponiamo per intero.









In questo periodo Bill Everett realizza le storie brevi di Venus, sceneggiandole, disegnandole, inchiostrandole e facendo il lettering (dando, probabilmente, anche le indicazioni per i colori). Venus è un personaggio effimero ma interessante, con molti riferimenti alle pulp horror.



Presentiamo l'episodio uscito nel numero 16 di "Venus" del 1951, mettendolo a confronto con l'edizione italiana della Editoriale Corno, pubblicata nel numero 130 di "Thor" del 1976.

La traduzione è decisamente discutibile, a partire dai doccioni del titolo originale (gargoyles) diventati banali "statue" nell'edizione italiana. Se mettete a confronto i due testi ne scoprirete delle belle. Oltre alla traduzione confusa, la storia presentata in Italia è resa quasi incomprensibile dal fatto che la ragazza che incontra Venus cambia continuamente colore dei capelli: da bionda diventa mora e poi rossa. Evidentemente non c'era alcun controllo redazionale. A proposito, chi curava gli albi Marvel-Corno? Maria Grazia Perini, come sosteneva lei stessa? Non credo che avesse il tempo di farlo, dato che ne uscivano 3 e mezzo alla settimana.  














 








Nel 1954, grazie ai telefilm di Superman, si assiste a un timido rilancio dei supereroi. La Marvel riprende gli albi di Capitan America, la Torcia Umana e Sub-Mariner in chiave anticomunista. Le vendite sono basse, ma Martin Goodman chiede a Stan Lee di tenere comunque in edicola la testata di Namor perché è un personaggio originale.

In realtà a Hollywood qualcuno ha avuto l'idea di fare una serie di telefilm su Sub-Mariner, ma l'operazione alla fine non si concrettizza. La televisione lancia un clone di Sub-Mariner nel 1977, "Man from Atlantis", e la Marvel, invece di querelare per plagio, ne pubblica la versione a fumetti.



Se negi anni cinquanta fosse stato veramente realizzato il telefilm su di lui, oggi Namor sarebbe un personaggio popolare, invece di un eroe di serie B che per la maggior parte del tempo non ha neppure avuto un albo proprio.




Nel 1955, dopo la caccia alle streghe dei fumetti, la produzione di comic book si riduce al lumicino. 

Bill Everett inizia a collaborare con le riviste scollacciate dell'editore della Marvel, vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/riviste-per-adulti-della-marvel-e-non.html.


I sessanta sono gli anni del grande successo Marvel, grazie agli eroi creati da Stan Lee con Jack Kirby e Steve Ditko. Ma anche Bill Everett, insieme a Lee, nel 1964 crea un supereroe: Devil (Daredevil). L'idea del nome viene a Martin Goodman quando si accorge che l'editore Lev Gleason non ha rinnovato il copyright del suo supereroe degli anni quaranta. Vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/01/il-piu-bel-supereroe-del-mondo.html.


Daredevil significa diavolo spericolato, nel senso dell'esclamazione "è un diavolo!" rivolta a chi sta compiendo un'impresa audace. A causa dei molti problemi di Everett, dall'alcolismo alla malattia, Steve Ditko gli dà una mano alle chine (sul creatore dell'Uomo Ragno vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/linattuale-steve-ditko-e-luomo-ragno.html). La copertina è disegnata da Jack Kirby e inchiostrata da Everett. Il testo, pur essendo firmato dal solo Stan Lee, è sicuramente in buona parte farina del sacco di Everett.



L'Editoriale Corno lancia l'albo di Devil insieme a quello dell'Uomo Ragno nel 1970.

Il costume è colorato di rosso come, in realtà, avverrà solo dopo alcuni numeri.


Pubblico alcune pagine di questa storia in italiano in modo che risulti comprensibile a tutti e, allo stesso tempo, evitando che i detentori dei diritti si arrabbino troppo. L'uso che ne facciamo è strettamente scientifico.

La storia è coinvolgente: l'unica di genere supereroistico piaciuta a mia mamma. I disegni di Everett, dopo il picco modernista nella metà degli anni cinquanta, sono regrediti in uno stile retrò comunque efficace. C'è da dire che la riproduzione della Corno non è delle migliori.
La splash page iniziale.

La pagina d'apertura americana presenta una promozione dell'Uomo Ragno, caso più unico che raro. Al suo posto, la Corno ha messo un pezzo della copertina originale con i personaggi.



La lotta di Devil con i malavitosi ve la propongo nell'edizione americana.



Chi è questo nuovo personaggio in costume? Per saperlo ci viene in soccorso un provvidenziale flash-back.
Ehi! Se Matt Murdock aveva otto anni nel 1950 significa che è nato nel 1942. Allora, nel 2016, Devil ha... 74 anni! Li porta bene, però.








Intanto Matt, il figlio del pugile che si sta mettendo nei pasticci con il Sistematore, incontra il proprio destino radioattivo (vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html).




Come tutte le segretarie della fiction che si rispettino, "Karen Page dalle belle tette" sarà la fidanzata del suo datore di lavoro.

Negli anni ottanta lascerà Matt e diventerà una attrice porno. A quell'epoca il suo look sarà un po' sbattutello.



Anche una modesta segretaria può aspirare a momenti di gloria, perché no?

Torniamo al nostro eroe cieco, che secondo me possiede i poteri e l'infermità che dovrebbe avere Batman, il pipistrello umano.




Per farla breve, il Sistematore viene sistemato definitivamente.

Così impara ad ammazzare i padri dei supereroi, 'sto stronzo era pure fesso.

In appendice all'albo di Devil ci sono le storie di Silver Surfer della coppia Stan Lee e John Buscema, per le quali vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/lespressionismo-muscolare-di-buscema.html.


Il curriculum di Bill Everett del 1965. Come si vede, la sua professione di disegnatore di fumetti è un secondo lavoro.


All'inizio degli anni settanta, Bill Everett realizza alcune storie in bianco e nero per "Psycho" e "Nightmare", riviste nello stile Warren dell'effimera casa editrice Skywald.


Cliccare sulle immagini per rimpicciolirle.






















"The man who stole eternity" sono sicuro che è stato tradotto in italiano: da qualche parte ho la rivista che lo contiene.


Nello stesso periodo, Bill Everett disegna alcune storie brevi per la Marvel. Come "Il più grande di tutti i maghi", con i testi di Mimi Gold (una femmina).

In origine pubblicata a colori nel comic book "Fear" n. 2 del 1972, presentiamo integralmente la storia nella versione italiana di "Eureka Pocket" n. 14 del novembre 1974, intitolato "Terrore a colazione".






Le avventure di Sub-Mariner sono riprese negli anni sessanta grazie a Stan Lee, Jack Kirby, Gene Colan, John Buscema e altri. Inoltre, Wally Wood ha messo a confronto i due personaggi everettiani, Devil e Namor, nell'episodio che abbiamo esaminato qui: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/il-realismo-fumettoso-di-wood.html.

Probabilmente il rilancio è dovuto al fatto che la Dc Comics aveva riproposto l'insipida imitazione bionda di Sub-Mariner: Aquaman.


In questi anni il volto di Namor, da triangolare che era, si è arrotondato. Soprattutto a causa di Gene Colan (inizialmente si firmava Adam Austin), che usando le fotografie non poteva avere un modello con la testa deforme. Bill Everett ci mostra la differenza.


Ma quando nel 1972 torna a lavorare su Sub-Mariner per la terza volta, Everett ignora volutamente i cambiamenti intercorsi, non solo sul volto del personaggio, e realizza storie dal sapore decisamente vintage.




Il ritorno di Venus nel suo alter-ego umano.




Bill Everett muore per infarto nel 1973, a soli 55 anni.

Subito dopo la sua scomparsa, la Marvel tenta una versione dalla vita breve di Sub-Mariner in costume da supereroe.


Per finire, clicchiamo all'unisono sulle piccole icone qui sotto dei nostri social media preferiti, da Facebook a Twitter, per fare conoscere in giro questo post. E poi passiamo alla lettura dei sempre interessanti commenti.


