giovedì 28 luglio 2016

ALTER MOEBIUS


Nella seconda metà degli anni sessanta e nei primi anni settanta escono diversi numeri speciali della rivista "Linus", finché, nel gennaio del 1974, la casa editrice Milano Libri (nel frattempo comprata dalla Rizzoli), lancia il corposo mensile "Alterlinus". 


In questo contenitore finiscono soprattutto le storie lunghe, che su "Linus" occuperebbero troppo spazio. Infatti, il personaggio più longevo di "Alterlinus" è lo sbirro Dick Tracy, che comunque vive avventure talmente lunghe da dover essere diviso in puntate anche qui. Forse la scelta di metterlo su un'altra testata è anche dovuta al fatto che "Linus" si stava spostano sempre di più a sinistra, e un "fascio" come Tracy non poteva ospitarlo. Di Dick Tracy e Linus abbiamo parlato nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/il-noir-nasce-dai-fumetti.html.


Se inizialmente Alter ospita le serie iniziate su "Linus" e i suoi supplementi, in seguito il direttore Oreste Del Buono (1923-2003) cerca filoni nuovi sempre più sofisticati.


Negli anni, Alter diventa così una rivista dai disegni raffinati che presenta le tendenze all'avanguardia dell'illustrazione, più che fumetti veri e propri. I testi diventano sempre meno comprensibili, anche perché a scriverli sono spesso i disegnatori stessi. La lunga agonia si conclude nel 1985, con la chiusura della testata.


In questo post, comunque, ci occuperemo solo dei primi numeri di Alter, nel periodo in cui è ancora preminente il fumetto classico con capo e coda


Anche se proprio in questi anni avviene la svolta ermetica, simboleggiata dall'arrivo di Moebius e i suoi amici.


Nella copertina del primo numero di "Alterlinus" compare uno sdoppiamento di Linus, il personaggio dei Peaunuts di Charles Schulz, per rimarcare la vicinanza con la "testata madre", che all'epoca era considerata il top del fumetto anche se non è mai stata letta da molti. All'interno di Alter, però, Charlie Brown e Snoopy occupano solo poche pagine con le loro tavole domenicali.


Nei primi redazionali di Alter c'è tutta una menata sui "viaggi e avventure", concetto ripreso nel decennio successivo dal mensile "Corto Maltese", un'altra rivista della Milano Libri. Sarebbero stati graditi, invece, degli articoli sul fumetto, se proprio dei redazionali dovevano esserci.




Ulysse di Lob e Pichard è una rivisitazione in chiave fantascientifica dell'Odissea di Omero (dell'antico autore greco abbiamo parlato di sfuggita in http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/alma-tadema-legge-gli-eroi-di-troia.html). 

Jacques Lob (1932-1990) lo abbiamo già visto ai testi dell'incredibile "Delirius" disegnato da Philippe Druillet, nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/05/druillet-nel-pianeta-sadomaso.html.

Georges Pichard (1920-2003) è un disegnatore specializzato in fumetti erotici. Questo primo episodio è stato realizzato nella seconda metà degli anni sessanta, il periodo migliore di Pichard, che negli anni settanta è diventato sempre più "sfatto" nel segno (lo scopriremo più avanti).
















Oltre Corto Maltese, Hugo Pratt (1927-1995) ha creato gli sfigati Scorpioni del deserto. Mente i personaggi di Corto sono carismatici, quelli degli Scorpioni sono insignificanti. Anche l'ambientazione della caserma in una zona semidesertica dell'Africa fa tristezza. Di fighe, poi, neanche l'ombra. Un flop costruito a regola d'arte: se Pratt in Corto è furbo, qui è fesso. Pur essendo l'insuccesso della serie acclarato, Hugo Pratt la continua fino alla morte.

La serie, a parte tutto, è piuttosto interessante: ecco tre paginette.





Guido Buzzelli (1927-1992) è stato uno dei più grandi disegnatori italiani e, a differenza di Battaglia, Toppi e Crepax, disegnava dei veri fumetti, non si limitava a mettere delle illustrazioni una vicino l'altra. Ciononstante è poco conosciuto, salvo, forse, per avere realizzato il primo Texone (anche se lui aveva disegnato l'episodio per la serie normale di Tex). Sono quindi rimasto impressionato quando, seguendo un fatto di cronaca, ho letto che è avvenuto in via Guido Buzzelli a Roma... minchia, l'hanno inserito nella toponomastica!

Lo stile di Buzzelli fonde perfettamente la tradizione americana di Alex Raymond con quella italiana di Walter Molino, dove è il tratto grottesco di quest'ultimo a prevalere e a sovrabbondare. 

Nella storia "I labirinti", scritta da Buzzelli stesso, si capisce ben poco. Ecco la prima puntata, comunque.










Dai numeri speciali di "Linus", approda su "Alterlinus" un personaggio scritto da Wolinski e disegnato dal più recente Pichard: Paulette, un'eroina sfrontata e quasi sempre biotta che ricorda Brigitte Bardot. A un certo punto, visto che aveva preso l'abitudine di girare con la figa ben depilata in bella mostra, la redazione della Milano Libri decide di defenstrarla dalle pagine di Alter per indecenza. Un peccato, anche se Wolinski come autore di testi è più bravo nelle vignette che nelle storie lunghe.



In questo episodio vediamo Paulette confrontarsi nientemeno con Adolf Hitler.





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Lo sceneggiatore Georges Wolinski, nato nel 1934 in Tunisia da un ebreo francese e una ebrea italiana, è noto soprattutto come vignettista satirico-erotico.

Nel 1969 fonda"Charlie Mensuel", imitando il "Linus" italiano nei contenuti e nell'aspetto generale. 



Oltre alle strisce americane, Charlie pubblicava le storie di Paulette e i lavori di Reiser, presentati poi anch'essi su Alter e Linus (su di lui vedi il post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/reiser-un-cazzo.html). 

In seguito Wolinski passerà all'edizione settimanale di Charlie, "Charlie Hebdo". Morirà nel 2015, insieme ai suoi colleghi, nell'attentato dei fanatici islamici.



Data l'importanza per Alter del mensile Charlie diretto da Wolinski, presento per intero un articolo pubblicato dal numero 105 della rivista specializzata "Bd", del luglio 2016.











Arriviamo al numero 2 di "Alterlinus", che ci dà il pretesto per presentare un'intera storia del 1965 di Jeff Hawke, uno dei più interessanti personaggi del fumetto inglese grazie ai testi geniali di William Patterson e ai disegni fotografici, ma suggestivi, di Sydney Jordan.



Patterson affascina per due motivi combinati tra loro. L'ironia delle storie, che nasce dall'assorbimento di una certa letteratura inglese, e l'aspetto ingegneristico, tipico di chi ha una formazione militare come Patterson, che dà un'impronta realistica alle situazioni fantascientifiche. William Patterson è avvincente sia nelle avventure spaziali sia nelle storie, come questa, ambientate nella placida campagna inglese.

Nel 1969, il direttore del quotidiano che pubblica la striscia, il "Daily Express", chiede di fare vedere ogni tanto un paio di tette e un bel culo: quello stupidotto di Patterson si rifiuta e se ne va. Almeno così si racconta, anche se mi sembra più probabile che lo abbiano licenziato per risparmiare soldi. Secondo la versione ufficiale, comunque, William Patterson si sarebbe dimesso per problemi di salute. In seguito, Sydeny Jordan le sceneggiature se le scrive da solo: bellissime tette, per carità, ma storie illeggibili.



















Facciamo un salto di un anno, arrivando nel gennaio del 1975. Cercando a tentoni di dare una identità ad Alter, che non ha mai venduto bene (tanto che le sue diffusioni non vengono nemmeno fatte certificare), Del Buono tenta la via politica: se Linus pubblica satira, sia pure senza esagerare (come invece farà la successiva direttrice Fulvia Serra negli anni ottanta), Alter potrebbe presentare fumetti realistici altrettanto politicizzati.

Abbiamo così il più celebre personaggio lanciato da "Alterlinus": Alack Sinner, realizzato da Sampayo e Munoz. Due autori che si sono fatti le ossa nel fumetto "popolare" argentino, che da lì a poco invaderà l'Italia dalle pagine di "Lanciostory" e "Skorpio".

Carlos Sampayo (1943) è uno sceneggiatore zoppicante ma non privo di fascino, mentre José Muñoz (1942) è un artista che ripropone lo stile espressionista mescolato a Hugo Pratt (che in Argentina aveva lasciato il segno) e a tanti altri, forse persino a Crepax. 

Io preferisco gli espressionisti tedeschi, ma lo stile di Muñoz ha fatto girare la testa a diversi autori. In Italia, lo sceneggiatore Roberto Queirolo ha convinto Anna Brandoli a lasciare il proprio stile per adottare quello di Munoz nelle storie di Rebecca (anch'esse pubblicate da Alter). Lo stesso Queirolo, come supervisore della Bonelli, credo abbia convinto Giampiero Casertano a fare una scelta analoga: con lo stile vagamente munoziano ha disegnato la mia parodia horror di Asterix su Martin Mystère (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/02/souvenir-di-martin-mystere.html). In America, incredibilmente, Keith Giffen, il disegnatore kirbesco per eccellenza, si è munozianizzato per anni.

Disegni a parte, le storie di Alack Sinner, che tanto avevano esaltato i fanzinari dell'epoca, sono degli improbabili apologhi di estrema sinistra appiccicati a un lontano epigono del Sam Spade di Dashiell Hammett. Lo scrittore Hammett era un dirigente del Partito comunista americano, ma mai si sarebbe sognato di scrivere gialli marxisti-leninisti: quando fu perseguitato dal maccartismo e le biblioteche stavano per ritirare i suoi romanzi, il presidente Ike Eisenhower fermò tutti dicendo "i romanzi di Hammett non mi sono mai sembrati comunisti". I fumetti di Alack Sinner sono, invece, talmente ideologici che oggi come oggi fanno ridere. Ma anche ieri come ieri, se è per questo. Poi gli autori perdono del tutto la bussola creando storie sempre più sbalestrate, con il nuovo personaggio semisurreale di Sophie.

Comunque leggiamola, la prima storia del leggendario Alack Sinner (la casa editrice Cosmo, volendo, potrebbe riproporlo agevolmente nel formato bonelliano). 

























Parli del diavolo e ne spuntano le corna. Guido Crepax (1933-2003) era un grandissimo illustratore: le sue cose migliori, secondo me, sono la lunga serie di enormi poster che ha disegnato per i trotzkisti della Quarta internazionale (li avevo tutti, ma poi li ho stupidamente buttati come tante altre cose). Il suo segno più incisivo, sempre secondo me, era quello "liquido" per le pubblicità degli anni sessanta. In quel periodo il giovane Milo Manara imitava lo stile di Crepax, come abbiamo visto nel post http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/manara-si-e-rovinato-da-solo.html

Invece Crepax non sapeva fare i fumetti, soprattutto ignorava tutto della scrittura. Leggere le sue storie di Valentina, dalla prima del 1965 dove il suo amico cerca di conquistare il mondo dalla poltrona di casa, è un vero strazio. Nel maggio del 1975, vediamo Valentina (traslocata momentaneamente ad Alter da Linus) che conclude a cazzo di cane la storia di un astronauta caduto (?) nel suo giardino. Tante belle illustrazioni, nessun vero racconto a fumetti. Inoltre, diversamente da quelle di Manara, le femmine di Crepax sono troppo algide per arrapare









Nel febbraio del 1976 inizia "Hom", una interessante storia a puntate del bravo ma misconosciuto Carlos Gimenez. Un autore spagnolo che avevo ammirato su Dani Futuro nel Corriere dei Piccoli e che poi ho ritrovato nei Professionisti, pubblicati dall'Eureka di Alfredo Castelli.











Intanto in Franca stavano accadendo cose nefaste. "Charlie Mensuel" di Wolinski vendeva sempre meno, mentre Andrea Corno aveva dovuto chiudere da un pezzo "Pogo", la versione francese di "Eureka". Anche le grandi riviste se la passavano male. "Pilote" di René Goscinny (lo sceneggiatore di Asterix), da settimanale per ragazzi si trasforma in un mensile per adulti in stile "Mad" (del tutto sconosciuto in Italia, nel senso che di quel materiale non è stato tradotto niente).

In questa situazione di crisi, nel dicembre del 1974 una banda di disegnatori capitanata da Moebius pubblica una nuova rivista intitolata "Metal Hurlant", che ha il merito di iniettare abbondandti dosi di stile americano nel fumetto francofono e il demerito di mandare a puttane ogni idea di sceneggiatura. Caso indicativo è quello di Philippe Druillet, che pure tanto aveva brillato su testi di Lob. Ancora oggi, nei fumetti francofoni la sceneggiatura ha meno importanza dei disegni.

Comunque Oreste Del Buono si intrippa per "Metal Hurlant" e, a partire dalla fine del 1975, riempie Alter di storie prive di significato e spesso neppure disegnate bene. Sembra che siano i soldoni forniti da Alter a permettere Metal di sopravvivere malgrado le scarse vendite.

Abbiamo detto che l'autore di punta di "Metal Hurlant" è Moebius, pseudonimo di Jean Giraud, detto Gir (1938-2012). Come Gir aveva disegnato in stile più tradizionale Blueberry, un western scritto da Jean-Michel Charlier pubblicato in Italia dal Corriere dei Piccoli e, più recentemente, allegato alla "Gazzetta dello Sport". Nella sua nuova identità, slegato dai limiti del fumetto francese, Moebius realizza storie disegnate da dio, che potrebbero essere incornicate ed esposte nei musei, ma prive di senso logico (all'inizio se le scriveva da solo, in seguito si è affidato a sceneggiatori mediocri). Fa eccezione questo episodio, di cui pubblichiamo la seconda parte, uscito su Alter nel dicembre del 1976. 








Ormai la direzione verso le serie di illustrazioni spacciate per fumetti, dimenticabilissime e infatti dimenticate, è stata imboccata irreversibilmente da Alter e non si farà che peggiorare.

