lunedì 13 giugno 2016

I FANTASTICI 4 DI RECCHIONI


Nella seconda metà degli anni settanta la Marvel stava morendo. I comic book avevano solo 17 pagine di fumetti, per di più scritte da cani, e vendevano sempre meno. Un intero settore era giunto al capolinea. Poi è arrivato Jim Shooter.

Jim Shooter nasce nel 1951. Da piccolo era un grande appassionato dei fumetti Marvel. Iniziò a scrivere per la Dc Comic a 13-14 anni, riuscendo a infondere alla Legione dei Supereroi gli elementi narrativi della Marvel. In questa ultima casa editrice va a lavorare stabilmente nella seconda metà degli anni settanta. In quel periodo, Roy Thomas e la sua banda di sceneggiatori si erano accordati per assumere a turno la direzione della Marvel, continuando, in realtà, a fare ognuno quello che voleva. Consideravano la crisi irreversibile: la televisione avrebbe ucciso rapidamente il fumetto. Nel frattempo, Jim Shooter si mette in luce come editor diligente e ottimo sceneggiatore. Stan Lee ha bisogno di qualcuno che gli scriva le strip dell’Uomo Ragno, alle quali, una volta disegnate, aggiunge i dialoghi. Dopo il periodo di Len Wein, riconoscibile per l’Uomo Ragno che picchetta fuori dalla finestra di JJJ, Stan Lee incarica Shooter. Il boss della Marvel rimane subito colpito dalla sua bravura: lo rimprovera solo quando, esagerando, Shooter scrive anche i dialoghi delle strip.


Nella foto: Stan Lee e Jim Shooter.


Nel 1978 tocca a Shooter sedere sulla poltrona di direttore e la musica cambia subito. I vari Roy Thomas non sono più contemporaneamente sceneggiatori e direttori dei loro albi: devono decidere se scrivere o dirigere. Davanti all’aut aut di Shooter, se ne vanno in parecchi. Quanto ai disegnatori, non hanno più il diritto di interpretare le sceneggiature a capocchia, magari eliminando un terzo delle vignette. Altri se ne vanno. Shooter aumenta le pagine dei fumetti a 22, punta sulla distribuzione nelle fumetterie (fino allora marginali), assume nuovi autori al posto di quelli che non interessano più ai lettori e fa scrivere i disegnatori in grado di farlo (Frank Miller, John Byrne e Walt Simonson). Di fronte alla richiesta dell’editore di aumentare le testate, Shooter lancia etichette nuove del tutto autonome, come Epic, Star e New Universe. La Marvel, per essere coesa, non deve espandersi troppo, altrimenti il lettore comincerebbe a non comprare alcune testate per l'imposibilità di seguirle tutte. (Il successore di Shooter, Tom De Falco, non riuscendo a dire no all'editore inonda il mercato con innumerevoli testate Marvel, provocando la catastrofe). Inoltre, Shooter cede le sempre meno vendute riviste porno della casa editrice a un altro editore (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/riviste-per-adulti-della-marvel-e-non.html). Cambiamenti che si risolvono in un trionfo: la Marvel risorge, diventando ricca e potente come non mai. Da subito, molti si mettono a infangare Shooter con accuse ridicole, enfatizzate dai fanzinari, ma questo è il destino dei grandi uomini.

Quello che importava a Shooter non era creare a tavolino dei capolavori, ma offrire albi dotati di un inizio, uno svolgimento e una fine, al posto della sbobba senza capo né coda prodotta fino a quel momento. Il 15% dei prodotti ben realizzati sarà poi composta da capolavori, secondo l'aureo principio di Kuttner.


Un esempio del modo di lavorare alla Shooter lo si può riscontrare nella produzione di John Byrne. Avendo notato che Byrne migliora le storie altrui che disegna, Shooter gli dà l’opportunità di diventare sceneggiatore-disegnatore. Lui ricambia scrivendo fumetti provvisti di una partenza e di una conclusione, non fondati solo sulle chiacchiere alternate alle botte da orbi.


John Byrne nasce nel 1950, in Inghilterra. Io lo notai a metà anni settanta come giovane talento della Charlton, la casa editrice controllata dalla mafia americana, nella serie Doomsday + 1.


In seguito Byrne entra nella Marvel, dove utilizza uno stile alla Neal Adams per la serie ragnesca di Marvel Team-Up. Secondo me lo stile migliore, tra i vari che ha adottato.


L'autore di origine inglese passa agli X-Men nel 1977, contribuendo allo straordinario rilancio della testata, anche perché, con il suo perfetto storytelling, mette un freno alla logorrea del compatriota Chris Claremont.


Quindi Byrne si occupa del rilancio dei Fantastici Quattro, stavolta anche nel ruolo di sceneggiatore. Una run che inizia nel 1981 con il numero 232 dei Fantastic Four e finisce nel 1986 con il numero 295.


John Byrne ripropone i Fantastici Quattro nello stile iniziale di Jack Kirby.

Sopra vediamo un disegno con la colorazione dell'epoca, e sotto con la colorazione di merda che va di moda oggi.



FQ 5 - FF 233
Presentiamo gli episodi con il numero dell'edizione italiana della Star Comics, a partire dal 1989, e quello dell'edizione americana.

Dopo una prima avventura dei FQ un po' così con quel minchione di Diablo, il criminale peggio riuscito del duo Lee e Kirby, nella seconda storia di Byrne leggiamo una vicenda dotata di capo e di coda.














Un giovane delinquente che sta per essere giustiziato dice al sacerdote di portare una lettera alla Torcia Umana, suo vecchio conoscente. Certo che ci ha pensato un po' tardi.














Questo è il "vero" primo numero dei FQ di Byrne, che ci fa letteralmente entrare nella casa del quartetto. Come ci avrebbe lapalissianamente spiegato Umberto Eco.

L'ultima vignetta, con la Cosa che scaglia da fuori campo un macchinario alla Torcia Umana, è un tipico cliché di Lee e Kirby.

Johnny Storm (alias la Torcia Umana) scopre chi è il vero assassino e lo va a dire alla mamma del giovane. Lei non sembra dare molto peso alla notizia che suo figlio fosse innocente.




Quella che avete appena visto è una storia incredibile solo per il fatto che sia una storia, dopo anni di episodi dei Fantastici Quattro scritti con il culo. Si noti anche che John Byrne, imitando la prima fase kirbiana dei FQ, utilizza un disegno poco appariscente. Gli effetti speciali non sono sempre necessari.

Una disgressione. Si dice che il giovane Enrico Fermi si accorse che un libro era scritto in latino, non in italiano, solo all'ultima pagina. Quando invece ho letto questo fumetto dei FQ, arrivato all'ultima pagina mi sono detto: minchia, ho capito tutto fino all'ultima parola anche se è scritto in inglese... invece era in italiano! L'edizione americana l'avevo letta anni prima. Questa, per la cronaca, è l'insignificante differenza tra Fermi e il sottoscritto. 

FQ 6 - FF 234
Un tizio apparentemente qualsiasi si alza dal letto di una casa qualsiasi di una famiglia qualsiasi, senza sospettare di essere l'uomo più potente del mondo.


Il tizio ignora che il suo corpo è mutato a causa di un esperimento atomico, come da classico Marvel (Stan Lee e Jack Kirby hanno replicato all'infinito il film di Godzilla, come dimostro nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/12/godzilla-ha-creato-la-marvel.html).
Dopo avere involontariamente creato un sacco di casini ai Fantastici Quattro, il tizio se ne rende conto e con i suoi ultra-superpoteri rimette tutto a posto.




Da non credere, un'altra storia coerente! Sicuramente i bravi editor di Shooter davano un contributo alle trame di Byrne. 

FQ 7 - FF 235
John Byrne ci presenta un vecchio nemico kirbiano di Thor, il pianeta vivente Ego, lanciato contro la Terra grazie a un motore infilato nel culo.

Il pianeta vivente è una massa organica che ricorda il corpo umano, con i suoi microrganismi debitamente ingranditi. John Byrne non ha molta fantasia, anzi, ne ha poca, e si limita a copiare situazioni e personaggi di Kirby.
C'è anche una storia nella storia, come accade quando l'autore ha dei dubbi sulla validità sulla storia principale e, invece di arricchirla, va a caccia di espedienti.

Vediamo la morosa della Torcia Umana, Frankie Raye, sorpresa per qualcosa che sta succedendo al suo corpo. Byrne rincara la dose mostrando tutta la carne possibile senza dover incorrere nella censura.
Intanto la Cosa danneggia uno degli ugelli del motore infilato nel culo di Ego, scagliandolo verso il Sole.


FQ 8 - FF 236
Ho visto solo pochi minuti del film "Matrix" perché mi annoiava, ma da quello che ho capito è una copiatura di questa storia. Dove il Dottor Destino, con l'aiuto forzato del Burattinaio, fa vivere ai FQ in una realtà virtuale. O magari entrambi si sono ispirati a un romanzo che non conosco.





FQ 9 - FF 237
Continua l'esibizione non esibita del corpo di Frankie, che sta subendo una mutazione.


Intanto una figona aliena invade il pianeta. Quando Byrne non riprende personaggi e situazioni di Kirby, è spesso convenzionale fino alla noia.







FQ 10 - FF 238
Per ragioni troppo complesse e assurde da spiegare in questa sede, anche Frankie ha acquisito i poteri della Torcia Umana. 
Byrne ha la buona idea di introdurre nelle storie a fumetti il robottino Herbie, ideato da Kirby per i cartoni animati del quartetto.


In uno dei suoi maldestri esperimenti, Reed Richards (alias Mister Fantastic... che cazzo di nome!) trasforma involontariamente la Cosa come era all'inizio.

Alicia pregava perché l'esperimento non riuscisse: essendo cieca, non gli importa nulla della bellezza di Ben Grimm (alias la Cosa), ed essendo donna sperava di non dover rinunciare all'amato spuntone di pietra.


Il tema delle "due Cose", quella dell'inizio e quella definitiva, Byrne l'ha trattato anche nel comic book "Marvel Two-in-One", da dove è presa questa tavola. Secondo me, il neutro The Thing sarebbe stato meglio tradurlo in il Coso, non nel femminile la Cosa. Sì, fa ridere, perché la Cosa no?




FQ 11 - FF 239
Dai tempi di Lee e Kirby, la Cosa continua a citare zia Petuina, un personaggio che non appariva mai di persona e quindi mitico.






A caccia di facili scoop, Byrne rovina tutto trasformando zia Petuina in una scialba donna reale. Per quanto dotata di bel culo.

FQ 12 - FF 240
Problema ad Attilan, la città degli Inumani, una razza superpotente creata da Lee e Kirby: l'inquinamento sta uccidendo gli abitanti.




La soluzione? Spostare l'intera città sulla Luna. Una roba semplicissima, del resto. Al solitario Osservatore per poco viene un colpo, dovendosi improvvisamente adattare a questi chiassosi vicini. 

Dato che c'è già una kirbesca città abbondonata nella Zona Blu, facendo meno casino vi si potevano trasportare gli abitanti di Attilan con dei missili. Ah, noto solo adesso che la si vede pure nella tavola sopra.





FQ 13 - FF 241
Pantera Nera, re dello stato africano di Wakanda, è disegnata con il costume che aveva nel primo episodio di Kirby. Anche se Jack, in realtà, l'aveva pensata con metà del volto scoperto come Batman. Solo che l'editore della Marvel trovò che un negro in copertina sarebbe stato indigeribile per alcuni lettori degli stati del Sud, e fece coprire tutta la faccia dal costume. Nel cambio forzato di look, Pantera Nera ci ha guadagnato. Invece, Byrne non riprende la città supertecnologica, disegnando delle semplici capanne.


Come nel romanzo burroughsiano di Tarzan che abbiamo visto nella versione a fumetti, http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/06/tarzan-bundolo.html, nel cuore dell'Africa nera si annida una antica città romana.





La faccenda era iniziata con una spedizione dell'imperatore Caligola che si era imbattuta in un alieno (mi sembra fosse stato Nerone a organizzare una spedizione per scoprire le sorgenti del Nilo). Poi un romano prese il posto dell'alieno finché Susan Storm, la Ragazza Invisibile, lo ammazza smontandolo.




FQ 14 - FF 242
La Cosa si avventa su alcuni tipi che lo chiamano mostro: un altro ritorno alle radici kirbiane.





FQ 15 - FF 243
Galactus, il mangiatore di pianeti, è molto indebolito a causa di un digiuno prolungato. 




Tutti i supereroi si uniscono per riempire di botte Galactus, il quale, incredibile a dirsi, finisce ko! "Galactus cade" sono due parole che fanno un certo effetto, su noi vecchi lettori marveliani.



FQ 16 - FF 244
Invece di ammazzare Galactus, ora che è debolissimo, i FQ lo lasciano libero di andare a divorare altri pianeti. Frankie Raye si offre come novella Silver Surfer, per cercargli la pappa nel cosmo. E almeno così ce la siamo levata dai coglioni.


In chiusura, il figlio di Reed e Susan desta preoccupazione...




FQ 17  - FF 245
Il senso della storia lo si capisce leggendo queste poche pagine.






FQ 18 - FF 247
Il Dottor Destino chiede una mano ai FQ, perché la sua Latveria è ormai ridotta in macerie...



FQ 19 - FF 248
... a causa del tiranno inetto che lo ha destituito.

Così come hanno salvato Galactus, i FQ rimettono al suo posto il terrorista internazionale Dottor Destino! Pensano sia un bene (?) per la microscopica Latveria, e 'fanculo il resto del mondo. 

FQ 20 - FF 248
La Luna viene fatta fuoriuscire dall'orbita terrestre da una forza sconosciuta, chissà con quali terribili effetti gravitazionali sul nostro pianeta.




Il "porca vacca" proferito dalla Cosa non mi sembra il massimo della signorilità marveliana.

Il nostro satellite naturale viene fatto a pezzi da uno scienziato alieno. Una stanza così immane (la sola Luna sarà grande come l'Europa) dovrebbe vedersi in maniera molto sfocata, invece sembra un salotto.




Alla fine si scopre che si tratta di una allucinazione dovuta a strani cristalli. 

FQ 21 - FF 249
John Byrne, per fortuna, non teme di disegnare una cosa "per bambini" come lo spaccato kirbesco del Baxter Building.




FQ 23 - FF 251
I FQ partono a cazzo per la zona negativa, una specie di dimensione alternativa creata da Lee e Kirby.



FQ 24 - FF 252
Le cose strane viste galleggiare nello spazio nella tavola precedente scompaiono e la storia si dipana come una classica space opera: tanto valeva che i FQ viaggiassero nello spazio della nostra dimensione. Anche perché nella zona negativa di Kirby le cose strane fluttuano ovunque e non c'è sempre una chiara distinzione tra pianeti e universo aperto.


L'episodio si legge mettendo il comic book in orizzontale.



Questa storia e le prossime nella zona negativa sono tutte autoconclusive, non si tratta di un brodo allungato. 

FQ 25 - FF 253


Stranamente, qui John Byrne si dimostra disegnatore creativo: nella prima tavola vediamo un'astronave dalla forma originale, nella seconda degli alieni interessanti e nella terza un paesaggio suggestivamente fungoso. Questo non vuol dire che gli è scesa l'ispirazione dal cielo, ma che ha "solo" lavorato parecchio per trovare le soluzioni migliori.




Quando, dopo un viaggio lunghissimo, gli alieni senza terra trovano finalmente un pianeta abitabile, scappano con la coda tra le gambe: ormai sono disabituati all'ambiente naturale.








FQ 26 - FF 254
Pianeta desertico che ricorda Guerre Stellari.

















Susan e Reed hanno chiesto di restare soli per trombare. Lei rimane incinta e nei numeri successivi abortirà involontariamente: vi risparmio la soap-opera.

Invece la Torcia e la Cosa vanno a troie, ma cadranno in una trappola.




FQ 27 - FF 255
Alla fine, l'astronave dei FQ punta verso la Terra, circondata da una barriera di antimateria (?). Stan Lee, che ha immaginato ciò, possiede le conoscenze scientifiche di un pinguino.









FQ 28 - FF 256
Attraverso una strampalata elucubrazione, i FQ riescono comunque a infrangere la barriera e ad atterrare sani e salvi.







FQ 29 - FF 257
Galactus sta per morire di fame, gli appare pure una poco marveliana (nel senso di poco kirbiana) e molto didascalica Signora Morte. Alla fine se magna il pianeta degli skrull. Il suo immane rutto si confonde con l'eco in sottofondo del Big Bang primordiale.







FQ 30 - FF 258
Intanto Latveria torna a essere l'ospitale dittatura di sempre grazie al Dottor Destino. Neppure per i FQ la democrazia può attecchire, qui. Essendo i latveriani una razza inferiore.




FQ 31 - FF 259
Johnny viene molestato da una bruttina. Bruttina? Sarò un animale, ma io me la farei anche. Mi piacciono le magroline.


Nei numeri successivi, che salto, le storie cominciano a incasinarsi. Byrne non elabora più soggetti ben definiti, quindi non sa come chiudere le storie. Apre diverse sottotrame sperando di trovare poi una quadra (la solita pia illusione). 

FQ 34 - FF 262
Fa eccezione questo episodio, purtroppo demenziale.



Reed Richards viene giustamente processato perché ha lasciato quel fognone di Galactus libero di ingoiarsi altri mondi. Byrne lo fa assolvere perché Galctus sarebbe solo un elemento naturale del cosmo. Con questa logica del cazzo Fleming finirebbe male per avere debellato i batteri con la penicillina, esseri altrettanto naturali. E poi avrei voluto vedere se, invece del pianeta degli orridi skrull, Galactus avesse digerito quello dei terrestri...   






FQ 48 - FF 275
Da un lato Byrne calca la mano sull'erotismo, dall'altro lo mostra in chiave negativa, con gli sgradevoli fotografi tipo rivista "Playboy" in agguato. La loro vittima è quella tettona di She-Hulk, entrata temporaneamente nei FQ dopo l'aborto di Sue (Susan).




FQ 54 - FF 280
Altro elemento monco dell'erotismo di Byrne è rappresentato dalle mistress, riconoscibili per l'aspetto di zoccole altezzose ma senza ulteriori sviluppi nella storie. Come le inutili dominatrici del suo ex sodale Claremont. Qui abbiamo Susan Storm, la Donna Invisibile, in versione mistress.