110 commenti:

  1. Il Satana di Everett a me ricorda la faccia di D'Annunzio incazzato dopo la non annessione dell'Istria...

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  2. Namor comincia ad assomigliare ad una combo di Burt Reynolds ai tempi di Hawk l'Indiano e del ns Diabolik quando filtrato da Marie Severin ( cartoonist sorella del cartoonist John, per la Marvel creatrice degli sketch di innumerevoli copertine non per forza disegnate da lei, incarico poi ricoperto da Ed Hannigan ).
    Aquaman era disegnato più o meno in quegli anni da Ramona Fradon ( unico albo Marvel che ricordi l'Alba di Thundra con lo scontro tra Ben Grimm e l'amazzone del titolo in un albo dei FF pubblicato dalla Corno decenni fa ). Marie e Ramona - due donne al lavoro su due principi atlantidei x due case produttrici di comics - hanno celiato sulla cosa , se non erro con una tavola disegnata a quattro mani ( o meglio a due , ma appartenenti a disegnatrici diverse ).

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    1. Ramona Fradon mi piace su Aquaman all'inizio degli anni sessanta.

      La Fradon e Marie Severin hanno lavorato insieme anche nell'illustrazione di Aquaman che ho pubblicato nel post.

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  3. Gene The Dean Colan non amava Namor - personaggio per il quale ha disegnato una sequenza in cui il principe ritrovava il padre terrestre e smemorino e barbuto per perderlo in un finale drammatico x colpa dei cattivi -perchè trovava la sua testa piatta un caratttere da villain e non da eroe. Gene vedeva Steve Rogers / Captain America come un Gary Cooper avvolto nella bandiera. Anche i suoi Matt Murdock / Daredevil e Tony Stark /Iron Man sono mascelluti e rassicuranti come il modello di una pubblicità di after shave.

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    1. Essendo un fotografaro (pur un bravissimo fotografaro), Gene Colan non poteva trovare un modello con la faccia triangolare.

      Così gliel'ha fatta normale.

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  4. Un musical su Namor diretto da Gene Kelly con Fred Astaire nel ruolo del protagonista. Non è una idea che cambia il senso delle vs giornate ? Non sentite l'irrefrenabile desiderio di uscire nelle strade e danzare come i cartoni animati nel video di A Kinf of Magic dei Queen ?

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  5. Nemmeno Grant Morrison ama Namor. Nella sua miniserie Fantastic Four : 1234 fa dire ad Alicia Masters ( scultrice cieca, figliastra del Burattinaio e ragazza prima di Ben Grimm e poi di Silver Surfer ) che il Sub Mariner ha qualcosa dello squalo.
    Il Namor di Jae Lee nella versione inizio 21mo secolo- il cartoonist aveva lavorato al personaggio negli anni novanta quando era appena maggiorenne - sembra dare ragione a Morrison. Ha qualcosa di ambiguo e pericoloso e con i capelli lisci pettinati dal gel marino sembra il Bill Hurt di Brivido Caldo, ma con le alette ai piedi.

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  6. Nella prefaz ad uno dei due volumi - credo il primo - con cui la Marvel Italia finiva di pubblicare la run di Jae Lee ( che aveva iniziato su testi di John Byrne per poi passare a disegnare quelli di Terry Kavanaugh ) , Bob Harras ( famigerato x aver allontanato Claremont dalla Marvel e autore di una discreta e claremontiana run degli Avengers negli anni novanta ) notava come Namor fosse stato x la sua generazione ( Bob leggeva la versione anni sessanta disegnata da Sal Buscema e Marie Severin ) quello che Wolverine era nel momento in cui componeva la introduzione cioè gli anni novanta: un antieroe romantico in lotta con il mondo intero e selvaggio.

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  7. Il Namor di Jae Lee degli anni novanta - il disegnatore era giovanissimo, ricorreva a mille trucchi x mascherare le inevitabili ingenuità e procedeva tra stilizzazioni ecccessive ed echi non rielaborati di Sienkiewicz - è assolutamente dimenticabile.

    Ho invece un buon ricordo della versione di Everett dei primi anni settanta. Ero un bimbo e percepivo la sua distanza dai Buscema, da Starlin, da Tuska e persino da un implume e nealadamsiano Chaykin che popolavano le pagine di quello stesso giornalino ( Namor era la seconda portata del quattordicinale I Fantastici Quattro della Editoriale Corno ), ma erano gg in cui avrei letto qualsiasi fumetto chiunque avesse osato stampare, sempre che fosse ripieno di picchiatelli in costume che volavano grazie ad alette ai piedi e nuotavano senza spettinarsi troppo.

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  8. Inquietante la versione di Alex Maleev che ne fa un Pippo Franco in tutina blu - ogni tanto Namor torna alla corazza leggera ideata da Reed Richards nei seventies nel momento in cui , per ragioni che non ricordo, il simpatico Testapiatta aveva perso la capacità di respirare e filtrare la aria ed era quindi un atlantideo come tutti gli altri se escludiamo la pelle rosa e le alette ai piedi e la forza erculea - la tutina di Mister Fantastic, ideale x la disco, permetteva al nostro , se lo voleva , di respirare a pieni polmoni nel centro di Manhattan.

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    1. Con Alex Maleev dipende tutto dal modello da fotografare che ha sottomano.

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  9. Non credo fosse Pippo Franco. Alex è bulgaro e potrebbe anche aver visto qualcuno dei classici con l'attore del Bagaglino, ma non è detto. Scommetterei che Tarantino invece lo conosce e Quentin ama i comics. Ricordo una sua lista dei suoi dieci fumetti Marvel preferiti letta da qualche parte. Può darsi che Quentin fosse a cena da Alex e che gli abbia suggerito di rifarsi ad un Franco giovane - diciamo quando faceva il cameriere in quella pellicola con Jack Lemmon- per dare un muso non stereotipato al ns atlantideo.
    Naturalmente è anche possibile che Maleev si sia rifatto a quell'attore nel cast del serial The Good Wife - non ne ricordo il nome - che ha recitato anche nel video della cover di Beat It dei Fall Out Boy e che sembra un Pippo Franco sotto acido.

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  10. Oggi l'anarchico Everett infilerebbe Namor in una Atlantide che ricordi la città dei vampiri subacquei ( i non morti temono l'acqua in movimento, ma possono prosperare nella still water ) dello Swamp Thing di Moore/Bissette/Totleben. Una società predatoria e basica senza tutta quella roba da peplum con palazzi imperiali e tutta la roba apparecchiata come se l'azione non fosse sott'acqua.
    Namor sarebbe un Amleto con le orecchie a punta, ma senza alette ai piedi. Sarebbe alieno quanto quello delle origini e mesmerizerebbe la Susan Storm di turno che sarebbe probabilmente una latifondista bella come Crudelia de Mon che cerca di trasformare un rudere ereditato in un albergo con vista su di un Loch in cui Namor aveva portato al pascolo un suo calamaretto lovacraftico.
    Namor avrebbe poco in comune con la ns morale corrente, ma mentre la storia si dipana il lettore comincerebbe a chiedersi chi sta predando chi. Nessun dubbio x il fruitore scafato: nulla è + feroce e vitale ed indomabile e primitivo di una signora dallo zigomo saliente e dallo sguardo di sirena a caccia del suo primo milione...

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    1. Disma Ricciardella: non fare caso a quello che scrive Sauro in merito al peso negativo che la conoscenza e in generale la cultura hanno in fatto di commenti sui fumetti. IL
      ll fatto è che la sua folle attrazione verso il sesso femminile lo porta a reazioni che sono all'opposto di quanto in realtà si dovrebbe fare come approccio verso il gentil sesso.Quindi, te lo dico io che lo posso fare per raggiunti limiti di età e quindi non sono obnobilato dall'attrazione dei sensi: più una persona è colta e meglio è, sia che si parli di fumetti o della supposta versione in aramaico del primo del Vangeli.
      Quindi , se ti va, continua a scrivere su questo post senza remora alcuna, poichè io pur essendo consapevole che su questi temi del fumetto a mericano non sindacato, quindi comic books o similia, sono un vero e proprio pesce fuor d'acqua, intervengo ovviamente a sproposito pur di potermi asssicurare un posticino nel teatro che di fatto ogno blog è.
      Poi, mi rivolgo direttamente a Sauro, insomma lo so che l'attrazione spesso genera timidezza e quindi comportamenti che esprimono il contrario di quello che si vorrebbe avvenisse, ma perchè non incoraggiare la nostra Disma nel suo tentare l'inserimento nel post: una voce che giunge dall' universo femminile potrebbe generare inaspettate metamorfosi in parecchi followers maschi che popolano con troppa virilità e accanimento competitivo( largo, largo, sono io il più bello e acculturato sui comics) le acque del tuo blog e derivati posts.