Chiudiamo il post con "Un uomo normale", una storia completa piuttosto inquetante del 1977, anno in cui "Alterlinus" cambia nome in "Alter Alter". C'è una donna violentata e uno che spompina la propria vittima prima di bruciarla viva, il tutto con un disegno molto espressivo senza essere espressionista. La storia è firmata da Vito Scrima ed E. Foster, ma sarebbero una persona sola: il disegnatore argentino, trasferitosi a Brescia, Ruben Sosa (1939-2007). In passato, Sosa aveva lavorato anche con lo sceneggiatore Héctor Oesterheld (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/05/leternauta-e-un-errore.html).


























Naturalmente ci sarebbero un sacco di altri personaggi da mostrare, a partire dall'esordio dell'immenso Andrea Pazienza con "Le straordinarie avventure di Pentothal" (http://sauropennacchioli.blogspot.it/2016/03/zanardi-solo-per-adulti.html) e "Lo Scimmiotto" di Pisu e Manara, ma abbiamo dovuto fare una necessaria selezione del materiale (di Goku abbiamo visto la versione del grande Toriyama: http://sauropennacchioli.blogspot.it/2015/11/il-genio-bimbo-di-akira-toriyama.html).


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120 commenti:

  1. La storia di Sosa è una mezza vaccata.
    Poi non capisco il finale , con lui che dice al collega ciccione di muoversi ma poi se ne va senza.

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  2. Storie scritte male disegnate in maniera accurata.

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    1. Forse, ma non è il caso di Moebius.
      Quando dici “la terribile svolta ermetica”... perché terribile?
      Metti che una forma di racconto fino allora efficace, non risponda più alle necessità del pensiero. E’ necessaria una svolta. Necessaria, non terribile. Terribile diventa se la si considera dettata dalle necessità della mente. Moebius però non lavora su impianti di tipo razionale, decostruisce sistemi logici e compone in una continua interruzione dell’ordine del linguaggio. E’ così che riesce a tenere insieme esprimibile e inesprimibile, in forza del loro essere opposti. Riesce cioè a restituirci intatta una potenza espressiva che -appartenendo al racconto- appartiene al fumetto, e che altrimenti sarebbe svanita nel nulla.

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  3. Ho tolto il "terribile" e una caterva di refusi, prima di leggere il tuo post, Silvina.

    Quelle che dici sono le solite scuse usate per giustificare chi non sa scrivere. Almeno Moebius se ne è reso conto e si è rivolto a degli sceneggiatori. Purtroppo a quelli sbagliati.

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    1. Scusa Sauro, non me n'ero accorta. Ho letto il post appena uscito e poi sono andata a lavarmi la testa. Con in testa il chiodo: Disegnatore/Sceneggiatore-Linguaggio: no, non me lo sono ancora tolto. Tu sei preso da Giornalepop e Facebook e hai le tue idee sull’abolizione della sceneggiatura, ma secondo me (anche se siamo in un periodaccio di fanatismi e varie, di rumore e chiacchiere che regnano indisturbate, dove la ratione si ostina a voler preordinare tutto) non dobbiamo minimizzare o dimenticare quelle che, nel linguaggio comunicante, sono le scoperte di Giraud. Il fatto che sia un disegnatore non ne riduce l’importanza.

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  4. Ah, finalmente una storia di Hawke, grazie Sauro.
    E' una di quelle con la tipica ispirazione "alla Martin Mystere". Un'altra ancora più tipica è quella dei "giocattoli immortali".
    Spero che qualche giovane che non le conosce si senta stimolato a riscoprirle.
    Avevo scritto un commento-pippone sulla bellezza di Hawke, sulla bravura di Patterson e Jordan, ma poi mi sono ricordato quanto già scritto da una persona che capisce molto più di me:

    http://jackpue.blogspot.it/2012/08/sua-eccellenza-non-abita-piu-qui.html

    Ecco altri due link. Dal secondo si dovrebbero poter scaricare delle storie, ma non ci sono riuscito:

    http://www.slumberland.it/contenuto.php?id=279

    https://newspapercomicstripsblog.wordpress.com/2016/02/14/jeff-hawke/

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  5. PQR Alter non c'è niente da fare ,non lo sopportavo.
    Forse perché quando lo leggevo avevo circa 10 anni.
    Ammetto che la storia di Ulisse in stile Zardoz è molto carina, magari avrà ispirato davvero "Ulisse 31".
    Buzzelli non lo capivo (lo capivo su Lanciostory), Paulette non la sopportavo, le storie del torturatore le odiavo.

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    1. J_D, ma a te chi ti fa più paura: Buzzelli o Moebius? A me Moebius, però di giorno, di notte mi fa più paura Buzzelli.

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  6. Giffen ha preso di peso roba di Munoz e l'ha infiltata per esempio nella sua mini sul Doctor Fate ( tre volumetti Play Press ). Ha fatto pubblica ammenda, dichiarando che era rimasto stregato dal tratto del disegnatore argentino. Praticamente quanto aveva asserito Conrad - polacco di lingua francese - i cui testi sono utilizzati nelle scuole del Regno Unito come esempio di ottimo inglese - ammettendo che " il genio della lingua ( inglese ndr ) lo aveva rapito " e che se non avesse imparato la lingua di Shakespeare non avrebbe scritto un singolo rigo.
    Sampayo e Munoz non hanno preso benissimo il plagio e hanno preso per il lato B l'autore americano in una storiellina pubblicata su di un numero di Corto Maltese.
    Ricordo bene il Giffen nel suo periodo kyrbico - per esempio i Defenders degli anni settanta - e so che recentemente è tornato a citare il King ( effimero Omac della DC di pochi anni fa ), ma trovo che il miglior Keith di sempre sia quello ostico, stilizzato, di Lobo: Infanticido e Trencher. De gustibus.

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  7. Per quel che mi riguarda - opinione sindacabilissima, of course - il problema di Sampayo non è tanto il suo essere autore ideologico quanto l'annacquare il plot con le mille digressioni come il concentrarsi su quanto dicano o pensino le comparse in strada mentre altrove è l'azione. Quasi il ribaltamento dell'assunto di Hitch secondo cui il cinema è la vita meno le parti noiose. Non che quanto detto altrove sia magari meno interessante di quanto capita ai protagonisti di una vicenda che si sceglie di raccontare, ma il rischio di perdere il pubblico strada facendo aumenta.
    Munoz ha lavorato anche con altri autori come Charyn ( Panna Maria, per esempio ) che hanno la stessa malinconia di Sampayo, ma un maggior controllo di palla in campo.

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  8. @Crepascolo

    Mi pare che Sampayo non commettesse questo errore nelle serie con altri disegnatori, per esempio Evaristo di Solano Lopez.

    Su Alack Sinner, Sampayonon faceva altro che mettere i balloon alle immagini fuori tema di Munoz.

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    1. Really ? E' un esercizio che faccio anch'io da 40 anni. Costruisco fumetti con immagini che saltellano davanti ai miei occhi. Le parole crociate con le immagini di cui parla il Candido di Sciascia. Immagino che tu abbia ragione. Anche il Sampayo di Fats Waller per le matite di Igort è diverso da quello del Sinner. Invece noto una certa malinconia anche nelle cose disegnate da Munoz su testi d Charyn.

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  9. Trencher non mi piace molto. Ma l'ho visto solo in crossover con Mr. Monster.

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    1. Ho un solo numero di Trencher - prende x i fondelli il Cap della Marvel tra le altre cose - e non sono particolarmente affascinato dal personaggio, ma credo che quella fase sia il momento in cui Keith aveva un segno che fosse suo.

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    2. Sono troppo legato al Giffen di Super villain team up con Namor e Dr. Doom, e della storia dello Scorione con i membri dello Zodiaco robot.
      Era ispirato a Kirby ma non semplice imitazione.
      Per mio gusto personale il segno di Trencher non rappresenta un miglioramento.

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  10. Questo post,se volessimo prendere alla lettera la sua intitolazione, dovrebbe essere dedicato a Moebius. In realtà tratta dei supplementi di "Linus" in modo selettivo, perchè realisticamente parlando come fare a parlare di tutto quando è uscito dal mensile "Linus" sotto forma di supplementi?
    Supplementi che di fatto erano una propaggine del mensile stesso e che misero in atto una sorta di sperimentazione di diffusione di contenuti assai diversi fra di loro, a volta antitetici per genere di fumetti sia dal punto di vista tecnico/espressivo/ contenutistico che di senso dei contenuti analizzato da una prospettiva politica intesa in senso lato.
    Quindi, visto che ci vorrebbe una sorta di volume o serie di volumi a carattere enciclopedico per fare del tutto una esposizione esaustiva, non resta altro da fare in alternativa che selezionare un personaggio e scrivere di lui qualcosina.
    Allora, permettetemelo , io parto con una storia di Jeff Hawke ben precisa: non a caso scelgo quella intitolata nella traduzione italiana della Milano Libri ( nella versione di Conti i titoli sono rimasti in inglese) "Asilo", e la identifico con la numerazione delle strisce, cioè dalla striscia 703 a quella n°809. Perchè tale scelta? ehh, per ilmotivo che qui per la prima volta appare il villain Chalcedon e i suoi acerrimi nemici della federazione galattica, sua Ecellenza e il suo tirapiedi Volvorok, esseri non proprio di aspetto umanoide.In questa storia fa la sua apparizione una sorta di ironico senso dell'umorismo che induce il lettore ad un lieve sorriso.
    Poi?? Beh la storia successiva è ambientata sulla terra e precisamente nella Scozia del nord oveste che comprende le isole Ebridi, in un luogo evidentemente prediletto dall'autore/i. Ormai Jordan ha come braccio destro lo scrittore e sceneggiatore Patterson, compagno e amico fin dalle scuole elementary. Elementare, Watson!
    E poi, e poi?
    Che vi devo dire, le premesse poste da queste due storie stentano a diventare realtà, l'evoluzione è lentissima, tanto che io mi chiedo come abbiano fatto i lettori di quegli anni a resistere e a pazientare tanto.
    Ma, da quello che so ( poco, a dire il vero) in Gran Bretagna non c'è mai stato un grande entusiasmo per le strisce giornaliere di Hawke, nemmeno quando con peripizie avventurose, archeologico/paranormali, Il Nostro si presenta con una serie a fumetti interessante, varia,originale ed intelligente.Come esempio porto la prima avventura arrivata in Italia e apparsa sul n°2 di "Linus"nel 1965, ovverosia "I Giocattoli immortali".
    Questa storia successiva,810-930, intitolata "Isola inquieta

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  11. Ma il resto dove è finito??
    Sempre queste brutte sorprese!!
    Vorrei dire parolacce, porco boia!!

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  12. Va beh, avrò toccato in un posto sbagliato questo mouse iper tecnologico.
    Comunque il discorso sulla storia "Isola inquieta " che è successiva a quella dove per la prima volta fa la sua apparizione Calcedon, ha una ambientazione che con ilproseguire della serie verrà sfruttata moltissimo, ma in modo talmente abile da far venire voglia al lettore portato all'esaltazione come il sottoscritto, di partire e andare nel nord ovest della Scozia a vedere che aria tira.
    Bravi Patterson e Jordan.Quest'ultimo è apparso a Lucca quest'anno ai primi di Aprile!! Ma come fa ad essere così giovanile se è nato nel 1931' ha forse la parrucca??
    Patterson invece, poveraggio, mi pare sia morto nel 1987, per non saprei dire quale malattia.
    Non credo che il suo divorzio da Jordan sia stato causato da un fatto di donne più o meno svestite.Chi è che conosce bene i fatti e li ha desunti da una documentazione ineccepibile??
    Crepascolo?? Tu ne sai qualcosa???

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  13. Beh, potrei provare con la sua sibilla prediletta, HEROPHILE (῾Ηροϕίλη).
    Intanto mi accontenterei di sentire il parere di qualcuno che all'inizio di Aprile ha visto Sidney Jordan, per capire se ha ha la parrucca oppure no.
    Poi dopo potrei ricattarlo ( se è un falso capelluto, s'intende) per costringerlo a rivelare al mondo se lui e Patterson si sono lasciati per questioni di cuore, che so, bramavano la stessa pulzella.Poi si sa, gli scozzeso sotto al kilt non hanno mutande, le fanciulle lo sanno e vanno caute nello sculettamento.......

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    1. Ì’ttòpo!!! Ì’ttòpo!!! Tommààààààgo leva la gatta! Avecìdde ha buttato ì’ttòpo ‘olla tènia!!

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  14. Le donnine non credo c'entrino. La storia di William Patterson e della sua "malattia" è piuttosto oscura. Da una ricerca superficiale in internet si desume che "a causa di varie pressioni psicologiche" sviluppò una "malattia" (una forma di depressione o un altro problema psicologico?) che lo debilitò anche fisicamente. Quello che ho capito è che nel 1970 Patterson fu "costretto" a separarsi dalla sua famiglia (la figlia Chrys Muirhead dice " separati a causa delle circostanze").
    Chrys Muirhead ha un Blog (anzi più di uno), da cui si possono capire varie cose sui problemi della famiglia Patterson.
    La moglie di Willie fu internata nel 1970 in un (chiamiamolo così) "manicomio" e sottoposta ad elettroshock e pesanti terapie psichiatriche:

    http://chrysmuirheadwrites.blogspot.it/2013/02/the-plan-to-increase-brain-surgery-for.html

    Chrys è diventata un'attivista per i diritti dei cosiddetti "malati mentali". E' molto fiera del padre e lo cita spesso:

    https://chrysmuirheadblogs.wordpress.com/?s=william+patterson&submit=Search

    La signora Muirhead sembra una persona in gamba e mi spiace di aver scoperto tardi il suo blog. Qui si può leggere un ricordo del padre, e le introduzioni ai vecchi libri di Jeff Hawke della Titan Books, dove Jordan come al solito ne parla con molto pudore (magari avrà detto di più a Lucca o in qualche intervista, boh!).
    PQR l'evoluzione lentissima delle storie di Hawke, credo si debba tenere a mente che queste storie nascono come strisce quotidiane, anche se noi le abbiamo conosciute su libri e riviste.

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    1. http://chrysmuirheadwrites.blogspot.it/2015/04/remembering-my-father-willie-patterson.html

      Mi ero dimenticato l'ultimo link.