Da ora in poi le storie si sfaldano inesorabilmente. John Byrne, ormai una superstar del fandom, se ne frega di spremere le meningi. Alcuni autori ritengono sia uno spreco di tempo stare lì fermi a mettere insieme le idee. Sono convinti che queste possano uscire man mano scrivendo o disegnando. Per uscire escono, ma poi non le si possono organizzare decentemente.

Sotto: i personaggi dei Fantastici Quattro di Jack Kirby, visti da John Byrne.


Davanti allo sbalorditivo exploit della Marvel, la dirigenza della Dc Comics decide di fare questo discorso a Jim Shooter: "Noi siamo bravi a vendere i personaggi come testimonial alle aziende di beni di consumo, ma non a vendere gli albi a fumetti in edicola. Voi il contrario. Facciamo così: la Dc Comics vi dà in gestione gli albi di Superman e soci, mentre noi proponiamo anche i vostri personaggi alle aziende commerciali". Jim Shooter inizia subito a riscrivere i personaggi della Dc secondo lo stile marveliano. Insieme a Byrne rielabora Superman. Poi l'accordo sfuma, anche perché la Dc guadagna posizioni copiando la rivoluzione di Shooter. Alla fine, Byrne il nuovo Superman va a farlo direttamente alla Dc.


A Frank Miller, altro marveliano, la Dc chiede di dare una mano per Batman.


La Dc Comics, che in un primo momento aveva cercato di rialzare le proprie sorti con gli autori che Shooter aveva scartato (Roy Thomas, Len Wein e altri sceneggiatori modesti), ritorna al successo solo assumendo gli uomini che Shooter aveva valorizzato

Arriviamo all'Italia di oggi. Roberto Recchioni, l’attuale curatore di Dylan Dog, senza che io gli abbia mai mosso alcuna critica personale (perché le riservo solo gli autori che stimo), continua imperterrito nella sua opera diffamatoria nei miei confronti attraverso i social media. Ora Recchioni mi ha messo in un gruppo di quattro persone, ribattezzate dai social “i Fantastici Quattro”, unite solo dal comun denominatore di essegli antipatiche. E giù con nuovi insulti volgari. Un problema per il suo datore di lavoro, che si vede incrinata l’immagine pubblica da una persona non in grado di stare educatamente seduta a tavola. Quanto a me, mi limito a canticchiare questo motivetto sotto la doccia:
https://www.youtube.com/watch?v=pP-9GFMTFKg 

Passiamo ad altro ancora. Allora, entrate o no nel gruppo di Facebook dedicato al GIORNALE POP? Il quotidiano web lo stiamo progettando divertendoci da matti, postando minchiate di ogni genere e anche qualcosa di serio. Tutti possono entrare nel gruppo "chiuso", basta essere maggiorenni (perché ci sono alcune signorine discinte). Ecco il link: https://www.facebook.com/groups/1791129604449853/


Infine, clicchiamo tutti allegramente sulle piccole icone dei social media qui sotto a sinistra, per pubblicizzare questo fantastic-post!

203 commenti:

  1. Vorrei aggiungere una cosa su Byrne:
    A quanto pare Byrne amava le torce! E la prima in particolare.
    Frankie Raye prende i poteri maneggiando incautamente i liquidi usati per creare la torcia umana originale, per colpa del padre il professor Horton che insomma non si fa sgomberare un magazzino pieno di roba pericolosa ai familiari...
    Durante la gestione di Byrne dei vendicatori della costa owest.. tira fuori ancora il professor Horton (ormai vecchio e ancora meno lucido) e dopo una serie di peripezie resuscita persino Jim Hammond la torcia degli anni 40.
    Disegnandolo come disegnava Jonny ma con la tutina rossa e più muscoli.
    (La resurrezione è ad opera di Scarlet, Byrne per primo ha trasformato i poteri di Wanda da "alterazione della probabilità" ad alterazione della realtà, facendolo dire ad Hank Pym, cosa ripresa da Busiek e Perez e poi sfruttata da Bendis)

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    1. Con la Torica Umana originale la Marvel ha fatto un casino pazzesco.

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  2. Concordo con il signor Giacomelli. Il Jim Hammond ovvero la originale Torcia Umana piace parecchio a John Back to Basics Byrne che lo ha infilato sia nella sua gestione script e matite dei Vendicatori della Costa Ovest sia nella sua gestione script e matite del successivo Namor The Submariner.
    Bendis ha preso il concetto della Scarlet Oscura che Byrne aveva probabilmente preso dalla Fenice Oscura di Claremont che lo stesso Byrne al tempo disegnava e lo ha usato come grimaldello x scardinare i vecchi Avengers , " ultimizzarli " uno zinzino , e rilanciarli contribuendo a farne un team in cui potevano militare anche Logan, Spidey, Daredevil e Squirrel Girl.

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  3. Il primo piano di Galactus che constata la sua mortalità credo sia una citaz del primo piano di Matt Murdock che si sveglia nel suo letto ed intuisce che Elektra è viva in una delle ultime storie della famosa run di Miller e Janson.

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  4. Tante zucche tante sentenze, ma personalmente credo che la sintesi di Byrne dalla fine degli anni ottanta ( i citati West Coast Avengers ) e soprattutto negli anni novanta ( Namor, Next Men, Danger Unlimited , Babe e Wonder Woman ) sia meglio del suo tratto iperdettagliato del periodo claremontiano ( Iron First, Marvel Team up e naturalmente gli X-men ) e persino dei suoi per altri versi notevoli FF.
    Ne faccio una questione di segno e di storytelling in primis, ma penso anche che il suo periodo alla Dark Horse sia stato un buon momento. La sua principessa Diana - io ho letto solo le storie tradotte dalla Play Press - arrivava dopo un annetto di storie a firma Messer Loebs e Deodato jr in cui , sebbene nel modo + tamarro possibile a sud della Image Comics, succedeva tanto e nel confronto immagino che la sua back to the basics attitude sia sembrata una brusca decelerazione.

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    1. Sì, come linearità del segno era senz'altro migliore il Byrne successivo. Poi ha avuto una terribile fase pasticciata (Wonder Woman).

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  5. Mi sono imbattuto recentemente in un tweet di Recchioni con il Tex Willer ed il Carson del suo pard Werther Dell'Edera e le considerazioni del papà degli orfani sulla possibilità di un altro segno.
    Credo che mi piacerebbe leggere i FF di Recchioni e Dell'Edera. Immagino che il perno sarebbe un Mister Fantastic plot master occulto alla Niles Caulder della Doom Patrol in versione Grant Morrison ( il capo del team come catalizzatore degli incidenti che hanno trasformato gli altri membri in freak in un bizzarro esperimento a la Darwin sotto acido ndr ) e che il Coso avrebbe un aspetto + umano - come quello passato x i filtri di Diablo al suo esordio - e che la Torcia sarebbe bipolare ed imprevedibile e che anche Sue coverebbe da sempre una Malice che cerca di emergere dopo anni passati nel ruolo imposto da genitori troppo severi con i figli ed indulgenti quando si tratta dei loro peccatucci ( il dottor Storm era un giocatore ed un alcolizzato ).
    Temo che la loro versione di Doom sarebbe anche + controversa di quella di Byrne.

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  6. Articolo stupendo, anche perchè adoro i F4 di Byrne...ma soprattutto per la delicatissima, impeccabile e intelligente stilettata finale verso quel personaggio citato nel titolo. Chapeau ^_^

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  7. Mi pare di ricordare un numero di Marvel Two in One ( il Coso in tandem con altre stelline della Marvel ) di Steve Gerber e Geo Tuska in cui Ben Grimm e Stephen Strange sono a Yancy Street perchè il Coso ha risposto ad una zia che lo ha cresciuto e che è molto meno decorativa di quella di Byrne. La storia è collegata ad una saga dei Defenders di Gerber in cui il Coso sarà guest star.

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  8. Anche nel film Codice d'Onore in cui Tom Cruise è un avvocato della marina che difende due marines accusati di omicidio, Demi Moore porta in aula la " zia Petunia " di uno dei due militi che Cruise crede aderente allo stereotipo della zia - una signora anziana che passa il tempo battendo tappeti e cucinando torte - ed è invece una topolona da pin up.

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  9. Galactus è un problema. L'idea di Lee e di Kirby era di farne la versione Marvel di Dio con Surfer ( concetto di King KIrby ) nei panni di riluttante avatar. Fine dell'universo e personificazione della entropia. Secondo questa logica, Gal non può essere eradicato senza conseguenze. La prima che mi passa x la zucca è che non possiamo più avere storie in cui cade o non riesce a " vedere " il bluff di Mister Fantastic ( in una occasione Reed lo allontana con una copia del famigerato nullificatore assoluto e Gal non riesce a leggere nella mente del leader degli FF se si tratti davvero di quella arma perchè Uatu lo Osservatore sta contemporneamente sondando i protagonisti del dramma a scopo di registrazione, circostanza su cui Mister Fantastic contava ) o altro ancora. Gal garantisce lo spettacolo ed è sempre in tour. Come Gianni Morandi o gli Stones.

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  10. Oggi la DC Comics sta vivendo una crisi profonda. Mai come oggi servirebbero energie analoghe a quelle dei vari Byrne e Miller di quel periodo!

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    1. Non sono d'accordo, ma tante teste tante opinioni, perchè: 1) Miller è al lavoro proprio in questo periodo per la DC e non è tanto distante per temi e ritmo da Born Again - FM dice e ridice sempre la stessa cosa e questo è la sua forza e il suo eterno vulnus 2) Byrne ha idee vecchie e farebbe fatica a confrontarsi con un lettore moderno nativo digitale anche in questa DC che pare intenzionata - a leggere le interviste - a tornare alla vecchia bistecca con le patatine dopo il flop di testate in linea con le novità Marvel come The Unbeatable Squirrel Girl, la Mrs Marvel adolescente e di origine pakistana , l'everlasting Deadpool e le cose di Skottie Young.
      Byrne deve continuare a produrre le sue cose per qualche indie - mi sembra che stesse lavorando x la IDW Publishing - e raggiungere il suo pubblico che ne apprezza stile e mood e idiosincrasie.

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    2. Scusate, se m’infilo qui, ma più sotto -attualmente- c’è un flusso che levati.
      Credo che oggi come mai, il pubblico entri direttamente nel lavoro degli artisti e che questo provochi un forte restringimento dello spazio d’opera. E’ una sorta di imperativo realistico di cui -in cinema e fumetto- specie la branca supereroica, risente in modo molto marcato. Gli effetti speciali non bastano e le tecnologie digitali non servono più ad arginare la dispersione la energia rappresentativa sotto la spinta di un immiserimento immaginativo dilagante. In tutta l’arte visiva questo è un grosso guaio, anche perché tra meno di cinque anni, “grazie” a Facebook, tutte le immagini artistiche verranno costrette in una dimensione insulsa e domestica, che le martorierà fino a metà secolo.

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  11. Scindere il dream team Claremont - Byrne è stata comunque una buona cosa. X-Chris ha scritto decine di storie - didascaliche, of course - disegnate da complici come Paul Smith, Jr jr, Marc Silvestri e Rick Leonardi che hanno fatto dimenticare ai fans il ritorno di un Dave Cockrum non particolarmente ispirato e non in linea con la overdose di vignette anni ottanta e Byrne ha potuto sperimentare in cose come la sua ongoing di Alpha Flight.

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  12. Ah il nullificatore assoluto.. nelle storie dei fq di millar, reed sfoggiava un robottone antigalactus stile Goldrake o pacific rim, un po' ridicolo. Meglio il nullificatore assoluto. Anche a me Matrix ha sempre annoiato. I riferimenti letterari probabilmente erano a Gibson, matrici spezzate e cyberpunk, forse anche a Dick..

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    1. Matrix arriva nelle sale nel momento in cui Cinelandia è piena di film che si basano sul concetto johnlennoniano che nothing is real come Pleasantville e The Truman Show.
      Bryan Talbot ha scritto e disegnato una storia di Batman per la collana antologica Legends of the Dark Knight in cui si ipotizza che la intera vita come Cavaliere Nero ( so che Pensaurus non ama la lectio Oscuro e sono in vena di captatio benevolentiae ) sia il sogno di un clochard alcolizzato di nome Bruce Wayne.

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    2. E' la prima volta che sento qualcuno dire di essersi annoiato con Matrix.

      In ogni caso le sorelle Wachowski (allora fratelli) hanno scopiazzato a mani basse dal gdr Mage: the Ascension della White Wolf.

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    3. Grant Morrison sostiene si siano ispirati al concetto portante del suo Invisibles ( Vertigo ). Addirittura dice che le sorelle Wachowski ( allora fratelli ) distribuivano i paperback della serie agli attori perchè entrassero in sintonia con il mood del film.

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  13. Segnalo anche la miniserie Molecole Instabili di James Sturm e Guy Davis - in Italia in un balenottero da 25 euro sui FF anni fa e credo più recentemente in un comodo volumetto - in cui si ipotizza che i FF siano persone qualsiasi in un clima da Peyton Place. Lontanissima dalle storie di Byrne, ci restituisce però un Richards fisicamente simile a Pete Cushing e una Sue Storm ragionata ed inchiodata al suo ruolo di donna non " liberata " in anni in cui il suo omologo super-eroico era spesso ostaggio e raramente catalizzatore della vittoria.
    Con gli anni settanta - arriva vicina al divorzio - e con gli ottanta - è il personaggio maggiormente sotto lo spotlight di Byrne - le cose cambieranno.

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  14. La tavola nella quale il sacerdote incontra Sue Storm, e lei dice che per accedere all'ascensore è necessario avere un apposito dispositivo, credo sia un omaggio di Byrne ad una scena molto simile disegnata da Kirby in uno dei primi numeri dei FQ.. Se la memoria non mi inganna!
    P.s. Kraven, Tigra, e Spidey incatenato.. Ricordo che quella storia venne pubblicata anche su URC Speciale n. 6, uno dei primi fumetti che acquistai. Sono decisamente gggiovane!

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  15. Gli FF di Byrne - come sottolineato anche da Pensaurus - si rifanno ai primi FF - periodo direi 1961/5 - quando Reed e Johnny erano smilzi e non avevano i vestiti disegnati sui muscoli e Sue aveva qualcosa di Sandra Deee e qualcosa di Nicoletta Orsomanno ed il Coso era un sauro, come nelle intenzioni di King Kirby.
    Più o meno in quegli anni, Ron Frenz cita Steve Ditko nel suo Spidey. E' una Casa delle Idee che risciacqua i panni nello Arno del passato a caccia di momenti in cui era The Next Big Thing. La rivoluzione grafica, nel bene e nel male, arriverà qualche anno dopo con i vari McFarlane, Jim Lee, Erik Larsen...e Rob Liefeld.

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  16. STrano che, tra le milel vaccate di Byrne, Sauro non citi il costume di Franky Raye, che appare quando è nuda e sparisce se indussa solo le mutande.
    Cmq ricordi male sulla storia dell' alieno grande quanto la Terra: si tratta di un illusione creata da dei cristalli alieni sulla Luna, che Triton inavvertitamente fa funzionare.
    Per i FQ di Byrne sono mitici in quanto sono stati il primo fumetto Marvel che ho letto e collezionato con continuità e praticamente lì ho imparato i fondamentali del Marvel Universe ( grazie anche alle note di Lupoi)
    Avevo 12 anni e tutti i fumetti mi sembravano belli, pure l'Hulk di Mantlo e Buscema.
    Riguardo al poca fantasia di Byrne, credo sia dovuta al fatto che non volesse creare nulla per la Mervel, in quanto sapeva che gli avrebbe soffiato i diritti.
    Infatti su FQ ( e pure altrove )non fece altro che riciclare il materiale di Lee e Kirby per questo motivo:
    Creò un solo cattivo, Terminus, perché esasperato dalla critica che gli rimproverava scarsa fantasia.
    L'unica sua creazione originale di una certa importanza per la Marvel furono gli Alpha Flight, che però nacquero negli Xmen insieme a Claremont ( e quindi non so quanto sia farina del sacco del solo Byrne o di Claremont)

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    1. Byrne ha lavorato brevemente - plot e matite - anche a Hulk, ma è arrivato prima di dieci anni ( 1987/6 ) di storie di Peter David e nessuno ricorda il suo Golia Verde inseguito attraverso il Nord Ovest da brutaloni Marvel come Wonder Man ed Ercole e Doc Samson.

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  17. Il Toddster e Larsen si rifanno a Ditko - il primo riprende il tema degli occhioni nella maschera - ed il secondo rielabora il tratto del papà di Spidey e lo mischia alla cinesi di Kirby e provocano nel fruitore la sensaz di essere davanti a qualcosa di nuovo. Byrne progressivamente è identificato come il passato. Non è riuscito a convincere un pubblico verde nemmeno quando ha lavorato con Gail Simone ( Secret Six ) in un tentativo di rilancio di Atom.

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  18. Ah.. mi ricordo la leggenda di Batman citata.una delle mie preferite

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    1. Se non erro, Mamma DC impose a Talbot una tavola finale che chiarisse come tutto questo fosse una storia immaginaria ( non lo sono tutte ? diceva il mio amico ed ex allievo Alan Moore ) o un sogno.
      Il Bat-barbone, curiosamente, era il concept dell'abortito progetto per un bat-movie scritto da Frank Miller e Darren Aronofsky. Le premesse erano diverse da quelle di Talbot. Bruce Wayne perdeva i suoi dindi e la batcave era in un dimenticato tunnel della metropolitana.

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  19. Diciamo di mettere in cantiere un graphic novel dei Fantastici Quattro in cui si rilegge - ancora una volta - il concept originale.
    Reed Richards è un freak che tutti prendono per i fondelli perchè è un asperger di nuovo tipo - o di vecchio tipo se si pensa a A Beatiful Mind di Ron Howard - che vive in universo tutto suo in cui è un genio a capo di un team di super-eroi e sposato con una Doris Day che gioca alla dominatrice nella intimità - e con questo ignora quasi del tutto la vita in uno slum con una famiglia disfunzionale che nemmeno in una pellicola di Scola dei seventies.
    Scritto da Darren Aronofsky e disegnato da Szymon Kudranski con cover di Bill Sienkiewicz.
    Il fumetto vince un frappo di premi anche da noi e il trio di artisti è invitato ad una convention. Il presentatore che deve invitarli sul palco lancia una occhiata ai nomi del trio, scoppia a piangere e se ne va.
    Sei mesi dopo esce un graphic novel che racconta l'episodio a firma Ratigher.