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  11. Sauro una volta tanto che compare una fanciulla sul blog tu la accogli così?
    Non hai notato l'impennata che ha dato alla creatività di Crepascolo? :D

    cmq se a qualcuno interessa il mio amico mi ha ha risposto (riguardo al penultimo post)

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  12. Disma non è nome per forza di donna. Io conosco un Disma che si fa la barba tutti i giorni. Forse salta qualche domenica.

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  13. Advent Child: ci siamo incrociati nell'esprimere un parere sul burbero Sauro e la colta fanciulla.Approfitto per chiedere lumi sul significato del tuo nick name: sei il fanciullo che verrà oppure un giovane discepolo?
    Lo chiedo non per celiare o fare una furbata in tema con il senso di espressioni in inglese, ma proprio perchè lo vorrei seriamente sapere. Eh, sono un curiosone!!

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  14. Ora che ci penso, Namor non ha mai la barba lunga. E nemmeno Geppo.

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  15. Ora che ci penso, il Namor di Byrne e Jae Lee aveva la barba lunga.

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  16. A dirla tutta , quando Johnny Storm - in fuga dai FF con cui aveva bisticciato - trova Namor smemorino in una bettola della bowery, questi ha capelli e barba lunghi. La Torcia Umana lo sbarba e gli aggiusta il taglio con un dito acceso.

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    1. A dirla tuttissima, Namor smemorino e barbun lo trova anche qualcun altro (ora non ricordo chi, forse Frank Castle?) in un What If ottantiano dove si ipotizza che il Teskio Rosso abbia preso il posto di Steve Rogers e truccato da Robert Redford sia diventato Presidente dopo aver dato a tutti il Siero del supersoldato (Beh, a tutti ... "Oh che peccato! Il siero non funziona su negri ed ebrei, sapeste come mi dispiace...") :D

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    2. Really ? E' una storia da leggere. Bob Redford è anche il "mio" Steve Rogers e non la penso solo io così, considerato lo inside joke di fargli interpretare il cattivo in Captain America: Soldato d'Inverno.
      Se Joe e Jack avessero creato il personaggio durante la Guerra Fredda, diciamo intorno ai gg del Watergate, Steve Rogers sarebbe stato un secchione secco e riformabile che lavora quale lettore x un ufficio CIA. Torna con i panini e trova piallata la sua squadra. Scappa solo con gli appunti che aveva ricavato da un testo sul quale stava lavorando e che sembrano una formula per raggiungere l'apice delle umane possibilità. Inseguito da sicari hi-tech, prepara il siero e lo assume . Nuove connessioni tra i neuroni. Nuovi neuroni al lavoro in un corpo che non si stanca e non si ammala. Steve acquisisce una visione di insieme sull'intera faccenda. Entra in clandestinità ed organizza un network di proto hackers. Un po' Limitless, ma in salsa wikieleaks.

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    3. Really really, mein freund.

      "What If, vol.2, n. 28 August 1991" (avevo detto 80's per smemoratezza).
      Alla fine dell'albo (l'unico che ho, sorry), è proprio Namor-Barbun a ritrovare ibernato nel ghiaccio il VERO Robert Steve Redford Rogers.
      Ultimissima vignetta dell'albo: L'Oservatore sardonicamente ci chiede:

      "Who, then, is the President who claims that name as well?
      I shall next answer these questions along with one other ...

      ... What if Captain America had formed The Avengers?"

      Nel tuo "Condor" Steve Rogers non torna con i panini, ma con un ... Burger'n Bortsch.

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    4. http://marvel.wikia.com/wiki/What_If%3F_Vol_2_28

      http://marvel.wikia.com/wiki/What_If%3F_Vol_2_29

      Ma va là, che lo sapevate già...
      E io invece nemmeno mi ricordo dove lo trovai, quel giornalino...

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    5. Ron Wilson! Lo ricordo al lavoro sui team della Cosa ed altri super-eroi e nel primo numero della rivista Corno che traduceva il magazine Rampaging Hulk.
      MML non doveva essere un fan perchè ricordo un commento in un numero dei primi Fantastici Quattro della Star Comics ( quelli con il quartetto di Byrne, il DD di Miller e Janson e lo Hulk di Mantlo e Sal Buscema ) in cui diceva che l'editore disponeva di parecchi numeri inediti di Marvel Two In One , ma che riteneva che non ci fossero tanti lettori interessati alle cose di Ron. Effettivamente - io ho qualche numero di MTIO in un piccolo antologico spagnolo - la produzione del cartoonist nei primi anni ottanta - complici le chine perfettine di Chic Stone e le vignette piccole rispetto a quelle del decennio precedente - non era un granchè.
      Ammetto che sarei curioso di vedere le sue tavole x i due What if del 1991.
      Credo che senza volerlo Ron abbia anticipato alcune soluzioni Image. Ricordo le sue tavole di grande impatto, sebbene rozze e senza cura alcuna per il mecha design ( stilizzatissime auto ed altri mezzi ), raccontare di Ben Grimm e Doc Savage insieme e lontani nel tempo e della vacanza a Londra x la Cosa e Alicia che finisce con la Hydra contro Shang Chi ed il romanzo di formazione di Jessica Drew ( Essential Spider Woman # 1).

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  17. Crepas: ma la foto che accompagna l'intervento di Disma mi pare quella di una graziosa fanciulla.
    Fidiamoci di quella.

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    1. Non sarai molto esperto di comic book, ma Geppo lo conoscerai...

      Qui nessuno parla di Geppo!

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    2. Caro Tomaso, potrei rispondere in modo sintetico, ma lo stile è la persona quindi ellitticamente ti segnalo le prime pagine del fumetto Surrogates ( di Robert Venditti e Brett Weldele da cui una pellicola con Bruce Willis ) in cui si ipotizza il solito futuro prossimo venturo in cui tutti vivono qualsiasi esperienza, dal lavoro alla interazione sociale , attraverso robot. Un appuntamento tra un robot e una robot finisce malissimo perchè un tizio fulmina i due surrogati mentre sono sul punto di pangrattare, come direbbe Totò, sotto la pioggia e fuori da un locale. I due pulotti - o meglio i due surrogati pilotati a distanza da due detectives - che devono indagare sullo strano incidente scopriranno che i due piloti dei due amanti erano entrambi maschi...

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    3. Disma insomma potrebbe essere come il "mio" Disma ovvero un tizio che si sbarba con un tizzone mentre corre a rotta di collo sul suo hog ( HD truccata in stile Hell's Angels ndr ) per non arrivare tardi nella arena dove si scommette su combattimenti di galli. Maggiorenni e consenzienti. I galli, intendo.

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    4. E dopo tutto - come nello incipit di The Surrogates - non è tanto importante la persona - nel senso etimologico di maschera - ma cosa nel profondo si senta di essere.
      Disma è una graziosa fanciulla perchè così ha scelto di apparire e tanto basta.

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    5. Ora che ci penso è carina anche la Venus di Anarchico Everett. Temo che invecchiando diventerò come quel personaggio di Woody Allen che cercherà di strappare un appuntamento alla Molly Bloom di James Joyce dopo aver preso un due di picche da Minnie The Mouse.

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    6. Mi duole deludere tutti voi: sono un'essere senziente di genere femminile, ma dal nome maschile.

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    7. Nessuna delusione. Non è poi questa gran cosa essere un essere senziente di genere maschile. Durante il servizio di leva ho bevuto il caffè delle razioni kappa e ancora oggi penso che un cromosoma ipsilon in meno e mi sarei risparmiato l'esperienza.

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  18. Siete troppo veloci. Devo ancora leggere per bene tutto e già 16 commenti...

    Sauro sei un diavolaccio, io la storia satanica la conoscevo (ho la bua agli occhietti per tutto quel che leggo online, e non parlo di porno) ma l'ispirazione per Geppo non l'avevo vista. Dunque: fatto certo o tua ipotesi, comunque plausibile e interessante? Boh!
    Auspico l'intervento di un noto blogger esperto bianconiano, che nell'occasione saluto.