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  15. Le ipotesi sulla uscita di Patterson le ho desunte dalle interviste di Sydney Jordan a fanzine italiane (che la figlia dello sceneggiatore non avrà neppure potuto leggere). I problemi della famiglia mi erano ben noti, ma non credo c'entrino niente. Piuttosto, dato che Sydney Jordan cambia sempre versione, mi sa tanto che Patterson l'ha licenziato proprio lui (e infatti non ha preso altri sceneggiatori).

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    1. Può darsi.
      Secondo me hai scelto una storia bellissima, ma è una delle poche dove mancano gli alieni. Questo limita un po' il divertimento sia a livello di situazioni (Patterson si divertiva moltissimo con Kolvorok e compagnia) che di disegno, perché Jordan per sua stessa ammissione disegna meglio gli alieni degli esseri umani (bella forza: anch'io!). Disegna la realtà in modo direi "legnoso" più che fotografico. Ma ripeto, è una bellissima storia, molto alla "Martin Mystere".

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  16. Dall'ultimo link non riesco a leggere la prefazione perché scritta in piccolissimo; ho cercato di copiarla ma non si può perchè c'è la manina, che vuol dire che è in qualche modo protetta.
    Come fare?

    Diciamo che se Jordan non è una persona sincera e ingarbuglia ogni volte le carte con interviste contradditorie, con certezza non potremo mai essere certi di quello che veramente accadde.
    Però di certo resta il fatto che Patterson è stato veramente bravo, perchè l'evoluzione qualitativa è stata di certo lenta, ma una volta trovata la giusta via ha portato alla realizzazione di storie straordinarie, eterogenee, veramente ben calibrate. Peccato che la vita con Patterson sia stata veramente matrigna: non è raro che se il coniuge ha problemi psichici, il marito o la moglie vengano alla lunga travolti.
    Sono rammaricato di aver scherzato su un argomento che ho poi scoperto essere estremamente serio.

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  17. Tomaso se mi dici esattamente quale parte te la trascrivo io. Solo, non ho capito a quale prefazione tu ti riferisca perché nell'ultimo link di J.D. il testo è copia&incollabile e le immagini solo file Jpeg.

    Buzzelli mi piace parecchio, è famoso più che per il texone (che manco sapevo avesse fato) per il suo fumetto che predata la "ballata" ma fu riscoperto dopo: "la rivolta dei racchi" di cui il personaggio della storia qui postata dal blogger ricorda il protagonista. Ma le sapete meglio di me 'ste cose.

    Piuttosto, adesso voglio le pagine successive, come prosegue la storia?

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  18. @TOMASO: Ti ho spedito le tre immagini per email. Se le salvi su desktop dovrebbero "ingrandirsi" da soli. A me si sono ingrandite.

    @ADVENT: Se in qualche mercatino ti capita di trovare qualche numero di Lanciostory del 1977 o giù di lì, controllali, che in quel periodo ci sono parecchi fumetti liberi di Buzzelli nonché la serie "Billy & Pupa". E' un Buzzelli più "mainstream", non "Alter-Alterato".
    Per 50 cents a numero merita. :D

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    1. Grazie, si leggono agevolmente. Advent, ora che JD la Rue me le ha inviate ingrandite rispetto a come le vedevo nel link, mi rendo conto che si tratta di un'apologia: si tratta della prefazione scritta da Jordan nel volume edito da Titan Books dedicato a Hawke scritto da Patterson; sinceramente non ho nessun strumento per poter farmi una opinione sulla sincerità di Jordan. Forse chi l'ha conosciuto e lo conosce ancora nella vita privata e nel lavoro, avrà di lui una opinione non campata in aria.
      Ma in fin dei conti per me che sono e sono stato a partire da "I giocattoli immortali" semplicemente un lettore ammirato di Hawke, conviene pensare al fumetto e non tanto alle persone.

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    2. Grazie, si leggono agevolmente. Advent, ora che JD la Rue me le ha inviate ingrandite rispetto a come le vedevo nel link, mi rendo conto che si tratta di un'apologia: si tratta della prefazione scritta da Jordan nel volume edito da Titan Books dedicato a Hawke scritto da Patterson; sinceramente non ho nessun strumento per poter farmi una opinione sulla sincerità di Jordan. Forse chi l'ha conosciuto e lo conosce ancora nella vita privata e nel lavoro, avrà di lui una opinione non campata in aria.
      Ma in fin dei conti per me che sono e sono stato a partire da "I giocattoli immortali" semplicemente un lettore ammirato di Hawke, conviene pensare al fumetto e non tanto alle persone.

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  19. Meglio two che one!! Ho raddoppiato per svista.
    Mi piacerebbe molto anche dire qualcosa su Moebius, che nei tempi nei quali operò con la storia del "Garage ermetico" uscita su Linus e supplementi vari nell'arco di anni - e questo perché tale era il modo nel quale appariva in Francia su "Metal Hurlant"( Lo stesso Giraud/Moebius scrisse, disse e ridisse che quel lavoro per lui fu una sorta di gioco, portato avanti nei momenti di pausa di "Bluererry", ideato e disegnato attraverso una sorta di automatismo, sul tipo di quello praticato e dichiarato all'alba del surrealismo in pittura. Visto in questa prospettiva questa storia ha le sue motivazioni, almeno a mio avviso), ma la cosa non può essere improvvisata, poiché ci sarebbe molta carne al fuoco e non tutta digeribile.
    Va beh, mi rileggerò qualcosa: però voglio subito premettere che anche se certe storie peccano di "sostanza2, le immagini restano comunque altamente evocative. Da questo punto di vista Moebius ha fatto qualcosa di straordinario.

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  20. @J.D. grazie per il consiglio. Purtroppo, come ben sai, dalle mie parti i mercatini del fumetto li devono ancora inventare :D

    In ogni caso, al contrario di quelle di Moebius, la storia di Buzzelli mi pare tutt'altro che incomprensibile. Volevo sapere come proseguiva e ho letto una sua intervista a proposito. E' sempre una metafora politica come la "rivolta".

    Sì è detto un sacco di male di "Parabola" di Stan Lee/Moebius, ma a me non era dispiaciuto, sarà che da sempre ho un debole per le storie del surfista argenteo. Voi cosa ne pensate?

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    1. Ne pensamo ke c'hai troppi deboli! Pure er surfista... ma surfista de ke? Pure 'a metafora politica... Pure er bicipite nudo c'ha questo... Aò, vedi de levatte 'a parucca: me pari frocio!

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  21. Ettore Fieramosca, non esagerare. Qui si cerca solo di passare il tempo in un clima di reciproco rispetto.

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    1. Evvabbè, 'nnamo, và. Passamoce 'a domenica e volemose bene. Ma se lunedì quello 'n se leva 'a parucca... je spacco er grugno, je spacco!

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    2. Vedo che abbiamo ricominciato alla grande. Non è che ne sentissi la mancanza, di 'ste cose.

      https://www.youtube.com/watch?v=92H6DTAhdWs


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    3. Cambia la forma, ma la sostanza è sempre Silvina.

      Rido ancora per quando aggredì il povero gaston pensando che fossi io ("parké sikome mi g'ho i nickname diversi anka lù")

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  22. E dire che mi sembrava avesse messo la testa a posto...

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  23. Ah! Le vacanze... Gaston Gaston mi manca! Tu dove vai in vacanza? Ci vai o non ci vai? Dimmelo, dai! No, anzi no... non dirmelo. Cioè, se ci vai non dirmelo, sennò mi mancherai. Ahi! Dimmelo... solo se non ci vai!

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    1. Per parlare di Moebius la prendo alla lontana, così,tanto per tergiversare. La Sibilla dei topi guardando fissamente nel vuoto intercala sbuffate ( fuma come una turca, Erdogan permettendo) a frasi : “Tomaso Prospero, ti concedo questa breve intervista solo perché Silvina mi ha spesso parlato di te chiedendomi di tener conto che sei palpabilmente un disadattato in cerca del famoso equilibrio permanente. Ehmm, beh, si, il menabò del prossimo numero di “Vitt &Dintorni” ( in improbabile uscita nel mese di Settembre 2016) ,che ho avuto in anteprima mondiale da Bruno, contiene anche un tuo articolo del quale penso valga la pena di parlarne; ehh, “Jacovitti viaggiatore ermetico nell’isola cittadina ” in effetti è un titolo un po’ lungo che colpisce l'immaginazione per la sua palpabile ambiguità in relazione al senso che potrebbe avere. Sarà proprio “quell’isola”, dove prestando fede a quanto scritto da Vincente la Mollica prese residenza ospite di un amico musicista HUgo prima di partire per l’Irlanda con Patrizia Zanotti e una troupe di RAI tre? (Ehh, non è una bufala, c’è scritto sul bel saggio /intervista “ Il desiderio di essere inutile”, stampato anche in Italia da Lizard edizioni nel 1996 [ l’originale francese è del 1991])Una questione di baricentro dell’equilibrio permanente, come ben cantava Malnato, quel disgraziato …. “
      Va beh, lasciamo perdere, penso io, oggi la Sibilla non solo ha fumato chissà che cosa, ma sospetto abbia anche attinto con poca parsimonia alla bottiglia di idromele
      Fiori ha ripreso a piovere. Io e la conturbante Malvina ( sempre alla ricerca del maggiore Gruber e di Moebius) usciamo in fretta dal locale dove la Sibilla si è accasciata e russa in do maggiore e saliamo al volo sull’autobus n°126, quello che si prende dopo la Place della Bastiglia sulla destra , con la gare de Lyon laggiù in fondo, dove Maigret ci aspetta, assiso sul predellino eredità degli anni ’30, con una pipa dalla cannuccia dritta ben stretta fra i denti. Ci saluta con allegria.”Che ne direste, dopo che saremo giunti a destinazione a casa di La roche per parlare di Moebius e del suo “Garage ermetico”, di un pastis??” ci chiede sorridendo sotto ai baffi (finti) di pelo di martora?
      Malvina mi guarda con espressione interrogativa e così facendo spinge in fuori il petto procace: non ha ancora capito che io ormai ho capito il suo gioco e che delle sue tette mi frega ben poco. Mi sarebbe piaciuto chiedere a Moebius da dove prese l’idea per questo personaggio, Mah??

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  24. Isidoro ha scoperto, dopo 17 anni, che Gatsu è il suo mito. Ci ha viaggiato tutto questo tempo al fianco, ma Gatsu -a differenza di Grifis- non è uno che pubblicizza le proprie performances.

    Sono capitoli che hanno chiuso trame aperte davvero da così tanti anni. Finalmente la compagnia è arrivata sull'isola degli elfi. Eppure, al di là della qualità dei disegni, piuttosto scadenti e freddi a causa dell'abbondante uso di retini digitali, non ho potuto fare a meno di trovarvi grande banalità.

    Il bejelit che viene passato di mano in mano come se fosse un oggetto qualunque mentre prendono il tè (letteralmente). Gatsu che sbuffando è costretto a fare l'apologia di se stesso, il che, in un villaggio di maghi e streghe tutti poteri psichici e divinazione, fa un po' ridere.

    Troppi comprimari di una ciurma che si è allargata a dismisura. Deriva verso il fantasy tradizionale che stona brutalmente con il tono horror e disperato della serie.

    Vignette serrate, colme di dialoghi, molto, molto poco giapponesi.
    L'Ammazzadraghi che giace accanto al tavolo, quando ben prima si era percepito che la spada non fosse un semplice pezzo di ferro "senz'anima".

    Lo stesso Gatsu ridotto a uno qualunque. Tutto suona un po' troppo normale. Speriamo in Agosto.





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  25. Mi sono stancato delle parole di La Roche che tendono ad intorbidare le acque sull'essenza lineare della storia moebusiana" Il garage ermetico", a tergiversare per evitare la risposta su questa faccenda .
    Così, dopo aver bevuto un bel bicchierone di brodo caldo di tartaruga- un toccasana- inizio la mia filippica: “ ma come mai quando io incontrai in Irlanda Moebius ( una prima volta nel 1986 a Killarney) era solamente alto un metro e tre centimetri??
    Miura che si sta ingozzando di granchi fritti usando alacremente i tradizionali bastoncini, sputa chele ed altre cartilagini esoscheletriche e parla con il cantilenante accento di Tokio sud occidentale ( meno male che c'è Advent a tradurre) "Mah, la spiegazione scientifica non la conosco, ma sta di fatto che la sua statura progressivamente diminuiva e poi aumentava con la concomitanza dei cicli lunari, come quanto è sempre accaduto a Gatsu, quindi non c'è da stupirsi, non è una novità". Ahi ahi, penso io, qui si deraglia, si entra nell'universo Manga che io non conosco affatto!!.Mah, che si può fare??;

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  26. Malvina che ora sta parlando con la sua gemella di latte Silvina, si gira repentinamente e dopo avermi lanciato uno sguardo obliquo mi sussurra in dialetto cantonese, lingua che costringe chi la parla a dischiudere spesso la bocca e a far guizzare fuori la lingua in modo non velatamente osceno:" Moebius era un affabulatore diviiinoooo!".
    Va beh, vedo che Miura si sta arrapando, quindi sono costretto a calare il sipario.

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  27. Ma che si deve fare per parlare di Moebius!!!

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    1. Non lo so.. Cercare di essere un po' meno Garagermetici?

      Scherzi a parte , per me Moebius non è così interessante come Jordan/Patterson, che ce posso fa'?

      Iconograficamente è importantissimo, ma lo vedo viziato dal peccato degli anni suoi: tanta bella forma, poca "sostanza", il contrario di Jordan, via.

      Per tornare a "Parable", ad esempio, MM Lupoi su "Fumo di China" 7/34 del 1989 (guarda caso, il numero dedicato a Jeff Hawke) fa notare che lo script di Stan Lee è troppo datato e banale per accordarsi con le "placide lucentezze" (guarda te che lirismo avevano questi fanzinari) del Surfer e che la miniserie Epic (poi rimasticata in varie edizioni), "vale solo per i maestosi disegni del roccioso Galactus" del Maestro francobelga o qualcosa del genere. Ma allora perché le storie di Lee funzionavano bene con Kirby, che come maestosità galattica non era secondo a nessuno? Lee era già rimminchionito nell'89? O non sarà invece che Giraud nel suo Moebius-mode, altro discorso dal Gir-mode, è adatto solo per le illustrazioni?
      Chiaro che dico questo solo per provocare, anche perché Parable l'ho letta a suo tempo, ma non comprata e quindi...