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  20. Sauro, non alimentare odi e antipatie. Il mondo del fumetto è una noce che galleggia sull'oceano; se ci si mette a litigare, è la fine. Se qualcuno ti sta antipatico, applica il motto del poeta: non ti curar di lor, ma guarda e passa (più o meno). Oppure applica il principio cristiano e porgi l'altra guancia.

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    1. La prima volta ho lasciato correre, e questo è stato il risultato.

      Alcune persone scambiano l'educazione con la debolezza.

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    2. Bella l’immagine della noce nell’oceano. Ma per quanto riguarda il “non ti curar di lor ma guarda e passa” non sono d’accordo. I naufraghi vanno soccorsi: sempre! Di offrire l’altra guancia non mi sembra proprio il caso, però è vero che attualmente la funzione dei social sembra essere solo quella di alimentare chiacchiere e di polemizzare. Dispiace, ma non è colpa né tua né di Roberto se per adesso i social funzionano così. Se due persone sono entrambe attive su Twitter e Facebook perché dovrebbero nascondere la loro antipatia reciproca? Pubblicarla non mi sembra una mancanza di educazione. Tacerla sarebbe ipocrisia. Roberto conosce bene i social, li usa e non è ipocrita. Il suo comportamento è chiaro e leale. Chiunque conosca i social sa a quali beghe e varie ti vai esponendo. Non so se tu sia coraggioso o temerario o..., di certo sei ineffabile e sono molto contenta di sapere che Roberto Recchioni ti ha messo tra i suoi Fantastici Quattro. Per ora mi sembra un buon risultato per uno che sta partendo con un popgiornale e s’è fatto pure in quattro per promuovere le bravate di Advent Child.
      Sai una cosa? Se non ti avessi conosciuto in anni e anni di blog e forum, non verrei più nemmeno a leggerti e staresti completamente antipatico anche a me. Otto ranocchi m’hai fatto saltare, la settimana scorsa... delinquente!

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    3. Ma non avevi detto che te ne saresti andata per sempre da questo blog?

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    4. E quando l'ho detto? Io non l'ho mai detto! E nemmeno scritto. Ho detto che il webquotidiano non vale, che Facebook non mi piace, che sei un testone come tutti i pelati, anche un pedagogista di regime (in un post)... e poi mi sono bannata perché Advent io non lo sopporto. Ma a leggerti vengo lo stesso, quasi ogni giorno, perché ci sono anche TomasoProspero Turchi, Sebastiano, Fortunato, e anche altri, ma loro sono tre grandi e io li leggo sempre e inoltre tra me e Francyduck c'è una storia che tu non puoi capire. E poi dico... ma lo senti come sciaborda oggi CREPASCOLO?

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    5. Sciabordìo è una delle mie onomatopee preferite. Se dovessi mai scrivere un fumetto dei Fantastici Quattro che cadono in un tranello del loro acerrimo nemico dottor Destino e viaggiano nel tempo fino ad un momento ics in cui non è ancora cominciata la deriva dei continenti ed i nostri sono in mezzo al nulla io troverei il modo di far sciabordare le onde.

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    6. La prossima volta ricordarsi di accendere i motori dopo aver sparato l'arpione!!!

      Nemmeno il coraggio delle proprie azioni e delle proprie parole!

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    7. Ha parlato la baleniera.
      Te devi sempre impartire ordini. E' proprio una vocazione militare.

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    8. Non era un ordine era un promemoria

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    9. Anche la fissa della memoria ci ha. E' una vocazione storicistica. Ekkepp....

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    10. Contro? Anche la vocazione guerrafondaia... Ommadonna!

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  21. Una noce che gallegggia in un oceano di educazione scambiata per debolezza. Non proprio la polaroid di tante definizione di fumetto, ma chi sono io per chiedere sintesi ?

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    1. Non dubito che troveresti il modo di far sciabordare onde eccetera. Ma verso mezzogiorno, mentre ti leggevo, ti ascoltavo e intendevo proprio dire “tu sei le onde che sciabordano”. Non per questioni di onomatopea: per un qualcosa che secondo me ha a che fare con la materialità della scrittura. Per me è sempre sorprendente quando qualcuno riesce a scrivere da dentro le parole, senza dovervisi immergere. Tu sembri un palombaro, ma non lo sei. E’ questo -in sintesi- che trovo strano.

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    2. E' che ho lavorato per tanti anni per la CIA italiana - non che fosse così chiaro allora - in un lab in cui si studiava che tipo di sonetti avrebbe scritto chi avesse leccato rospi allucinogeni dall'alba al crepuscolo. Se passi un lustro a umettare batraci per poi partorire perle come " Era un sauro lustro / sulla parete che ti mostro / temevo il suo rostro / separasse l'amor nostro " finisci per tuffarti nelle parole senza che ti restino davvero attaccate. Considera che ora lavoro in una ambasciata, ma comunico con i miei collaboratori solo attraverso sciarade nascoste in schemi di soduku per solutori abilissimi. Per fortuna mi occupo solo di questioni marginali come la fornitura di yogurt. Se le mie mansioni fossero altre, saremmo in guerra con una nazione che non ha mai perso o pareggiato.

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    3. Ma pensa... Credevo ti occupassi d'archeologia subacquea. In piscine condominiali.

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    4. Nel palazzo di fianco a quello in cui vivo è una piscina all'aperto ovvero un secondo piano ancora da terminare di una kiesa koreana karaoke in attesa che sia cambiata la destinazione d'uso dell'edificio. D'estate alcuni dei miei condomini si tuffano da una struttura all'altra. Al crepuscolo, lo spettacolo di queste sagome che saltano dal tetto di un palazzo di otto piani in un laghetto di acqua piovana e stagnante sette piani più a sud mentre a livello del terreno un ettaro di evangelisti orientali canta le lodi del loro Salvatore in una combo di gospel e dei Pooh anni settanta mi fa capire quanto sia fortunato a vivere nella città dove tutto può accadere e di solito accade.

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  22. Tutt'intorno solo mare sotto un cielo sempre uguale. I quattro avevano lo sguardo basso di chi non è abituato al sole inesorabile di mezzodì. Avevano vissuto, come tutti, dentro la nave e non si erano mai spinti oltre il livello dei matitisti che era sopra quello degli sceneggiatori. Non credevano che avrebbero mai lasciato la nave. Pensavano che non ci fosse altro nelle loro vite che scrivere le storie che sarebbero state matitate al livello superiore ed inchiostrate ancora più su. Qualcuno doveva averli calunniati, però, perchè il comandante aveva deciso che prendessero il largo su di una scialuppa vecchia e logora e piena di consulti model sheets di personaggi mai sviluppati.
    Erano in acqua da una settimana quando scorsero una isola. Deserta a parte una fumetteria abbandonata e piena di comics americani a venti tavole con un inizio, una parte centrale ed una fine.

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    1. La faccenda che narra del primigenio unico continente Godwana, in un tempo nel quale i progenitori dei dinosouri erano in evoluzione e una prima razza umana esisteva senza una comprensibile sequela di antenati alle spalle, esiste in romanzi e fumetti di vario genere, compreso "I conquistatori del tempo" disegnato da Scolari e mi pare su testi di Pedrocchi.
      Anche in un albo di Blake e Mortimer viene tirata in ballo questa situazione inverosimile. Sto citando tutto a memoria, domani se ci riescirò controllerò.

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  23. Tomaso, il primo a crearlo fu Conan Doyle nel romanzo "Il mondo perduto".

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    1. Si, " Il mondo perduto" di Doyle prende spunto da una scoperta reale avvenuta su di un quasi inaccessibile altopiano venezuelano all'inizio del 1900: un habitat rimasto isolato per lunghissimo tempo dal resto del mondo e dove l'evoluzione aveva selezionato naturalmente specie rare di animali e vegetali.Ma ovviamente non c'erano ominidi, come inventato nel romanzo di Doyle. Ma il caso tirato in ballo tempo dopo da altri scrittori si rifà alla più recente teoria della tettonica a zolle che si basa sulla ipotesi dimostrata ( mi si perdoni l'ossimoro, come direbbe il grande Brunoro) che i continenti attuali si muovono "galleggiando" su strati di roccia sottostanti.Gli studiosi hanno trovato le prove che trecento milioni di anni or sono o giù di i continenti formavano un unico blocco ( prima ancora erano diversi e separati) compreso l'Antartide che era in posizione quasi tropicale.
      Qualche scrittore ha scritto romanzi di fanta-sia inventando anche una razza umana esistita trecento milioni di anni or sono, poi totalmente scomparsa a causa di cataclismi e cose varie.Ecco, Doyle non poteva sapere della teoria della deriva dei continenti e quindi ipotizzò una situazione di un mondo perduto quasi plausibile.
      Nei romanzi di fantascienza odieni e anche in alcuni fumetti di genere fantastico, l'uomo viaggia nel tempo a ritroso e si ritrova trecento milioni di anni fa alle prese con questa civiltà umana super tecnologica: una cosa impossibile ma affascinante.

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    2. Tomaso non dargli retta, sta dicendo che i Fantastici Quattro li ha inventati Conan Doyle. Va a divertirsi su Facebook, su Facebook, capisci?! E noi qui dovremmo anche cliccare allegramente sulle iconcine... Io se non era che stamattina ho letto dello spettacolo delle sagome che saltano nella pozza del secondo piano del palazzo ancora da terminare, oggi pomeriggio non tornavo nemmeno. Saltano tutte di profilo, sai? Le ho viste, è interessante, anche perché nell'acqua stagnante c'è una microfloreffauna davvero molto ma molto varia! La teoria della tettonica a zolle mi piace moltissimo, è bello pensare che, come dici, abitiamo in luoghi che si muovono galleggiando sulle rocce sottostanti. Sì guarda, se non era per questo, oggi pomeriggio non tornavo nemmeno.
      Che poi sulla questione tra Sauro e Roberto... io non ci voglio proprio più entrare, anche perché secondo me, Roberto ha dei capelli veramente bellissimi e io non lo so perché a volte se li taglia corti con le sfumature aguzze sulle tempie che poi sembra un alchimista stronzo e io quel barbiere lì lo denuncerei! Perché quando uno ha dei capelli così stupendi splendidi, cosa glieli vai a sfolticciare coi rasoi?! Anche se te lo dice lui “Fammi un taglio così e cosà” se sei un professionista serio ti devi rifiutare! Devi dirglielo! ”No, mi dispiace, ma io quel taglio lì non te lo faccio, io i capelli come i tuoi capelli li taglio poco e solo a forbice! E non te li sfoltisco! No! Perché non hanno bisogno di essere sfoltiti, i tuoi capelli non hanno bisogno di nulla: sono belli così! E se vuoi fare l’alchimista stronzo, cercati un parrucchiere modarolo e stronzo e privo di deontologia professionale!”

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    3. Mah, che dire, che pensare??
      Silvina è un bel nome, mi pare che Hugo Pratt abbia una figlia che di nome fa così.
      Io quando iniziai a leggere "I romanzi di Urania" e "Urania", avventure nell'universo e nel tempo", nel 1952, avevo circa 15 anni e in quel contesto mi formai l'idea di che cosa era "la Fantascienza", termine inventato da Monicelli proprio in quell'ambito.
      Prima si diceva "storie avveniristiche, oppure futuribili", e posso dire con certezza che anche in Italia esistevano scrittori che praticavano quel genere; ad esempio Luigi MOtta che scrisse il suo primo romanzo nel 1901.....
      Va beh, venni così a contatto con una letteratura che praticava anche il famoso e terrile "paradosso temporale". Ad esempio, lo scrittore A.E. Van Voght scrisse "Hedrock l'immortale" e seguito, romanzi nei quali un astronauta dotato di tuta di sopravvivenza atta a nutrirlo e a resistere a temperatura vicine allo zero assoluto, veniva spedito indietro nel tempo, ma a causa di non saprei più dire quale inghippo il suo viaggio non poteva fermarsi, tanto che il poveraccio arrivò all'inizio, alla genesi stessa dell'universo e continuando a procedere a ritroso nel tempo si ritrovò quando non c'era assolutamente nulla, causando un fatto di sè impossibile che generò il famoso big bang, ossia la deflagrazione che diede il via alla nascita dell'universo attuale e alla sua progressiva espansione che continua tutt'ora.
      Ecco, io leggevo anche cose del genere.
      Sono un veterano della Fantascienza, genere narrativo ora diviso e sottodiviso in mille suoi aspetti: una cosa che a mio parere arriva a volte all'assurdo, con questa smania di classificare tutto e tutti come se anche aspetti di una minuzia inconsistente avessero importanza capitale.
      Poi, Sauro e Roberto se ne dicono? ma cara Silvina è parte del gioco, la finzione lo esige. Ah, in fatto di chiome capellute e tagli scolpiti col rasoio e cose del genere, io frequento con cadenza trimestrale un barbiere cinese e famiglia che in cinque minuti e per la somma di 10 euro mi taglia i capelli.
      Parlando costui e sua moglie e figli solo il cinese non sono mai - ovviamente - riuscito a fargli capire che a me dei capelli non me ne frega niente, purché si sbrighi e mi li tagli corti in modo tale da poter aspettare prima di rivederlo almeno tre mesi. Mia moglie versa qualche lacrimuccia quando mi vede di ritorno dal cinese che mi ha rapato a zero o quasi, ma questa è la vita!

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    4. No, scusa ma tu a tagliarti i capelli dal cinese che fa piangere tua moglie non ci vai. E’ possibile parlare con tua moglie? Vorrei dirle che tagliare i capelli è facilissimo e può farlo lei personalmente. E’ divertente, occorrono soiltanto un pettine e un paio di forbici professionali.
      Io sono per i capelli di media lunghezza, anche per uomo intendo, potrebbe farti un taglio alla francese, coi capelli bianchi il taglio pari è bellissimo e potresti portarli sia sciolti che legati con un laccetto. Trovo che dividere la fantascienza in categorie e sottocategorie, aspetti e sottaspetti, oltre che inutile, sia un insulto alla fantasia umana. La smania di categorizzare tutto oggi è una vera e propria offesa al pensiero e alla memoria. Classificare per velocizzare... terribile! Si salta un’infinità di passaggi così, anche un’infinità di percezioni. Col risultato che le storie sono sempre più asfittiche, macchinose, complesse e ripetitive.

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  24. L'uomo categorizza da quando smette di essere bestia. Da quando inizia a dare un nome alle cose. Le classificazioni sono brutte ma inevitabili, e con sempre più COSE e sempre meno tempo, direi che tornano anche utili, se ben fatte

    “Gli animali si dividono in: a) appartenenti all’Imperatore, b) imbalsamati, c) addomesticati, d) maialini di latte, e) sirene, f) favolosi, g) cani in libertà, h) inclusi nella presente classificazione, i) che si agitano follemente, j) innumerevoli, k) disegnati con un pennello finissimo di peli di cammello, l) et caetera, m) che fanno l’amore, n) che da lontano sembrano mosche.”

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    1. Tu sei una bestia... cosa categorizzi a fare?

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    2. @Silvina: Per capire in quale scatola mettere le teste di cazzo

      @Sauro: lo so che mi ama, ma deve anche capire che a me piacciono le donne vere, non gli uomini con dubbi sulla
      propria sessualità e disturbi dissociativi dell'identità.

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    3. No fermi tutti. Qui è bene essere chiari.
      Io non ti sopporto Advent, Sauro può scherzarci su quanto vuole, ma io non ti sopporto e faccio davvero fatica a bloggare quando ci sei tu. Perché tu blogghi a pappapero! Tu ignori che il blog all’italiana si guarda dal dentro e non dal di fuori. Tu non ti accorgi degli errori d’impostazione più banali, anzi, tu esisti per un errore d’impostazione di cui non ti sei mai accorto! Tu non sai distinguere tra un linguaggio visivo e un linguaggio tattile. E confondi le definizioni con le categorizzazioni. E questo m’indispone. Davvero. E io non ti sopporto.

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    4. Fermi tutti che Silvina è stato chiara.
      No, mi permetta. No, io; eh scusi noi siamo in quattro. I fantastici quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai con cofandina; come antifurto, per esempio.

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    5. Advent piantala. Vai su Facebook. Vatti ad rianimare sul giornale pop.

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    6. Ma no, cosa fai, comandi tu?
      Prima mi insulti e mi attacchi gratuitamente nei tuoi post poi quando ti sei stufato mi mandi su fb?

      Che poi ci sei anche tu su fb scommetto e stai tutto il giorno a guardarti il gruppo del giornale pop.

      Tu si che mi disgusti. Vieni qui persino difendendo soggetti che attaccano il blogger gratuitamente. Continua a cercare la tua verità tra l'erbetta del campo, chino a novanta...

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    7. Advent, è inutile che tu t'ingegni a far credere di possedere un qualche senso del gusto. Tu non hai senso del gusto: ne sei completamente privo! Sappi comunque che io non ti attacco nei miei post. Non ti attacco nei miei post, perché io non scrivo post. Io scrivo commenti! E non ti sopporto, nò! Anche perché tu cianci d'angolature a novanta e non sai nemmeno che differenza c'è tra un commento e un post. I post li scrive il gestore del blog, Advent: io non sono il gestore del blog. E questa è una gran fortuna per te, perché se io fossi il gestore del blog, ti avrei attaccato -e già da un pezzo- ad un chiodo. Ma in una posizione panoramica, mooolto panoramica! Una posizione da cui, anche un qualsiasi pirla saccentone, potrebbe facilmente osservare il lavoro di chi i blog li crea e non li distrugge.

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    8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    9. Anche Gesù e Conan sono stati attaccati ai chiodi in posizione panoramica, per cui mi piace un bel po' l'idea

      Fossi donna, avresti un profilo su facebook

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    10. Se fossi scema ti stenderei con due parole.