    La storia del Puzzone mi intriga: dovrebbe essere su Battlefield n. 8, ma essendo materiale Marvel non lo trovi facilmente online (copyright). Ma è un horror? Boh! Dovrebbe essere in un Marvel masterwork credo.

    Quest'altra "The return of Mussolini" anche è carina, una visione molto "americana" delle cose (fascisti e comunisti stessa pappa, etc.). Non è di Everett però:

    http://comicbookplus.com/?dlid=19749

    Di solito in queste storie ci si focalizza su Hitler...

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    1. The return of Mussolini è stato pubblicato dopo quello di Everett, giusto?
      Ho letto con attenzione, preferisco quello di Everett. Forse perché l'altro, come dici tu, pare troppo americano..

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    2. Ciao, sì, in effetti 2 anni dopo.

      Pete Trask dovrebbe essere un agente del Dipartimento del Tesoro, ma in realtà di solito è più tipo una spia che lotta contro i "rossi" (qui lo si vede anche a Cuba).

      Ho letto ora anch'io quello di Everett.
      Mica male, lodevole tentativo di biografia "seria" ma nella stringatezza della narrazione alcune cose sono risolte malissimo (tutta la parte della fuga e del mascheramento), e ovviamente è un fumetto, non un trattato di storia.
      A livello di curiosità, mi ha colpito la rappresentazione di Claretta, che era una bella donna e non la chiattona che disegna Everett. Un minimo di referenza fotografica ci stava...

      Assumendo che tu non abbia gran familiarità con questi fumetti (e scusa se sbaglio), durante la guerra le rappresentazioni dei nemici erano pure peggiori, dati gli ovvi fini propagandistici. Esempio tipico, non tra i più famosi:

      http://pappysgoldenage.blogspot.it/2013/02/number-1309-taking-hitler-to-hell.html

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    3. Forse la Petacci l'hanno fatta chiatta e non appettibile per la solita storia "Bello:buono = brutto:cattivo"?
      Comunque si, hai ragione, sono una schiappa sull'argomento..

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    4. Mi era sfuggita la vignettina in cui Mussolini "si dimette".
      Mussolini non "si dimette", almeno in quei termini, se no non c'era bisogno di Otto Skorzeny.

      OK, direi che come biografia fa abbastanza schifo.

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  19. caro Tomaso, la tua versione è stata nettamente più poetica della mia sintesi :)

    per quanto rigaurda il nickname lo adottai più di dieci anni fa per festeggiare (ed ostentare cultura nerd) l'annuncio del film (sequel) di Final Fantasy VII, Advent Children appunto.

    Ora, per commentare sul blog, non sapevo quale dei miei molti nickname scegliere e sono andato naturalmente a questo. Naturalmente sono il fanciullo che verrà ma in mezzo a tanti maestri più grandi di me faccio anche la parte del discepolo :)

    @Disma: è così dall'origine dei tempi, da quando i concetti di maschio e di femmina si separarono nel fluido primordiale

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  20. Un amico mi ha scritto nella messaggeria di Facebook, siccome non so ripondere alla sua domanda, d'accordo con lui vi giro la domanda mettendo insieme i suoi interventi. Ecco qua:

    Nutro da anni una curiosità che - dopo aver letto qualche interessante articolo dal tuo blog - penso solo tu possa avere i mezzi per estinguere

    Isidoro Scarlotti, nemico della torcia umana originale
    hai per caso delle immagini dei suoi androidi?

    è apparso in sole tre avventure, una ci ho messo dieci anni a trovarla

    mi riferisco agli androidi delle everglades in florida, non alle copie di toro e torcia, quella è la storia che alla fine sono riuscito a leggere

    ok, è solo una curiosità che mi divora senza costrutto
    anche perché penso che Scarlotti sia stato il primo supercriminale italiano della Marvel, correggimi se sbaglio.

    comprenderai che essendo due su tre delle sue storie uscite su "Young Men" il peering ad ogni ricerca restituisca materiale davvero dubbio

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  21. Mark Scarlotti è il nome del primo Whiplash ( nemico di Iron Man ). Immagino che sia solo una coincidenza.

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    1. In effetti, allo stato attuale nessun autore ha mai collegato direttamente i due personaggi. Isidoro Scarlotti è tra l'altro un italiano e non un italo americano, nella finzione narrativa. Fisico nucleare originario - da verificare - di Torino, ingegnere robotico all'avanguardia per l'epoca delle sue avventure, era segretamente a capo di una organizzazione criminale/sovversiva internazionale. Nella scarna rosa di personaggi italiani che hanno movimentato le pagine dell'universo Marvel dalla sua nascita credo sia il primo "supercriminale" nostrano, escludendo quelli che sono stati aggiunti "a posteriori" in continuity come Agente Axis, Belasco o i più recenti Conte Gianus e l'Inumano "Capo"

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  22. Ecco i numeri che cerca il mio amico:

    young men 26 e 28 e captain america comics 76
    tutti e tre del 1954

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  23. E' un messaggio in codice, giusto ? 26 e 28 considerato che siamo in marzo sono il giorno prima e dopo Pasqua e America (17)76 è un riferimento alla dichiarazione di Indipendenza.
    Ho chiesto alla mia Talpa in via Buonarroti e mi ha detto che Codename Pensaurus ha ideato una sorta di easter eggs cartacee nascoste nelle tavole degli albi SBEllici di marzo che rimandano alla prossima ongoing chiamati I Giovini - formato classico bonellide in b/n - ovvero un fumetto steampunk in cui si ipotizza che lo Stivale sia stato sommerso dalle acque negli anni in cui si scaldavano gli animi dei futuri patrioti. Gary The Bold One Baldi guida una posse di anfibi contro Tex Boston ed il suo party ( di fatto un cartello di latifondisti ). Testi di Pensaurus e disegni di Ratigher.

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  24. Mark " Scar " Lotti è un ex nuotatore medaglia d'oro che ha sbagliato un salto dal trampolino anni prima e da quel giorno ha ricavato una cicatrice jamesbondica e dei momenti di black out durante i quali vive come testimone invisibile dei rebus a chiave che anticipano crisi in cui deve fungere da catalizzatore.
    Durante uno dei suoi "viaggi" vede un ragazzino che si lancia in strada x impedire che un camion lo investa e che colpito da un fusto radioattivo si trasforma in un anfibio con le alette ai piedi. Al risveglio corre alla National e convince i giovini Bob Kane e Bill Finger a cambiare uno zinzino le origini del loro Birdman. Bruce Wayne è il figlio di una apparentemente irreprensibile coppia di professionisti, ma il padre è un mobster dietro il paravento di medico e filantropo. Quando il piccolo lo scopre, i genitori lo lanciano in una grotta sotto la loro villa. Bruce, praticamente illeso, impara a vivere nel buio e sviluppa ipersensi compensativi della vista. Ritornerà come un Montecristo postmoderno anni dopo come un vendicatore mascherato da demone.

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  25. Cap 76 del 1954 l'abbiamo trovato grazie a Fabrizio.

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    1. Una cosa alla volta, perché il post corre veloce e non su una sola corsia, ma su un complesso viabile tipo anello stradale di una immaginaria Los Angeles del futuro,quindi comincio rispondendo su Geppo: quando iniziai a comperare fumetti alla fine del 1947 ( prima avevo letto tutti quelli acquistati da mio fratello Franco , maggiore di me di 7 anni) non avevo un soldo in tasca. In casa non c'era pecunia per me, allora io per avere qualche soldino semplicemente li rubacchiavo.Dovevo fare una scelta, quindi iniziai ad acquistare "Il Vittorioso" principalmente perché c'era Jacovitti.
      I miei primi soldi li vidi soli nel 1956 quando andai a lavorare come disegnatore, ma avevo 19 anni e Geppo non mi interessava.

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  26. Geppo era un mito , era un fumetto per bambini scorrettissimo e con una cattiveria che va tanto di moda nei cartoni yankee odierni.
    Se fosse stato creato in USA sarebbe stato un successone, anzi no, che con tutto quell' apparire di angeli , demoni e religione , i bigotti yankee non avrebbero mai permesso di fargli una serie animata ( se non per adulti in stile i Simpson ).
    Io da piccolo , quando nons aqpevo ancora leggere , ogni volta che vedevo Geppo sulle copertine degli albi, lo scambiavo per una donna un pò grassa.