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    2. Parabola ebbe molte critiche. Tra le tante anche il lettering originale, fatto dallo stesso Moebius. Ne ho vista di recente anche una versione ricolorata in maniera oscena.

      Ho qui l'edizione italiana. Ha dei corposi redazionali. Fu un lavoro travagliato.

      Ne trascrivo qualche stralcio:

      "Quando disegnavo per Metal Hurlant, negli anni Settanta, avevo visto Philippe Druillet disegnare una storia in un modo che mi aveva sempre affascinato. Si chiamava Vuzz. Philippe era noto per le sue architetture elabporate, piene di intircati dettagli, ma Vuzz era qualcosa di semplicissimo che buttava giù sopra un foglio di carta. Era come disegnare uno storyboard. [...] Quando iniziai a lavorare a PARABOLA, mi tornò in mente il Vuzz di Philippe e la spontaneità che riusciva a ottenere."

      "Per la prima volta nella vita ho lavorato con il cosiddetto metodo Marvel. Stan mi ha fornito un soggetto particolareggiato di circa sei pagine, ma senza schizzi né dialoghi. Non c'ero abituato. Quando faccio Blueberry con Jean-Michel Charlier, lui mi dà la sceneggiatura già pronta, anche se non sempre la seguo alla lettera. Io e Jodorowski lavoriamo insieme sulla storia in modo decisamente unico, ma quando inizio a disegnare ho già gli elementi visivi sempre ben chiari in mente. Qui non succedeva niente del genere."

      In seguito agli schizzi Stan gli fornisce la sceneggiatura

      "Nel corso della storia, il mio stile, cosa non troppo insolita per me, è del tutto eterogeneo. La stessa cosa si può riscontrare nell'Incal e in Blueberry. Quando disegno sono influenzato dall'umore in cui mi trovo"

      "Il mio Silver Surfer protebbe praticare il tai-chi, come faccio io! Se non altro questo dimostra che Moebius non è un'invenzione artificiale, una posa, ma un vero riflesso della mia persona. Cercando di fare del mio meglio, ho finito per fare Moebius."

      Un Moebius tirato e sulla difensiva che parla poi delle pagine ridisegnate.
      Segue un'intervista di Plazzi dove Moebius dichiara la sua ammirazione per i fumetti italiani del dopoguerra: "Pecos Bill, Miki, Blek, Gim Toro, Amok, Il Piccolo Sceriffo"

      prosegue poi nel parlare di sé in terza persona e afferma che "il mio Silver Surfer è forse migliore di quello di altri artisti americani".

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  28. Va beh,tutto tace ( quindi si acconsente) finisco la prima parte del discorso.

    Miura, poveraccio, dopo che si è eclissato con Malvina chissà che cosa ha combinato, tanto che si è dovuto ricoverarlo al pronto soccorso. Ora però è stabile, e in tal senso è stato avvertito suo fratello, purtroppo mezzo nano, che ora si trova con la novella sposa Ann Black Orchid ( gemella monozigote di Poison Ivy e cugina di terzo grado di Malvina, ma non di Silvina, poiché il latte non è sangue) nella foresta amazzonica brasiliana dalle parti del piccolo e sinuoso lago Lazporaboao ( il viaggio di nozze era iniziato in India, con una serie di disavventure culminate nella cattura dell’ultimo coccodrillo bianco esistente al mondo, povero rettile poi fatto a pezzi, arrostito alla brace e divorato dalla insaziabile Black Orchid), di fronte ai pigmei locali che vivono in piccole comunità di pescatori sulla sponda orientale del lago prima citato. Di fatto in quel contesto Miura fratello è un uomo alto, tanto da aver suscitato la gelosia e l’invidia del sordido stregone locale Azuleios, che ha fatto pungere il Nostro dalla famosa e temibile vespa del coguaro (imenottero che vive in simbiosi con questo raro felino tenendolo pulito dalle zecche, delle quali la vespa in questione è grande mangiatrice). Pare che la puntura della vespa possa indurre sia letargia che a manie di grandezza: due facce della stessa medaglia, patologia tipica di molti pazienti cronici di quelle sperdute lande brasiliane.
    Ecco, ringrazio Barks e Gottfredson che con Paperino e Topolino mi hanno anche acculturato su nani, pigmei, uomini rimpiccioliti ed altre simili amenità!
    Adios, per oggi; devo preparare i bagagli per la partenza di domani.
    Se sopravviverò ci risentiremo al ritorno i primi di Settembre.

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    1. Ciao, grazie per avermi fatto ricordare la Black Orchid (di cui esiste una divertente origine "alternativa", anzi due, sull'Annual di Blue Devil 1986), e per la citazione Barksiana della storia di Bombie the Zombie (il Gongoro), indimenticabile metafora dello sfruttamento colonialista-paperoniano come si evince da "Introduzione a Paperino" di Paolini-Marovelli-Saccomano.
      Arrivederci a Settembre.

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  29. Scusa Tomaso, ti leggo ora e ... insomma, io un mese senza di te non ci posso stare. Per cortesia, potresti dirmi dove vai in vacanza? Che così vedo se posso raggiungerti lì.

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  30. Non andiamo lontano, in montagna da mio cognato: vedremo come staremo. Di notte il campanile della chiesa di Rosola scocca i rintocchi ogni quarto d'ora, impossibile tenere le finestre anche solo semi aperte!
    Anche in Gottfredson c'è una tradizione di nani, "La casa misteriosa" del 1944: storia un pò horror con un finale fuori dal seminato, poichè la dolce Drusilla rivelatasi alla fine sadica assassina, muore nella casa in fiamme insieme al nano Geremiah accorso in suo aiuto! Insomma, se Topolino daily era rivolto anche ai bambini....
    La storia africana delle persone rimpicciolite per stregoneria è del 1951, " Topolino e la mosca Zeta -Zeta".
    Risalente al 1953 invece "Topolino e la scarpa magica": bella ambientazione irlandese con nani, folletti e incantesi vari. Fischiava il vento della guerra fredda e la caccia alle streghe imperversava ( prima vittima Eta-Beta), le storie di Gottfredson si incupiscono.
    Ma, sorpresa, anche in Jeff Hawke c'è almeno una storia terrestre con gli ometti delle "case delle ruote", intitolata "Lost land", strisce dalla numero 3153 alla 3238 collocabile ad occhio verso il 1964 [ho fatto i conti ad occhio] , comunque nella traduzione MIlano libri "Terra perduta". La storia, insomma..... ma l'ambientazione collocata nelle isole Ebridi esterne è assai suggestiva. Altro che Rosola con the night ringing bells!!

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    1. Ma è un posto bellissimo! Ciao, scusa se ti rispondo adesso ma ero uscita per commissioni e l’autobus ha fatto un sacco di ritardo. Vabbé arrivo ora. Drusilla non te la sei dimenticata eh? Nemmeno io! E nemmeno la questione dei jeans di Topolino!
      Io per la notte non ho problemi, il campanile non mi disturba, solo che però forse dovrei dormire di giorno... ma se dormo di giorno, non posso scrivere con te... Non so come cavarmela se vai via per un mese, quando fa caldo io funziono a comportamenti telematici variabilissimi: fatico a seguire gli argomenti dei post. E poi, Advent vuole parlare sempre di Miura, Miura Miura... semmmmpre Miura! anche quando c’è Moebius! E io non lo sopporto e allora sto zitta, altrimenti Sauro scrive basta tutto maiuscole e mi spiace. Per me è sempre difficile scrivere di fantascienza procedendo secondo un ordine discorsivo. Tu ci riesci benissimo, ma io no.
      Insomma, vedremo come si può fare. Intanto buone vacanze e se hai linea connettiti.
      PS: Hai visto che ti avevo messo due cuoricini? Uno anche per tua moglie!

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    2. Era doveroso parlare di Miura, perché questi capitoli fondamentali sono usciti adesso.
      Raramente si può osservare qualcosa di simile "in diretta" all'interno di una serie così lunga.

      Comunque se guardi sopra ho scritto molto di più riguardo a Moebius.

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  31. Grazie a tutti!! L'anno scorso io e mia moglie a Rosola di Zocca (Mo) abbiamo resistito da martedì a sabaTo, Domenica ritorno e lunedì siamo andati con il treno della notte prima a Lione, poi a Marsiglia dove c'erano ben trentasette gradi! Allora via a Genova, dove abbiamo constatato l'avarizia di un paio di ristoranti (porzioni lillipuziane), poi a casa via Piacenza; una vacanza da alienati.
    Va beh, se quest'anno si mette a piovere -come da previsioni - che faremo? ( ci siamo sposati nel 1956, quindi fate i conti!!),
    Mah, staremo a vedere!1

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  32. La pioggia... quando scenderà la pioggia io sarò pioggia e scenderò su voi per darvi la mia acqua come ai fiori. E prima di farmi pioggia, vivrò dentro le nuvole e mi vedrete passare, bianchissima, sospinta dal vento, quando guarderete fuori dai finestrini degli aerei. E se mi confonderete coi ghiacciai e con le montagne, io sorriderò della vostra ingenuità, sorriderò perché la vostra ingenuità un giorno è stata anche mia. Ciao, sono Silvina e sono in contemplazione dell’immagine "MoebiusArzach" che è qui in questo post, proprio sotto alla scritta ”...comunque, ci occuperemo solo dei primi numeri di Alter, nel periodo in cui è ancora preminente il fumetto classico con capo e coda” ; vorrei tanto scrivere dell’uso sconvolgente che Moebius fa della prospettiva, ma scriverlo è inutile. E’ inutile perché Tomaso è in vacanza (sì a Rosola!) e per poter parlare a qualcuno di prospettiva bisogna che quel qualcuno sia in grado di vederla. E invece chi guarda e legge su schermo la prospettiva non la vede, perché lì non c’è! La prospettiva sta scomparendo perché non la vede più nessuno e il 3D è una forzatura. Rosola schermo piatto! Soffriggi e rosola! Sì, Advent, a Miura gli piace la sceneggiatura. Quando un autore entra nella logica interna della composizione, può conoscerne e usarne tutte le simmetrie. Ma Kentarō ci sta dicendo (in giapponese) “Uao, raga, le simmetrie sono infinite! Che fò?” Rosola Kentaro, rosola! Advent si occupa dei primi numeri di Alter e ti ha già risposto: “Una saga”.

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    1. Silvina, iscriviti a Facebook. Puoi anche usare uno pseudonimo. Poi ti faccio entrare nei miei gruppi: se non ti piacciono, potrai sempre uscire da Facebok.

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    2. Sauro, Facebook non mi piace, lo sai. Comunque ha già moltissimi iscritti e non è necessario che mi ci iscriva anch’io. Sei davvero gentile, grazie. Vorrei solo poter partecipare al tuo blog fino a settembre.

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    3. Stanotte ho capito. Miura non ha alcuna voglia di andare avanti col suo manga. Sta solo facendo qualche capitolo per via dell'anime che deve uscire e qualche publisher deve averlo pregato di sfruttare la cresta dell'onda.

      Il momento di stanca trasuda da ogni vignetta: retini digitali (già da un po' -nemanco li facesse lui gli sfondi), disegni peggiorati, gag con anatomie super deformed ogni due scene così non si deve sbattere a disegnare bene.

      Basta parlare di Miura.

      Silvina te ne vai a settembre?

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    4. Ma che hai capito? No che non me ne vado! Ho detto “partecipare”, a settembre smetto di partecipare: sarò una vostra lettrice e basta. Non posso mica continuare così! Io sono una groupie seria, cosa credi? A me piace moltissimo Sauro piace alle ragazze, ma finisce lì. Non sono mica una che stalkera la gente! E’ vero che ci ho una mezza cotta per J_D (quella per Baggi mi passa: è una cotta estiva) ma la storia tra me e Tomaso non è una relazione: è sposato! Io con gli sposati non mi ci metto. Sono figlia di genitori separati: mai e poi mai mi metterei a compromettere matrimoni. Insomma, a ottobre il blog compie un anno, capisci? Tu stai migliorando moltissimo e non avrete più bisogno di groupies. A ottobre vado a scrivere nei blog amici.

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  33. Grazie Silvina. Me ne andrò anche io allora, settembre mi mette sempre un sacco di tristezza.

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    1. Di nulla Advent! Eddai, lascia perdere la tristezza! E' per via dello mbré che c'è fino a gennaio... comunque in ottobre la emme salta e il mese è scorrevolissimo.

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    2. Che poi quella migliorata sei tu, visto che è la prima volta che non mi insulti. Non è un canone sbilanciato di certo.

      Che poi magari su fb ci sei già, non come Silvina ma con una delle tue altre molteplici identità, quelle di due mesi e mezzo di lavoro buttati, di chi nemmeno se ne accorge. Baggi è pieno di groupie lì, te lo assicuro, anche quando scrive oscenità. Ma perlopiù sembra molto 20th century boys, anche se non l'ha mai letto.

      Che poi a Sauro e a J.D. gli hai pure dato del "verme", "pelato", "lurido" e "spaccapalle".

      Ma soprattutto come farai senza Advent? Non vorrei immedesimarmi nei tuoi panni e nel tuo grigiume settembrino e autunnale.