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  25. Il somma poeta Yeats - tanto amato da HUgo Pratt e dalla sua frugoletta Silvina che fin da piccola si dilettava in poesia - andava a sbarbarsi e a farsi il taglio dei capelli da un cinese di Canton. Li lasciava sempre troppo lunghi e le sue donne piangevano per questo calde lacrime: Comunque, il poeta in questione, nella sua opera del 1888 dal titolo “Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry” ("Racconti di fate e folletti dei contadini irlandesi") descrive così il saurochaun, folletto che dedicava molto tempo a farsi bello acconciandosi i capelli in fogge esotiche :« È in qualche modo un elegantone, vestito di una giacca rossa con sette file di bottoni, sette bottoni per fila, e porta un cappello a tricorno, e nelle regioni del nord-est, secondo McAnally, si dice che sia solito girare con una trottola sulla punta del cappello quando ne trova uno della misura adatta »
    Dunque…..
    Accortomi di avere alle calcagna almeno tre sicari, mala genia del terribile Roberto Fu-Manciù nemico mortale di Sauro e di tutti coloro che hanno a che fare con lui – una era una donna di colore alta almeno 1,90 con grosse tette e capelli tagliati dal marito cinese alla "mohicana" – per depistarli ho inscenato un viaggio nel Galles partendo con il treno della notte dalla Gare du Nord per Le Havre: colà giunto mi sono intrufolato nel primo barcone di pescatori diretto verso il mar di Cornovaglia. Indi, raggiunta a nuoto la costa inglese, ho bivaccato nella selvaggia brughiera di Baskerville, poi a cavallo del tipico pony di quella regione ho viaggiato per tre giorni in direzione nord-ovest; con facilità ho poi preso il traghetto notturno che parte da Holyhead per l’Irlanda . Giuntovi mi sono aggregato ad una gita turistica in torpedone: fra i partecipanti anche i miei due nipotini con parentela al seguito. Mi pare di averli seminati quei bavosi scherani. Così ora eccomi qua dalle parti di Glendalough in attesa di partire con destinazione l’Isola di Aran, dove nel turrito castello di Ifindaimond il povero Roberto il bello ( ah, che capelli….) probabilmente giace in catene, asservito dalla scatenata banda di quelle virago ninfomani ( si dice) appartenenti alla tristemente famosa congrega del “Cerchio d’oro”: e chi vedo mai comparirmi inaspettatamente davanti?? Phantom??? ma che andate mai a pensare!! Lasciamo L’Uomo Mascherato nella sua Jungla a riposare nella sua comoda caverna del teschio, con i bandar intenti a friggere banane ed arrostire tapiri.
    Di fronte a me c'è Robert il sarto con il suo parrucchiere cinese che mi accusa di avere i capelli radi e troppo corti e la barba incolta.
    Io gli dico che tempo fa i capelli me li tagliava mia moglie con uno speciale rasoio elettrico, poi dopo una distrazione che mi lasciò una strscia in mezzo alla testa rasata a zero ( corretta poi con un grosso pennarello nero), la mia dolce consorte mi consigliò di andare dai cinesi.
    E' risaputo che in Cina gli occidentali, specie se europei, sono considerati "figli del diavolo".Perché mai??
    beh, innanzi tutto perché non mangiano cani e gatti, poi perchè -a loro dire- puzzano di cadavere.
    Per questo il barbiere cinese dal quale trimestralmente vado, mi ha fatto capire che la doccia e lo shampoo è Gratuito ma OBBLIGATORIO!!

    La figlia del barbiere cinese, Foglia di loto, si incaricherebbe di insaponarmi e farmi doccia e shampoo.
    Io non sono propenso a queste intimità, temendo che Foglia di loto abbia nei miei confrontiben altre intenzioni.......
    Chiedo consiglio a chi ha più di me ha esperienza in fatto di docce gestite da giovani cinesi. Sauro, ehhhh, tu che ne pensi?? Non pensiamo poi a que frichettone di RoberT the Handsome, che chissà da quante giovani cinesi si sarà fatto insaponare!!

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    1. Lo dici tu che le sue donne piangevano perché aveva i capelli lunghi. Piangevano perché andava da un barbiere deficiente. Alle donne, gli uomini coi capelli lunghetti sono sempre piaciuti tantissimo.

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  26. Minchia, che bello è il gruppo del GIORNALE POP: chiunque può scrivere o inserire immagini. E poi adesso ci sono anche gli articoli lunghi di Sauro: figataaa!

    Corri subito: https://www.facebook.com/groups/1791129604449853/

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    1. Uh! Minchia e figata?... ma ke bell'accoppiata!

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  27. Sauro, ma io che non voglio entrare in facebook, non ho quindi modo e maniera di visionare questo GIORNALE POP??

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    1. Mica sei obbligato a entrare in "tutta" Facebook! Entri solo nel mio gruppo, nel resto non ci vai.

      Comunque questo non è ancora il GIORNALE POP: quando uscirà, ci si potrà andare direttamente. Allo stesso modo in cui si va nel sito del Corriere della Sera.

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    2. Solo nel suo gruppo, ma certo! Eddai che è facile! Come in tutti corrieri, resti di carlini eccetera: che uno clikka, si iscrive, riclikka, entra... e aziona la cultura popolare, col crik.

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  28. http://www.ireland.com/it-it/cose-da-vedere-e-fare/irlanda-letteraria/articoli/william-butler-yeats/

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  29. Tomaso, oltre a esserci un sacco di persone che intervengono, ci sono anche le femmine.

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  30. Ma sai, se poi Fior di Loto viene a conoscenza del fatto, potrebbe rifiutarsi di farmi lo shampo.

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  31. Silvina, hai visto nel sito irlandese che ho postato la foto del poeta Yeats? Che ne pensi del suo look riguardo i capelli??

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    1. Penso che Yeats è bellissimo. Tutto, anche i capelli... capelli come l'erba dove scivola ogni pioggia.

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    2. E poi... anche come capelli, hai visto come Yeats somiglia a Leo?

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  32. Qui c'è di seguito un pezzo strappa lacrime scritto dalla figlia - Fior di Loto- del mio barbiere cinese originario di Canton: il 18 di luglio del 1889, Yeats è solo un ragazzo al suo esordio letterario che guarda la pioggia di Dublino baciare la finestra del suo salotto. Probabilmente, non sa nulla del fulgido futuro che lo aspetta. E forse gli interessa poco. Perché quel giorno lui aspettava una ragazza che l'aveva folgorato. Il suo nome era Maud Gonne. Attivista per l'indipendenza irlandese, femminista e pasionaria, quel pomeriggio sta recandosi a casa degli Yeats per perorare le sue cause. Non passerà un mese, e quel giovane poeta la chiederà in sposa. Lei rifiuta. Lui le dedica dei versi. Passano quasi due anni. Lui la chiede ancora in sposa. Lei lo respinge ancora. Lui scrive un'altra poesia. Nel corso di un ventennio, la scena si ripeterà a lungo e lui arriverà a chiederla in sposa almeno sette volte (con altrettanti rifiuti, e altrettante poesie), sino poi a chiedere la mano, apice di un'ossessione lunga il tempo di una vita, persino di sua figlia. Che ovviamente lo rifiuta.

    E Yeats ovviamente ci scrive su una poesia. Ora, noi siamo stati fortunati perché le amare poesie che Yeats dedica a Maud Gonne sono tra i versi d'amore più belli che mai siano stati pensati; ma possiamo chiederci: perché lei non voleva? Perché - diceva - lei amava gli uomini d'azione. Yeats si perdeva in chiacchiere, aveva la testa tra le nuvole, parlava di folletti. Invece lei cercava qualcuno che si battesse per l'Irlanda. E infatti sposerà il maggiore McBride, eroe della Rivolta di Pasqua. Eppure, se Yeats non avesse connesso mondi invisibili al foglio tramite la forza magica della sua penna, mai l'Irlanda sarebbe stata libera. Maud non aveva capito.

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    1. Ma come non aveva capito?! Maud aveva capito benissimo!

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  33. Cioè, che cosa aveva capito?? Sai qualcosa di Yeats che io non conosco? Yeats amava le donne, su questo non ci piove!

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    1. Aveva capito che Yeats amava molto la poesia e che aveva bisogno di molto spazio per riuscire a rendere quel suo amore lieve. Aveva capito che Yeats doveva andare nei luoghi vasti dell'anima a stemperare la densità delle parole.

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  34. Oggi è l'alba di un nuovo giorno e terrò la mia muta mentale di cani inferociti chiusa nel recinto.
    Da quel che ricordo Yeats poi si sposò ed ebbe due figlie.La signora Maud, rimasta vedova, si consolò con qualche altro patriota.
    La vita ha certo bisogno di sogni, ma nutrendosi di questi solamente, si campa malaccio.
    Da quello che io ho capito, la signorina Maud avrebbe voluto che Yeats prendesse il fucile e andasse a combattere contro l'opressore inglese, cosa che il Nostro certamente non ottenebrato dall'amore non fece, non tanto perchè sarebbe stato giusto opporsi alla tirannia, ma perché lui educato in Inghilterra e di religione protestante aveva una visione diversa della situazione ed era convinto che le cose si sarebbero sistemate in altro modo con il passare del tempo.
    Comunque gli inglesi erano dei veri porci e la loro mentalità imperiale e coloniale era inaccettabile: questo detto ora con il senno di poi.

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  35. Oggi giovedì 16 Giugno 2016 vi scrivo in diretta da Parigi, dove sono giunto in prima mattinata per intervistare Italo Calvino, il quale sempre serio come al solito mi invita a sedere all’esterno del bistrot “Le chien andalou”, qui a due passi da Saint Germain des pres, mentre il cielo greve di nuvole minacciose sta scaricando barili di acqua su questa Parigi di tarda primavera. Con un cenno Calvino ordina “il solito” al cameriere, che poco dopo appoggia sul tavolino due bicchieroni di latte caldo corretto abbondantemente con calvados, liquore normanno famoso perché molto amato dall’inesistente commissario Maigret. "Già, Tomaso mio bello, mi dici che Silvina la figliola di Hugo Pratt che contesta Sauro Pennacchioli per motivi arcani, colleziona libretti di fiabe irlandesi d’epoca vittoriana!! AHHH, che delizia udire questa ben lieta novella, Che ti posso dire se non che piccolo popolo" dei folletti, esseri alti una spanna che fanno burle e dispetti e possono rapire bambini dalla culla sostituendoli con i loro rampolli grinzosi come vecchi decrepiti; i leprecani, gnomi calzolai che fabbricano le scarpe per le danze delle fate; le sirene che escono dal mare per pettinarsi e allora si possono catturare, basta rubar loro il cappello rosso a tre punte; i giganti dalla barba di pietra che si salda alla roccia delle scogliere; i cadaveri insepolti che s'aggrappano alle spalle dei vivi e si fanno trasportare fino a che non gli si scava un tomba... Il folklore irlandese è gremito d'una folla di presenze soprannaturali che discendono in linea diretta dall'antico paganesimo celtico e che si mescolano coi diavoli e coi santi delle leggende cristiane in una continuità fantastica atemporale, radicata ai prati e alle pietre della verde isola indomabile.W.B. Yeats che è stato, oltre che uno dei grandi poeti del secolo scorso ( morto nel 1939 a quasi 80 anni ), anche un accanito cultore delle tradizioni irlandesi e un polemico rivendicatore dell'immaginazione magica nel cuore della nostra civiltà meccanica, ha dedicato ai racconti popolari della sua terra un prolungato lavoro di ricercatore, di trascrittore, d'antologizzatore, d'editore. Il corpus delle sue raccolte folkloristiche ha due qualità fondamentali che gli danno spicco tra tutti i libri del genere: 1) la scrittura piena di vivacità e di calore e di poesia, sia che racconti un semplice episodio di apparizione paurosa, una credenza locale bizzarra o un'elaborata vicenda visionaria e incantata, cosicché la lettura risulta sempre varia e trova spunti di divertimento a ogni pagina; 2) un'applicazione classificatoria e sistematica che permette a Yeats di mettere ordine in questa proliferazioe fantastica tra le più aggrovigliate e ridondanti e di farci da guida con mano sapiente e discreta”.
    La pioggia ha incrementato il suo vigore trasformandosi in un vero e proprio nubifragio.
    Io mi alzo e salutando con un gesto l’imperturbabile Italo entro nel bistrot per non rischiare l’annegamento: qui mi attende Silvina vestita da amazzone, mentre il suo baio centellinella un bicchierone di birra chiara allo zinc , sotto gli occhi di un impassibile cameriere, sotto ai baffi finti del quale riconosco Robert le temeraire, il temibile nemico mortale di Sauro il rude. Perbacco, mi aspetto di vederne e sentirne delle belle!!

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    1. Buon giorno! Si, penso anch'io che Advent abbia molto d'inglese, oltre al nome s'intende. Comunque secondo me, se non fosse una schiappa, andrebbe nei blog inglesi a bloggare all'americana, invece di ostinarsi a distruggere il blog all'italiana copincollando e linkando le battute da film, a pappagallo.

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    2. ma che spirito nazionalista, tanto nazionalista che gozzoviglia impunito in ogni corte! le chiappe poi le vende a tutti

      tra l'altro pensare che Borges (e Foucault) siano battute da film...

      poi dice che lascia il blog, che non gli piace... è da cinque anni che lo dice, e invece è sempre azzeccato qui, come i cani sotto la tavola aspettano il boccone dal padrone

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  36. Io non credo che il fumetto si nutra di volontà di conformarsi al mondo per poi farne un contenitore di felicità da leggere. Non l’ho mai creduto. C’è stato un tempo in cui gli artisti del fumetto lanciavano in tutto spontaneamente sfide percettive e concettuali, ma io a quel tempo non c’ero. Li ho visti incorniciati e messi in mostra, protetti dalla polvere, come se il verto tra me e loro fosse lì a preservarci da un dolore nuovo. Perché? Perché chiuderli dentro teche e volumi, catalogare, investigarne i linguaggi, redigere pile di rapporti... senza nemmeno chiedersi come avrebbero potuto un giorno, i futuri lettori, entrare nelle storie di carta attraverso i pertugi delle intricatissime piccionaie che il mercato vi aveva costruito sopra? E come possono, oggi, esperti e critici, celebrarsi a convegno e gongolarsi su media e social, pur sapendo che la visione aziendale della cultura mediatica ci renderà quegli artisti e quel mondo sempre più lontani e irraggiungibili? Quella lontananza è una frattura! E i nuovi autori sono lì. Per quanto ancora dovranno restare a spenzolarsi incerti giù dal limite dell’infanzia, smaniosi e timorosi di occhieggiare in quelle galassie remote?
    In tutto questo ti chiedo, Sauro: perché noi, qui, dovremmo fare le valigie e trasferirci su Facebook?

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    1. Silvina, come reazione a quanto Advent ha scritto hai cercato di fare un ragionamento su una questione reale e seria: la quasi impossibilità di noi contemporanei -giovani e vecchi- di entrare nel passato per capirlo, o perlomeno di capirne certi aspetti.
      Ma il passato è una sorta di complicatissimo puzzle e il solo cercare di comporne una parte per capirla è sempre azione arbitraria.Non è possibile una sua visione oggettiva, poiché comunque un suo assemblaggio deve usare una serie di parti che non corrispondono a quello che veramente fu.
      I documenti che possiamo consultare vengono percepiti con occhi e mente contemporanea, la qual cosa cambia il senso delle cose.
      L'importante non è la cosa percepita, ma la sua percezione. Qi questo già si parlava negli anni '50, quando E. H. Gombrich postulava che:" una figura ha per chi la osserva un significato che dipende dalle proprie esperienze e conoscenze. Da questo punto di vista l'immagine non é una mera rappresentazione della "realtà", bensì un sistema simbolico ".
      Traggo questo assunto da un articolo ,"L'immagine visiva", pubblicato sul numero61 di "Le scienze" , del settembre 1973, poi raccolto in volume insieme ad altri interventi scritti sullo stesso argomento, intitolato "Illusione e realtà ", problemi della percezione visiva", edizione "Le scienze",s.p.a editore , Milano 1978 ( edizione italiana di " Scientific american").

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    2. No, Tomaso, io non ho scritto per reazione alle buttate di Advent. Io non cerco di fare ragionamenti su questioni, Tomaso. Ho scritto semplicemente perché vorrei che Sauro rispondesse a una domanda.

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  37. Il poeta aveva capelli lunghi dietro le orecchie dove si arricciavano ed erano giallini come la chioma dei vecchi e rughe umide ed un odore di vecchio spago per i pacchi e vaniglia e un gilet amaranto come la Giulietta che guidava nel decennio delle targhe alterne la domenica. Era nel suo studio insieme a decine di orologi per nulla sincronizzati tra di loro che segnavano tutte le ore meno quella giusta in quella parte del mondo.
    Fuori naturalmente era un deserto radioattivo e placido ed il sole era sempre più caldo. Il vecchio andò rapido alla gabbietta dove era il piccolo sauro e gli chiese che ore erano ed il sauro rispose.

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  38. Qualcuno bussò alla porta ed il vecchio poeta si sorprese perchè fuori era un deserto radioattivo e poi non aspettava visite. Era Foucault che cercava il suo pendolo. Il vecchio lo fece accomodare e Foucault girò per lo studio e studiò uno dopo l'altro tutti gli orologi fino ad una vecchia pendola. Disse che aveva trovato il suo pendolo ed uscì, ma era una bugia.
    Se avesse detto che aveva trovato ciò che cercava, avrebbe invece detto la verità, penso il sauro del poeta.
    Foucault cercava una pendola per fare compagnia al suo pendolo che si sentiva solo ad oscillare in quel deserto radioattivo.

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  39. Va beh, ho frainteso. Però - non conosco la domanda fatta e la risposta che vorresti avere da Sauro_ ma, a volte, il libero arbitrio consente anche di non rispondere.
    In trent'anni di collaborazione con gli "amici del Vittorioso" sai quante volte redazione e direzione hanno omesso di rispondermi?? Che ci vuoi fare, occorre incassare e rassegnarsi!!

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  40. Foucault guidò la sua macchinina monoposto ad energia solare- il sole era tanto e caldo - fino alla sua casetta monoposto ed entrò nel suo studio che era anche la sua cucina e camera da letto e presentò la pendola al pendolo che si mise a scodinzolare come un cucciolo.
    Foucault sorrise come un cucciolo e si assopì di traverso nel suo divanetto monoposto. Ci fu una oscillazione. Della casa e di tutto il resto e Foucault si svegliò alla fine dell'universo davanti al principio di entropìa che era anche un gigante viola in armatura. Foucault estrasse dal taschino una vecchia cipolla incrostata e rugginosa che non aveva segnato mai l'ora giusta e disse che era il nullificatore assoluto ed il gigante viola sorrise come un bimbo a cui abbiano appena regalato un cucciolo e chiese a che ora sarebbe stata la fine del mondo. Foucault non era un poeta e quindi poteva dire solo la verità incrostata e rugginosa e quindi spiegò che la fine era stata , era in quel momento e sarebbe stata sempre. Il gigante lo accarezzò come si accarezza un cucciolo e Foucault si addormentò.