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    1. Geppo sarebbe un perfetto personaggio dei cartoni animati.

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  27. La storia da "Terrore a colazione" è tratta da Fear n.2 dell'agosto 1972 (bastava spendere 5 secondi su Google…)

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  28. Naturalmente dovevo scrivere Fear n.9...

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    1. L'ho messo nel post, Fortunato.

      Se mi dici come hai fatto, la prossima volta i cinque secondi li spendo io.

      Ma dovevi intervenire anche nel post precedente, dove quel petulante di Advent Chid mi ha fatto una testa così con il titolo dell'episodio di Fletcher Hanks.

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    2. Ho digitato i nomi degli autori in Google e sono stato portato direttamente alla storia...

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  29. Anche gli altri due comic book degli anni cinquanta sono stato scovati da Fabrizio: operazione compiuta!

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  30. Ma, ma, ma?? Perché poi hai definito A.D "petulante"?? Tu che sei il padrone della giostra dovresti gioire quando un follower si interessa e si impegna.
    Il Luna Park è bello quando è animato, il Gran Teatro dei burattini avrebbe senso senza spettatori?? Certo, scarseggiano le fatine, ma questo è dovuto al fatto che tu sei un bruto, più Pescatore verde che Mangiafuoco!!

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    1. E io che pensavo di essere stato fin troppo morbido.

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  31. Grazie al solito Fabrizio, ho appena inserito nel post tutto il fumetto biografico su Mussolini.

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  32. Ringrazio Sir Tomaso per l'advocatura :)

    Sauro non è che lo disegnano così, è proprio cattivo di suo!

    tra l'altro il titolo era la cosa su cui mi ero impuntato meno. Per petulante vendetta rivelerò a tutti fuorché al blogger la nuance nel titolo del comic di Hanks

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  33. Geppo è una donna grassa che si candida per sostituire messer Satana, ma i media infernali la crocifiggono ogni giorno dicendo che è una donna grassa, senza entrare nel merito delle sue capacità e di quella che è la sua piattaforma elettorale.
    Ho trovato questo plot mentre violavo il pc di Pensaurus in una cartella nomata Idee Per Vernacoliere.
    Credo siamo di fronte alla versione 21mo secolo di Swift.

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  34. Sir Tomaso della Mancia ha passato anni a sparecchiare ed apparecchiare in infime bettole per mettere da parte i dindi sufficienti a mettersi in viaggio con il suo scudiero Geppo ovvero una donna grassa che odia il suo sesso al punto di aver rinnegato il suo vero nome e viaggiare nel crepuscolo alla ricerca di un antico sauro petulante che sfida i viandanti con un enimma degno della mitologica Sfinge.
    Al calar della notte, il dinamico duo ripara in una infima bettola dove Sir Tomaso lascia una mancia a chi apparecchia e sparecchia e gli sembra familiare come è familiare il tizio che dallo specchio lo guarda quando si fa la barba all'alba.
    Nella notte sogna di essere uno di quei criceti che corrono senza sosta in una ruota di micromulino in una gabbia mentre il padrone lo guarda. All'alba si alza per farsi la barba e scopre che Geppa è scappata con la borsa, impedendo di fatto di continuare nella cerca del sauro. Sir Tomaso, ora + saggio, alza gli occhi al cielo in un muto moto di ringraziamento a Geppo.

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  35. Il cartoonist si alza all'alba e si guarda nello specchio e si trova brutto e grasso e pensa che gli piacerebbe potersi disegnare in modo da essere gradevole e solare e attirare lo sguardo delle femmes e quando si siede al tavolo si ricorda che è uno sceneggiatore e non un disegnatore e allora guarda in alto e si rende conto di esser in una gabbietta ed il suo padrone lo guarda e gli sorride ed il suo padrone è gradevole e solare ed allora il cartoonist gli chiede con un muto moto del capo il dono di tratti diversi, ma il padrone si gira e se ne va altrove, come ricordando una faccenda urgente.

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  36. Tom "Geppo" Masolini è davanti allo specchio nel suo camerino e guarda occhi da pesce abissale in uno chassis di pongo e non riesce a capire come si sia trasformato in quella cosa di gomma sporca che saltella sul palco urlando l'enimma dell'amore di fronte a giovini che pensano ne sappia davvero qualcosa.
    Geppo è solo ed anche il suo criceto si allontana con una reazione rettile - ammesso che un roditore possa imitare una biscia - quando si avvicina con la pappa.
    Geppo non ha nulla di valore a parte la sua borsa piena di monete. Geppo non ha quindi nulla di valore.
    Errore dice una signora alle sue spalle. E' brutta e grassa e sorride e dice che Geppo ha ancora qualcosa di suo e può barattarlo con lo spagare l'ennima dell'amore. Geppo ha scritto tante canzoni su quel tipo di patto e naturalmente non ci crede quindi accetta immediatamente ed il giorno dopo sposa la sconosciuta e vive tutta la vita con una groupie che è riuscita a violare il suo camerino.
    Adoro il lieto fine.

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  37. Max Masi esce raramente dalla sua stanza , ma entra continuamente nei pc altrui che seduce con la grazia di un playboy d'altri tempi sempre pronto a proteggere la sua vittima dal vento del crepuscolo con il golfino che orna le sue spalle siccome un mantello di cavaliero.
    Un lavoro semplice che comporta poche domande. Un committente a caccia di informazioni. Un sito in cui reperirle. Molto meno complicato dell'enimma della vita e dell'amore.
    Il committente, probabilmente un mediocre ricercatore universitario, cercava le conclusioni di un collega che, analizzando alcuni fossili, poteva sfatare la teoria del meteorite che avrebbe portato all'estinzione di giganteschi rettili preistorici.
    Max si mise al lavoro, come al solito, dopo il crepuscolo, ma non poteva sapere che un antico nemico era riuscito ad alterare una partita di criceti imbevuti di acido che Max andava leccando mentre navigava in rete. L'idea era di provocargli un collasso. Max, invece, si ritrovò in mare aperto alla caccia di un sauro che la sapesse lunga. Violò un pc in cui trovò tante storie strane ripiene di rettili anfibi che predavano Atlantide e di pesci abissali che danzavano leggeri in rave dove la luce non arrivava.
    Il giorno dopo, era ancora l'alba, decise che era arrivato il momento di uscire e perdersi nel mondo reale.

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    1. Stordito da quanto ho letto in questo post, sono ricorso alla vecchia riserva di bottiglie d'annata di Calvados che conservo per scopi medicamentosi, cioè curarmi il fastidio che da decenni un dente del giudizio ( in basso a sinistra) mi procura quando tento di divorare pizza surgelata a notte fonda, svegliato- attualmente- dai miagolii di questa benedetta gattina che alle 4 di notte vuole uscire.
      Va beh, ora viene la parte tecnica del mio pregiato scritto: preparatevi!

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    2. Mi trovo qui, Sotto il sole di Mezzanotte invischiato in una storia puzzle che alla fine certamente mi lascerà a bocca asciutta. Sono alla disperata ricerca della mia fida scudiera che mi ha improvvisamente lasciato per fuggire con quel satiro di Sauro Maltese.
      Prima di imbarcami su un U-Boat per le desolate sponde dell’AlasKa sono passato da Venezia dove dopo aver sedotto la centenaria bibliotecaria di Cà Foscari ( dopo essermi ubriacato con acquavite del monte Grappa), tra le carte un po' polverose dello sterminato archivio dedicato al maestro veneziano Hugo ho ritrovato una serie di schizzi, disegnati da Pratt, quando abitava a Parigi, in rue Le Regrattier, nella centralissima Ile Saint-Louis. «Voleva disegnare - ha detto la sdentata bibliotecaria - un Corto a Parigi, tra esoterismo e catacombe e poi farlo ritornare nella sua Venezia e fargli vivere avventure legate al mondo ebraico, facendo intervenire degli automi». Cabala, esoterismo, logge massoniche, golem ed automi: insomma una buona fetta della cultura e dell'immaginario di Hugo Pratt, più volte non solo rivelata in interviste ma esplicitata in molte storie di Corto Maltese, ad iniziare da “ Un mattino di mezzo inverno” , apparsa sul settimanale francese per ragazzi “Pif-Gadget già nel remoto 1973 ( mi pare).Ed è stata lei ancora lei, ma a dir il vero tutti i fans del Nostro lo avevano naturalmente già notato, lavorando sulla cronologia degli album, a mettere in evidenza una cesura narrativa tra gli anni 1905 e 1915. Ne La giovinezza Corto ( un prequel datato 1981 e pubblicato in anteprima sul quotidiano francese “Le Matin”, che per una serie di ragioni collegate con la promessa fatta ma mai mantenuta, di iniziare a pubblicare la storia anche la domenica su un inserto tutto a colori, vide come protagonista Rasputin e non Corto) il Nostro ha 18 anni e in Una ballata del mare salato ( la sua prima storia pubblicata sul mensile edito dal genovese Ivaldi a partire dal 1967) appare già adulto: ” Il compito quasi impossibile di raccontare e disegnare il nuovo capitolo delle sue avventure è stato affidato a due poveri campesinos spagnoli originari della Mancia, già compari di sventura dell’Hidalgo Don Chisciotte fratello di latte dell’erudito Crepascolo.
      Cioè, no, mi sono un poco confuso: va beh, dovrò ripensarci.