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    3. Ciao Advent, ci sei solo tu oggi qui al blog? E Sauro? E J_D? E Sam? E CREPASCOLO? Tutti a Rosola al fresco da Tomaso?!
      Plùmmmmmmmmmmmm béo, incessssànnnnnn te... forrrrrma, sostannnnnza e, a inizio agosto, voilà! anche il grigiume settembrino autunnale! Nooooooooon immaginavo che tu fossi daltonico! Cos’è? Ti dispiace se ho dato di verme eccetra a Sauro e J_D? A J_D non è dispiaciuto affatto. E nemmeno a me. A Sauro non so ma credo di no: Sauro non è come te. Tu cosa centri Advent? In rete, cosa centri? La forma, la sostanza, la sostanzial formanza che sosta formativa in formazione, o cosa? Io i puntolini.
      Ma insomma... se Baggi è pieno di groupies su Facebook, saranno cavoli suoi o no? Può darsi che sia in missione, scrivere oscenità su Facebook attira moltissime zanzare, forse anche insetti, chissà! No, io non sono iscritta a Facebook, né con pseudonimi né senza e non ho intenzione di iscrivermici. Davvero! I due mesi e mezzo di lavoro buttato di cui parli forse sono un po’ di più ma non importa. Senti ma... tu quando le trappole son troppo strette te ne accorgi o ti basta vederle scattare? Sì, anche il canone sbilanciato è una trappola, però in quella ci siamo tutti dentro. Tu credi che la massa di Facebook lo bilanci? Io credo di no. Tra un paio di anni, sentiremo scattare solo un latrato più forte. Non è la prima volta che non ti insulto, credo sia l’ottava. Si, Advent, a volte in rete s’incontrano orate perfette che migliorano i flussi, ma io sono di un’altra razza. Tornando a Moebius, secondo me, nel fumetto europeo (e Moebius è un artista del fumetto, non solo di disegno e comunicazione) non ci sono autori così singolari e plurali: non nel ‘900 e non con quel tipo fluidità e limpidezza: non quell’intensità e consapevolezza e precisione. Se insistessi sull’esattezza sconcertante di Giraud-Moebius nel calibrare le densità quando crea bilanciamenti tra segno e forma e tra forma e colore (ed è per questo che il suo lavoro non è asettico, ma denso e temperato e non freddo!) tu mi rideresti in faccia dall’altra parte dello schermo, attaccheresti con la solfa della professionalità e sposteresti il discorso sulle turbe psichiche che ti piacciono tanto. Ma una cosa voglio dirtela comunque: tempo fa mi sono avventurata a chiedere a un esperto com’è che Moebius riesce a comunicare a così tanti livelli con la medesima intensità, e sai che mi ha risposto? “ Ce li ha dentro”. Sì, tante grazie: tutti ce li abbiamo dentro! Ma come può qualcuno (già a fine anni ’70!) farli uscire tutti e tutti in quel modo? Advent, se -come credo- la disciplina pratica del disegno apre forme di pensiero plurimo, il lavoro di Moebius non ha nulla a che fare con l’astrazione.

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    4. A me non è dispiaciuto, però so che i vermi si sono offesi moltissimo, per il paragone.

      Io tutto volevo fare meno che iscrivermi a FB, ma se voglio postare le mie traduzioni Golden Age sulla piattaforma di Sauro (e per ora mi interessa), lo devo fare.
      Poi è sempre una distrazione, si vedono tante minchiate e volgarità incredibili ma anche alcune cose interessanti. Sarò quantomeno "schedato", ma chi non lo è?

      Silvina scrive cose anche molto interessanti, quando riesco a capirla. Purtroppo a volte mi sento inadeguato. Ma voi digitate sulla tastiera del computer o sulla macchina Enigma? Il collegamento orata-razza forse l'ho capito.

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    5. Ma come inadeguato? J_D!!! Tu non sei inadeguato, l'inadeguata sono iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiio!
      Le pià ttttafòrme! Tutte ‘ste pià tttta forme! Io mi domando che bisogno c’è d'andare a brancolare in un’ambaradan di piattaforme per guardare l'umanità peregrinare lungo i sentieri delle proprie cazzate! Ma ti rendi conto? Siamo al punto che bisogna postare su più piattaforme per poter utilizzare gli strumenti della narrazione! Ma cosa ci narrano le piattaforme, eh? Cosa ci raccontano? Architetture narrative! E basta!!! E sai che ce ne facciamo delle architetture narrative... Facebook è una cattedrale di butades che sta su con lo sputo! Produce comunicazione statica e tra meno di tre anni affonderà estinguendo narrazione e racconto in un polverone d’immagini e filmini. J_D,solo il fumetto può salvarci!

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  34. E fabrizio? Ma nemmeno te lo ricordi.

    Sì, non si dicono le parolacce alle persone, soprattutto a quelle per cui hai una cotta.

    Tutto il resto è neoliberismo.

    Supercazzole, quisquilie e pinzillacchere.

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    1. Sentimi bene biondo, se tu intendi usare i networks per riprodurre il passato paro paro (manneoliberismo de ké?!)fischia a Francyduck perché di parole sgradevoli me ne potrebbero sfuggire parecchie.
      No Advent, Fabrizio io non me lo scordo.

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  35. A me Francyduck sta simpatico. Scrive cose divertenti e interessanti a differenza dei tuoi labirinti di parole che circondano i tuoi personalissimi deliri estetizzanti.

    E non ho più voglia di perdermi in labirinti. Sì, neoliberismo è una categoria dell'anima e facebook ne è un'espressione totale.

    Di Moebius ho scritto già sopra trascrivendo le sue stesse parole. Parabola mi è piaciuto, così a memoria, ma non ha ottenuto un grande riscontro, anzi. Ma sai com'è, ai belli si perdona sempre tutto.

    Adesso tolgo "l'arte di Moebius" dalla libreria e lo metto nell'armadio. Non ho mai digerito la brutta fine che fa fare allo scimmione sull'arco.



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    1. Francyduck non “scrive”, Francyduck è! Contrariamente a te, Advent, che non sei e non sarai mai! E dico mai e sottolineo mai. Non illuderti, nemmeno se Francyduck corresse ogni minuto in tuo soccorso, riusciresti ad essere. Tu precipiterai nella tua imbecillità e lì ti estinguerai, perché è quel che vuoi. Tu abiti la superficie, Advent, il tuo mondo è piatto come una foto panoramica. Per questo Moebius se n’è andato. No, non puoi comprendere. Senti ma... se non hai voglia di perderti nei labirinti, perché vai su giornalepop? Non ti sembra labirintico? No, eh?

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  36. IL VOSTRO RAPPORTO SADOMASO CONTINUATELO ALTROVE, GRAZIE.

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    1. Sauro, eddai... makké sadomaso! Io e Advent siamo tuoi amichetti e lui clicca già sulle iconcine. Senti, che dici se ci facciamo un budino con le buste? Daiiii! E se arriva CREPASCOLO, mettiamo anche il caramellato sul fondo delle ciotoline. Sìììì! Facciamo il creme caramel! Che poi possiamo mangiarcelo direttamente nella sua formina oppure rovesciato sul piattino da dolcetti: ti riesce? Io lo mangio nella sua formina senti, con la paletta rossa del gelato d’una settimana fa.

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  37. Io non sono tuo amichetto. Tu così fai incazzare Sauro che scrive basta tutto maiuscole e tante A e poi si informa su come bannare me (ma porcaputtanaeva!). Ma tu che ne sai del giornalepop? Ma che ne sai del perché ci scrivo su? Tu sei presuntuosa e supponente. Io poi le avevo chiesto la mail privata così potevo litigarci in privato una volta per tutte ma lei non me la vuole dare.

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    1. Ma ke stai addì'? Se ti piace il salato, dillo senza farla tanto lunga. Io sarò presuntuosa e anche supponente, ma tu sei uno sciocco se credi che a Sauro gliene importi qualcosa delle nostre sciocchezzine che litighiamo sempre. Lui si risente quando occupiamo spazio inutilmente. Un blog è un blog, non è mica una cosa impersonale che ci dici le cose come se fosse un mausoleo professionale... E io non lo so come fai a essere così sciocco perché forse è la cresta ma davvero, Advent, tu mi sembri un baccalà. E piantala di farmi incapperare sempre: ma cosa vuoi? Vuoi la pizza? Se vuoi la pizza devi farti la pasta e farla lievitare, ma non venirmi a chiedere come si fa perché io non la so fare.

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  38. La paladina dei blog altrui! Ma quale spazio? Perché, si consuma? Ma chi credi che ti legga?
    Lei sì che fa sempre commenti pertinenti senza andare offtopic certooooo
    Silvina il reparto di psichiatria ti reclama! Non ho la cresta!

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    1. Io non lo so chi mi legge. Ma io ti leggo, Advent. Tu ci hai la fissa dei disturbi psichici e questo è un argomento. Sì. Secondo te, Giraud, è un asperger o cosa? E Buzzelli?

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    2. Giraud è un egocentrico narcisista con deficit d'attenzione, Buzzelli coitofobico con personalità sottomessa e ansia sociale.

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    3. Àh, credevo peggio. Dunque con qualche pasticchetta e una settimana di day ospital si sarebbero potuti evitare due picchi nel fumetto europeo... Interessante. Si, dico perché se un panorama è pari, igienizzato per benino... a parte che come panorama ci fa sempre la sua figura, ma poi è anche molto pratico. Lo sposti dove vuoi, lo riproduci in un attimo!

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  40. Per fortuna così non è stato. Non mettermi in bocca parole o conclusioni non mie. E non serve che scrivi e riscrivi i commenti che elimini, non stai scrivendo la bella del compito in classe.

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    1. Io non sto scrivendo. Io pigio sopra a dei quadratini con sopra le lettere dell'alfabeto, con la punta delle dita, sai come quando suoni il pianoforte? Qui sta per arrivare un temporale, l'ultima volta che c'è stato temporale è saltata la scheda della caldaia. Io le prime volte che scrivevo i compiti in classe era tremendo, mi finivano tutti in commissione. Anche mio zio era come me, mi ha insegnato lui a suonare il pianoforte. La musica è musica, ma è anche ... Advent, secondo te cos'è una disciplina?

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  41. Qui è rispuntato il sole, ieri c'era stato un fronte freddo micidiale che aveva tentato di annunciare settembre... grigio, freddo e umido e con la grondaia che batte come un tamburo. Un po' come tutto il resto dell'anno.

    Ma oggi c'è il sole. Praise the Sun!

    Da notare che la prima rappresentazione letteraria occidentale (o una delle prime) della musica non è un fatto corale, ma intimo. Chiuso nella tenda.

    Qualche millennio più tardi la situazione non è cambiata molto, solo che la mia κιθάρα funziona con l'elettricità. Che Efesto fa da sotto l'Etna.

    Perché ti finivano in commissione? Perché scrivevi oscenità o perché scrivevi la verità?

    Alla tua domanda non rispondo, perché alle altre due ho risposto e tu, non contenta, mi cazzoli e mi bacchetti per le mie risposte.

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    3. Sì, in effetti sul bicipete brachiale sembri un pochino più abbronzato, Advent e anche la cresta ti s'è schiarita un po'.
      Beato te che oggi hai trascorso una giornata al sole! Io invece sono stata tutto il pomeriggio a osservare l’ananas con pallina e racchetta che gioca a tennis col palo (verdognolo?) della elle di Google. Sì, in questi giorni sto studiando duro: devo prepararmi per tenere una specie di corso di puntinato ben-day a un gruppo di ragazze avvenire tipo te. Si presenteranno acconciate da geostigma, credo... àhh, nature morrrrrrte! Senza Tomaso e J-D, Buzzelli è impossibile persino nominarlo. Dovremo quindi concentrarci su Moebius ancora per qualche giorno, Advent. Sì, la musica ci aiuterà. Tu conosci Arvo Paart e sai che in “Tabula rasa” c’è moltissimo Vivaldi dentro ai proto-tintinnabuli, quindi ascolta: ce la fai in un paio di giorni a verificare se il modo in cui “Tabula rasa” ci porta ad Arzach è lo stesso con cui Arzach ci porta a “Fratres”? Secondo me non è lo stesso, ma non ne sono sicurissima, ora però devo occuparmi di un vulcano coperto da una tenda e ci ho daffare. Quella dei compiti in classe sarebbe una storia triste, noiosa e anacronistica, anche se abbastanza a lieto fine: tipo c’era una volta un’insegnante di lettere che si rifiutava di prendersi la responsabilità di valutare i compiti e quando cominciò anche quello di matematica, una ragazzina di 11 anni scappò a piedi a casa di suo zio, cambiò scuola e città e dopo tre anni anche parse. Vabbè, della disciplina ne parliamo poi.

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    4. ahhh... geostigma... Silvina

      Lezioni? Ma io penso che tu abbia 23 anni e non so se l'hai già finita storia dell'arte. Io Arvo non lo conosco. Ma comunque non sono biondo. Oggi c'era il sole è vero, ma non sono uscito. C'era anche la festa della città, ma non avevo voglia. Oggi ho suonato e ho letto di mitologia.

      Poi ho deciso che andrò a Lucca perché si è verificata l'unica condizione per cui sarei andato. E magari becco J.D. che ficata :) e il papero.


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    5. Ah Ah Ah... continua.
      Sìììììì, a Lucca!!! Lucca è una città bellissima, piena di mitologia, sai? C’è pure santa Gemma frutto della passione delle piaghe del signore e se vedi J_D salutamelo e il papero sììììììì, un mito!!! Ci andrei volentierissimo anch’io sììì un giorno a trovarli ma domani cioè oggi sono impegnatissima ché come ti dicevo devo prepararmi per un corso eccetra che non lo terrò mica a breve no! ma che hai capito? Fra qualche anno forse. Ci vuole tempo, sai? Son cose complesse, davvero, impegnative. Susa se scrivo in fretta ma è tardissimo e devo ancora dirti che sei di uno sfaticato che levati e no, non mi dilungo oltre, ciao, ringrazia Enzo che t’è andata bene.

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    6. Sì è bellissima, ci sono già stato, ma sulla mitologia ho qualche dubbio. J.D. ed io faremo i cosplayer di Miami Vice.

      Enzo eri sempre tu Silvina, l'abbiamo capito. A chi vuoi che gli freghi di sti commenti?

      Tu mi fai paura Silvina, perché continui a copiare e a pubblicare i miei commenti sul tuo blog (chiamalo blog...)???