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    1. E buona notte. Ehò, sognò quel che sognò... ma in un'oscillazione d'entropia inviolata, cosa gli sarà sembrata l'armatura specchiata sulla superficie della cipolla incrostata, eh? Un gratin sullo choux d'un vol a vent?

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  41. Una oscillazione d'entropia inviolata è il titolo di un bootleg degli CCCP Fedeli alla linea. Formidabili quegli anni, direbbe Mario Capanna. E' la registraz di un concerto del 1990 al Leoncavallo di Milano. Credo che il nastro sia stato trafugato da certi ceffi infiltrati malgrado il servizio d'ordine coordinato da Sandrone Dazieri. Io l'ho comperato in un mercatino domenicale a Coblenza qualche anno dopo. Era il crepuscolo e stavano smontando le bancarelle ed io stavo cercando tutt'altro. Ho portato il mio tesoro ad una festa sui Navigli dove la pasta al tonno era al dente e tutti parlavano dei giochi di parole e delle trappole fonetiche nello Amleto e ricordo che mi stavo appassionando alla ambiguità di Iim too much in the sun /son quando mi sono accorto che qualcuno se ne era andato con la cassetta. Il padrone di casa ha cercato di consolarmi dicendo che conosceva Giovanni Lindo Ferretti e che mi avrebbe fatto avere un doppio live autografato, ma io sapevo che era stato proprio Giovanni Lindo Ferretti a rubarmi il live del leonka e a guadagnare l'uscita. Cattivo.

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    1. Ooooò kkémondolaaadro!
      Sonetto:
      Dinnng!
      Te sé fruitòr de fumeto ocasionàl? No me pari! Se dise nasionàl, internasionàl, intercontinentàl o como? Se dise fuméto o animasiòn quando se vòl parlàr de fòa fìn a la novela d’ora? Che mì, non sò parlàr, mì son na cojòn de puta che je piase anca el fumèto popolàr: queo che vende! E mì son stufa de benpensanti lustrissimi imponarài, su l’ottomàni del salottìn de la zoéta, mobiliào, infiochettào coe tendin e tendón de l’appropriada produsión che se guardi bèn, anca in cusìna... tute de marca Cult le pignàte e i quvèrci Ura! Ma... il passìn, finéto finéto è tropo finéto! e nel sécio bàla col saón, de marca Lamma, e con lo scovolìn marca Zziamomeglionoi! Che poi, se guardi bén bén, anca el sécio è cagà gualìvo a la sputachiera vecia de argento slùsego dove ghè mete e bùcole, 'a zoéta, e bùcole de a moda! Aah! varrà 1100 (nel ziardìn del malcontento!), ma senpre sputachiera è.
      E a mì, se c’è un che me fa sganassàr, è queo che canta: “cosa sei disposto a perdere”.

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  42. Italo Calvino mi ha ospitato nel suo castello sui Pirenei.
    Renè Magritte mi ha chiesto se è possibile uscire dal castello, ma ha dimenticato che l'edificio l'ha ideato lui stesso e che è costruito su una enorme formazione rocciosa che gravita sospesa in aria,
    Io temo per l'entropia del blog di Sauro, mi pare che l'energia non sia ancora distribuita bene.
    Crepascolo dorme sull'ottomana e nel sonno parla:" ad ogni trasformazione del sistema che provoca un trasferimento di energia (ovviamente senza aggiungere altra energia dall’esterno), l’entropia aumenta, perché l’equilibrio può solo crescere. In teoria, si può considerare un “sistema” anche l’intero universo e allora la conclusione è: anche nel cosmo l’energia tende a distribuirsi dai corpi più caldi a quelli meno caldi e l’entropia aumenta. Quando tutto l’universo si troverà alla stessa temperatura (gli scienziati ipotizzano a pochi gradi al di sopra dello zero assoluto), l’entropia sarà massima e nessuna trasformazione sarà più possibile. Sarà la cosiddetta morte fredda dell’universo";
    Silvina si è già comperata la tuta di sopravvivenza.
    Io che farò??
    Proprio non saprei dirlo.

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    1. Il ghiacciòlo no! Quello lascialo fare a Advent.

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  43. Advent e Silvina, meglio che non vi rivolgiate più la parola.

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  44. Quando scriviamo nei blog chiunque può leggerci. Le nostre parole sono rivolte a tutti. Come potrei non rivolgere più parola ad Advent? Come potrebbe Advent non rivolgere più parola a me? Per non rivolgerci più parola in questo blog, dovremmo smettere di inviarti commenti. Vuoi questo o ti basta che d'ora in poi io e Advent evitiamo di rivolgerci direttamente e indirettamente l'uno all'altra e di nominarci l'un l'altra scrivendo?

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    1. Che è esattamente quello che fai!

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    2. La mia domanda era rivolta a Sauro. Oggi credo che Sauro sia troppo impegnato per rispondere alle mie domande. Non so... mi sto chiedendo... no, no, è impossibile che abbia incaricato un fesso di farne le veci.

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  45. Sono Sauro il Fesso, evito di parlare con te per non fare la fine di Advent.

    Se la smetti di essere litigiosa, potremo tornare a essere amici.

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    1. No, scusa ma il fesso a cui mi riferivo non sei tu.
      Se posso dirlo, per correttezza e con rispetto parlando, il fesso a cui mi riferivo è Advent.
      Per quanto riguarda l'amicizia, Sauro, da parte mia l'amicizia verso di te è immutata. Se poi tu volessi rispondere alla domanda che ti ho fatto nel mio commento delle 12:40, ti ringrazierei.

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    2. Cara Silvina, cosa c'entra il trasferimento?

      Si può benissimo stare qui e lì.

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    3. Tu dici? Dici che si può stare benissimo qui e lì? Anche se farete gruppo lì e non qui? Si, può essere... ora non so dirti esattamente cosa, ma può essere. Per quanto riguarda il mio commento delle 19:18, scusa se insisto ma, dato che nell'immaginario di qualcuno io qui sono una cagna infilata sotto a un tavolo in cerca di bocconcini, avrei bisogno di qualche tua precisazione per evitare di morderti i pupilli.

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    4. Chiedi qui quello che vuoi sapere, che non ti capisco.

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    5. giovedì 16 giugno 2016 19:18:00 CEST
      Quando scriviamo nei blog chiunque può leggerci. Le nostre parole sono rivolte a tutti. Come potrei non rivolgere più parola ad Advent? Come potrebbe Advent non rivolgere più parola a me? Per non rivolgerci più parola in questo blog, dovremmo smettere di inviarti commenti. Vuoi questo o ti basta che d'ora in poi io e Advent evitiamo di rivolgerci direttamente e indirettamente l'uno all'altra e di nominarci l'un l'altra scrivendo?
      Per quanto riguarda invece la questione canina, se l'autore o autrice del commento a cui mi riferisco, vorrà portarlo alla tua attenzione, ce lo porti da sé.

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    6. Fai quello che vuoi.

      I miei sono solo consigli.

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    7. I tuoi consigli sono preziosi per me. Quando vuoi, dammeli, senza problemi.

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    8. Te ne do io uno: cavati dai coglioni

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    9. Dai coglioni come te mi sono già cavata, Advent. Non sprecare i tuoi consigli con me. Non te li ho chiesti.

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    10. Ecco brava

      d'ora in poi, come già richiesto, sei pregata di ignorarmi

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    11. Io non sono una ignorante come te, Advent. Non posso ignorare la tua presenza. Mi dispiace, sinceramente, che tu debba pregarmi, ma davvero non so che farmene delle tue preghiere.
      Perché invece di pregare me, non preghi il tuo angelo custode che ti porti in un altro blog?

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    12. Neanche io sono solito ignorare le persone, ma se continui ad insultarmi gratuitamente continuo anche io. Per me possiamo andare avanti all'infinito.

      Io sono un cane di casa qui e non vado in giro su tutti i blog come tu fai. Dato che stai dalla parte di RRob potresti tornare sul suo blog, visto che come nome ti si addice certamente molto di più rispetto a questo.

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    13. Io sono una cagna sciolta e frequento più blog, ma sto dalla mia parte, Advent. E dalla mia parte, Sauro e Roberto sono due individui, due persone diverse che si occupano di fumetto. Per parte mia e per motivi vari e diversi, io ho stima di entrambi. Secondo me dovresti andare tu sul blog di Roberto e anche su altri blog. Devi farti le ossa, Advent. Non basta conoscere gli argomenti e la materia. In Internet bisogna conoscere le variazioni di flusso nel suo sistema.
      Altrimenti la comunicazione non è possibile.


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    14. Tu sei una groupie Silvina. Anzi, l'imitazione di una groupie. Non proiettare i tuoi folli precetti su come andrebbero usati i blog o internet (addirittura!!!) su di me.

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    15. Sei uno sfaticato Advent. Sei un misero incappucciato dormiente in rete. Tu non vedi nulla!

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  46. Hugo Pratt si toglie la pipa di bocca, la osserva un poco e poi la batte per farne uscire la cenere ancora fumante che cade sul prezioso tappeto cinese in pura seta risalente alla prima dinastia Ming: Pratt se ne infischia se il tappeto prende fuoco e l'intero castello di Calvino sarà preda delle fiamme divoratrici. Mi guarda con aria quasi corrucciata, si alza dalla comoda poltrona e si avvicina alla grande portafinestra, scosta la tenda di pizzo e guardando fuori sospira dicendo:” qui sui Prenei mia figlia Silvina, gentile e mansueta si trova benissimo!! Solamente ha sonni inquietim mormora sognando il nome di Sauro e l'implora di risponderle!!
    "Ahh", faccio io ," è una questione irrisolta di domanda senza per ora risposta. A dir il vero ho tentato io di dare una risposta, ma evidentemente lei brama solo avere Sauro tutto per sè". Hugo sospira: "già, lei è fatta in tale maniera, quando si incapriccia di un bell'uomo( mi scruta e scuote tristamente la testa) diventa perfino bizzosa!! Dal mio canto sento un’aura positiva che mi circonda, che mi rimanda alla mente ricordi di posti lontani da me visitati innumerevoli volte. Uno di questi è sicuramente l’Irlanda. Attraverso molte e variegate letture praticate fin da bambino appena scolarizzato e tante storie e racconti narratemi da mia nonna, presi contatto con la dimensione magica di storie raccontate e scritte che parlavano di questo mondo irlandese fantastico, fatto di piccoli uomini verdi, di folletti e di pietre che parlano… Per questo da adulto andai più volte in Irlanda, per ritrovare queste cose.

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    1. Tomaso, tu hai mai provato a tradurre Yeats? Se ci provi te ne accorgi subito che tra reale e fantastico c'è un'altra dimensione. E che quella dimensione non se l'è inventata lui, ma l'ha vissuta. Qualche mese fa, a Londra, ho raccolto mele gialle nel giardino di un'ambasciata, c'erano ancora volpi a giro sai? Però bisogna spingersi molto più su, andare verso l’oceano, per trovare il verde che equilibra atomi, molecole e che alimenta l’aria. Nella terra del verde atlantico, se non ti abbandoni all’ascolto dei suoni minimi, dei fruscii, che nell’aria si raccolgono, la ragione umana si ritrae come un granchio nel carapace e ti lascia solo, immerso in una sorta di ruvidezza conoscitiva che, davanti alla potenza di quel verde, non ti basta.

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  47. "Nel romanzo "Il castello dei Pirenei" scritto in inglese da un norvegese, accadono cose insignificanti"."
    Calvino tace sorseggiando il suo pregiato tè cinese a foglia larga e verde, leggermente affumicato. "Si tratta di un incontro fra un uomo ed una donna, tutto qui".
    IO penso a Silvina che si aggira fra sale ,corridoi e scale del castello armata di un lungo ed affilato coltello. Hugo dice che sua figlia è mansueta ma a volte bizzosa. Io penso sia un'ottima commediante, perché se così non fosse verrebbe da pensare che questa faccenda della sua domanda rivolta a Sauro accusato di non rispondere ed anche di godersela su facebook con non so chi, potrebbe nascondere una sorta di gelosia. Ma io sono certo che sia tutta una finzione.
    Voi che ne pensate??

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  48. IL CASTELLO DEI PIRENEI
    Jostein Gaarder
    Traduzione di Cristina Falcinella
    Narrativa
    Collana: La Gaja scienza
    Pagine: 252
    Prezzo: € 16.60
    In libreria dal: 27 Agosto 2009

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  49. Ieri sera non ho visto il tuo intervento delle 23,35,apparso sul video incongruamente dopo il mio delle 23,11 ma posizionato prima: questo slittamento dei tempi crea sempre confusione.

    Rispondo senza celiare alla tua domanda su Yeats:" per tradurre questo poeta dall'inglese in italiano ci vuole una persona non solo acculturata sullo specifico, ma di madrelingua o quasi. IO non sono all'altezza, mi limito casomai a confrontare traduzioni diverse con l'originale sotto il naso.
    Non posso fare a meno di concordare con gli addetti ai lavori in fatto di traduzioni dall'inglese che dichiarano che Yeats è intraducibile perché le sue sonorità linguistiche e semantiche nello stesso tempo non trovano esatta corrispondenza nella nostra lingua.
    Però poi la sua opera poetica viene comunque tradotta, letteralmente o espressivamente, a seconda i casi.
    Giorgio Melchiorri che tradusse Yeats per Giulio Einaudi nella collana "Collezione di poesia" volumetto n°15 , fece delle stesse poesie una versione sia letterale che espressiva, con risultati interessanti.
    MOlto bella la sua traduzione di " Innisfree l'isola sul lago", pag.13.
    La sera è piena di ali di fanello.
    Mi leverò e andrò ora,ché sempre notte e giorno
    Odo l'acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
    Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
    La sento nella fonda intimità del cuore.

    Questo è il finale della poesia, che andrebbe poi letta in inglese anche solo a mente.
    Io andai l'ultima volta in Irlanda alla fine degli anni '8o, con mia moglie e mia figlia.Visitammo con mezzi pubblici locali l'estremo sud e l'ovest fino al Connemara, per un totale temporale di tre settimane.
    Ritorno in nave dino a Le Havre, poi a Parigi in treno quindi a casa sempre su rotaie.
    Bel viaggio, suggestivo, fra paesaggi di un altro mondo e gente poverissima. Però anche da loro il Bed and breakfast era caruccio, a livello di quello del sud dell'Inghilterra.
    Mio nipote di 16 anni in Luglio andrà in Irlanda per una vacanza studio: beh, almeno lui si muove.Io che farò?? Ehhh, dopo l'operazione del 6 Giugno son qui che ancora barcollo, mi devo giudiziosamente rassegnare, tener conto che niente e nessuno dura in eterno.
    Se puoi, se ne hai possibilità ,voglia e motivazioni parti tu e poi mi potresti dire le tue impressioni, visto che ho constatato che hai sensibilità e intelligenza interpretativa per questo genere di cose.

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  50. William Butler Yeats - The Lake Isle of Innisfree


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    I will arise and go now, and go to Innisfree,

    And a small cabin build there, of clay and wattles made:

    Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee,

    And live alone in the bee-loud glade.

    And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,

    Dropping from the wheels of the morning to where the cricket sings;

    There midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,

    And evening full of the linnet’s wings.

    I will arise and go now, for always night and day

    I hear lake water lapping with low sounds by the shore;

    While I stand on the roadway, or on the pavement grey,

    I hear it in the deep heart’s core.

    L’isola del lago di Innisfree

    Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree

    E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini:

    nove filari e fave voglio averci, e un’alveare,

    e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape.

    E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta

    Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;

    e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla

    come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.

    Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno

    Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve;

    e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi,

    nell’intimo del cuore ecco la sento.

    (Traduzione tratta dalle poesie di Yeats, Edizione Mondadori, a cura di Roberto Sanesi)

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  52. Non ci convince " E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta " perchè viene lenta , a mio modesto avviso, non rende l'originale
    " for peace comes dropping slow " con quella idea dello sgocciolamento in diminuire. Non per spaccare il capello in quattro, ma nella traduzione si perde l'idea del poeta che lascia gli affanni a cui per certi versi voleva sfuggire anche Amleto - seppur per altra porta - e probabilmente anche Majorana e si lascia cadere nella contemplaz delle gardenie sul fiume a cui accenna anche Marlon Brando / Kurtz nella Apocalisse di Coppola.

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    1. ...ì ssanéésiì... arise... lo pillia ttòlto! E po' 'un tolna nulla. Ke po' pale tutto pali e 'nvece nu è! E poi, alla fine, 'un sòna pù nànke vródvuéii. Pelché vródvuéii nu è come malciapiedi in italiano! Nun malcia: score! fvssssh... ‘e piedi... nun ce l’ha!

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  53. Se non avessi deciso di dedicare i prossimi dieci anni di notti insonni al Quotidiano Pop, continuerei nel mio lavoro di traduzione di Yeats e Trilussa in dialetto klingon.

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  54. Respiro e parto ora, e vado ad Innisfree
    Mi faccio una capanna, di vimini e d’argilla
    Nove file di fave, un bugno voglio averci...
    Kekkazzo me ne frega del quotidianopop.

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    1. E avrò un pò di pace laggiù, ché la pace discende goccia
      a goccia,
      Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
      La mezzanotte laggiù è tuttovun luccichio, il meriggio
      purpurea incandescenza,
      La sera è piena d'ali di flanello.

      E' una questioni di suoni, di assonanze e dissonanze, non principalmente di significato di parole. Di traduzione ce ne sono state centinaia, simili e diverse.
      Una questione di sensibilità individuale, ma anche generazionale, poichè noi contemporanei non "sentiamo" le cose come le sentivano all'inizio del novecento.Fra 50 o 100 anni sarà ancora diverso.
      Quindi le traduzione cambieranno .