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  38. Vista la parentesi anche mussoliniana, mi viene in mente Maus (che ho adorato allo sfinimento)...qualcuno conosce altri fumetti sull'argomento?

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    1. Salve Disma.
      Mi viene in mente "X-Men: Magneto - Testamento", coi disegni del nostro Carmine di Giandomenico e Greg Pak ai testi, uscito per la Marvel mi pare nel 2010 o giù di lì.
      Si tratta di un fumetto mainstream che poco ha a che fare col realismo dello splendido Maus, ma a parer mio è un ottima storia che pur da un ottica "mainstream" (quindi attenta a non "impegnarsi" più di tanto) riesce far pensare e a riflettere.

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    2. Oggi si commenta, via.

      Sui campi di concentramento (se l'argomento richiesto da D è quello) esiste nella Golden Age (con diramazioni anche negli anni 70) un curioso "sottogenere" dell'Horror che tratta della "vendetta", spesso ottenuta con mezzi soprannaturali, dei prigionieri uccisi.

      Conviene vedere su Thehorrorsofitall e altri blog in quanto sono diverse le storie di questo tipo.

      Negli anni settanta una bella storia di Zio Tibia descrive un esperimento delirante compiuto da un Doktor alla Mengele per differenziare "scientificamente" gli ariani dagli ebrei, senonchè per un incidente lo stesso Doktor viene a rientrare in quegli stessi parametri da lui stabiliti che "provano" l'inferiorità degli ebrei, e siccome quei parametri sono "legge", il comandante del campo lo sbatte a calci in culo in mezzo agli "altri" ebrei! :D

      Arrivato a casa cercherò qualche link...

      Maus è, soprattutto, la storia di una grandissima incomprensione fra padre e figlio (che, a dirla tutta, è piuttosto intollerante e spocchioso).

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    3. Grazie ad entrambi! Di sicuro approfondirò!

      Maus è anche quello, se non ricordo male il rapporto conflittuale tra i due è quasi sempre in primo piano, con tutto il contorno della guerra che mi ha spiazzata dalle prime pagine (l'anima sentimentale che è in me venne fuori quando in una precisa vignetta cominciai a piangere. Eh, le solite femmine..)

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    4. Caro J_D, credo finalmente di sapere che fine abbia fatto il mio gemello che l'Infanta Zaura avrebbe venduto agli zingari del Circo Circolare Toscano in cambio non di trenta monete, ma di trenta Soldino. Intollerante e spocchioso, forse. Io so che non riuscirei a raccontare mio padre, se questi mi avesse spiegato che era fidanzato prima che con mia madre con una signora + sana e bella. Ci sono limiti ed un uomo è il caso li conosca, come diceva l'ispettore Clint. Io so che posso infilare in un fumetto il papi della mia amica Lori che lavorava in catena di montaggio e non aveva il coraggio di scendere dalla 128 Fiat davanti al bar del corso con in mano una bambola di Lori, ma mai ci metterò il momento in cui ho realizzato che i miei genitori erano esseri umani come gli altri. Non ci metterò nemmeno il momento in cui mi ha portato fuori dopo un esame del sangue ed io non mi reggevo sulle mie gambine vecchie di sei anni. Nonono.
      Penso che tornerò a pensare al fantasy nel senso più ampio del termine e mi rimetterò a scrivere e disegnare una storia piena di zingari acrobati e di gemelli diversi e di diavoli buoni e cicciotti. Olè.

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  39. io mi limito a copiare ed incollare la scheda di Geppo dal mio libro "Da Braccio di Ferro a Provolino" (tranne le storie consigliate). Come scriveva Oscar Wilde, il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia. È strano, rileggendo Geppo, notare che da bambini ci appassionavamo a un fumetto ambientato all’inferno, luogo di tortura e dolore dove il malessere dei dannati non era soltanto spirituale, e presse, tenaglie e tizzoni ardenti maciullavano i corpi dei defunti peccatori. L’inferno di Geppo è un luogo non virtuale, è l’ufficio, il carcere, l’ospedale, Satana è il megadirettore, Geppo è l’umile dipendente sottoposto. Non pochi hanno trovato similitudini tra le storie di Geppo e la saga fantozziana di Paolo Villaggio. Fumetto pervaso da umorismo nero, di grana grossa e popolare ma sempre mitigato da un senso di dolce malinconia, una commedia ilare ambientata nel peggiore dei posti possibili. Irresistibili erano gli scontri tra i simpatici demoni e un noiosissimo esercito angelico che stava tutto il santo giorno a canticchiare gospel come le zie di paese improvvisamente redente perché sull’orlo della fossa. Uno dei pochi fumetti italiani, nel periodo in cui Vaticano e Stato erano in pratica la stessa cosa, che aveva il coraggio di parlare ironicamente della religione. Geppo infatti compariva in quelle liste,distribuite in chiesa negli anni sessanta e settanta, che elencavano i libri proibiti e sconsigliati per la salute dell'anima.

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    1. Un personaggio che ha ancora un codazzo di fans non indifferente, tanto da farmi pensare che potrebbe reggere ancora una testata da edicola in questi tempi di crisi. L’idea del diavolo buono venne a Luciano Bottaro e Renato Bianconi, anche se tutta l’opera iniziale aveva probabilmente come fonte ispiratrice il capolavoro Disney L’Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto. Una primissima versione del character fu letta nel 1954 su un albo speciale di Trottolino, la strenna intitolata TROTTOLINO E LA ENNE DIMENSIONE, in una storia che doveva essere unica, scritta da Attilio Mazzanti e disegnata da Giulio Chierchini, ma il vero esordio avvenne nell’agosto del 1955 sul numero 2 di Volpetto, per le abili matite di Giovan Battista Carpi.
      GLI AUTORI ALLE PRESE CON IL DIAVOLO BUONO

      Il Geppo di Giovan Battista Carpi non era del tutto definito, graficamente non aveva ancora una propria identità. All’inizio il diavolo buono era la spalla di un monello di nome TOMEO e s’imbatteva spesso in un ferocissimo fattore di nome IROSETTO MOSCALNASO. Il primo ad addolcire le fattezze del nostro amico diabolico fu l’eccellente Luciano Gatto, che lo ebbe in gestione per una manciata d’avventure d’ottima qualità. Geppo,su proposta di Motta e Sangalli, che avevano intuito le potenzialità del personaggio, conquistò la sua testata personale nel 1961, con storie inizialmente scritte dal solo Sangalli il quale regalò ai lettori anche la versione grafica definitiva del personaggio.