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    7. Al largo dalla nebulosa di Orione!
      Già, girate al largo da Orione, perché da quelle parti potreste incappare nientemeno che in Alien!! Io son qui con mia moglie per festeggiare le nozze d’oro: ma perché proprio qui dove c’è il rischio concreto di imbattersi in questo essere intelligente ma poi non troppo se alla fine vin sempre gabbato da qualche astuto astronauta? Ehh, perché? Beh, la ragione va ricercata nella promessa fattami da Sauro, il quale in pratica mi ha assicurato un posto come ragazzo di bottega nel “Pop Magazine” se intervisto Alien e gli porto la registrazione prima del 31 Agosto 2216!! Ce la faremo io e mia moglie nell’audace impresa di raggiungere la gloria?? Malvina, clandestina sulla astronave extra luce che è così veloce che in pratica viaggia a ritroso nel tempo, tanto che c’è il rischio che al nostro ritorno sulla terra ci si possa trovare in pieno periodo triassico! Ma chi se ne infischia, per un posto al “Giornale Pop” questo ed altro!! Malvina che dice, perché sta correndo questo rischio?? Mah??, io penso per amore di Sauro, ma lei si schermisce e dice che agli uomini non pensa perché non vuole soffrire pene evitabili! Sinceramente non le credo, anche perché so di certo che la tanto schizzinosa Malvina ebbe non tanto tempo fa una love story di indescrivibile trasgressiva passionalità con il noto boy toy Luc de la Bois!! Questo mostro dove si trova esattamente?’ Beh, come dirlo se le stelle principali di Orione sono tutte a distanze differenti e molto elevate: insomma, possiamo solo dire che gironzola da quelle parti!! La stella più vicina (relativamente!) è Bellatrix, distante la bellezza di 252 anni luce (al), poi c’è Betelgeuse a 500 al e così via. Avreste mai immaginato che la più lontana di tutte è Alnilam, la stella centrale della Cintura? Effettivamente si trova ad una distanza quasi doppia rispetto alle sue vicine. Alien mi guarda con espressione indifferente, mentre noto che gli artigli retrattili escono e rientrano ritmicamente dalle sue zampacce. Ha un solo punto debole sul quale fare leva, ossia ama sentirsi raccontare storie non chiaramente esplicate, in modo tale che lui debba trovare il filo conduttore della narrazione e ne possa ricomporre il senso. Noto che inizia a sbavare, non posso attendere ancora, così inizio a blaterare:”Ho ritrovato due copie , una a colori e una in b/n della panoramica apparsa mutilata sul notiziario del prode Gallinons n°12 del 2008.

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    8. Ennò Tomaso! Tu non puoi arrivarci bello fresco a quest’ora di domenica e informarci sulla distanza delle stelle e di come se la passa Alien, ma ti rendi conto? Io son qui mezza disfatta con quell’imbecille lì che smarona che gli copio i commenti e che son pure Enzo0... ma stiamo scherzando? Quello vuol farmi fuori! Ma che ne so che gli passa per la cresta che ci ha in testa? E’ scemo! Come lo tocco strilla e se non lo tocco sballa in paranoia. No, senti quello te lo pigli e te porti a Rosola con te!

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    9. Ragazzi siete fuori di testa. Io sono Enzo e basta.

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    10. Sììì! Diglielo Enzo0, diglielo che te non sei me! Ma dove t'eri cacciato? Sì, tutti fuori di testa! Tutti tranne uno, che la testa proprio non ce l'ha! Si chiama Advent e siccome è molto disturbato vuole fare il mutante, vuole fare... e non sa! Maffigurati... quello non sa nemmeno bloggare! Sta in fissa con le pecore, e la forma... e la sostanza... e la mitologia... che poi forse a J_D gli tocca pure portarcelo davvero a Lucca a fare il cosplay, perché Tomaso a Rosola con sé non ce lo vuole. E io mi domando: ma perché quando uno è scemo trova sempre chi gli dà filo?

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  42. Oggi , mi pare, ne abbiamo sette (7) del mese del corrente Agosto 2016.....
    Beh, vi comunico la non lieta notizia che ieri all'età di 86 anni il critico e storico del fumetto Gaetano Strazzulla è partito per sempre da questa triste Terra. C'è un bel post iniziale di Luca Boschi uscito proprio oggi che diffonde la notizia con un contorno di notizie ed immagini che farebbereo piacere a Strazzulla.
    A metà anni '80 la rivista del GAf "Exploit Comics", della quale Strazzulla era direttore, iniziò nelle pagine centrali una rubrica di scambio di pareri con i lettori intitolata "La Diligenza", nel senso del mezzo di trasporto trainato da cavalli risalente al bel(?) tempo di una volta: in questo caso il senso della parola era ovviamente una metafora, insomma una simbologia di facile comprensione.
    Io da qualche tempo interagivo via cartacea con- conosciuti poi di persona non tanto tempo dopo a Prato e a Firenze- Leonardo Gori, Luca Boschi e Franco Bellacci: in una di quelle occasioni nell'ambito di un pranzo a Prato avvenuto nel contesto di una mostra, fui presentato come eclettico estensore di storie da me illustrate, a Strazzulla da Gori, il quale essendo educatissimo non esternò a parole quello che io suppongo pensava del sottoscritto, ossia un vecchio ( avevo allora non ancora 50 anni!!) fanatico di Jacovitti e palpabilmente con qualche rotella fuori posto!
    Strazzulla che mi sovrastava in altezza ( io ero e sono incredibilmente rimasto 1,80) e per stazza,mole e peso, ascoltò l'apologia verbale fatta nei miei confronti da Gori e guardandomi dall'alto con occhio quasi torvo e non aprendo mai bocca - nascosta sotto due baffoni da tricheco- rimase sempre zitto e alla fine senza profferir parola e battere ciglio se ne andò. Ecco, questa in sintesi la mia carriera ufficiale nel Gaf e su "Expolit Comics". Beh, meno male che non sono anche stato malmenato dai fiorentini, notoriamenta toscanacci di fama riffaiola !! Se penso e ripenso ai tanti incontri avvenuti quasi sempre a Prato con la temibile gang del Gaf,
    Classificato come inguaribile ingenuità che mi portava a dire tutto quello che pensavo senza curarmi delle possibili conseguenze.Mi chiedo se a salvarmi la pelle, dagli scherani dell'"Innominabile" - capo supremo del GAF - fu la mia grande incoscienza ed ingenuità che mentalmente, in genere, si riscontra negli adolescenti.Comunque seppi poi che Strazzulla odiava il fumetto comico e quindi anche Jacovitti!
    Devo dire che Leonardo Gori ebbe coraggio e propose durante quel pranzo prima citato di fare un numero di "Exploit Comics" tutto dedicato al fumetto umoristico italiano, numero che poi in effetti uscì, senza il minimo contributo da parte mia che ero considerato evidentemente indegno di appartenere alla nobile sciatta dei collaboratori.In quegli anni, dal 1986 al 1992 circa, il gruppo del Gaf fiorentino e dei dintorni della città di Lorenzo il Magnifico, ebbe modo di intervistare con tanto di registratore e cinepresa ( cine-operatore Leonardo Gori) Jacovitti nella sua casa estiva a Forte dei marmi e anche almeno una volta a Roma nella sua abitazione di via Albornoz (Cardinale), eh, il Vaticano è onnipresente!
    Poi nel 1992 uscì a cura di Boschi Gori , Sani più l'outsider Bellacci, il libro su Jacovitti edito da Granata Press . Escluso il povero antonio Cadoni che pur aveva collaborato fin dall'inizio, cosa che scatenò una querelle protrattasi poi per anni. Mah, che vita!!

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  43. Alien che si è addormentato mentre parlavo del GAF di Firenze e di STrazzulla, apre gli occhi e con voce flautata recita la parte del povero gattino cieco e orfanello:" Si, carino il pezzo che è risultato dall'assemblaggio: mi pare vada benissimo.
    Naturalmente potrai utilizzare tutto quello che di mio hai letto ( Alien scrive regolarmente sui blog che trattano fumetti, anche su quello di Sauro usando uno pseudonimo), come e dove vorrai, anche manipolando, come spesso mi diverto a fare io stesso con l'altrui fatiche letterarie. Un gioco".
    Io riparto, perchè dagli sbadigli di Alien intuisco che ha fame, però spostando il filo narrativo su un percorso diverso ma parallelo al precedente: "Colabelli e Tortellotti... l'ncontro avvenne nel 1993 a Roma dove Beppe era andato con la moglie Bruna per setacciare gli archivi dell'associazione bibliotecaria che conserva il materiale AVE, tipo L'Aspirante e cose simili,
    Colabelli frequentava già Jacovitti, poi dal sodalizio l'anno dopo nacque lo "Jacovitti club" con il relativo "Magazine" dedicato al "Maestro", così Colabelli chiamava Jac.
    Colabelli non l'ho mai conosciuto di persona perè puzzava di "fascio": mi telefonò parecchie volte sempre con la scoperta intenzione di avere da me materiale jacovittesco ( Specialmente “Il Corriere dello Spazio” con il “Vola Hop “ di Jac, e con una offerta di vicepresidenza nel Club Jacovitti, che io invece mandai regolarmente - come le otto puntate del "VOLA_HOP", a Piacenza a Vermi, che allora curava "Vitt & Dintorni". Diciamo che il tizio qui in questione non mi piaceva troppo, quindi rifiutai le varie cariche gerarchiche all'interno del Club Jacovitti e vissi libero e contento collaborando con "Informavitt" allora gestito da Beppe Tortellotti.
    I paginoni preparati da me per l'"Informavitt "di Tortellotti avevano quasi sempre una base strutturale simile, con variazione nei personaggi periferici e a volte con scritte in alto a sinistra o destra: una di queste che reclama "la pelle di Colabelli" ( mai pubblicata) esprimeva in modo translato il mio pensiero attraverso le creature cartacee del grande Lisca di Pesce. Ne preparai parecchie di queste grandi pagine, ma non furono mai pubblicate, ma a me allora importava poco". Anche l'originale della copertina che ne riporta una parte è rimasta in redazione. Alien mi guarda con un solo occhio, l'altro è chiuso. Mah?? L'orribile bestia schiarisce e sputa ringhiando: "Informavitt"? hai l'originale del disegno di copertina??". Io scuoto le spalle e con indifferenza rispondo: " non ce l'ho più, a parte una schizzo a matita, inutilizzabile".
    Alien si alza in piedi e si sposta in un angolo dell'astronave per orinare, poi si gira verso di me che ho notato che il mostro è femmina, almeno lo suppongo, visto che possiede una vagina, anche se irta di molteplici denti aguzzi."Già", fa la bestiaccia,"ma non ti far trarre in inganno da quello che hai appena visto, poiché io sono ermafrodita ciclico, come del resto più di un essere umano, qualcuno presumo anche presente come ospite nel blog di Sauro".
    Sono esterefatto, anche se qualche sospetto l'ho nutrito.




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  44. Ah, quale è l'aspetto di questo Alien che mi tiene in ostaggio qui nell'astronave della ultra luce?
    Beh, tale quale il bestione preistorico, un plesiosauro carnivoro che ha però al posto delle pinne laterali quattro gambe di quasi uguale lunghezza, che appare nella storia di Jeff Hawke che va dalla striscia 3951 alla 4084 e che Milano Libri presenta con il titolo di "Via terra".
    Chi la conosce può battere un colpo, tanto da non farmi sentire troppo solo in questo tentativo di rallegrarvi la vita1

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    1. A memoria: è la storia dove deve ripristinare il campo magnetico o qualcosa del genere, per rendere di nuovo abitabile il pianeta Ptyrr?
      E' molto bella, il seguito della storia dei Venditori di Sogni.
      Il bestiolone dovrebbe chiamarsi "Slaggoth" (o qualcosa del genere, nome che poi ritorna nelle storie di Kolvorok per indicare una razza temutissima di mostroni...
      Io da piccolo, quando mi annoiavo a scuola elementare, sognavo che dalla porta entrassero Kolvorok e i suoi scagnozzi multipedi e mi portassero via per compiere un'importantissima missione per Sua Eccellenza (non quello di Alan Ford però). Ah, grazie del tentativo!

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  45. Mi dispiace per Strazzulla. Conosco il nome, devo sicuramente avere letto qualcosa, che ora non mi ricordo :(

    Advent, anche se io ODIO il Cosplay, sono disponibile a fare Sonny Crockett, in quanto devo avere ancora da qualche parte una giacca finto Armani con gli spallacci, dei Ray-Ban di plastica e un paio di vere Espadrilles originali anni 80, usate s'intende.
    Bisogna però che "qualcuno" del Blog sia tanto gentile da mettermi a disposizione un toupé biondastro alla Don Johnson, perché non lo possiedo.
    A te ti tocca fare Ricardo Tubbs.
    La Ferrari la metto io, naturalmente Polistil.