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    2. Ciao, ci sei?
      Le cose le sentiamo esattamente come i nostri antenati ma, per dirlo, dobbiamo usare linguaggi differenti, altrimenti i nostri antenati si annoiano.
      Quindi direi...
      Una piccola pace, qualche goccia di pace,
      ché pace scende, lentamente scende
      laggiù
      dall'alba a sera;
      dal cuore della notte sfavillante
      purpurea come un'incandescenza meridiana
      nella sera volatile

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    3. Si rispondo, ergo sum!
      Beh, non saprei dire se gli antichi romani "sentivano" come noi, pur parlando latino.C'è una correlazione fra lingua, cultura e coscienza.
      I sentimenti dettati dalla coscienza di un romano dei tempi di Cesare o Nerone non erano i miei di certo. I romani sentivano e ragionavano a modo loro: arrivati in Gallia, Britannia o Palestina sottomettevano le popolazioni locali con la forza e chi resisteva ad oltranza veniva sterminato, dal primo all'ultimo, senza mercede per donne, bambini o vecchi.Poi a monito dei sopravissuti crocefiggevano abitualmente un numero imprecisato di "indigeni".
      Poi certo si, erano grandi legislatori e costruttori, artisti non tanto poichè prendevano a modelo l'arte della Grecia classica.
      Se andavano allo stadio, pardon all'anfiteatro, si divertivano a guardare persone che si uccidevano oppure che venivano sbranate da belve feroci tenute opportunamente a digiuno.
      Insomma, cosucce del genere.
      Tu sei forviata dal romanticismo con il quale gli storici hanno descritto la romanità.
      Oppure sono io ad essere cinico??

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    4. Beh, ognuno traduce secondo la propria competenza linguistica e sensibilità poetica.Essendo io un "bruto" in fatto di animo poetico ( mia moglie mi ha nel corso dei decenni un poco dirozzato, ma...) ho osato contaminare la traduzione del Prof. Giorgio Melchiori ( deceduto nel 2009 all'età di 89 anni) della poesia "Innesfree, l'isola sul lago".
      La parola "fanello" ( un insetto volante notturno) mi pareva un poco dura di suono, così l'ho resa sdrucciola creando un termine inesistente, ossia "flanello".
      Spero che il caro estinto non si rivolti nella tomba.

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    5. Non sei cinico, però ci tenderesti. Dai, dai, tranquillo: la romanità romanticheggiata non mi fuorvia! Sentivano come noi perché erano fatti come noi: stesso sistema percettivo, fisiologia eccetera. I nostri antenati però hanno sentito "cose" che per noi è impossibile sentire perché quelle "cose" non ci sono più, ne abbiamo altre. Noi abbiamo “cose" molto più surrogate rispetto alle loro. Anche la nostra percezione dello spazio e del tempo è più sintetica rispetto alla loro. Questo è uno dei motivi per cui la traduzione di Sanesi è bellissima, va benissimo, ci rende perfettamente Yeats nei suoi tratti fondamentali, ma se oggi in italiano vogliamo sentire come suona veramente, dobbiamo lavorare moltissimo di calibro e sintesi perché il nostro paesaggio è diverso. La cosa più dura con Yeats è sintetizzare i passaggi visivi, perché i suoi sono di una bellezza, di una delicatezza sconcertante. Ma è necessario farlo, serve a calibrare il suono nello spazio della parola. Altrimenti c'è il rischio che anche il Lake Isle of Innisfree diventi una passeggiatina ballabile tra fave e uccelletti.

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  55. Forma mentis, ecco la chiave di lettura per capire la storia: tu pensi che all'inizio del 19oo la forma mentis degli italiani fosse equivalente alla nostra del 2016?? Se così fosse il mondo dell'inizio 1900 dovrebbe essere la copia perfetta del nostro, ma così evidentemente non è.
    Io non penso e non sento come quando nel 1957 avevo 20 anni, sono cambiato all'unisono con il cambiamento del mondo.
    Nell'universo tutto si muove e cambia in continuazione: un mondo immobile è impossibile. Atomi, cellule, onde gravitazionali, lo scorrere del tempo, il sangue nelle vene, le nuvole nel cielo, l'acqua dell'oceano, le sinapsi del nostro cervello, la luna che insieme alla terra gira intorno al sole il quale insieme a tutto il sistema solare si muove verso l'esterno della nostra galassia, e cosi' via.
    Tutto cambia in continuazione, questo credo non si possa confutare, Tu invece credi che qualcosa possa restare immutato nel tempo e nello spazio, l'uomo per esempio. Lo credi veramente?

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    1. Si. Perché nell'arte è così.
      Ehi, però se mi passi sulle stecche non ascolti.
      Nella versione delle 18:48 ce n’è una grossa come una quercia!
      Potàreee!

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    2. Ma certo, io leggo tutto, ma non sempre evidentemente colgo il senso a volte non in chiaro del messaggio-Io ascolto, ma ben si sa che questo non è a volte sufficiente per cogliere quanto tu -o altri- vuol dire.
      Facciamo parte di due universi generazionali lontani, poi sono portatore del rimbambimento della vecchiaia.
      Allora, che c'è nella versione delle 18.48 di ieri che tu definisci una stecca grossa come una quercia bisognosa di potatura? Chiariscimelo per piacere, altrimenti finisci per scrivere per enigmi.

      Allora tu dici "che nell'arte è così", cioè che tutto o parte del tutto possa rimanere immutato nel tempo e nello spazio.Fammi un esempio pratico, in modo tale che io possa ragionarci sopra, se ne hai voglia.
      Guarda,pur essendo io un amante dell'arte, soprattutto pittorica, ritengo che l'arte si poteva ben definire fino a quando l'artista lavorava su commissione ed era ligio ai canoni del periodo.
      Da quando verso la metà del 1800 molti pittori specialmente in Francia si riunirono in proprio per rifiutare le mostre del Salone ufficiale gestito dall'Accademia e iniziarono ad esporre per conto loro senza avere alle spalle una commissione ben precisa e renumerata, finalmente la libertà individuale di espressione in pittura ebbe via libera,Si aprirono mostre autonome di pittura per esporre opere di Monet, Renoir. Degas e amici vari: il Salone ufficiale dell'Accademia e i grandi committenti (Chiesa, Stato, la nobiltà ecc) furono scornati, per usare un termine non volgare.
      Da quel momento il canone per valutare la pittura andò a farsi benedire, tanto che diventò arduo -e ancora è così- definire che cosa è l'arte.
      Ma questo è un discorso complesso che andrebbe portato avanti analizzandi un pittore alla volta, collocato nel suo contesto di appartenenza, che non è solamente la corrente nella quale viene collocato.
      Ma non voglio entrare in questo specifico, per non annoiare tutti.
      Comunquese ti interessi della corrente del surrealismo in pittura, potremmo parlare dell'artista belga Renè Magritte e del suo senso di straniamentocomunicato dalle sue tele, che sono numerosissime.Ignorato fino al 1950 circa, poi con il cambio epocale degli anni'60 fu rivalutato ed ebbe grandissima notorietà: i suoi quadri sono ora contesi dai musei di tutto il mondo.
      Mi pare sia morto nel 1965.

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  56. Che cazzata che hai scritto. Ormai sei persa nel vortice della tua stessa retorica. La prossima volta che tiri lo sciacquone per interrogarlo su quale minchiata postare, ricordati di tuffartici anche tu dentro, così ci liberi dalle tue stronzate.

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  57. Advent, ti prego, controllati, le persone vanno prese come sono fatte. Cerca di essere asettico e porta avanti un discorso critico costruttivo.
    Altrimenti diventa una cosa veramente disdicevole.

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  58. ergo dovrei starmene zitto a subire gli insulti e gli attacchi gratuti di pablo maria/silvina/altri mille nickname, perché "lui/lei" è fatto/a così?

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  59. io penso di sì, lascia perdere, perché il nostro o nostra Silvina si diverte a stuzzicarti, non fare quindi il suo gioco.
    POi qui siamo su di un blog atipico, se qualcuno mi dice che sono ottuso e che non colgo al volo allusioni o rimandi forse per altri palesi, io dico che probabilmente è così.
    Tutto rimane chiuso all'interno del blog, che è cosa effimera : vedi l'ex blog di Luca Boschi che era eterogeneo e movimentato parecchio, anche a volte confusionario ma comunque sprizzava vitalità.Che ne è stato di tutto quello che vi era apparso in anni?
    Però se tu pensi che "incassare" in silenzio è cosa non accettabile, reagisci, ma in questo caso io eviterei di trascendere.
    Silvina o chi si cela sotto il nick name io credo sia veramente e naturalmente fatta così e intuisco che le sue improvvisazioni scritte sono spesso di carattere umorale.
    Mah, io comunque non sono perspicace nel cogliere queste cose, fin da giovane le donne _ o presunte tali- mi potevano agevolmente menare per il naso.

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  60. Nel flusso il dialogo è un fvssssh.
    Negli anni ’90 tu c’eri, Advent, se -come dici- hai il doppio degli anni di Disma, c’eri già. E c’era già anche la tendenza alla stratificazione a circuito. Ma tu probabilmente ti stavi programmando da cretino completo e quindi non te ne sei accorto. Peccato. Perché oggi, guardando in prospettiva, si vede benissimo che quella tendenza era una cosa parecchio singolare per allora, e vederlo è molto importante, adesso. Ma tu, essendo oggi un cretino totale, non riesci più nemmeno a vedere la prospettiva (come quasi tutti i nati negli anni 2000!) purtroppo.
    Caro TomasoProspero, io sono veramente così, lo sono sempre stata e credo che se mio padre sapesse che mi aggiro per castelli armata di coltelli, non si sorprenderebbe. Mio padre ha sempre saputo di avere una figlia bizzarra: ma forse avrebbe qualche difficoltà a credere di avere allevato una commediante. Credo che ne parlerebbe con mio zio. Mio zio beveva tè verde giapponese, ma non quando era in Italia, quando era in Italia beveva vino rosso!. Si, TomasoProspero, mio padre era identico a Corto Maltese. In questi giorni sto studiando un quadro di Clerici, secondo me è importante comprendere come la stratificazione a circuito consente la concentrazione dei piani. E per me è importante anche definire molto accuratamente in che modo e maniera, altrimenti continueremmo a dover credere che un... diciamo... formicaio, non potesse spostarsi restando fermo prima che inventassero Facebook. La notte scorsa ti avevo chiesto di “potare” una stecca nella versione delle 18:48 di ieri. Perché non l’hai fatto? Non la senti?

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  61. DATO CHE NON INTERESSANO A NESSUNO, BAAASTA POLEMICHE PERSONALI!!!!!!!

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    1. Giusto! Eccerto! Qui ci abbiamo ancora da capire se i romani avevano costruito o no le capannuccette di mattoncini sul baltico! E il filologo? Eh? Ke se sta ancora a cantà Roma capoccia su’a tangenziale? Aò, mica è ‘no scherzo rampicasse in pedalò da’a città eterna a via Buonarroti, senza manco ‘na pozzanghera e co tutti l’annali de Tacino ‘m borsa. Ma ti rendi conto? Mò qui manco sapemo ‘n celtico come se pronuncia Antonino Piiiiio! E i valli adriaaaani?! No, dico... te lo dobbiamo estrarre dalla catacomba un archeologo che c’illustri il vallo adriano? Tutti qui bramiamo sapere in tempo reale se i sarmati erano ossuti, se avevano sete, se conoscevano gli ossimori, se cavalcavano gli alani ululanti con braciole di cavallo poste sotto sella a mantecare (senza enzimi aggiuuuunti!)... eccetera eccoetra eccetra ke tu ci ha da selezionare le rubriche su Facebook per il webquotidianopop.

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  62. Non sono un correttore di bozze, più che altro tento di correggere di stecche le mie.Questa è una parziale citazione, ma credo nessuno se ne accorgerà.
    A questo siamo condannati, a rimanere inascoltati.

    Sulla distruzione degli ebrei.

    Fu lui Goebbels, ad ispirare, con i discorsi alla radio, le prime campagne e le violenze antisemite culminate nel 1938 nel pogrom della “Notte dei cristalli”. C’è persino chi ha indicato in Goebbels il padre delle moderne campagne salutiste, con la guerra al fumo nei luoghi di lavoro e negli uffici governativi, negli ospedali e sui treni e autobus delle città che fecero del nazismo uno stato all’avanguardia nella prevenzione delle malattie (sebbene il dottore non sia mai riuscito a rinunciare al tabacco). Di morti certamente ce ne furono a milioni nei campi di sterminio. Sei, milioni, furono ebrei, ma il dottor Goebbels si preoccupava del fumo, ma non di quello che usciva dai crematori dei campi di sterminio.
    Avete letto, avete ascoltato queste parole su una questione veramente seria??

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  63. Tomaso ti ringrazio per i tuoi consigli, ma alla mia età non voglio e non posso permettermi di essere saggio e pacato.

    Purtroppo se non si risponde o se si lascia correre si passa dalla parte del torto, creando così falsi storici, che saranno pure effimeri e relativi a questa pagina, ma pur sempre falsi rimangono.

    Anziché ignorarla faccio di meglio, saluto definitivamente.

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    1. Io non ti avevo chiesto di correggere una bozza, ma grazie lo stesso TomasoProspero.
      Che il dolore della condanna ci sia lieve.
      Advent, non era questo che volevo. No, davvero. E se tu te ne vai definitivamente, me ne vado definitivamente anch'io.

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  64. Sta scendendo una fittissima nebbia che ha praticamente fatto scomparire il pallido sole di mezzogiorno; la sagoma lontana dell’isola di Innisfree non è assolutamente più visibile, inghiottita da queste strane brume di mezza giornata; sul lago Gill, poiché è proprio qui che io la sibilla cumana ci troviamo, le acque del quale sono appena increspate da qualche refolo di vento, si vedono tremolare le luci delle molteplici lanterne di questi strani barconi che incessantemente solcano le acque dei questo remoto lago irlandese alla ricerca del corpo di una turista italiana scomparso da questa mattina all’alba.
    Già, è stato sfortunata costei a voler a tutti i costi fare questa immersione, con l’idea fissa di trovare non so più quale bottiglia contenete una pergamena con poesia inedita di Yeats che la leggenda vuole riposi da circa 75 anni sul fondo del lago stesso.
    E Advent, dove sarà andato a finire?? Colpa della turista italiana poi scomparsa nel lago?
    La polizia, GARDA da queste parti, cerca di stabilire chi per ultimo l'ha contattata! Sarei stato iooo?? Con la faccenda di Goebbels l'ho depressa e questa povera fanciulla in preda a rimorso si è immersa nelle fredde acque del lago Gill dopo essersi legata una macina di mulino al collo. l'ispettore O' Dogcock sospeta di me?? Ma io che ho a che fare con questa turista italiana che possiede sei o sette passoporti tutti intestati a nomi diversi? Ultimamente si è spacciata per Silvina la figlia di Hugo Pratt?? Un momento, lei non lo ha mai affermato, mi pare.
    Che storia, vuoi vedere che alla fine mi accuseranno di essere il terribile serial killer Il Macinatore , che da oltre 10 anni semina il terrore nella contea di Sligo???

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    1. Una piccola pace, qualche goccia di pace,
      ché pace scende, lentamente scende
      laggiù
      dall'alba a sera;
      dal cuore della notte sfavillante
      purpurea incandescenza meridiana
      nella sera volatile

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  65. Oh che sollievo, allora non sei tu la turista italiana con sette diversi passaporti che è scomparsa con una macina al collo nelle acque del Lough Gill!!
    Nove filari a fave avrò laggiù, un'arnia per le api da miele,
    E avrò un pò di pacelaggiù, chè la pace discende goccia
    ,a goccia,
    Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
    La mezzanotte laggiù è tutto un luccichio, il meriggio
    purpurea incandescenza,
    La sera è piena d'ali di fanello.

    Traduzione di Giorgio Melchiori

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    1. Nnnò, sono la macina. Non mi andava di starle al collo, senti.
      Dddùnque: qui, c'è da dire subito una cosa e cioè che la poesia e la prosa sono due cose completamente differenti. "Oh! Avere la leggerezza della prosa!" lo diceva sempre una mia maestra e quindi -anche se lo credo anch'io- lo metto in virgolettato.
      Secondo te Advent se ne va definitivamente o no?

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  66. Beh, sai, non è piacevole essere trattato nel modo che hai usato tu.........
    Se sei pentita potresti andare, a modo di espiazione, a recitare la novena a Montalcino, oppure a fare il lavaggio dei piedi ai poveri emigranti scalzi, fra i quali anche bambibi: povera gente!!

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    1. Sì, però se lascia senza conferma è stronzo. Perché io come faccio a sapere se ha lasciato definitivamente o no? Metti che cambia nickname... Quando si lascia un blog, si può rientrare sia con lo stesso nickname che con un nickname differente, ma quando lo si lascia definitivamente no! Io queste cose le so, ma lui non sa nemmeno che cos’è un blog... E’ chiaro che va sul quotidianopop, ma se da qui esce definitivamente deve dare la conferma a Sauro, a tutti e anche a me. Perché io ho detto che se va via lui me ne vado anch’io, ma finché non conferma resto. Io non comunico via e-mail, non ho intenzione di iscrivermi a Facebook e anche se sinceramente mi spiace che Advent se ne vada, non posso fidarmi di uno che ha detto “buttati nel cesso e tira lo sciacquone”.

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  67. Siamo ormai alla vigilia delle vacanze estive, tempo di partenze. Silvina si arrovella sul fatto per ora indefinito di dove andrà Advent e con quale identità: forse su facebook? ma ognubo può andare dove vuole, anche cambiare idea e restare. Restare ma dove? qui sul blog, un luogo che in realtà non esiste. Ma che è questa baraonda?? Mi alzo e mi avvicino alla finestra dell' "Hotel bocca dorata” dove passo abitualmente i miei weeks end di riposo: ohibò, il circo anglo/indo/ Irlandese diretto da Robert la Mazza leva le tende da place de la croix rouge. Cavalli ed asini, molti maiali, un orso a strisce, la famosa tigre a scacchi con il suo domatore Aristide Galloni (classe 1936), lumache, volpi e gatti, ghiri e brucaliffi, accipicchia intravedo pure il pescatore verde, Stromboli con il suo carrozzone da zingaro calderaio con a fianco Mangiafuoco, marionette e burattini. Alice questa volta è in sella ad un focoso baio guidato dal cavaliere bianco che procede ben eretto a piedi con la spada retta fermamente con la mano destra: non tentenna e non barcolla, la finzione è finita? Si è dichiarato, ha esternato il suo amore a chi?? a quella famosa cameriere di casa Dodgson?? Vedo anche Sauro, strano. Ecco, ecco, c’è pure il finto nano . Insomma ci sono tutti compreso il commissario O’Dogcock dell'Interpool irlandese( qualcuno pensava, sbagliando, all'Interpol) che evidentemente fa parte della compagnia. Crepascolo nel ruolo di capo comico, la misteriosa Maga salvina risorta dalle acque sel lago Gill.
    In fondo alla itinerante carovana tutti gli animali di craveriana memoria stipati nell’obsoleto “Carro di trespoli” di buona memoria Poi tutta una variegata ciurma piratesca quasi al gran completo: che teatranti questi circensi protagonisti del mondo del comic!. Oppure, come qualcuno sospetta, non sono teatranti e neppure circensi o creature nate e vissute nel contesto del medium “comic”, ma tutte creature dell'universo parallelo -uno dei tanti- che non di rado si amalgama al nostro, per poi staccarsene di nuovo procedendo sulla scia dello spazio/tempo? Mah, secondo me son tutte e solo parole scritte, e neppure sulla carta.