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    2. Il merito dell’aspetto tondeggiante che tutti conosciamo fu di Pier Luigi, che creò anche buona parte del cast infernale con nuovi personaggi come il gatto CALIGOLA, lo sfortunatissimo SERPENTE SALVATORE e la sexy e dolce figlia di SATANA FIAMMETTA, nata da un melting pot d’idee in cui figurano anche Alberico Motta e Sandro Dossi. Sangalli ammodernò anche alcuni characters di Carpi come Belzebù, che nelle prime storie aveva un aspetto inquietante e mostruoso. Sino alla metà degli anni sessanta le testate proponevano storie leggere e divertenti perché era quello che richiedeva il pubblico dell’epoca. Ma i tempi stavano subendo un cambiamento e anche l’editore sentiva il bisogno di dare una scossa al personaggio, per renderlo più attuale. Con la gestione di Alberico Motta le storie iniziarono a essere acide e dissacranti e iniziò il progressivo cambiamento e ispessimento psicologico del paffuto figlio dell’inferno, grazie anche all’aiuto del nuovo disegnatore ufficiale, Sandro Dossi. Sangalli nel frattempo, oberato di lavoro e preso nel vortice produttivo di Braccio Di Ferro e Provolino, lasciò le tavole di Geppo, occupandosi delle sole copertine. Motta scrisse centinaia di storie argute e coraggiose; il piccolo Ade di Carpi, largamente ampliato dall’inventiva di Sangalli e in seguito ulteriormente arricchito da Dossi, fu sfruttato a dovere. Alla fine degli anni settanta Motta lasciò Geppo e il curatore unico delle avventure contenute negli albi divenne Sandro Dossi, aiutato a volte dalla moglie Loredana Motta che proseguì l’opera evolutiva dei personaggi, recuperando e definendo alcuni protagonisti minori come il diavolo BEOTONE e aggiornando graficamente il resto della cricca sulfurea con tratto sempre più fine ed esperto e sceneggiature che ambivano, riuscendoci, a più livelli di lettura, regalandoci così il Geppo più amato e ricordato da noi piccoli fans.
      Dossi è stato anche l’unico a determinare l’origine di Geppo, demone per colpa di una cicogna ubriacona che portò il piccolo angelo all'inferno piuttosto che in paradiso, come si legge nella storia LE ORIGINI DI GEPPO pubblicata su Geppo N.75.
      LA FINE
      Nel 1996 gli eredi di Bianconi tentarono un rilancio del personaggio tramite la testata NUOVO GEPPO, arrivarono anche nuovi autori che diedero una versione più moderna del personaggio; ottima a tal proposito l’interpretazione di Angelo Scariolo, autore bravissimo ma poco prolifico; di maniera quella di Giancarlo Agnello; completamente fuori registro e folli le storie d’Umberto Manfrin; classicheggianti quelle di Sangalli e Dossi. Purtroppo il pubblico non gradì, o forse era troppo presto per ripresentare il personaggio. I lettori non erano ancora stati presi a morsi dalla nostalgia, e la nuova testata chiuse definitivamente i battenti dopo appena 18 numeri, nel 1998.

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    3. Forse la stessa cicogna beona che in un celebre cartone animato di Gatto Silvestro (Friz Freleng 1953) porta alla coppia in dolce attesa un ...topolino? :D

      https://en.wikipedia.org/wiki/A_Mouse_Divided

      Purtroppo non si è mai saputo che fine ha fatto il gattino!

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  40. @Salvatore

    1) Metto, citandoti, un frammento del tuo libro nel post.

    2) Dove si possono trovare notizie su Mazzanti? Per esempio l'anno di nasciat.

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  41. Grazie a te, Salvatore.

    Riguardo alla biografia di Benito Mussolini, di cui parlavano più sopra la new entry Disma e La Rue, quando pubblicherò un post sul grande Fred Guardineer metterò la sua versione sul Duce uscita durante la guerra.

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  42. Sto indagando su Attilio Mazzanti, il primo sceneggiatore-creatore di Geppo. Ho inserito nel post la testimonianza che ho chiesto a Carlo Chendi, altre seguiranno.

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  43. @crepascolo: so che mi pentirò della domanda ma perché scrivi queste storie a raffica? Sei uno sceneggiatore di fumetti? (saresti l'unico degno di nota tra i presenti)

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    1. Sono uno stand up comedian nei villaggi vacanze per bracconieri australiani. Non hai idea di quante specie protette - solo sulla carta, of course - esistano nei deserti marziani immortalati nel video Down Under dei Men At Work tre decenni fa. Un lavoro ben pagato, ma le implicazioni etiche logorano i miei neuroni di tanghero di mezz'età che forse non è ancora rotto a tutto. Così mentre mi trucco da canguro eroinomane che recita il repertorio di Lenny Bruce provo e riprovo al topone busterkeatoniano che vedo riflesso nello specchio che esistono altri mondi dove non si pialla un moloch con i cingoli di un blindato solo per vedere l'effetto che fa.

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  44. Risposte
    1. Petula Poison era ricca ed annoiata, come da cliche. Aveva qualcosa di un rettile australiano e tutti, financo i suoi tanti cortigiani, la chiamavano, alle spalle, Molok. Di fronte a lei cantavano le sue grazie e chiedevano ad intervalli regolari la sua mano. Petula credeva che una donna debba autodeterminarsi e lasciare un segno nella storia della Realtà Prima e quindi lasciò la sua ingente fortuna nella mani di capaci e rapaci amministratori e partì per l'Australia alla ricerca di aborigeni che sapessero indicarle la via per il Sogno che era il mondo, secono le loro tradizioni millenarie.
      Dopo giorni e notti di marcia arrivò - era il crepuscolo - ad un altipiano dove una antica tartaruga barbuta che aveva qualcosa dei ninja mutanti dei cartoni e qualcosa di ritalevimontalcini le fece masticare un tabacco fosforescente. Immediatamente Petula vide che era destinata a diventare l'unico sauro scenegggiatore di fumetti degno di nota. Si svegliò in una gabbia in mezzo a tanti bracconieri che ridevano sguaiatamente davanti allo spettacolo di un tizio vestito da marsupialide che saltellava sotto lo spotlight mentre metteva in burletta le convenzioni della Realtà Prima.

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  45. Come mi capita ogni tanto entro un po' a caso, ehm ,..
    Nel peregrinar del web alla ricerca di prove della effettiva assegnazione da parte di Stan Lee a Bill Everett di Tomb of Dracula sono incappato in un blog che riportava una rara tavola di Colan/Everett . Una Vedova Nera del 1971, come mai si era vista !! Sembra vestita di seta attilata trasparente ... raro per un fumetto mainstream del 1971 ...

    http://seanhowe.tumblr.com/post/33910759391/sexiest-marvel-comic-of-all-time-gene-colan-and

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  46. bellissima tavola fabrizio, notevole il feathering dell'inchiostratore

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  47. Dubito personalmente che Geppo sia ispirato ad un fumetto americano, l'idea del diavolo buono poteva venire a molti, e non vedo somiglianze significative tra la storia di Everett e quella di Chierchini. E chissà se quella storia in Italia l'avevano letta.
    Ora, ricordo che in una storia del Doll-Man della Quality (al momento non so il numero dell'albo) compariva una mano meccanica in stile armatura medioevale che, sospesa nell'aria, andava in giro a compiere furti e delitti. Ed una mano meccanica sospesa per aria che andava in giro a rubare gioielli e stendere la gente a colpi in testa appariva anche all'inizio di una delle peggiori storie Disney di sempre, "Paperino ed il misterioso Mister Moster" di G.Martina/G.B.Carpi. Prima di dire "idea presa da qua o da là" personalmente ci vado coi piedi di piombo. Avevano letto la storia USA? Coincidenza casuale? Oppure per entrambi c'è un qualche film o romanzo precedente alla base? Il che potrebbe spiegare anche come mai, nel campo dei cartoni animati, la serie ungherese della Famiglia Mezil (la seconda serie per l'esattezza, sono tre) e la serie giapponese denominata "Gordian" abbiano due episodi quasi identici nella trama.
    Nel post compare, in una delle immagini, Betty Dean, ex-fidanzata di Namor, personaggio storico poi fatta fuori (e l'avevano già trasformata in un anfibio) nel n.2 della orrida "Super-Villain Team-Up", in pratica un colpo di scena stra-abusato e di pessima fattura solo per lanciare una serie minore.
    Può andar peggio? Si: basta guardare cosa succede, come ricordato nel post, a Karen Page, "nuova" epoca e trovate che prima non sarebbero state concesse. Si può fare di peggio? Si: anni dopo uno sceneggiatore decide che Karen deve morire trafitta dal bastone di Devil lanciato da Occhio di Bue davanti allo stesso Devil. I sempre-meno-venduti-in-patria supereroi USA sono da decenni in decadenza inarrestabile, se una volta campavano bruciando le idee degli autori precedenti, adesso le capovolgono proprio con storie che sembrano scritte dai supercriminali.
    E Namor risente dell'usura già negli anni 70. Era stato il protagonista di storie a volte un pò troppo fantasiose ma divertenti da leggere, vedi ad esempio, l' http://namor.altervista.org/fumetto_pagina_8.htm , mentre ora gli capita una tragedia dietro l'altra, Lady Norma fatta fuori (mi pare come per l'UR da Gerry Conway), cacciato via dappertutto, il padre che gli muore sotto gli occhi, sembrava quasi che non sapessero che farsene di un personaggio ereditato, che cosa c'era di divertente ed interessante nelle storie? Per forza che la testata ad un certo punto chiuse. Questa almeno la mia opinione.
    In quanto a Geppo ... chiunque se lo ricordi commenta "Ah, Geppo era bello ...". La prima storia di Mazzanti/Chierchini è stata ristampata nel 2002 dalle Edizioni If, in coda all'albo "Geppo in: Una vita d'Inferno", collana "Comics & Cartoons".
    Lettura molto interessante il libro di Salvatore Giordano, io ce l'ho.