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  46. Ahhhh, Alien richiede qualcosa alla quale manchi l'inizio e la fine, quindi scusate ma..... " Passano gli anni, Jacovitti su “Il Vittorioso” diventa il mattatore del settimanale cattolico con le sue straordinarie storie a fumetti con partenza alla fine del 1940. La seconda guerra mondiale è già in corso, e Lualdi inviato speciale della Stampa, segue in particolare i combattimenti sulla Manica tra l'aeronautica tedesca e quella britannica, avvenimento al quale partecipa non da semplice spettatore, ma partecipando a fianco degli alleati tedeschi come tenente e secondo pilota di caccia bombardieri: rimane famoso un episodio che narra una sua missione notturna con obiettivo le coste inglesi con rientro e fortunoso atterraggio in un aeroporto del Belgio.
    La "battaglia d'Inghilterra", insieme con altre imprese aeronautiche, è narrata dal Nostro, con dovizia di particolari tecnici e militari, in Centomila chilometri di volo in pace e in guerra (Milano, Rizzoli 1942), libro peraltro ora introvabile e che io fortunatamente posseggo . L'intervento italiano della regia aeronautica non lasciò peraltro una grande eco nella storia. Nessun cenno si trova nella Storia militare della seconda guerra mondiale di Basil Liddell Hart, massimo storico inglese, Le grandi battaglie aeree della seconda guerra mondiale di Carlo Rossi Fantonetti, La battaglia d'Inghilterra del generale tedesco Werner Kreipe, Il primo e l'ultimo d'Adolf Galland, Storia dell'aeronautica di Rodolfo Gentile, La battaglia d'Inghilterra di Len Deighton e nella colossale Storia della seconda guerra mondiale di Winston Churchill che pure dedica 83 pagine alla Battaglia d'Inghilterra. John E. Johnson, l'asso britannico arrivato ai più alti gradi della RAF - Royal air force-, nel suo Il duello aereo vi fa un breve cenno: "Un giorno il comandante di una squadriglia di Hurricane che tentava di intercettare degli intrusi sull'estuario del Tamigi, rimase stupito di vedere avanzare strani bombardieri scortati da caccia biplani. Era la Regia Aeronautica [in italiano nel testo] e i piloti da caccia italiani fecero una buona impressione sui loro Fiat; ma i bombardieri furono rapidamente dispersi e 12 abbattuti senza perdite. Poco dopo, ebbero un eguale trattamento, quando ebbero l'impudenza di ripresentarsi, e ci si domanda cosa pensassero i duri veterani della Luftwaffe nell'osservare i loro inesperti alleati decollare dai campi francesi sui loro antiquati apparecchi". A noi viene da chiederci a che cosa pensasse un giovane pilota italiano come Maner Lualdi, pronto a morire per il Duce e per la Patria, decollando verso "le bianche scogliere di Dover “su antiquati aeroplani alcuni dei quali ancora con parti in tela e senza nessun apparato per il volo notturno in alta quota . Passa il tempo, siamo nel 1943, anno fatale per l’Italia e le sorti del conflitto bellico. Un anno tribolato per “Il Vittorioso” e per tutte le pubblicazioni a fumetti in Italia, con Jacovitti che continua a disegnare pur restando nascosto in semiclandestinità per evitare la leva militare nei panni di richiamato della classe 1923: verrà poi “rastrellato” nel Febbraio 1944 mentre si trovava all’Università” e mandato con la Todt a Sacile, vicino ad Udine. Maner Lualdi nel nord Italia continua a fare il suo mestiere di giornalista e non partecipa attivamente con nessun ruolo attivo alla guerra civile che divide l’Italia fra “repubblichini” al nord e regio esercito al centro sud. L’8 Settembre fu certamente oltre che un dramma militare, un trauma psicologico, e nell’ambito dell’aeronautica militare sopra tutto per gli aerosiluratori"
    Il mostro è daduto in trance, ne approfitto per andare a pappare un piatto di spaghetti,.

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    1. Adolf Galland! Il generale Galland (di discendenza ugonotta se non ricordo male) mi stava assai simpatico perché col suo baffo alla Disney e i capelli impomatati somigliava straordinariamente a mio nonno materno (l'uomo migliore di questo mondo) e perché aveva Topolino dipinto sull'aereo (non so perché, mi stava simpatica l'idea di un Nazi con Topolino fumatore di sigaro dipinto sulla carlinga).
      Dopo aver letto Il Primo e l'Ultimo mi sono un po' ricreduto. Hai presente Guernica? La Legione Condor? Adolf Galland c'era.
      Hai mai letto "SS-GB" di Len Deighton? A me piace, molto più del sopravvalutato "Fatherland" di Harris. Un ottimo e credibile universo alternativo, forse addirittura migliore di "The Man in the High Castle" di Dick. D'altronde, Deighton è il creatore di "Ipcress"...

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  47. Codename Pensaurus doveva aver fatto qualcosa di brillante ed illegale o qualcuno doveva averlo calunniato perchè i militarcosi vennero come ladri nella notte e lo portarono via che ancora sul piatto girava un pezzo di Paolo Conte ripieno di francesi furibondi e di italiani allegri dal naso triste. Probabilmente era il crepuscolo quando Pensaurus si riprese in una celletta senza finestra dove fu lesto a svellere dalla sua branda un chiodo curvo ed arruginito dal quale si servì per torturare il palmo della mano nelle lunghe sedute successive durante le quali una voce da qualche parte cercava di condizionarlo a piantarla con la sua pretesa di truccarsi e vestirsi come uno dei personaggi di Miami Vice. Se non fosse stato per quel pezzo di ferro, Codename Pensaurus avrebbe ceduto e sarebbe uscito nelle strade come clone di uno personaggi di Moonlighting, probabilmente la segretaria ricciolina e blandamente equina che parlava in rima, ma a volte basta davvero poco, anche un dardo del color dell'autunno nel Maine per mantenere il controllo.
    Approfittò di un momento di distrazione dei suoi carcerieri e fu di nuovo fuori nel mondo libero. La sera dopo scendeva dalla sua replica di Ferrari davanti ad un trani preso di peso dal Tex a striscia dei fifties. Era vestito di lino malgrado il gelo di gennaio. Al banco chiese una cioccolata calda.

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    1. Bellissimo! Oh sììì di lino, di lino... come Gesù! Grande, grande CREPASCOLO! E che la sacra famiglia mi perdoni ma devo dirtelo: scrivi da Dio. Senti cioè, ma... insomma, secondo te quanti livelli di scrittura occorrono oggi... diciamo mediamente... in un sceneggiatura?

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  48. Silvina, Alien gelosissimo della tua infatuazione per Crepascolo, mi chiede di te: che devo dirgli, sei disponibile a venire incontro al suo desiderio di redimersi per amore? Va beh, visto che ora Alien ha altri pensieri e passa il suo tempo a strigliare la sua ragguardevole dentatura per farla brillare di biancore incandescente, io continuo a dire quello che mi pare. Quando nel 1959 il nostro Maner Lualdi fondò il mensile “Corriere dello Spazio”, ( il numero uno solo “Spazio”) chiamerà Jacovitti con l’incarico di disegnare una storia dell’aviazione a fumetti intitolata “Vola-Hop”, desiderando in cuor suo che Jac ne facesse un'apologia ,specialmente nel periodo dell'Ala Fascista, quindi compresa la partecipazione della regia aviazione alla guerra di Spagna sotto le mentite spoglie di gruppo di piloti volontari, così come fece la Germania con la "Legione Condor" nella quale Adolf Galland aveva il grado di comandante capitano . Ma Jacovitti non si lasciava manovrare e iniziò subito a satireggiare queta e quella cosa! Ci si potrebbe chiedere quali potrebbero essere state le motivazioni che portarono Lualdi a fare questa scelta: beh, io credo il successo di vendite del settimanale milanese “Il Giorno “, che il giovedì con l’inserto a fumetti “Il Giorno dei ragazzi”- nell’ambito del quale Jacovitti faceva la parte del leone- aveva aumentato in modo vertiginoso le vendite!! Un poco prosaico il tutto, ma come ipotesi plausibile. Certo Lualdi non poteva prevedere che il suo “Corriere dello Spazio” avrebbe avuto poi in effetti scarsa presa sul pubblico dei fumettari, che forse quel paginone di Jac con il suo “Vola-Hop” non lo notarono nemmeno. Delusione quindi per quanto riguardava le aspettative legate “all’effetto Jacovitti”. Quindi, probabilmente rendendosi conto di questo, Lualdi meditò sull’opportunità di proseguire o no la collaborazione con il Nostro: forse, mi pare naturale, il nostro direttore parlò in tale senso a Jacovitti. Il quale Lisca di Pesce giunto all’ideazione della nona puntata della storia in questione che trattava proprio la guerra civile spagnola ( mai in effetti realizzata, credo), si vide in odore di licenziamento. Così - come ebbe a dirmi telefonicamente anni dopo - prese l’occasione al volo per puntare i piedi: deciso nelle intenzioni a dire la verità anchesul ruolo vergognoso dell’aviazione italiana in quella guerra lontana contro l’Etiopia?? Forse. Una serie di ipotetiche concause queste che portarono alla rottura. Mah?? In effetti Jacovitti si ricordava ancora benissimo di Maner Lualdi dal 1986 al 1993 quando a Forte dei Marmi rilasciò una serie di interviste- registrate e quindi ancora consultabile in audio o in video - a Boschi, Sani, Gori, Pierre e Bellacci. Ma non entrò nell’argomento, limitandosi a confermare che aveva disegnato nove puntate del Vola_Hop.
    Gli originali di questa storia misconosciuta ai più, scomparvero dalla redazione de Il Corriere dello spazio" fra la fine del 1959 e l'nizio del 1960, e Jacovitti non le rivide mai più,Sono certissimo che ancor oggi un collezion

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  49. nista maniaco le tiene ben chiuse in cassaforte. Collezionisti maniaci, ma perchè non fate una bella visitina al più vicino centro di igiene mentale??

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    1. Anche tu con l’igiene mentale... Tomaso, attento! Ti sta contagiando! E’ terribile, cerca di resistere! Non cedere!
      Non servirebbe a nulla se i collezionisti si rivolgessero ai centri d’igiene mentale: i centri d’igiene mentale tappezzerebbero le pareti con le rare tavole originali di Jac e farebbero pagare il biglietto d’ingresso. Non illuderti: è un business anche la sanità. Meglio che Jac ne resti fuori.

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  50. Beh, si, i maniaci del collezionismo esisterebbero anche se fossero costretti a far circolare il materiale che viceversa tengono ben nascosto : ma poi che ne fanno di quel materiale che neppure leggono per paura di sciuparlo?
    Io mi chiedo: quale patologia psichiatrica si cela dietro a questa mania di godere del fatto che nessuno potrà mai conoscere il materiale che questi tizi tengono occultato?'
    Circolarità del materiale, della conoscenza e delle idee!! Io la penso così!
    Però poi ognuno può fare quello che meglio crede.Mah??

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    1. I veri collezionisti non tengono nascoste le loro collezioni, le curano, le proteggono, perché sono loro care e amano mostrarle, con un certo riserbo. Gli altri sono accumulatori e affaristi che non c'entrano nulla col collezionismo vero. Ma tu... ancora sulle patologie psichiche? Perché non mi ascolti? Ripeto, fai attenzione: ti sta contagiando! Se ti è entrato nella testa, devi uscire e colpirlo da fuori. Se resti in testa ti annienterà, lui vuole la tua testa! Lui la testa non ce l’ha!

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    2. Mentre è ormai in onda il nuovo post con argomenti più attuali e alla moda- quindi io sono tagliato fuori per raggiunti limiti di resistenza ai supereroi di ogni genere - con rammarico devo lasciar perdere il multiargomento che stavo qui esponendo, molto denso come peso specifico perchè concentratosi nella mia mente mentre conducevo vita bucolica in montagna (?).
      Non sapremo, io compreso quindi, come andrà a finire con Alien ansioso ascoltatore delle mie fantasiose facezie e neppure dell'evoluzione di queste facezie che poi, in verità vi dico, sono vere storie come quella della straordinaria esistenza di Maner Lualdi, personaggio conosciutissimo ai miei tempi di ragazzo ( anni '50) ma ora caduto in un desolante dimenticatoio.
      Termino rivolgendomi a Silvina per rassicurarla che per quanto riguarda l'individuazione di comportamaenti anomali che di solito sono spia di patologie del comportamento, io in 40 anni circa di insegnamento su diversi livelli di scuole compresa - di scuole- quella serale di "figura" all'Istituto d'Arte. beh, di gente fuori dalla norma ne ho vista e frequentata parecchia.Quindi ho imparato con l'esperienza ad avere una visione percepita dall'esterno dei fenomeni umani.
      Però devo dire che ormai che sono diventato vecchio faccio fatica a sopportare questi maniaci collezionisti che in genere sono anche mercanti, con le loro fisime sulla"purezza" dell'albo o giornale a fumetti ancora intonso, che ha mantenuto inverosimilmente i colori freschi di tipografia e la carta bianca, candida come la neve: son queste le cose che li fanno andare in fregola e casomai li portano all'orgasmo, poichè io penso che sotto sotto come diceva il buon Freud, c'est la fica, da loro bramata ma solo se intonsa, candida, quindi in tutti i sensi verginale, che deve rimanere tale per essere idealizzata e desiderata, ma poi nella realtà mai usata, perchè in tal modo perderebbe l' aura che li avvince.Scusa ma lo dovevo dire.

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    3. Maddai scusa di che? E' vero che ci sono ancora sedicenti collezionisti con le fisime, che idealizzano la purezza intonsa, candore eccetera. Sì, sono decrepiti: ammesso che il loro sia collezionismo, è un tipo di collezionismo sorpassato. Comunque secondo me Freud lo sapeva che ci sono anche le collezioniste femmine-etero e i collezionisti maschi-gay.

      PS
      Scusami tu, piuttosto. Avrei voluto parlare di Buzzelli, ma non ce l’ho fatta (manco a ‘sto giro).

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  51. Beh, proprio decrepiti in senso fisico non direi: prova ad entrare nel sito dei maniaci della purezza ( come da tipografia) oggettuale del fumetto, albi e giornali come cose da venerare perchè "sembrano nuovi"! Vintage Comics, ecco come si chiama quel sito, dal quale fui cacciato per incompatibilità elettiva!!

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  52. Fin che ci sono completo il mio discorso iniziato tirando in ballo il "Vittorioso" cosidetto anteguerra, ossia 1937/43.