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    1. No, scusa, il blog qui esiste. Noi forse non proprio del tutto, ma il blog si. Voglio dire, mentre siamo qui noi non siamo qui, cioè siamo ognuno dov'è, ma il blog è qui ed esiste. Se fossimo solipsisti scriveremmo su Twitter, se fossimo untori d'invivibilità sociale scriveremmo su Facebook, invece siamo scriventi in parole, anche tipo cacciatori di fantasmi dei nostri pregiudizi, e scriviamo in un blog che si chiama "Sauro piace alle ragazze".

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  68. Si, certo ,il blog esiste, ma è fatto solo di parole.
    Le persone che vi scrivono non si conoscono,se non per casuali coincidenze.
    Io preferisco la realtà concreta, anche se aldifuori dei miei cari conosco non tanta gente con la quale chiacchierare.
    Io avverto la futilità di frequentare un blog, che da un momento all'altro potrebbe sparire nel nulla, come è accaduto al blog di Luca Boschi.
    Mah, forse Advent è nel giusto se pensa di uscirne.

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    1. Il blog di Boschi non è sparito nel nulla, nel nulla è sparito il suo commentario. Si, Tomasoprospero, quel commentario avrebbe potuto non sparire. Ma va detto che gestire un blog di quella portata, era già da anni un'impresa titanica. Io ti ho conosciuto su quel blog Tomaso e lì, anche grazie a te, ho capito che un blog -per quanto virtuale sia- è materia vivente. Per la grande stima che ho di Boschi, credo che se al momento del cambio piattaforma i suoi impegni glielo avessero consentito e se davvero avesse avuto tempo e modo di aprire e gestire un proprio blog personale indipendente dove trasferire interamente i post di Cartoonist Globale con relativo commentario, lo avrebbe fatto.

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  69. Sei tu Bob? Sei tu cimmero? Volevo restare da solo stasera, per quello avevo cercato una taverna lontana dalle strade trafficate...

    Mi stai dicendo che Yeats nel 1889 pubblicò un poema dal titolo "The Madness of King Goll" e che Roy sostiene che sia stata la tua fonte
    d'ispirazione per King Kull?

    E che devo chiedere a Sauro se il nome del guerriero celtico Gol (che significa "occhio solo") McOthan gli ricorda qualcosa?

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    1. Luca Boschi oggi è a Modena per una "due giorni" fumettistica dedicata al fumetto umoristico italiano.Io per ragionevoli ragioni di precauzione post-operatoria non vado sul luogo del convegno, in via Sant'Orsola che è all'altro capo della città.Poi occorre dire che Boschi è un professionista e che sta facendo il suo mestiere che gli permette di campare: non ha farfalle nella testa come ho io, fanfaluche volanti.
      POi oggi qui sta piovendo, preferisco restare in casa.Sono contento di rileggere Advent.
      Quel breve poema di Yeats ce l'ho solo in inglese e certi passaggi non li capisco a causa della evidente simbologia delle espressioni usate.Preferisco la sua poesia più tarda che è meno soggetta alle influenze di Blake e del movimento preraffaellita.
      Ahh, ma che scrivo a fare??
      A piouv, la galeina la fa i ouv!!

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    2. Tu dici? Dici che nella tua testa ci sono le farfalle? Una collezione immagino... Voglio vedere la collezione di farfalle che hai nella tua testa!
      Si, Boschi è un grande artista. Grande professionalità, metodo impeccabile, immensa sensibilità, inestimabile competenza, infinita generosità e profonda umiltà. Un grande artista del fumetto e della comunicazione. Quando sono entrata nel suo blog mi sono spaventata. Non riuscivo a crederci: era avanti di secoli rispetto agli altri. Sai Tomaso, io penso che quando ti fai delle esperienze così forti poi non è mai una vera e propria sparizione.

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  70. Già, farfalle come pensieri che fai fatica a tenere sotto controllo.
    Chi il controllo lo perde passa anche alle azioni, in genere causando danni a sè stesso o agli altri.
    Va beh, son cose risapute.
    Luca Boschi è una persona competente ed equilibrata. Però come tutti non è perfetto.
    Com me è stato anche troppo paziente.
    Io lo conobbi circa a metà degli anni '80 attraverso Leonardo Gori col quale ero in contatto epistolare per motivi jacovitteschi.
    Altri tempi!!

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    1. Dunque tu e Gori, negli anni '80, già vi sparavate per posta... Terribile! Jacovitti ne era al corrente? Cioè, lo sapeva o no?

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    2. E poi dico... Advent è lì da due giorni ubriaco fradicio che dalla bottiglia non si schioda... lo vedi o no? Bisognerebbe dargli un po’ d’aria, farlo vomitare... non so... mi pare troppo cupo... e ora chi ci si avvicina a quello? Io la secchiata d’acqua la eviterei. Tomaso, ci provi tu, col caffè? Sauro non gli risponde nemmeno, ci ha da fare le categorie webquotiquotidiane, luuui! Dico, ma si può? E quello, lì, col cimmero...

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    3. Il GAF fiorentino a metà anni ottanta sfornava il trimestrale grande formato "Exploit comics" che al centro aveva un inserto intitolato"La diligenza", scambio di pareri ed impressioni fra gli iscritti ed abbonato alla professionalissma fanzine prima citata.
      Poichè Gori, Boschi e mi pare Bruni avevano intervistato Jacovitti nel 1985(?) e pubblicato il tutto su "Segni e disegni" di Nerbini/Pichierri, io che ero in contatto epistolare già dalla seconda metà degli anni '80 con il più grande storico e collezionista de "Il Vittorioso" e relativi albi, supplementi ecc, ,ossia Antonio Cadoni, avevo già una certa cultura jacovittesca che mi permise di notare che l'intervista a Jacovitti fatta e pubblicara da Gori, Boschi e Bruni, aveva qualche claudicanza...
      Così scrissi a Gori per chiarire questo aspetto.
      Cominciò così una non prolifica ma accanita relazione a tre, io, Gori e Boschi.Non prolificammo, non nacque l'attesa creatura e quindi nessun vagito allietò il nostro "triangolo".POi iniziai a scrivere su "Nostalvitt " su invito di Cadoni e nel 1992 Gori,Boschi, Sani e Bellacci che avevano intervistato Jacovitti a Forte dei marmi ( interviste registrate delle quali possiedo copia) diedero alle stampe il volume di saggistica dedicato a Jacovitti edito da GranaTa Press, Bologna, ottobre 1992.E cosi, io andavo spesso a Prato e Reggio Emilia alle varie mostre sul fumetto e interloquivo con i prima citati toscanacci fra i quali il vero esperto di Jacovitti si dimostrò essere Franco Bellacci. Con lui e con Cadoni, andammo a studiare a Verona l'archivio dei frati comboniani che editavano "Il Piccolo Missionario" che pubblicava Jacovitti, poi a Roma all'Associazione San Paolo che ha un archivio interessantissimo, e così via.
      Cose del genere.

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    4. Dimenticavo di dire che Jacovitti ci conosceva, io l'avevo contattato e ci scrivemmo per un quarto di luna ( non di miele): più che altro Jac mi sbeffeggiava per il fatto che io insegnante attempato e barbuto leggessi le sue storie che lui definiva (per bambibni e ragazzi). Sapeva che molti appassionati del fumetto bramavano andare a trovarlo a casa sua per depredarlo di tavole originali.POi le andavano subito a vendere....
      Ma lui serafico diceva che se ci sono persone disoneste e bugiarde, peggio per loro, lui era una brava persona onesta e pulita, ma non molto furba.
      IO da lui non ho mai avuto nulla, non sono uno scroccone.
      Nel 1992 Jacovitti che era già malandato in salute mi disse che gli sarebbe piaciuto tornare a Parigi, dove era stato 4 volte negli anni 80.Ma non ce la fece, morì nel 1997.IO allora iniziai ad inventarmi un misto di articoli e racconti nell'ambito dei quali c'era quasi sempre Jacovitti con il quale conversavo di cose vere ed inventate.Eravamo sempre a Parigi, dove Jac avrebbe voluto ritornare. A Parigi da Milano si va facilmente in treno, e se accortamente il biglietto andata ritorno si acquista in anticipo si spende poco.
      Cosi' Io e mia moglie ( una martire) negli ultimo 20 anni ci siamo stati una decina di volte.Ora ,dopo che nel 2013 mi è venuto un infarto ( causa probabilmente il freddo polare del supermercato posto di fronte all'Hotel Adriatic, a due passi dalla Gare de Lyon) mi è stato sconsigliato di faticare viaggiando.
      Mah?

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    5. Sei velociiiissimo! Volevo chiederti di spostarci in uno dei tuoi post su Jacovitti per parlare dell'intervista claudicante di GBB a Jac, che a dirti il vero non ho mai capito bene perché claudicasse tanto. Ma sei una saetta e non ho fatto in tempo. Comunque, se vuoi, mi dici tu in quale post devo andare? Mi piacerebbe tanto conoscere tua moglie. Glielo dici di venirci a trovare qualche volta?

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  71. la prima intervista dei toscanacci a Jac dovrebbe essere quella pubblicata su "Segni e disegni" del 1987 ( ma probabilmente ne esiste una precedente che non ho fra le mani) "90 ma non li dimostra"!"Si intitola semplicemente "Benito Jacovitti" e rimastica quella del 1971 dovuta a Rinaldo Traini ed apparsa, su "Comic!" mi pare n°2 da pagina20 a 35 e a firma Boschi,Bruni,Gori e Sani., a Lucca nell'ambito del festival del fumetto 1971. E 'Jacovitti che parla raccontando spezzoni della sua vita, anche professionale.
    Jacovitti in quell'ambito si confonde o sbaglia di proposito per sconcertare gli intervistatori, che non riescono o non vogliono confutarre.
    Ad esempio a pagina 33 Jacovitta dichiara di aver disegnato alcune storie con i "Tre Pi" quando viveva a Firenze nel 1944 con la città ancora in mano ai nazi-fascisti.Pippo e il dittatore" ,ad esempio.
    La storia invece su disegnata nella primavera del 1945 a guerra conclusa.

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    1. Si, ci sono. Jac non è mai volgare, la furbizia lo è.
      Tomaso, secondo me lì Jac si è proprio divertito a sconcertare. E come confutarlo? Grande, grande scuola! Quanti anni avranno avuto allora quei quattro baciati dalla fortuna?
      Gli sbalzi termici repentini fanno malissimo, sempre e a tutto. L’aria condizionata io l’abolirei, anche perché intensifica la diffusione di virus e batteri e agita quelli che uno ha già addosso, col risultato che s’appiccano nei tessuti molli e proliferano.


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    2. Beh, nel 1987 io avevo 50 anni e Leonardo Gori esattamente venti di meno; Boschi aveva 31 0 32 anni ma aveva un viso molto giovanile , sembrava un ragazzino, ma era già sposato con una ragazza che - mi pare- lavorava in Redazione a "Linus".Gori sembrava pù vecchio, anche per l'abbigliamente serioso fatto di giacca e pantaloni dello stesso colore blu scuro e camicia bianca con cravatta. Ambedue lavoravano anche per Traini su "Comic Art" con interventi critici molto ben fatti.Poi Gori, oltre ad esercitare la professione di farmacista ( di proprietà) scriveva già racconti, poi romanzi , il primo un giallo "d'epoca" ambientato alla fine anni trenta con protagonista il capitano Arcieri dei reali carabinieri.
      Ora ce n'è tutta una serie e Arcieri che è diventato colonnello e nella finzione narrativa ha una settantina di anni ( ma ha il fisico di un quarantenne, capelli ancora neri e presumo integrità virile, poichè ha storie amorose di grande intensità, pur amando sempre e solo la sua prima fiamma, che inizialmente conviveva con lui, ma poi per motivi misteriosi lo lasciò per sposare un altro e andando a vivere in Israele.
      Io sempre per gioco scrivevo delle finte premesse ai suoi romanzi, dove storpiavo gli avvenimenti. Chissà poi perchè?

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  72. Cari amici, Il colonnello Bruno Arcieri è tornato con una storia tutta nuova e spera di incontrarvi mercoledì prossimo, 22 giugno, alle ore 18 alla libreria IBS+Libraccio di Firenze, Via Cerretani.
    Sarà una bella festa, con Marco Vichi, Lorenzo Degl'Innocenti, Filippo Tagliaferri, Francesco Chiacchio e… Spettri a sorpresa!
    Vi aspetto!



    --
    Leonardo Gori

    "Non è tempo di morire"
    "L'angelo del fango"
    "Il ritorno del colonnello Arcieri"
    TEA libri

    leonardo.gori@tin.it
    https://www.facebook.com/leonardo.gori.7
    http://www.leonardogori.com

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  73. Dal blog di Gori "Fumetti classici: mi giro e mi accorgo con un brivido che la solita distorsione spazio /temporale mi ha spedito "altrove", lontano da Roland Topor e la sua dimora parigina. Si, ma dove poi?? . Un movimento impercettibile dell’aria mi mette in allarme: Franco Benito, anima in pena, sei tu?''. Intorno al piccolo vortice una figura spettrale emerge porgendomi un libro. Ah, perbacco. Si tratta del volume edito da Taschen con la raccolta completa delle tavole di “Little Nemo, del grande Winsor McCay. Leonardo Gori nel suo blog “Fumetto Classico, nello scorso mese di Dicembre 2014 lo ha magnificato ( e in effetti il volume è stupendo), definendo una bazzecola il prezzo di cento euro e passa. A dir il vero io non la penso in questo modo nei riguardi del prezzo rapportato a che cosa significano cento euro per tutti coloro che per campare tirano la cinghia, però forse sbaglio. Mah? Guardo lo spettro/Jacovitti e in trasparenza vedo alle sue spalle la silhouette incombente di Bruno Manco Arcieri Capac: stranamente appare non avere spessore, un paradosso della fisica. Mancobruno estrae dalle pieghe del mantello di alpaca una serie di cordicelle fittamente annodate: capisco il messaggio in codice. Ho studiato per anni la scrittura a nodi inca - quipu - e ho passato un’ intera estate al museo di Cuzco a decifrare nodi con la consulenza del noto studioso americano di civiltà mesoamericane e in special modo sulla loro rete stradale di comunicazioni, Victor W. Von Hagen, eminente personalità che conobbi a Roma nel 1956 quando ero ragazzo mentre presentava il suo libro"Highway of the sun ".
    Beh, si il messaggio in “scrittura” quipu è in pratica una poesia d’amore dedicata ad una certa Elena Contini. Il nome non mi giunge nuovo. Ah, si,si, ora rammento, il grande amore di Arcieri sbocciato verso la seconda metà degli anni ’30, quando il nostro poeta innamorato era poco più che trentenne. Rammento una bella storia parigina… ah, l’amour! posso rimanere inattivo di fronte ai patemi amorosi di Bruno?? Certamente no! Ed eccomi quindi qui sull’Esplande des Invalides insieme ad una decina di musicisti principianti chr mi sto esercitando con il flauto peruviano. Gori,direttore onorario d’orchestra, non si vede, è certamente rimasto a banchettare da Chez Maxim, dopo una intera notte di stravizi. Ah, se non fossi diabetico, cardiopatico e con una massa oscura non meglio identificata che mi ingombra il cervello, sarei anch’io della partita. Beh, non proprio, poiché mangiare molto non mi piace, bere poi…sono astemio. Donne, dite donne?ma io sono felicemente insieme con mia moglie dal mese di Marzo 1961 e non ho mai toccato altra donna. Sono Padre e nonno felice. Insomma, vorrei solo interloquire ogni tanto con qualcuno che condivide i miei appetiti intellettuali. Già, la lettura, i fumetti che sono un prodotto di non solo intrattenimento. Chiedo troppo?? Mi devo ritirare nell’anfora che a morte avvenuta conterrà le mie ceneri?. Beh, metaforicamente lo posso fare.
    L’unico che mi capisce è Mancobruno Arcieri, in arte musical sonora Capac! Bordelli, voi dite anche il commissario Bordelli?
    Nooo, mi spiace per Marco Vichi, è pur vero che soffre costantemente per amore, ma le sue passioni sono tempeste adolescenziali, anche se ormai la sua età non è più verdeggiante.

    Ps. Il flauto peruviano, chiamato anche flauto di Pan o zampogna, è uno strumento a fiato sudamericano. Ci sono vari tipi di scanalature, ma il flauto peruviano è caratteristico per la sua gamma limitata di tubi. Tipicamente, esso presenta 10 tubi, talvolta suddivisi su due file da cinque. Lo strumento crea un suono unico, "legnoso", ed è relativamente semplice da suonare, ma per perfezionare il proprio suono sullo strumento richiede anni di pratica.
    Anni, non so se ce la farò. Lascerà scritto nel mo testamento che i miei discendenti dovranno perseguire, almeno moralmente, lo studio del flauto peruviano, affinché in caso di bisogno siano in grado di affiancare Manco Bruno nelle sue performances.

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  74. Ops! Inca in Perù. Io il 22 giugno sono a Sestri Levante e ciao. Secondo te perché i supereroi di eccetera non ci hanno ancora fatto fuori? Visto che gli abbiamo invaso il campo?

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  75. E' che voi non lo vedete... il blogger... quello che fa... si è dimenticato di voi... perché non siete su fb.

    E non entrateci o lasciate ogne speranza voi ch'intrate!



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    1. Ah, ti sei svegliato dal torpore alcoolico! Molto bene Advent: ci risparmiamo il caffè. Hai ancora la lingua un pochino impastata ma forse, se via su Facebook, ti liberi completamente e vomiti.

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  76. Questa settimana ho un sacco di impegni professionali. Spero di riuscire a fare il prossimo post entro sabato.

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  77. Silvina cerca di essere più conciliante, a che serve essere cosi' mordace?
    Io non agogno avere l'attenzione del buon Sauro. Si ritorna allora all'inizio del cerchio: perché scriviamo qui? Siamo solo forse povere anime in pena ( mi scuso per il plurale, ma insomma, fra noi tre che siamo pur così diverse una qualche affinità ci deve essere, Silvina controllati, non essere caustica. Io giro in eterno intorno al cerchio, senza un punto di arrivo,. Mah?