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  48. A me Karen Page pornostar andava bene, però farla pure drogata e malata di aids era troppo.

    Comunque nei fumetti non andrebbero alterate le relazioni dei personaggi: i film porno Karen Page doveva farli solo come secondo lavoro, dato che il suo ruolo era quello della segretaria di Matt e Foggy.

    E Peter Parker non avrebbe mai dovuto lasciare la casa di zia May.

    I parenti possono morire solo nel primo episodio, come i genitori di Batman e lo zio Ben dell'Uomo Ragno.

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  49. La cosa strana è che più o meno nello stesso periodo venne bocciata una graphic novel dell'Uomo Ragno in cui Peter Parker avrebbe dovuto fidanzarsi con una ragazza ricca ... insomma, sull'Uomo Ragno bocciarono dei cambiamenti molto meno drastici di quelli che Miller impose a Devil. Ma quest'ultima testata contava assai poco ...

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    1. Per quello che vale anch'io ho trovato una forzatura il ciclo la scomparsa di Karen Page nel famoso ciclo di Kevin Smith e Joe Quesada. Kev ( il regista di Clerks e Dogma ndr ) ha fatto molto meglio con il rilancio di Green Arrow qualche tempo dopo ( disegni di Phil Hester ).
      Ricordo ancora invece come benefico lo shock di Born Again - la saga di sette numeri di Miller & Mazzucchelli - nel corso del quale scopriamo che la carriera della Page a Cinelandia è franata verso le pellicole birichine e l'abuso di sostanze stupefacenti. Aveva senso. Karen - da quello che ricordo dei DD di fine sixties e dai Ghost Rider di metà seventies - era un bel faccino in pellicole con stuntmen e freaks gotici.
      Non credo facesse ombra a Geraldine Page o a Jane Fonda.
      Strano, ma i personaggi Marvel a Cinelandia sono sempre caratterizzati come o attori mediocri ( la Mary Jane Watson in Parker della soap opera nei primi anni novanta nella run di Michelinie x le matite di McFarlane e Larsen ) o movie stars e non movie actors ( il Simon Williams /Wonder Man dei primi anni novanta nella sua ongoing di Gerard Jones e Jeff Johnson ).
      Anche uno dei Figli della Tigre era un attore di pellicole d'azione. Ed Ercole - in un classico di metà anni sessanta di Lee e Kirby - crede di firmare un contratto per interpretare un pellum ed invece si impegna a sostituire Plutone quale re degli inferi. Recemente Marc Spector è stato dipinto come produttore di una serie televisiva retorica ed enfatica - da quel poco che Bendis & Maleev ci hanno fatto vedere - sulle origini del suo alter ego picchiatello Moon Knight.
      Peccato perchè Matt Murdock al tempo in cui fingeva di avere un gemello meno matusa chiamato Mike Murdock aveva dimostrato di essere un piccolo Alec Guiness...

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    2. Sono matto io o in qualche vecchia storia con Simon Williams c'era un coglione chiamato Arnold Schwarzburger che interpretava i film della serie "Arkon il Barbaro"? :D

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    3. Lo ricordo anch'io - o un nome simile - ma si trattava del possibile partner di MJ Watson Parker in una pellicola in cui era previsto la diva delle soap si spogliasse. Pavido Parker non era tanto x la quale. Siparietto nella saga del Ritorno dei Sinistri Sei scritta e disegnata da Erik Larsen x la testata chiamata solo Spider-Man che aveva ereditato dal Toddster passato alla Image prima di lui. Alla fine MJ decide di non fare il film. Forse aveva letto Born Again e temeva la deriva Karen Page...

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    4. In realtà le cose andavano diversamente: se leggiamo "Marvel Two-in-one" n.46 (12/78) su "I Fantastici Quattro" Corno n.253 vediamo per terra una copia del periodico "Variety", con scritto in prima pagina: "Offerto un milione di dollari a Karen Page per girare un film con Hulk!", e poco dopo si vede che lo ha girato (con un Hulk finto peraltro); dopodichè negli studi cinematografici irrompono sia Hulk che La Cosa, tutto va in briciole dopo la lotta coi cattivi di turno ed alla fine Karen se ne va dicendo: "I Delazny Studios mi hanno offerto un film rosa! E' più tranquillo!".
      La Karen attrice fallita e pornostar era una invenzione milleriana, avulsa dalla vera continuità Marvel; al contrario era richiesta e ben pagata.
      Come sempre, si riscrive di sana pianta e non si tiene conto delle vecchie storie, si trovano personaggi già creati da altri e li si utilizza per i propri pessimi colpi ad effetto, ma se nel citato SVTU n.2 si andava ancora sul classico, su DD consentendo a Frank Miller di fare una storia come quella si crea un punto di rottura. Come accaduto in seguito altre volte, si sperimenta prima su una testata, poi si estende a tutte o quasi tutte. E si arriva a storie come quelle di Kevin Smith ...

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  50. Nel post c'è un "chi l'ha visto" su Mazzanti, che è sparito (forse morto) ma che avrebbe potuto raccontare molte cose interessanti ruguardo alla prima sceneggiatura di Geppo che ha scritto. Su di lui ho chiesto a Chendi a Boschi, e nel post ho aggiunto le loro risposte. Tutto il post è stato aggiornato, soprattutto la parte iniziale su Geppo.

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  51. Io comunque sono basitissima per non aver trovato ancora adesso collegamenti al titolo del post, citazioni su Susan Sarandon bagnata fradicia che balla il Time Warp, Tim Curry cotonato. Sauro, fai qualcosa.

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    1. Uhm... il post surreale era quello precedente.

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    2. Chi ama i fotografari amerà questo link:

      http://www.calibercomics.info/rocky-horror-picture-show.html

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  52. La Rue, quei disegni sono fatti così male che schiferanno persino i filofotgrafari.

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  53. Richard O Brien sarebbe stata la mia scelta se qualcuno avesse chiesto a me di dirigere il Mistero Von Bulow. Vedo che Vanhook anticipa la tendenza di tanti - dal famigerato Greg Land a tutti i cartoonists ( Angel Medina, Michael Avon Oeming , Ashley Wood, Mike Deodato jr, to name a few ) - di fare lo zoom di una vignetta nella stessa pagina. Credo che ora si occupi di cinema e spero che non mi zanzi l'idea di girare un remake della storia del milionario che forse ha ucciso la sua sposa. Ora che ci penso Tim Curry sarebbe la mia signora Von Bulow. Menzione speciale al festival di Cannes. Stima esplicita di Tarantino. Rece che vedono in me il Nuovo Marco Ferreri. Excelsior ! come direbbe il Tale...

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  54. e cosi grazie al tuo bellissimo post mi hai fatto scoprire Everett,come il suo lavoro abbia contribiuto alla nascita di Geppo che da bambino trovavo in edicola e leggevo accanitamente, e avrebbe meritato miglior sorte editoriale e mi son ricordato di Sub mariner anche lui ricordo di tanti anni fa...grazie Sauro per questi bei viaggi...

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