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  53. “Romano il legionario” ( 1938), personaggio inconsapevole o consapevole strumento di propaganda fascista?’ Beh, non si può certo negarlo osservandolo nella sua parte di “legionario” intento a combattere nella tristemente famosa Guerra di Spagna .
    Ma non ci dobbiamo meravigliare, quelli erano i tempi!! Nel senso che nessuno costrinse Il Vittorioso e chi lo dirigeva e/o amministrava a pubblicare nel 1938 una storia sulla guerra di Spagna dove la verità era univoca e il governo Repubblicano legalmente eletto da democratiche elezioni bollato di totalitarismo comunista e quindi automaticamente colpevole. Che cosa penso io , che non sono un nostalgico (posso dirlo?) come l’amico De Turris e colleghi e nemmeno un baciapile consacrato?? Condanno a priori le dittature, non le assolvo tirando in ballo il periodo storico e le cause e concause che lo hanno generato:troppo comodo. Su “Il Vittorioso” si pubblicò la storia “Romano il legionario” non tanto per compiacere il regime fascista , il miniculpop e la pedagogia di allora in camicia nera, lo si pubblicò per intima convinzione, per ribadire che i fascisti, anche spagnoli, hanno sempre ragione perché sostenitori della Chiesa! L’altra faccia della medaglia che rese grave questa decisione è rappresentata dal fatto che il “consenso” al regime non era ovviamente totale. Furono migliaia coloro che dimostrandosi non “osservanti” pagarono il loro coraggio con la prigione, la perdita del lavoro, il confino o l’esilio. Oppure con la vita come i fratelli Rosselli esuli a Parigi e assassinati dai sicari dell’OVRA, la polizia segreta mussoliniana!.
    Quindi era possibile prendere posizione contro il fascismo, assumersi tale responsabilità e i pericoli che tale decisione comportava: purtroppo su “Il Vittorioso” nel 1938 soffiava un altro vento. E Corrado Caesar perché mai accettò di disegnare e forse scrivere una storia che rifletteva una visione manichea della realtà, che non solo esaltava la guerra ( quella aerea considerata anacronisticamente leale, mentre poi nella realtà sia l’aviazione repubblicana che quella dalla parte di Franco massacrava con bombardamenti indiscriminati migliaia e migliaia di civili), quindi i nazisti della “Condor” e la regia ala fascistama che separava nettamente l’intero popolo spagnolo in buoni difensori della fede ( i nazionalisti fascisti e golpisti) e in cattivi nemici di Dio ( i repubblicani democraticamente eletti e con un governo formato da più partiti), e quindi meritevoli di essere uccisi? Qui non c’entra il concetto di amor di Patria, non c’era la nostra Italia minacciata dal nemico e che per questo quindi andava difesa con le armi in pugno..
    Però poi Caesar deve aver puntato i piedi e il suo personaggio Romano, dopo l’iniziale exploit nazionalista mostra altre qualità, si lega anche lui al mito dell’eroe romantico, esploratore, uomo d’avventura! Nella sua ultima avventura apparsa su “Il Vittorioso” nel 1943 ( ma disegnata a fumetti nel 1940, poi messa nel cassetto allo scoppiare della guerra e riproposta successivamente con rimaneggiamenti vari, fra i quali eclatante la sostituzione del dialogo nelle nuvolette con autarchiche didascalie e nuova impaginazioni con interventi dovuti alla stessa mano dell’autore, che nella prima tavola pone la sua firma con la data del 1942.
    “Romano nel Tibet”: il nostro eroe parte per una importante missione pilotando un aereo giapponese.
    Le successive incongruenze narrativo/grafiche sono dovute al fatto che la storia dovette essere “risistemata ”. L’ultima puntata, “Il Vittorioso” n°20 del 26 Giugno 1943, lascia Romano a fianco della moglie convalescente in una parte imprecisata della Mongolia: il personaggio non sopravviverà alla fine della guerra.

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  54. Lo so che questi argomenti "arcaici" non interessano al 99,9% dei followers di questo blog, tutti giovani, giovanili o giovanilisti. Però visto che Sauro da questo punto di vista è veramente un Santo con tanto di stigmate ( in genere i Santi consacrati hanno un retroterra di gozzoviglie e bagordi di ogni genere: come esempio prendiamo San Francesco. Quindi per estensione Sauro se veramente è un santo, lo è dopo aver sbaraccato per decenni!).
    Va beh, dopo aver sviolinato Sauro per la sua pazienza perlomeno certosina, vengo al sodo: datosi che nella mia precedente filippica nei confronti di chi o coloro decisero di pubblicare sul Vittorioso la storia di "Romano il legionario" disegnato da Corrado (Kurt) Caesar ( Kaiser) da me partigianalmente dichiarato esecutore incolpevole, ma solo fino ad un certo punto, desidero sottoporvi un capitolo, l'ottavo, di un lungo e circostanziato articolo di De Turris ( anche grande esperto di fantascienza) risalente al 2003, redatto in occasione del volume contenente la ristampa di tutte le avventure di Romano di Caesar.
    Nel prossimo post, per non sforare il limite di lunghezza:

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  55. 8° capitolo. La “Legge Vitt” e le direttive del Minculpop

    Iniziato nell’aprile 1938, durante il secondo anno di vita de Il Vittorioso, il personaggio di Caesar si può dire che anticipasse autonomamente le famose e spesso citate a sproposito direttive del Ministero della Cultura Popolare sulla stampa giovanile. Il suo atteggiamento s’inquadrava, infatti, nello stile del periodico cattolico che lo ospitava: anche per lui valeva la cosiddetta “Legge Vitt”, valida non solo per i personaggi a fumetti, ma proprio come stile di vita proposto ai lettori, e riassumibile in quattro aggettivi: “Lieti, leali, forti, coraggiosi”. Come si è visto e come si può constatare direttamente, non c’è mai un insulto o del disprezzo o ancor peggio odio nei confronti del nemico, quale esso sia. Lo riconosce per fortuna Leonardo Becciu nel citato Il fumetto in Italia quando, a proposito del settimanale, scrive: “Mai sulle pagine del Vittorioso, sia nella parte scritta che nei fumetti, appaiono parole di odio verso le Nazioni in guerra con l’Asse”.
    Le famose direttive si ebbero solo alla fine del 1938, precedute da un Congresso Nazionale per la letteratura giovanile e infantile svoltosi a Bologna il 9-10 novembre cui parteciparono scrittori, critici, giornalisti e pedagogisti fra cui Bino Sanminiatelli, Mario Mazza, Giuseppe Fanciulli, Guido Mancini, Gherardo Casini e Filippo Tommaso Marinetti. Interessanti, rispetto alle caratteristiche del fumetto di Caesar, i canoni indicati dal fondatore del futurismo, che qui sunteggiamo traendoli da Fumetto Alalà: “La Fede in Dio e nel Divino… L’orgoglio italiano… Il patriottismo assoluto… L’attivismo giocondo e festoso… Il coraggio fisico di una forza muscolare agile e pronta e spiritualizzata… L’amore del pericolo della lotta dell’avventura culminante nell’ansia sublime dell’eroismo che non disgiunta dalla dolcezza degli affetti può sempre consolare guarire ringiovanire… L’amore per la vita militare… L’esaltante poesia della guerra… La contentezza di vivere oggi da italiani fascisti imperiali… Una forte e propulsiva ambizione individuale (…) rispettosa davanti ai meriti dei concorrenti… Una generosità umana pronta a trasformarsi in una assistenza attiva… Un’adorazione del nuovo… L’istinto e la velocità del movimento”.

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  56. Se si considera l’atteggiamento di Romano nei confronti della guerra, degli avversari, delle macchine; il suo rapporto con la moglie; il modo in cui fa uso di aerei, motoscafi, sottomarini, automobili, carri armati; la frenesia dell’azione: beh, sembrerebbe che Caesar abbia fatto propri i quindici punti marinettiani, più che le direttive del ministro della Cultura Dino Alfieri agli editori e direttori di giornali per ragazzi convocati il 17 novembre 1938. In esse, tra l’altro, genericamente si chiedeva: “La stampa per i ragazzi dovrà essenzialmente assolvere una funzione educativa, esaltando l’eroismo italiano, soprattutto militare, la razza italiana, la storia presente e passata dell’Italia. L’avventura avrà la sua parte, purché sia audace e sana, ripudiando tutto ciò che vi è nelle storie criminali, paradossali, tenebrose e moralmente equivoche che inquinavano tanta parte della stampa per ragazzi. I caratteri somatici dei personaggi dovranno essere spiccatamente italiani”. Le direttive avrebbero dovute essere “attuate entro il mese di dicembre”, anche perché dal 1° gennaio 1939 sarebbe scattata “l’abolizione completa di tutto il materiale d’importazione straniera, facendo eccezione per le creazioni di Walt Disney, che si distaccano dalle altre per il loro valore artistico e per la sostanziale moralità”…
    Ma, lette con attenzione tutte le storie del nostro eroe, oltre che “lieto, leale, forte, coraggioso” secondo la “Legge Vitt”, possiamo dire che Romano è anche stoico e impassibile di fronte ai pericoli, magnanimo, generoso, altruista, nobile di cuore e sentimenti, con un profondo senso dell’onore, temerario. Gli esempi non mancano: ne Il serto bianco (18ª puntata), mentre tutti fuggono terrorizzati di fronte al bimotore che sta slittando via, Romano considera: “Strano! Come perdono subito la calma!” e, al momento giusto, riesce a salire a bordo del velivolo; e sempre “calmo e con i nervi a posto” continua a puntare i riflettori nel cielo notturno alla ricerca di aerei nemici mentre tutti scappano sotto un mitragliamento (Romano nel Tibet, 12ª puntata); in Negli abissi del mare (5ª puntata) sceso sul fondo con il suo scafandro speciale, Romano, “arrivato in vicinanza del relitto, incontra i miseri resti di un palombaro che sprovvisto dei mezzi adatti pagava la sua audacia con la vita.

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  57. Commosso Romano si ferma un minuto in raccoglimento per onorare l’infelice”; ne Il nemico invisibile (23ª puntata) un idrovolante sta per bombardare gli indigeni che circondano il nostro eroe e i suoi amici: “Romano intuisce l’attacco e credendo ormai inutile un ulteriore spargimento di sangue, segnala con due razzi di cessare il bombardamento”; in Per l’Italia (9ª puntata) prigioniero in un fortino inglese sotto attacco italiano, “stoicamente attende la sua fine” e pensa: “Morirò in una tana, ma col mio sacrificio ho salvato i miei compagni”; in Ain El Gazala (4ª puntata) durante un duello fra il suo Macchi 202 ed uno Spitfire vedendosi colpito dirige il suo aereo contro il nemico stile kamikaze lanciandosi con il paracadute all’ultimo istante; in Caposaldo “P” (2ª puntata) catturato nel deserto da due neozelandesi per fuggire non li uccide, ma “si libera dei suoi avversari colpendoli ad un piede”; in Romano nel Tibet (10ª puntata), dopo uno scontro fra mongoli e tungani, il nostro eroe “osserva che prima di tornare al campo è doveroso provvedere ai feriti anche nemici”, quindi, dopo la caduta di un aereo avversario (13ª puntata), “seguendo il suo impulso generoso, Romano corre sul luogo del sinistro per prestare eventuale soccorso al caduto aviatore”.
    Di più. Volendo si può considerare il nostro eroe un ecologista ante litteram! Ne Il deserto bianco, prima (11ª puntata) viene descritta la caccia alle foche degli eschimesi in questo modo: “Con incredibile abilità e velocità essi sanno colpire a morte le foche senza farle soffrire inutilmente. Vengono cacciate solo le foche grandi; le altre sono lasciate in libertà”; poi (24ª puntata) Caesar descrive la “pesca elettrica” che al pesce “fa perdere i sensi e salire alla superficie come morto. È quindi facile ai pescatori raccogliere con reti a mano i pesci utili al commercio e lasciare gli altri che dopo poco riprendono vita senza alcun danno alla loro salute”…
    Questo particolare ci permette di aggiungere che nelle storie di Romano c’è pure un intento didattico tecnico-scientifico, caratteristico sia di Caesar sia de Il Vittorioso. Le avventure del nostro eroe danno lo spunto a varie tavole esplicative come questa sulla “pesca elettrica”, e altre sulla colorazione di nero della neve per facilitarne lo scioglimento, sul funzionamento di macchine e l’illustrazione di esperimenti, “spaccati” di aerei, il metodo in cui vengono effettuate le triangolazioni, la descrizione dei recuperi sottomarini, notizie sulle tecniche di volo e la potenza dei motori e così via.

    Gianfranco de Turris

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  58. Ritorno un attimo per esprimee la mia idea ,peraltro condivisa da molti, che il romanzo di Patrick K. Dick "The man in the hight castle" tradotto anche come "La svastica sul sole", non sia un basato sull'azione e con l'intreccio tipico della spy story, ma l'ambientazione collocata in un futuro alternativo serve soprattutto a Dick per approfondire l'introspezione dei personaggi: uno scrittore vero, non uno dei soliti ciarlatani.

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  59. Tomaso sta giocando a scopone scientifico con Tiglath Pileser III, un dinosauro di Joe Kubert, Sargon di Akkad e Patrick Dick che si accende un sigaro e racconta di come in altre realtà parallele, sempre all'interno della matrice, il suo nome sia Philip.

    Gli androidi sognano pecore elettriche? Silver Surfer cosa sogna?

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  60. In quella che mi pare l'ultima edizione italiana del famoso romanzo di Philip K. Dick ( 2002. Fanucci ,Roma), " Ma gli androidi sognano pecore elettriche". risalente al lontano 1968, sia nella corposa prefazione che nella postfazione, vengono sviscerati storia della genesi e dell'evoluzione del romanzo. Quindi tutto o quasi è stato detto.
    Però ancor più si approfondisce il tema nell'ambito di un altro volume dovuto sempre al Nostro, ossia " Rapporto di minoranza e altri racconti" Fanucci ed.2002: a pag. 203 ecco l'intervista tratta da "What if Our World is Their Heaven?"con tanto di titolo " The final conversation of Philip K, Dick", fatta all'autore da Lee e Elaine a proposito del film "Blade runner" e dintorni.
    Insomma, la lista bibliografica sul Nostro è assai nutrita e consta di interviste , articoli e saggi apparsi nei più vari contenitori, quasi tutto in inglese e penso di arduo reperimento.
    Se qualcuno volesse erudirsi a proposito, dovrebbe sudare le proverbiali sette camicie!
    Comunque con il fatto che l'anno scorso, 2015, è uscita negli States e forse(?) in Gran Bretagna la prima serie di episodi televisivi di " The man in the high castle" tradotto da noi, paese di santi , poeti , navigatori ecc, anche come " La svastica sul sole", la critica si è scatenata e Dick sta godendo di rifulgente gloria postuma.
    Ora è in lavorazione la seconda serie di episodi.
    Ho cercato di informarmi se e quando la prima serie arriverà anche in Italia, ma non ho cavato un ragnetto dal buco.
    Chissà, se è uscita o uscirà su qualche canale televisivo a pagamento, io non potrò guardarla, poichè non ho intenzione di pagare nulla aldilà del canone, che già è un fatto che mi rompe le scatole.
    Qualcuno ha notizie di questo intrigante affare???

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