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  78. Ecco, Sauro ha chiarito il silenzio nel deserto dei Tartari: non si campa di solo blog.

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  79. Si, però scusa ma J_D? E Sebastiano? Io posso capire Advent che da due giorni è tronato di sbronzura, posso capire che a CREPASCOLO, dei Tartari, non gliene possa importar di meno, posso anche capire tutti quelli che arrivan qui e ripartono perché sono visitatori e basta, ma gli altri? Tutti su Facebook se li è portati?! Ekke è?

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    1. Sauro non è il pifferaio di Hamelin, non ha poteri paranormali.L'ho già detto, è una questione di libera scelta, ognuno và dove meglio crede.Se mi gira io posso staccare il computer e metterlo in uno scatolone in garage, quindi addio al mondo virtuale.
      Che cosa cambierebbe?
      Se la gente ama Facebook, ci va e ci resta.Io non sono fra questi, tu pure, così come anche altri penso.
      Si campa lo stesso.

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  80. Questa mattina uscendo di casa alla ricerca della gatta che non è presente all'appello, mi son trovato altrove.
    La foresta è tenebrosa, il cielo si scorge solo a tratti, si odono rumori inconsueti, come di grosse unghie che grattano la roccia per affilarsi.
    Per fortuna ho trovato una radura: uno scoiattolo mi sussurra che la mia gatta è passato poco fa diretta alla piazza del mercato dove oggi si vende il pesce.
    Sono indeciso sul da farsi.
    Mi piacerebbe scambiare due parole con Carrol, ma quello parla in inglese vittoriano con affettato accento di Oxford.Poi da quando ha saputo che Alice Liddle ha un amante si è piuttosto incupito. A chi potrei chiedere la strada per il mercato del pesce??

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  81. A proposto di Alice e della sua gattina Pussy (?), riporterò di seguito nel prossimo intervento il commento di Caterina Morelli, esperta carrolliana, , che esprime qualche perplessità sull’interpretazione fatta da un autore… citato anche di seguito. Vano sarebbe stare a spiegare, ma comunque su “Vitt& Dintorni” n° 26 di Settembre 2014 qualche sprazzo di luce appare . Voi dite che ve ne infischiate e che preferite bivaccare su facebook?
    Va beh, però su facebook non troverete tutto, di certo non quello che vorrei dirvi su Alice e il mio gatto bianco, che non è originario del Cheshire.

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  82. Per quanto mi riguarda questo blog è stato un breve e felice momento di consonanza con le onde che stavo sfruttando in un momento.

    Sono approdato qui soprattutto per imparare, per informarmi, capire e chiedere.
    Mi piaceva l'attitudine del blogger, la sua (auto)ironia, soprattutto il suo dire quel che pensava, le sue mosse contro la correttezza ipocrita ed il perbenismo.

    Ho dato uno sguardo al mondo italico del fumetto. Un mondo colmo di dogmi accademici e scarso libero pensiero. Vi ho trovato un paesaggio divertente, spesso anche colto, spesso arrogante e merdoso (e non mi riferisco al blog). Una buona rappresentazione in piccolo del paese.

    Per il resto ammetto di non aver seguito, nemmeno tentato di seguire, le elucubrazioni di molti che qui scrivevano. Non per antipatia ma per scarso interesse da parte mia.

    Ma adesso i venti sono cambiati. Non ce l'ho con te Silvina, sono in pace con te. Trovo tu sia una persona di buona cultura, intelligenza e sensibilità. Mi rammarico di non aver costruito positivamente con te.

    Approfitto del passaggio di Amra il Leone, forse lui conosce la rotta per le Isole nebbiose...

    magari ci incontreremo in qualche porto

    Ave atque vale



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    1. Oh, Advent! Sììì, forse c'incontreremo in qualche proto (ahimè). No, non grammaticarti, funzioni meglio in volgare. Anche tu sei una persona, e i positi li hai posti, e puoi costruire anche siti, e anche se la mente viva non ce l'hai non è detto che un giorno tu non possa mentire un pochino meglio. Pure troppo io sono stata merda con te (e non me ne dispiace) tu volevi solo dare uno sguardo al mondo del fumetto da lontano e tirargli uno sciacquone giappoamericano. Uff! E per nebbiose lande vagherai, e ave e vale e vai (ke siccome t'è cambiato vento,forse ma forse te se pija Meripoppins...
      Ma piantala. Che rubrica terrai sul webquotidiano?

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    2. Non posso dirtelo Silvina, non perché sei simpatica anche nei momenti degli addii, ma perché altrimenti chi legge qui e là scopre la mia vera identità...

      Non è detto comunque, son mercenario ormai e per la gloria non faccio più nulla

      che vuol dire che non ho la mente viva?

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    3. Oh Advent! se sapessi quanto mi stai simpatico pur'ammé...! No, la tua vera identità non voglio proprio scoprirla, mi basta questa (in quella vera potresti anche essere più pirla, meglio di no). Mi basta sapere che vai sul webquotidiano per farci la rubrica tua che mai leggerò. Scusa ma cos'è che non è detto? Che ti paghino? Alla faccia del mercenario...
      Vuole dire che sei tonnnnnooo!

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    4. Sempre meglio tenero, che si taglia con un grissino, che una vera merdaccia come te

      Addio

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    5. Ohhh! E' andata.
      Puuuu-ùùùùbblicità.

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  83. La sibilla della piccola Selva è troppo caustica, chiedo a Cassandra di prevedermi il suo futuro: Cassandra scuote la testa e muta come un pesce si allontana dirigendosi a passo lento verso Troia in fiamme.Qualcuno dice che abbia mormorato:” l’avevo previsto”.
    Secondo tradizione salto completamente di palo in frasca: siamo all’inizio anni ’40 e in ogni "albo-giornale" (questa l’intitolazione del nuovo "Audace" bonelliano ) c'erano anche storie a puntate, come "I conquistatori dello spazio", realizzata su testi dell’onnipresente G. L. Bonelli per i disegni del nostro Raffaele Paparella e alla fine quando Paparella riparte richiamato alle armi ( 1942) Nico Lubatti, poi ( disegnatore ed illustratore straordinario, grande interprete salgariano, morto giovane all’inizio anni ’50 [ pare fumasse 100 sigarette al giorno]). Il protagonista della storia avveniristica qui tirata in ballo, Claudio Reni, si trova coinvolto in una storia di genere fantastico che inizia in una inesplorata zona himalayana e che lo porterà ad affrontare ciclopi, uomini verdi e raggi della morte, nel tentativo di opporsi ai Falchi Grigi del gran Villain Tao che voleva lubricamente concupire la sua innocente ed illibata fidanzatina. Mal gliene coglierà al gran Villan e alla fine ci rimetterà le bucce. Ma perchè non si era accontentato di qualche graziosa capretta himalaiana?? La storia verrà ristampata successivamente nella collana- in un solo tomo- Albi Audace”. Fantascienza già più evoluta rispetto a “Saturno contro la terra” di Pedrocchi Scolari iniziata nel 1937 e finita nel dopoguerra su “Topolino “ giornale. L’evoluzione avvenne nella testa di Federico. Pedrocchi (morto all’inizio del 1945 mitragliato dal solito aereo inglese ) e la dimostrazione si trova nella storia postuma “Satana dell’universo” disegnata da Paparella su “Topolino” giornale nel 1948, verso la fine dell’anno. Ho l’annata nel famoso armadio libreria bianco, che non ardisco tentare di svuotare per cercare qualcosa di specifico, a meno che non mi salti subito all’occhio, per non farmi colassare l’inguine sinistro che ancora resiste.
    Qualcuno mi batte delicatamente sulla spalla. Oibò, è l'indovina iettatrice Cassandra che con uno stentato sorriso mi sussurra qualcosa in protegreco del 1000 avanti Cristo, quello che si parlava nelle isole poste di fronte alla costa sud della attuale Turchia.
    Io come centauro sono ferrato su ben quattro zoccoli, ma non nel protogreco parlato da questa Cassandra che ora mi abbraccia e mi bacia e con una ultima carezza pietosamente si allontana.
    Temo che abbia profetizzato qualcosa riguardante il sottoscritto.Posso riportare a memoria i suoni protogreci:" tuu neine to go into Amazzonis, otherwise kolossal rognae pour tibi".
    Mah???

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    1. Sé, quattro zoccoli... ma che centauro sei? Alieno?

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  84. Sibilla Silvina, io che sono centauro dalla nascita vuoi che non sappia che ho quattro arti inferiori più due superiori.I quattro inferiori sono zoccolati, poichè questa parte del mio corpo è cavallina!!

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    1. Ah! Io t'ho mica mai visto, intero: solo in fotina a mezzobusto... Che secondo me però potevi anche darci il tuo ritratto fatto disegnato, visto che sai. Che le fotine realistiche, io le ficcherei tutte in Facebook e gli dare pure fuoco.

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  85. Tomaxus Prosper (in greco antico: Χείρων) personaggio della mitologia greca era un centauro . Nacque da Manda(ina) (cioè tiglio in greco, pianta dai poteri calmanti), figlia di Serazaad, e del Titano Cronometrus, che per sedurla si trasformò in cavallo (birichino!). Ciò spiega la sua immortalità ed il fatto che avesse appunto l'aspetto di un centauro, metà uomo e metà cavallo. Considerato il più saggio e benevolo dei centauri, esperto nelle arti, nelle scienze, nei fumetti syndacati ed in medicina ebbe per allievi numerosi eroi fra i quali Saurus l'Invincibile.
    Ecco,ora sapete il mio segreto!!

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  86. Vorrei parlare ora di un libro particolare del quale non dirò il titolo per solleticare la vostra curiosità, Son qui in Arcadia dove alloggio nell'Hotel Sirtakis.
    La sala bar è minuscola ed io faccio fatica a sistemarsi a causa della mia particolare corporatura. Guardandomi sghignazza un uomo scostumato di bassa statura e sbavando e sputacchiando infila il libro in questione in una capace sacca che tiene a tracolla, estrae da una grossa tasca posteriore dei pantaloni una pipa di dimensioni colossali e con agilità insospettabile per un uomo menomato di una gamba saltella qua e là chinandosi a raccogliere cicche e mozziconi di sigari sparsi in modo antiecologico sul pavimento di legno di ulivo centenario. “Ehh, ridacchia soddisfatto, “sono quei marrani dei turisti stranieri che gettano tutto per terra...” Carica la pipa con tutto quanto raccolto e con un vecchio accendino ad alcool l'accende tirando poi rapide boccate.“Ahh”, sospira, “che delizia, vieni che ti invito al bancone dove Silvina la dolce attende di servirci: potrai offrirmi un paio di birre, bevute le quali ti narrerò il mio ruolo in quel di Firenze nell’estate del 1944, quando ancora avevo tutte e due le gambe e militavo nella formazione partigiana di Arnaldo Castellazzi, conosciuto con il nome di battaglia di Dick Fulmine”. All'interno del locale il fumo si potrebbe tagliare con il coltello. Crepascolo e Luca sono apparentemente in preda a sonno letargico…. Moreno Becattini sta scrivendo su un grosso block notes , un essere incappucciato/a voltandosi verso di me emette un risolino dai toni argentini; cerco di capire di chi si possa trattare: che sia la diabolica Anna Saleppichi mandata in avanscoperta dalla casa editrice “Stampa Alternativa” per i soliti maneggi di genere spionistico?? Tutti ben conoscono che tale editrice ha al suo attivo un servizio di “intelligence” molto ben organizzato, pare diretto da Antoin Le Cadon, già capo dei servizi segreti sardi nel 1945 all’isola di Maiorca dove c’era un poco di maretta nel momento della fine della guerra. Ma dove si saranno mai ficcati gli altri due?? Forse giù in cantina a “controllare” i barili di Whiskey?? Il tipico Tullamore Dew Irish Whiskey 12 years old è un single di malt fra i 12 e i 15 anni, invecchiato in fusti che hanno contenuto Bourbon e Sherry oleoso: fragrante, dolce, leggero, con sentori di spezie e vaniglia, leggermente torbato con rimandi all’acqua leggermente salmastra del lago dal quale viene attinta . Probabile, anzi, quasi certo, conoscendo la propensione dei due per il divino nettare. Sivina e Advent stanno giocando a scacchi greci, con Agamennone al posto del re e Cassandra come una dei due cavalli/e.
    Finalmente hanno fatto la pace ed io sono così più tranquillo, perché prima temevo che finesse in tragedia,
    Squilla la tromba , devo rientrare in caserma dove ricopro il grado di capitano del settimo cavalleggieri.Va beh, devo andare, domani mattina alla libera uscita potrò continuare questa storia giallo rosa, perché c'è mistero ma anche sentimento.
    Au revoir.

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    1. Senti, io con quello manco a Go ci gioco. Che stia nel suo anticume a bersi il piscio fossile. A me ora m'interessa soltanto di sapere se t'è tornata la gatta.

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  87. Si era infilata nel garage del vicino, che senza vederla l'aveva chiusa dentro,Verso mezzanotte mia moglie cercandola fuori casa dove passa la strada, ha sentito un miagolio.Cosi ha individuato la sua provenienza ed ha telefonato al vicino nonostante l'ora.C'era la moglie perchè suo marito Gavi fa anche i turni notturni all'ENEL; la moglie che nn esce mai di casa nonostante abbia una quarantina d'anni non sapeva aprire il basculante del garage, non aveva il telecomando.Allora telefonata a Gavi, suo arrivo verso l'una di notte e gatta liberata, che spaventatissima si è sfiondata a tutta velocità in casa nostra e sua! Tutta impolverata e spaventata ha dormito sul nostro letto nel mezzo.
    Va beh, da allora non vuole dormire da sola!!

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  88. Ah, dimenticavo di dirti che la gatta si chiama Deidamia, abbreviata confidenzialmente in Mia.

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    1. Mia è un bel nome per gatte di collezionisti. Lo sai Tomaso... tempo fa ho conosciuto un molto distinto archeo-antropologo che tra l’altro colleziona figurine animate. A me le figurine animate piacciono moltissimo e quando andavo a trovarlo, gli chiedevo di farmele vedere. Mentre le guardavamo lui parlava, parlava... e io mi diverto a chiedergli "Ma com'è che si chiama 'sto formaggino?": ò, ci cascava sempre, sgranava gli occhi e rispondeva "Miiio!".
      La storia della gatta chiusa nella notte dentro al garage della signora che non sapeva aprire il basculante è molto, molto inquietante.

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  89. Una voce cantilenante, quella del nano, mi strappa dalle mie meditazioni. “Permetti che mi presenti, mi chiamo Green O’ Shamroch Clover Sartakis, di professione faccio la guida turistica; sono specializzato sulla storia e geografia dell'isola di Anticitera, dove sono nato nel lontano 1899, poi a tre anni rapito da tre Arpie invidiose della bellezza di mia madre fui venduto a dei pirati macedoni che mi elessero mozzo di bordo, portafortuna della loro feluca. Due anni dopo mentre i pirati macedoni erano approdati al porto irlandese di Cork, fuggii in compagnia di una ballerina slava che mi nascose nel monastero di Tullamore. Comunque prima di raccontarti per filo e per segno la mia vita avventurosa, ti voglio erudire sulle fondamentali caratteristiche di un personaggio incredibile appartenente alla mitologia magica irlandese. Ehhh, Dunque, si tratta del Luchorpàn (o iuchurpàn) che significa "piccolo corpo", poiché infatti il Leprechaun rappresenta nell'immaginario collettivo irlandese il prototipo di "folletto" pacioccone e dispettoso. In realtà i Leprecauni non erano in origine i simpatici folletti verde-vestiti che si dice, bensì creature soprannaturali connesse alla fertilità della terra e capaci di esercitare un enorme potere sulla forza vitale della natura. Le creature "naturali" della mitologia celtica sono giunte fino a noi filtrate dal monachesimo irlandese, che ha cercato di integrare i miti pagani con le Sacre Scritture ”. Sospira il nano e afferrato l’enorme bicchiere di birra scura che gli sta innanzi lo tracanna gorgogliando in un unico lungo fiato!! Perbacco, penso io, questo qui mi manderà in rovina se continua in tale modo a tracannare, infatti l’ometto fa un significativo gesto all’0stessa che subito gli riempe di nuovo il bicchierone,“Ahhh, che delizia… dove eravamo rimasti…. ah si, la prima traccia scritta che abbiamo relativamente ai Leprechauni e il Leboir na hUidre (Il Libro della Mucca dei Colori Scuri) che li cataloga fra i più antichi successori del Noè ebraico e nella "specie umana dai corpi deformati" (nella quale c'erano i giganteschi Fomori, i satiri, e tutti gli altri uomini con caratteristiche fisiche differenti dalla norma o incrociati con animali , compreso il Ippotomasauro)”. Si ferma un attimo l’inesausto bevitore per fare un cenno all’oste.

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  90. Io sbuffo dall'impazienza mentre tengo d'occhio Silvina che sta versando curaro nella coppa di idromiele di Advent. ” Ah, ah, sghignazza il mio minuto interlocutore e con un gesto improvviso cerca di infilarmi un dito nell’occhio colpendo la lente dei miei occhiali e facendomi fare un balzo indietro. “Bastaaa,”urlo, “parlami del futuro “Giornale Pop” e degli introiti miliardari che Sauro si aspetta di incassare, per poter così allestire un suo harem personale di cento odalische freneticamente in attesa di essere soddisfatte nei loro desideri più intimi. Altrimenti me ne vado senza pagare il conto”. A queste mie parole un silenzio totale cala sulla scena, tutti gli avventori mi stanno guardando stupefatti e gli stessi Becattini, Crepuscolo e Advent mi osservano con espressione riprovevole.
    La voce di non so chi ci avverte che giunto al duecentesimo commento il post automaticamente chiude!!
    Accipicchia, non ce la farò mai a finire di narrare questa storia. La gatta Mia mi osserva con un vago sorriso che le aleggia sul muso: non gradisce molto che io passi tanto tempo al computer e inoltre spesso finemente ironizza sul senso di quello che vado scrivendo.
    Va beh, me ne vado in biblioteca a cercarmi un saggio illustrato sul pittore Juan Gris.
    Vi saluto.

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    1. Vengo con te. Mi sono stufata di guardare fuori dal finestrino davanti a un notaio che scalpita, appiccicato al cellulare, perché voleva fare il viaggio in macchina.

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